WOLFGANG SCHMIDTKE ORCHESTRA (D/I) - “TO KURT WEILL” - Pubblicato da parkhotellaurin

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Informazioni evento

ALL THAT MUSIC — JAZZ
WOLFGANG SCHMIDTKE ORCHESTRA (D/I) - “TO KURT WEILL”

BASTIAN STEIN, NIKOLAUS NEUSER, JOHN-DENNIS RENKEN , RYAN CARNIAUX trumpets
ANKE LUCKS, GERHARD GSCHLO?ßL, MATTHIAS MUCHE trombones
PETER CAZZANELLI bass trombone
KRISTINA BRODERSEN alto saxophone
WOLFGANG SCHMIDTKE tenor & soprano saxophones, arrangements
MATTHEW HALPIN tenor saxophone
THORSTEN SCHMIDT baritone saxophone
MICHAEL LO?SCH piano
HARO ELLER double bass
BERND OEZSEVIM drums

Il rapporto di Wolfgang Schmidtke con Kurt Weill si spiega con la sua decennale collaborazione come musicista nel pezzo di danza di Pina Bausch "Fürchtet Euch nicht". In esso, Pina ha utilizzato brani come Surabaya Johnny, Matrosensong e anche Alabama Song. Nel corso dell'adattamento della musica di Weill, è nata l'idea di scrivere una suite che mira chiaramente a incorporare elementi dell'estetica di Kurt Weill nella propria, tanto semplice quanto sfacciata credibilità di strada.

Contatti :

Date e orari evento :

Note sugli orari :

Reservation required 0471 311570
10 € supplement on the first drink from 21:00

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  • Alla fine del 1946 Richard Strauss traspone in musica la poesia “Al tramonto” di Joseph von Eichendorff. Nel 1948 legge le opere liriche di Hermann Hesse e, pochi mesi più tardi, l’ormai ottantaquattrenne ha già completato tre Lieder con le sue poesie. Dopo la sua morte nel settembre 1949, l’editore Ernst Roth riunisce le opere per orchestra sotto il titolo “Quattro ultimi Lieder” – un grandioso necrologo al Lied romantico in cui il compositore cita anche il suo poema sinfonico “Morte e trasfigurazione”, composto 60 anni prima. “Nulla di originale” oppure “il primo vero evento musicale del XX secolo”? La quarta sinfonia di Gustav Mahler, composta originariamente nel 1899 e 1900 come umoresca sinfonica, lascia il pubblico interdetto. L’opera rinuncia al pathos romantico, l’organico orchestrale è ridotto, a prima vista il programma non è riconoscibile. La stravagante marcia funebre (“Totentanz”) nel secondo movimento è seguita nel finale – vero e proprio fulcro dell’opera verso cui tutto converge – dal Lied “Der Himmel hängt voller Geigen”, tratto da “Des Knaben Wunderhorn”. “Balliamo e saltelliamo”, esultano gli angeli in paradiso sul sottofondo di una musica che, affievolendosi a mano a mano, pare opporsi a quel senso dell’umorismo naif e infantile. Così Mahler descrive il mondo “all’incontrario” da lui raffigurato: “È tutto sottosopra, non vi è più alcun rapporto di causalità! È come scorgere all’improvviso la parte nascosta della luna.”
  • Joseph Haydn Trio in la magg., XV: 18 Camille Saint-Saëns Trio fa magg., op. 18, n. 1 Ludwig van Beethoven Trio in si bem. magg. op. 97 >Arciduca
  • Suite per vibrafono, percussioni, oggetti sonori Pasquale Mirra: vibraphone & effects Considerato tra i vibrafonisti più interessanti della scena italiana ed internazionale ha collaborato con grandi improvvisatori della scena mondiale, tra i quali: Mulatu Astatkè, Michel Portal, Shabaka Hutchings, Rob Mazurek, Moor Mother, Trilok Gurtu, William Parker, Gerald Cleaver, Damon Locks, Fred Frith, Nicole Mitchell, Hank Roberts, Ernst Rijseger, Chad Taylor, Ballakè Sissoko, Jeff Parker, Tomeka Reid, Jamie Branch, Jamie Saft, Tristan Honsinger, Butch Morris, James Brandon Lewis e molti altri. Pasquale presenta così il suo progetto: “Come nel cubismo assistiamo alla frammentazione degli oggetti e delle forme in geometrie multiple, le quali creano una sorta di ‘molteplicità’ visiva, così nella performance ‘Moderatamente Solo’ dal titolo ‘Suite dalla forma bidimensionale’ ritroviamo una serie di composizioni che lo spettatore può ascoltare, ma anche immaginare, percependole da diverse angolazioni sonore. Il mio intento è di suonare composizioni e canzoni ‘scomposte’ e di giocare, così come farebbe un’artista del periodo cubista, con la geometria, la scomposizione, e la rappresentazione simultanea al fine di creare una serie visiva che sfida la percezione tradizionale della forma e dello spazio.”

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