SUGARPIE AND THE CANDYMEN “SOMETHING’S COOKING” - Pubblicato da parkhotellaurin

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Informazioni evento

ALL THAT MUSIC — SWING
SUGARPIE AND THE CANDYMEN
“SOMETHING’S COOKING” (I)

Lara Ferrari, vocals
Jacopo Delfini, manouche guitar, vocals
Renato Podesta?, guitar, vocals
Alessandro Cassani, bass
Roberto Lupo, drums

Il loro marchio di fabbrica, fin dall’inizio, e? stato modellare i classici del rock e pop in uno stile retro? che evoca il jazz manouche, l’era dello swing e il primo rock and roll, con arrangiamenti vocali e strumentali allo stesso tempo virtuosistici e pieni di humor. In questa occasione presenteranno l’ultimo lavoro discografico “Something’s Cookin” uscito lo scorso novembre e presentato in anteprima all’Umbria Jazz 2022.

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Date e orari evento :

Note sugli orari :

Reservation required 0471 311570
10 € supplement on the first drink from 21:00

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  • La pampa argentina “non è solo un ambiente fisico, ma anche una forma di vita” constata il filosofo Carlos Astrada nel 1948 nel suo libro “El mito Gaucho”. In due opere per pianoforte e violoncello (Pampanea n. 1 e n. 2) e in una Pastorale sinfonica (Pampanea n. 3), anche il compositore argentino Alberto Ginastero si occupa – quasi contemporaneamente – della vita nella vasta pianura erbosa senza alberi. Nel 1941, l’impresario Lincoln Kirstein gli commissiona la composizione di un balletto in atto unico con cinque scene per la sua compagnia “American Ballet Caravan”, che un anno dopo si scioglierà. La musica di Ginestra, strettamente legata alla vita dei gauchos, viene ugualmente eseguita per la prima volta nel 1943 – sotto forma di suite in quattro movimenti per sala da concerto – al Teatro Colón di Buenos Aires. Diventa subito un successo mondiale. Dalla “spiritualità” della pampa allo “Sturm und Drang” del XVIII secolo europeo: un Mozart sedicenne compone il Divertimento K 136 nella primavera del 1772 per il principe-arcivescovo di Salisburgo. Con la sua Sinfonia n. 29, due anni dopo si allontana dai modelli italiani, come sottolinea il ricercatore mozartiano Albert Einstein, superando gli elementi decorativi con una “finezza da musica da camera” con cui rifugge tutto ciò che vi è di convenzionale e di banale. La sinfonia porta con sé un’aria di freschezza e novità. Un giovane genio inizia a farsi strada verso uno stile tutto suo.
  • Alla fine del 1946 Richard Strauss traspone in musica la poesia “Al tramonto” di Joseph von Eichendorff. Nel 1948 legge le opere liriche di Hermann Hesse e, pochi mesi più tardi, l’ormai ottantaquattrenne ha già completato tre Lieder con le sue poesie. Dopo la sua morte nel settembre 1949, l’editore Ernst Roth riunisce le opere per orchestra sotto il titolo “Quattro ultimi Lieder” – un grandioso necrologo al Lied romantico in cui il compositore cita anche il suo poema sinfonico “Morte e trasfigurazione”, composto 60 anni prima. “Nulla di originale” oppure “il primo vero evento musicale del XX secolo”? La quarta sinfonia di Gustav Mahler, composta originariamente nel 1899 e 1900 come umoresca sinfonica, lascia il pubblico interdetto. L’opera rinuncia al pathos romantico, l’organico orchestrale è ridotto, a prima vista il programma non è riconoscibile. La stravagante marcia funebre (“Totentanz”) nel secondo movimento è seguita nel finale – vero e proprio fulcro dell’opera verso cui tutto converge – dal Lied “Der Himmel hängt voller Geigen”, tratto da “Des Knaben Wunderhorn”. “Balliamo e saltelliamo”, esultano gli angeli in paradiso sul sottofondo di una musica che, affievolendosi a mano a mano, pare opporsi a quel senso dell’umorismo naif e infantile. Così Mahler descrive il mondo “all’incontrario” da lui raffigurato: “È tutto sottosopra, non vi è più alcun rapporto di causalità! È come scorgere all’improvviso la parte nascosta della luna.”
  • Urban Impressionism (Piano Solo) è il nuovo EP di Dardust, otto brani per pianoforte solo che rileggono in chiave intima e minimale l'omonomo album pubblicato per Artist First e Sony Masterworks. In questa versione spogliate e pure, il pianista, compositore e produttore - tra le figure più influenti della scena neoclassica contemporanea - ridefinisce il suo universo sonoro, abbattendo i confini tra musica e arti visive. Le architetture urbane si trasformano in linee melodiche essenziali mentre le pennellate dell'impressionismo diventano armonie sospese, capaci di evocare immagini interiori e paesaggi emotivi. Con il solo pianoforte, Dardust costruisce un dialogo raffinato tra classicismo e contemporaneità, un'esperienza immersiva dove la precisione delle geometrie incontra la delicatezza del colore e la forma si dissolve in suggestione. Più che un ascolto, è un invito a lasciarsi attraversare dal suono: un percorso sensoriale che svela la magia di un linguaggio musicale capace di unire spazio, luce ed emozione in un un'unica, intensa visione. Rassegna Racconti di Musica - Associazione L'Obiettivo

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