MUSEION FACTORY: Teatro de los Sentidos - Pubblicato da martin_inside

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Informazioni evento

MUSEION FACTORY
Participatory Residency con Teatro de los Sentidos

Residenza partecipativa | 4 novembre 2022 – 8 novembre 2022

Una residenza d’artista partecipativa di cinque giorni e due eventi aperti al pubblico con il Teatro de Los Sentidos

Il workshop userà come strumento principale il gioco, il corpo e la sua capacità di sentire, per creare uno spazio espositivo che inviti a essere abitato e a vivere l’opera d’arte. I due eventi, realizzati per questa occasione, coinvolgono il pubblico nel processo di attivazione dei sensi e di condivisione dell’esperienza.

Dopo la residenza partecipativa con l’artista Otis Mensah, Museion Art Club, incubatore culturale per l’incremento della cultura contemporanea in Alto Adige, presenta MUSEION FACTORY SENSORIAL PERFORMING ART una residenza d’artista partecipativa di cinque giorni e due eventi aperti al pubblico con Gabriel Hernandez Ladino, de il Teatro de Los Sentidos. Con MUSEION FACTORY SENSORIAL PERFORMING ART Museion vuole coinvolgere pubblici diversi a un’esperienza partecipata attraverso le possibili forme espressive del corpo e del linguaggio.

Teatro de Los Sentidos promuove lo sviluppo di metodologie volte ad animare uno spazio e a ricrearlo poeticamente, facendo in modo che l’esperienza tocchi sia il pubblico – imaginantes – che l’attore – inhabitant, come loro amano definirli. Dal 4 all’8 novembre 2022 il workshop si propone di realizzare esercizi sensoriali che risveglino nel partecipante capacità creative di situazioni poetiche a partire dalla propria memoria corporea.

Un laboratorio per divertirsi, conoscere sé stessi attraverso gli occhi dell’altro, avvicinarsi al linguaggio teatrale sensoriale e rendersi conto che la realtà, anche se non sempre è ciò che sembra, può anche essere ciò che vogliamo che sia. Un modo per stimolare, attraverso l’olfatto, l’udito, il gusto, i sensi sopiti e scoprire cose che non sappiamo di poter fare, nascoste nel nostro corpo.

In occasione di questa residenza d’artista partecipativa, il museo ha scelto di realizzare due appuntamenti aperti al pubblico: sabato 05 novembre alle ore 19.00 con ART & FOOD un momento conviviale in collaborazione con Alma 9 e Federica Randazzo ospitato dal Teatro de Los Sentidos, i/le partecipanti si troveranno in una situazione sospesa nel tempo. Attraverso suoni, profumi e colori, i sensi sopiti verranno stimolati a sviluppare il loro potenziale espressivo. Il nostro corpo ricorda e i ricordi possono essere utilizzati per caricare il nostro presente, costruire le nostre storie o farle ancora più nostre.

Martedì 8 novembre invece dalle 18.00 alle 20.00, il Teatro de Los Sentidos e i partecipanti alla residenza mettono in scena la performance UNBOXING THE ART. Una performance intima, che vede protagonista ogni partecipante della residenza, che coinvolge al massimo 2/3 spettatori per volta nel “micromondo sensoriale” che ha sviluppato durante l’esperienza di 5 giorni con il Teatro de Los Sentidos.

PROGRAMMA RESIDENZA ARTISTICA

Venerdì 4 novembre: dalle 13.30 alle 17.30
Sabato 5 novembre: dalle 10.00 alle 14.00
Domenica 6 novembre: dalle 13.30 alle 17.30
Lunedì 7 novembre: dalle 13.30 alle 17.30
Martedì 8 novembre dalle 16.30 alle 20.30

MUSEION Casa Atelier

Posti disponibili: 16
Costo: 50 euro (intero), 25 euro (studenti)
Prenotazioni tramite Eventbrite
Lingua: inglese – italiano – tedesco – spagnolo

APPUNTAMENTI APERTI AL PUBBLICO:

Sabato 5 novembre, ore 19 | ART & FOOD

MUSEION Casa Atelier
Posti disponibili: 30
Costo: 15€, IVA inclusa
Prenotazioni tramite Eventbrite

Martedì 8 novembre, dalle 18 alle 20 | UNBOXING THE ART

Sala multifunzionale -1, Museion
Ingresso gratuito
Prenotazioni tramite Eventbrite

Contatti :

Date e orari evento :

L'evento si tiene dal 04 Nov 2022 al 08 Nov 2022

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  • Museion è lieto di presentare una grande mostra dedicata a Franco Vaccari (Modena, 1936–2025), una delle voci più innovative dell’arte del secondo dopoguerra e dell’arte concettuale in Italia. Riunendo opere fotografiche, video, libri d’artista e materiali d’archivio, la mostra propone per la prima volta un’estesa esplorazione degli ambienti come nucleo centrale della sua pratica artistica. Ideata in occasione di quello che sarebbe stato il novantesimo compleanno dell’artista, l’esposizione rappresenta la prima ampia presentazione istituzionale del suo lavoro in Italia dopo oltre un decennio e lo colloca all’interno di un più ampio discorso internazionale sulla partecipazione del pubblico, che mette in primo piano il ruolo attivo dei visitatori e delle visitatrici nella costruzione stessa dell’opera. Formatosi come fisico prima di dedicarsi all’arte alla fine degli anni Sessanta, Franco Vaccari ha sviluppato una pratica che ha costantemente messo in discussione l’idea dell’opera d’arte come oggetto statico. Piuttosto che produrre opere autonome e compiute, ha concepito i suoi progetti come esposizioni in tempo reale, in cui l’opera si sviluppa nel tempo ed è modellata dalla presenza e dalle azioni del pubblico. Questo approccio attraversa oltre cinquant’anni di produzione artistica, riunendo lavori realizzati con media diversi – dalla fotografia e dal cinema al suono, al video e ai primi progetti basati su internet. Per Vaccari, la tecnologia svolge un ruolo centrale nel modo in cui la realtà viene percepita, ricordata e condivisa. Nel saggio fondamentale Fotografia e inconscio tecnologico (1979), Vaccari ha descritto questo approccio artistico come un “occultamento dell’autore”. Anziché presentare un’opera finita, egli crea le condizioni affinché il significato emerga attraverso l’interazione, il caso e la presenza collettiva. Il pubblico non è quindi un osservatore passivo, ma una componente essenziale dell’opera stessa. Questo principio trova la sua espressione più compiuta negli ambienti di Vaccari: architetture spesso temporanee che trasformano gli spazi espositivi in luoghi di esperienza. Realizzati senza un intento progettuale o architettonico specifico, ma spesso costruiti con materiali di uso quotidiano o di recupero, questi lavori restano aperti all’imprevedibilità, privilegiando ciò che accade al loro interno rispetto alla loro struttura fisica. La mostra è suddivisa in nuclei tematici e si sviluppa attraverso una sequenza di ambienti e altre opere che esplorano aspetti chiave della pratica di Vaccari. Temi come le tracce lasciate dalle persone, l’inconscio collettivo e la formazione della memoria guidano sia la lettura delle opere sia il progetto espositivo, realizzato da Fosbury Architecture. Il percorso si apre con progetti incentrati sull’oscurità come modalità di avvicinamento all’inconscio e al mondo del sogno, invitando il pubblico a una “discesa” interiore, al tempo stesso metaforica e reale. In questo contesto attenuato, la percezione rallenta e le modalità abituali di visione lasciano spazio a un’esperienza più attenta e sensoriale. Ambienti come La Scultura Buia (1968), Esposizione in tempo reale n. 19, Codemondo (1980) ed Esposizione in tempo reale n. 20, Ambiente grigio multiuso, scatola per sondare lo spazio vicino e lontano (1987) creano situazioni in cui l’esperienza personale diventa parte di uno spazio condiviso. La mostra prosegue con ambienti che affrontano l’interesse di Vaccari per le tracce della presenza umana negli spazi pubblici urbani e per le dinamiche sociali delle comunità temporanee. Accanto al progetto iconico Esposizione in tempo reale n. 4, Lascia su queste pareti una traccia fotografica del tuo passaggio, presentato alla Biennale di Venezia del 1972, e al suo sviluppo Photomatic d’Italia (1972–75), ambizioso progetto realizzato attraverso cabine fotografiche installate in spazi pubblici in tutta Italia, la mostra presenta anche Esposizione in tempo reale n. 21, Bar Code – Code Bar (1993) e Mini cinema (2003). Queste opere esplorano l’interazione sociale, i comportamenti collettivi e i momenti di incontro spontaneo. Nel corso dell’esposizione, gli ambienti di Vaccari non sono presentati come ricostruzioni statiche, ma come situazioni riattivate, fedeli alle intenzioni originarie dell’artista e capaci di dialogare con il pubblico contemporaneo. La collezione di Museion comprende circa venti opere di Franco Vaccari, per la maggior parte provenienti dall’Archivio di Nuova Scrittura donato al museo nel 2020. Questo nucleo include alcuni dei primi lavori verbo-visivi che segnano gli esordi di Vaccari come poeta visivo e che già prefigurano il suo interesse costante per il linguaggio, le tracce e la presenza umana. L’inclusione di alcune di queste opere in mostra sottolinea la continuità tra la sua ricerca iniziale e il patrimonio stesso del museo. Franco Vaccari Franco Vaccari nasce a Modena il 18 giugno 1936 e riceve una formazione scientifica, laureandosi in fisica. Dopo aver avviato la sua carriera artistica come poeta visivo, nel 1969 realizza la prima Esposizione in tempo reale, introducendo il concetto che diventerà centrale nella sua pratica. La sua pratica si articola attraverso diversi approcci, ma è frequentemente interpretata nell’ambito del realismo concettuale. Tra le sue opere più celebri figura Esposizione in tempo reale n. 4, Lascia su queste pareti una traccia fotografica del tuo passaggio, presentata in una sala personale all’interno del Padiglione Centrale della Biennale di Venezia nel 1972; Vaccari tornerà alla Biennale con sale personali anche nel 1980 e nel 1993. Accanto alla produzione artistica, Vaccari ha sviluppato un’importante attività teorica, pubblicando testi fondamentali come Duchamp e l’occultamento del lavoro (1978) e Fotografia e inconscio tecnologico (1979). Il suo lavoro è stato presentato a livello internazionale in mostre e istituzioni di primo piano, tra cui la Biennale di Gwangju in Corea del Sud, la Kunsthalle Basel, il Musée de l’Elysée di Losanna, Mostyn in Galles, la Fondazione Morra Greco di Napoli e la Triennale di Milano, tra le altre. Franco Vaccari è scomparso nel 2025.

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