ALPENTALES – Neues aus den Bergen - Pubblicato da martin_inside

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Informazioni evento

Il progetto Alpentales racconta storie musicali - aneddoti e racconti di tutti i giorni quanto favole tipiche dell´arco alpino nella Commenda di Longomoso.

Le composizioni sono strettamente legate alla vita in montagna, interpretate dai cinque musicisti proponendo un mix particolare di suoni tradizione e moderni.

Johanna Dumfart – fisarmonica e canto,
Johanna Mader – violino,
Elias Mader – flicorno,
Jakob Köhle – drums e percussioni,
Joachim Pedarnig – contrabbasso.

Contatti :

Date e orari evento :

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  • Domenica 8 marzo - ore 11:00 Jazz Mattinee & dalle ore 10.00 Frühschoppen. con DAMIANA DELLANTONIO QUARTET (Italia) Damiana Dellantonio - voce Federico Bosio - chitarra Giulio Corini - contrabbasso Enrico Tommasini - batteria Damiana Dellantonio nasce a Cavalese (provincia di Trento) nel 1994. Figlia d’arte, inizia ad esibirsi in contesti locali già da giovanissima e nel corso degli anni nascono i suoi gruppi stabili, con cui canta un repertorio che va dagli standard jazz alle cover dei grandi pilasti della musica funk, acid jazz e soul. Estende la propria attività concertistica oltre il territorio valligiano con la partecipazione a festival musicali quali Dolomiti Ski Jazz, Valsugana Jazz Tour, The 1000 Streets’ Orchestra (Trieste), Grotte D’Estate (Castellana Grotte), ArtCity (Roma, Vittoriano), Rovereto Jazz. Decide di specializzarsi nel repertorio jazzistico e studia al Conservatorio F. Bonporti di Trento con le docenti Barbara Raimondi ed Elisabetta Antonini. Consegue il Diploma Accademico di Primo Livello in Canto Jazz, un percorso volto ad approfondire lo studio della vocalità nella musica leggera, l’improvvisazione, le tecniche di arrangiamento. Come strumento complementare alla voce sceglie il pianoforte. Parallelamente agli studi presso il Conservatorio, Damiana approfondisce lo studio del repertorio neo soul/elettronico e la composizione di musiche inedite e testi presso Saint Louis College of Music di Roma con l’insegnante Serena Brancale, con la quale, oltre al percorso formativo, avvia una collaborazione artistica. Il concerto offre una selezione di canzoni internazionali in un repertorio che spazia tra generi e culture, unendo melodie e ritmi da diverse parti del mondo. La talentuosa cantante fiemmese è accompagnata dall’eccellenza del jazz bresciano.
  • Nel settembre 1872 Carl Ferdinand Pohl, il bibliotecario della Società viennese degli amici della musica, sottopone all’attenzione del suo direttore artistico Johannes Brahms sei “Feldparthien”: sono sei divertimenti per strumenti a fiato attribuiti a Haydn. Nell’estate 1873 Brahms scrive variazioni su un corale composto dai sei divertimenti, “allenandosi” così nella progressiva trasformazione ed evoluzione degli elementi costitutivi e dei motivi della sua musica nonché nell’arrangiamento orchestrale che più avanti caratterizzerà la sua opera sinfonica. Con il suo unico concerto per violino ultimato, nel 1806 Beethoven fa evolvere ulteriormente un genere che sino ad allora andava dal concerto dei maestri barocchi italiani fino a Mozart. L’opera a impianto sinfonico con un primo movimento lunghissimo sembra avvicinarsi più ai concerti per violino di Brahms, Tchaikovksy o Sibelius che non ai predecessori del XVIII secolo. Il 12 maggio 1926 viene eseguita per la prima volta la Prima sinfonia di Shostakovich – suo lavoro di diploma al Conservatorio di Leningrado – che verrà poi fatta conoscere a livello internazionale da Bruno Walter e Arturo Toscanini. Shostakovich si rivela da subito un mattacchione: nella partitura del diciannovenne, influenze di Stravinsky, Prokofiev, Mahler e Hindemith si fondono in un linguaggio tonale originale e puntiglioso, con acrobazie dettate dall’ironia e comicità che all’epoca si potevano ammirare al circo o nei film muti, ma non ancora nelle sale da concerto.
  • Steven Bernstein: slide trumpet Brogan Krauss: sax Tony Scherr: bass Kenny Wollesen: drums Con l’ultimo lavoro discografico "The Hard Way" e la sua ricca tela di groove elettroacustici, Bernstein e i suoi fidati sodali dimostrano un impulso modernizzante ma anche una base altrettanto forte nelle radici del jazz e della canzone americana. La loro immersione in una vasta gamma di musica contemporanea è coerente con l'esperienza camaleontica di Bernstein al fianco di Lou Reed, Levon Helm, Hal Willner, Sam Rivers, Bernie Worrell, Henry Butler, U2, Little Feat e una miriade di altre leggende. Funky, blues, con una dissonanza sbrindellata evocata dal tono gutturale del sassofono di Krauss e segnata dal caratteristico lamento del raro corno di Bernstein, Sexmob continua a tracciare nuovi percorsi nella musica creativa del 21° secolo. Uno dei concerti imperdibili che al Carambolage diventa due volte più bello!

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