Occidente verso Oriente: musiche per convivere - Pubblicato da MUSICISTA

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Informazioni evento

Occidente verso Oriente: musiche per convivere
Incontri sulle tradizioni musicali

Martedì 15 settembre. Ore 17 Max Castlunger & Friends - Africa in musica
Martedi 22 settembre, ore 17 Ignazio Macchiarella - Tradizioni musicali mediterranee
Martedì 29 settembre, ore 17 Corrado Bungaro - Tendenze musicali interculturali in Italia
Martedì 6 ottobre, ore 17, Jamal Ouassini - Tradizione araba del Marocco
Martedì 13 ottobre, ore 17, Lilia Ianeva Satta - Musica, relazioni e convivenza - presentazione del metodo


Coordinatore: Adel Jabbar
Organizzatore: Roberto Satta

Conferenze online gratuite su GoToMeeting, con iscrizione obbligatoria tramite email associazioneartbolzanobozen@gmail.com

Il corso è riconosciuto come aggiornamento per i docenti

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Contatti :

Date e orari evento :

L'evento si tiene dal 15 Set 2020 al 13 Ott 2020

Note sugli orari :

Incontri gratuiti sulla piattaforma GoToMeeting con obbligo di iscrizione all'email associazioneartbolzanobozen@gmail.com oppure su http://corsiepercorsi.retecivica.bz.it/corso.asp?cors_id=248507

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  • Nel settembre 1872 Carl Ferdinand Pohl, il bibliotecario della Società viennese degli amici della musica, sottopone all’attenzione del suo direttore artistico Johannes Brahms sei “Feldparthien”: sono sei divertimenti per strumenti a fiato attribuiti a Haydn. Nell’estate 1873 Brahms scrive variazioni su un corale composto dai sei divertimenti, “allenandosi” così nella progressiva trasformazione ed evoluzione degli elementi costitutivi e dei motivi della sua musica nonché nell’arrangiamento orchestrale che più avanti caratterizzerà la sua opera sinfonica. Con il suo unico concerto per violino ultimato, nel 1806 Beethoven fa evolvere ulteriormente un genere che sino ad allora andava dal concerto dei maestri barocchi italiani fino a Mozart. L’opera a impianto sinfonico con un primo movimento lunghissimo sembra avvicinarsi più ai concerti per violino di Brahms, Tchaikovksy o Sibelius che non ai predecessori del XVIII secolo. Il 12 maggio 1926 viene eseguita per la prima volta la Prima sinfonia di Shostakovich – suo lavoro di diploma al Conservatorio di Leningrado – che verrà poi fatta conoscere a livello internazionale da Bruno Walter e Arturo Toscanini. Shostakovich si rivela da subito un mattacchione: nella partitura del diciannovenne, influenze di Stravinsky, Prokofiev, Mahler e Hindemith si fondono in un linguaggio tonale originale e puntiglioso, con acrobazie dettate dall’ironia e comicità che all’epoca si potevano ammirare al circo o nei film muti, ma non ancora nelle sale da concerto.
  • Ludwig van Beethoven Quartetto n. 11 in fa min., op. 95 Anton Webern Langsamer Satz (1905) Franz Schubert Quaretto d'archi in la min., D 804, op. 29 (Rosamunde)
  • Alla fine del 1946 Richard Strauss traspone in musica la poesia “Al tramonto” di Joseph von Eichendorff. Nel 1948 legge le opere liriche di Hermann Hesse e, pochi mesi più tardi, l’ormai ottantaquattrenne ha già completato tre Lieder con le sue poesie. Dopo la sua morte nel settembre 1949, l’editore Ernst Roth riunisce le opere per orchestra sotto il titolo “Quattro ultimi Lieder” – un grandioso necrologo al Lied romantico in cui il compositore cita anche il suo poema sinfonico “Morte e trasfigurazione”, composto 60 anni prima. “Nulla di originale” oppure “il primo vero evento musicale del XX secolo”? La quarta sinfonia di Gustav Mahler, composta originariamente nel 1899 e 1900 come umoresca sinfonica, lascia il pubblico interdetto. L’opera rinuncia al pathos romantico, l’organico orchestrale è ridotto, a prima vista il programma non è riconoscibile. La stravagante marcia funebre (“Totentanz”) nel secondo movimento è seguita nel finale – vero e proprio fulcro dell’opera verso cui tutto converge – dal Lied “Der Himmel hängt voller Geigen”, tratto da “Des Knaben Wunderhorn”. “Balliamo e saltelliamo”, esultano gli angeli in paradiso sul sottofondo di una musica che, affievolendosi a mano a mano, pare opporsi a quel senso dell’umorismo naif e infantile. Così Mahler descrive il mondo “all’incontrario” da lui raffigurato: “È tutto sottosopra, non vi è più alcun rapporto di causalità! È come scorgere all’improvviso la parte nascosta della luna.”

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