surPrize 2019 - Lucchettino Classic - Pubblicato da valentina_inside

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Informazioni evento

Luca Regina e Tino Fimiani – i Lucchettino – sono la coppia più eccentrica della scena comica italiana. Il loro destino si unisce in un giorno, all’apparenza normale, del 1993, in un negozio di magia a Torino. L’incontro è casuale, tra mazzi di carte e bastoni volanti.
Incominciano insieme con il teatro di strada per poi conquistare le piazze più grandi d'Europa, Africa e America. Si sono ispirati a clown muti come Jacques Tati e Mr. Bean, ma hanno creato il proprio stile, mescolando in giuste dosi illusionismo, cabaret, arti circensi e recitazione pura. Nel frattempo lavorano insieme a personaggi come Jango Edwards e Arturo Bracchetti, sono presenti in tutto il mondo nei teatri e festival più rinomati e sono ospiti di spettacoli televisivi. La loro filosofia: fare uno spettacolo capace di aprirsi alla varietà di discipline che il teatro contemporaneo offre. www.lucchettino.com

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Date e orari evento :

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  • L'evento si tiene dal 18 Nov 2026 al 22 Nov 2026
    Un anziano professore aspetta nella sua stanza l’arrivo del proprio figlio, che lo accompagnerà nella casa di riposo dove ha scelto di stabilirsi, per lasciare più spazio ai nipoti. Durante l’attesa, densa d’inquietudine e malinconia, dialoga con il ricordo della moglie, morta molti anni prima. È una conversazione ricca di tenerezze, memorie e di struggenti verità: la vecchiaia, la paura della morte, la fredda prospettiva dell’ospizio, dove poi il protagonista si arrenderà allo scorrere del tempo e della vita. Scritto nei primi anni Novanta, tradotto e pubblicato in molte lingue e rappresentato in più di 20 Paesi, Le ultime lune di Furio Bordon è un capolavoro, considerato un vero classico. La sua scrittura potente, raffinata, ironica e vera conduce in un universo palpitante di tensioni, di dinamiche familiari e intime, tutte condivisibili. Interpretato per la prima volta nel 1995 da un memorabile Marcello Mastroianni, è ora Alessandro Haber, sotto la guida di Paolo Valerio, ad affrontare in modo poetico, ma anche dolorosamente sincero, del tema della fragilità della vecchiaia. di Furio Bordon con Alessandro Haber regia Paolo Valerio produzione Il Rossetti Teatro Stabile Del Friuli Venezia Giulia, Goldenart Production
  • L'evento si tiene dal 16 Gen 2027 al 24 Gen 2027
    di Federico García Lorca traduzione a cura di Hans Magnus Enzensberger Bernarda Alba si ritira nel lutto, tra le mura della sua casa. Dopo la morte del secondo marito, impone alle cinque figlie otto anni di isolamento forzato, come vuole la tradizione. Il silenzio deve essere assoluto per non nutrire la curiosità del paese. Non una parola verso l’esterno, non una persona oltre la soglia di quelle spesse mura avvolte nel lutto. Nella plumbea calura estiva, il mondo si stringe attorno ad Angustias, Magdalena, Amelia, Martirio e Adela. Angustias, la figlia maggiore nata dal primo matrimonio e unica erede, si lega a Pepe el Romano, che nel regime autoritario di Bernarda innesca tra le donne una lotta disperata per la libertà. Federico García Lorca, nato nel 1898 a Fuente Vaqueros (Andalusia), compose i tre atti de La casa di Bernarda Alba, con l’intenzione di essere un “documento fotografico accurato”. La completò a ridosso del suo assassinio, avvenuto nel 1936 per mano dei falangisti. “Il dramma delle donne di Spagna” è un’allegoria profetica sull’ascesa del fascismo in Europa. Noto per il suo grande teatro di prosa e per la precisione nel delineare i personaggi, il regista Matthias Rippert segue la traccia psicologica della traduzione di Enzensberger, addentrandosi nel gioco crudele dell’oppressione e affidando la scena, come fece Lorca, a un potente cast composto esclusivamente da donne.
  • Thom Luz Nella penombra di una radura boschiva, tra i resti di un’auto ridotta a un cumulo di lamiere fumanti, una radio agonizzante diffonde le note di Felix Mendelssohn Bartholdy. Su questo scenario fatto di rottami e sogni da salotto, cinque artefici del suono e dell’illusione danno forma alla loro opera: un montaggio minuzioso che, nel corso della performance, ricompone ogni scheggia e ogni risonanza in una scultura sonora dello schianto. In dialogo con questo ammasso di rottami in lenta ricomposizione, un trio elettroacustico di musica da camera dilata il ciclo pianistico di Mendelssohn, Lieder ohne Worte, esplorando nuove dimensioni di riverberi e paesaggi sonori. Così, la fine di un road movie diventa l’incipit dell’ultimo esperimento di teatro musicale del regista e scenografo svizzero Thom Luz. Lieder ohne Worte parla di shock e di afasia, di cambi di prospettiva, di distruzione e futuro, ma anche della necessaria ricostruzione del presente. Come siamo finiti a schiantarci contro un muro? Siamo ancora vivi? E adesso? Laddove le parole non bastano, i suoni si riorganizzano. Dal dialogo tra immagini catastrofiche e sovrapposizioni musicali scaturisce una composizione spaziale sottile, frutto di una riflessione minuziosa. Lo spettacolo contiene pochi dialoghi in tedesco, inglese e francese, con sottotitoli.

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