La coscienza di Zeno - Pubblicato da

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Informazioni evento

Dal romanzo di Italo Svevo. Di Tullio Kezich
Regia Maurizio Scaparro. Con Giuseppe Pambieri
TEATRO CARCANO
Il fumo, il matrimonio, la morte del padre, la moglie, l\'amante e persino il lavoro. Nella vita di Zeno Cosini nulla va come dovrebbe andare: dall\'U.S., ovvero l\'ultima sigaretta che ultima non sarà mai, al suo matrimonio con Augusta, l\'unica di quattro sorelle che non avrebbe mai voluto sposare, alla fine della relazione con la giovane amante Carla. Ed è proprio il protagonista di queste disavventure a raccontarci in prima persona la sua tragicomica inettitudine nel diario destinato al Dottor S., suo psicanalista. Pubblicata nel 1923, La coscienza di Zeno, capolavoro di Italo Svevo, trovò la scena letteraria italiana ancora impreparata ad accogliere un testo dall\'architettura nuova, che si discostava completamente dai canoni ottocenteschi. Zeno Cosini è un commerciante benestante, che racconta in prima persona la propria vita in modo così ironicamente disincantato e distaccato, che l\'esistenza gli appare tragica e insieme comica. Nel diario che tiene regolarmente su consiglio del suo psicanalista, Zeno ha maturato alcune convinzioni: la vita è lotta, l\'inettitudine non è più un destino individuale, ma un fatto universale, la vita è una "malattia" e la nostra coscienza un gioco comico e assurdo di autoinganni più o meno consapevoli.

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  • Opera Aperta Come si crea un’opera sotto la minaccia quotidiana della guerra? Il collettivo ucraino Opera Aperta risponde a questa domanda con un lavoro interdisciplinare che unisce teatro, musica e riflessione politica. Mōdraniht. Songs of Winter War è il viaggio di un ensemble artistico attraverso stili, testi, temporalità, macro e microstorie. Il progetto si radica in un percorso reale del collettivo attraverso geografie ferite e ritualità ancestrali: dai Monti Carpazi, segnati da conflitti e trasformazioni politiche, al Mar d’Aral in Uzbekistan, emblema di una delle più gravi catastrofi ambientali causate dall’uomo, fino al fenomeno de “La Vijanera” a Silió, in Cantabria, antico carnevale che sopravvive come festa comunitaria. Immaginario drammaturgico del lavoro è la Mōdraniht, la “Notte delle Madri”, antico rito pagano anglosassone legato al solstizio d’inverno. Un’opera di teatro musicale potente e di grande attualità, capace di trasformare conflitti reali, traumi bellici e catastrofi ambientali in una narrazione rituale. Consigliato a partire dai 18 anni. La performance contiene nudità. Vengono utilizzati effetti stroboscopici e suoni ad alto volume.
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