Voci della Val Gardena - (1918-2018) - 100° Anniversario - Pubblicato da Gigliotti

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Informazioni evento

ARCHEOPHONICA
Sound & Media Research
di Gigliotti Francesco

con la collaborazione dell'Ass.Cult. "Officina delle Articolate" e "Uscita-Ausweg" - Bolzano

presentano

“Voci della Val Gardena”
(1918-2018)
100° Anniversario

Presentazione ed ascolto degli antichi documenti audio in lingua ladina effettuati nel 1918 in Val Gardena ad opera di studiosi filologi austriaci durante l’Impero Austro-Ungarico. I contenuti delle registrazioni contengono frammenti di voce popolare in lingua autoctona, echi di suoni e di voci lontane più di cento anni, ma tutt’oggi udibili. Documenti di assoluta novità, mai ascoltati, mai editi. Con questa pubblicazione si andrà così a colmare non solo un vuoto editoriale della produzione discografica in Alto Adige/Suedtirolo, ma si aggiungerà un interessante contributo mancante allo studio della cultura e della lingua ladina.


In occasione del 100° anniversario (1918-2018) delle prime registrazioni audio in lingua ladina che il ricercatore, filologo austriaco Prof. K.Ettmayer effettuò in Val Gardena nel 1918 per conto del Phonogramarchiv - Akademie der Wissenschaften in Wien - OAW) verrà presentata la mostra della Collezione privata di Gigliotti Francesco composta da antichi fonografi dal 1887 al 1920, illustrazioni dell’epoca cilindri sonori, libri ed accessori vari. La mostra, ideata, allestita e curata dal collezionista e ricercatore indipendente Gigliotti Francesco in collaborazione con le Associazioni culturali “Officina delle Articolate” ed “Uscita-Ausweg” di Bolzano, è attualmente composta da 25 fonografi dell’epoca, dal 1877 al 1920 (tra questi anche il mitico fonografo Class M creato da T.A. Edison nel 1888) comprendendo un centinaio di raffigurazioni rare: articoli di giornali, annunci pubblicitari, vignette, documenti, curiosità oltre che un repertorio di cilindri sonori originali con registrazioni musicali dell’epoca, libri e cataloghi che permetteranno al visitatore di vedere, ascoltare e conoscere da vicino il primo mezzo meccanico inventato dall’uomo per l’incisione e la riproduzione sonora che ha cambiato radicalmente il modo di comunicare al mondo: il fonografo.

Programma:
-Introduzione e presentazione a cura del ricercatore Francesco Gigliotti
-Intervento e ascolto a cura della Prof.ssa Gerda Lechleitner e del Prof. Franz Lechleitner del Phonogrammarchiv – Akademie der Wissenschaften in Wien (OAW)

Contatti :

Date e orari evento :

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  • Inaugurazione: venerdì 05.06.2026 alle ore18:00, nella sala delle mostre del Circolo Culturale e Artistico di Ortisei Introduzione: Eva von Ingram Harpf I lavori esposti di Mirjiam Heiler e Arnold Holzknecht nascono da un approccio processuale basato sulla variazione, la ripetizione e minimi spostamenti. La loro pratica artistica si muove tra rigore costruttivo e suggestioni organiche ed è strettamente legata all’arte concreta e minimalista. Il punto di partenza è sempre un atto di riduzione formale, inteso non come impoverimento, ma come condensazione consapevole. Questo approccio richiede una visione rallentata e rende visibili complesse trame relazionali che derivano dalla riduzione, dall’ordine e dalla ripetizione, dalla struttura e dalla deviazione, nonché dal rapporto di tensione tra precisione e sfocatura. In particolare nell’opera di Mirijam Heiler (nata nel 1991 a Bressanone, vive e lavora a Bolzano) emerge un procedimento di disegno che ricorda le pratiche religiose: ritualizzato, concentrato, potenzialmente teorico e che si protrae all’infinito. Minime deviazioni e irregolarità aprono sottili fratture attraverso le quali il significato non viene fissato, ma rinegoziato continuamente. I segni che ne derivano formano una sorta di “scrittura asemantica”, un sistema di segni privo di funzione referenziale, che sfugge consapevolmente a qualsiasi lettura univoca. Le sue strutture funzionano come metafora di ritiro, appartenenza e temporanea sicurezza. Segnano un consapevole allontanamento dalla sovrabbondanza, dal rumore e dalla sovradeterminazione narrativa del presente. Nella ripetizione concentrata e nell’omissione consapevole si crea uno spazio per l’analisi del significato nel quotidiano. La qualità delle sue opere risiede nella loro leggibilità universale e nella loro apertura. Arnold Holzknecht (nato nel 1960 a Bressanone, vive e lavora a Ortisei) si colloca come artista la cui opera si sviluppa costantemente nel campo di tensione tra scultura, disegno e impostazione pittorica. Partendo da una formazione scultorea, il materiale – legno, favi, aghi di pino e altre sostanze organiche – costituisce il punto di partenza primario del suo lavoro. Le opere di Holzknecht si muovono tra rigore costruttivo e aspetto organico, tra impostazione controllata e un momento di apparente crescita. Strutture lineari, stratificazioni e ordini seriali generano ritmi visivi che mirano meno alla leggibilità iconica che ai processi percettivi. In questo senso, le sue opere non vanno intese primariamente come oggetti chiusi, ma come campi in cui la visione si dispiega nel tempo. La dicotomia spesso sottolineata tra ordine e gesto non viene dissolta da Holzknecht, ma mantenuta in modo produttivo. Controllo e apertura, costruzione e intuizione sono in un continuo scambio che si manifesta sia nell’elaborazione formale sia nella percezione da parte degli spettatori. Entrambe le posizioni artistiche sono accomunate dal tentativo di affrontare la complessità del presente con il silenzio – attraverso la riduzione, l’attenzione e una pratica che non rivendica l’apertura, ma la rende possibile.
  • L'evento si tiene dal 17 Giu 2026 al 24 Gen 2026
    Con Fede, dubbio, forma, la mostra illumina le molte sfaccettature del religioso nell’arte contemporanea: la fragilità della verità, nuovi sguardi sull’iconografia cristiana, la tensione tra etica ed estetica, la mediatizzazione della fede e gli abissi esistenziali tra inizio e fine. Avvicinandosi al divino attraverso la creatività, le artiste e gli artisti pongono domande essenziali al nostro tempo: In che modo il sacro ci ispira ancora oggi? E cosa hanno ancora da dirsi arte e religione? Le opere esposte diventano chiavi per comprendere la complessità del presente e aprono nuovi spazi di pensiero, riflessione ed esperienza. Artiste e artisti partecipanti: Thomas Sterna, Alexander Wierer, Tom Marseiler, Anton Christian, Mirijam Heiler, Flavio Senoner, Hermann Nitsch, Hubert Kostner, Martina Stuflesser e Thaddäus Salcher

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