FABRIZIO FAVALE - ZIMMERFREI - FIRST ROSE / ARGON - Pubblicato da FondazioneHaydnStiftung

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Informazioni evento

Chapter three - Plasma / The Boreal Boy - The Boy Marine


Coreografia Fabrizio Favale / Le Supplici

Immagine Anna de Manincor / Zimmerfrei

Sound Massimo Carozzi / Zimmerfrei

Oggetti e azioni sceniche First Rose

Con Vincenzo Cappuccio, Giulio Germano Cervi

Durata 90 min

In coproduzione con Bolzano Danza, Museion

Coreografo molto apprezzato nel panorama nazionale per la capacità di dar voce a una danza siderale e ipnotica frutto dell’esperienza maturata nel post modern americano e nella compagnia di Virgilio Sieni, Fabrizio Favale da oltre quindici anni conduce una propria singolare ricerca con la compagnia Le Supplici di cui è fondatore. A lui è stata affidata l’edizione 2018 della “Museion Media Façade”, con un ciclo di tre incontri organizzati congiuntamente da Museion (a cura di Frida Carazzato) e Bolzano Danza. Favale ha pensato a un progetto in tre capitoli intitolato Argon, dal nome del gas che costituisce l’atmosfera terrestre utilizzato anche per l’incandescenza delle lampadine, in cui sviluppa concetti di variazione di stato della materia: da liquido a solido a gassoso. Ricalcando e utilizzando la verticalità e la fluidità tra dentro/fuori dell’architettura di Museion, Argon mette in relazione densità materiche diramate da un nodo di luce. Danzatori in carne e ossa pronti a sparire tra eccessi di luce e nebbia, ma anche video realizzati dal collettivo ZimmerFrei (Anna de Manincor) proiettati sulla facciata di vetro che si riverberano all’interno realizzati su isole lontane nonché nel sottosuolo del più grande laboratorio di fisica delle particelle d’Europa. Relazione di interscambio tra spazi e materia completata dai manufatti del duo First Rose: strutture aeree sospese a mezz’aria all’interno di Museion ma anche attrezzature tecniche in continuo movimento.

Contatti :

Date e orari evento :

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Tra le sue opere più celebri figura Esposizione in tempo reale n. 4, Lascia su queste pareti una traccia fotografica del tuo passaggio, presentata in una sala personale all’interno del Padiglione Centrale della Biennale di Venezia nel 1972; Vaccari tornerà alla Biennale con sale personali anche nel 1980 e nel 1993. Accanto alla produzione artistica, Vaccari ha sviluppato un’importante attività teorica, pubblicando testi fondamentali come Duchamp e l’occultamento del lavoro (1978) e Fotografia e inconscio tecnologico (1979). Il suo lavoro è stato presentato a livello internazionale in mostre e istituzioni di primo piano, tra cui la Biennale di Gwangju in Corea del Sud, la Kunsthalle Basel, il Musée de l’Elysée di Losanna, Mostyn in Galles, la Fondazione Morra Greco di Napoli e la Triennale di Milano, tra le altre. Franco Vaccari è scomparso nel 2025.

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