Balletto Civile (I) - Pubblicato da knormand

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Informazioni evento

How long is now #Bolzano
Coreografia e Ideazione Michela Lucenti, Maurizio Camilli
Musica Julia Kent
Per il secondo anno consecutivo, Balletto Civile torna al Festival per proseguire il progetto “bolzanopeople” che ha riscosso grandi successi la scorsa edizione con la performance Tentativo #1 scaturita da un laboratorio di tre settimane condotto dalla compagnia nelle Case di Riposo Don Bosco e Villa Europa. Per il festival 2013 hanno pensato ad un nuovo lavoro, intitolato How long is now #Bolzano, nel quale Michela Lucenti e Maurizio Camilli svilupperanno i concetti di cittadinanza e di appartenenza, insieme a dieci danzatori professionisti e ad alcuni ospiti delle due Case di Riposo di Bolzano già coinvolte lo scorso anno in collaborazione con Azienda Servizi Sociali Bolzano. Con loro la celeberrima violoncellista Julia Kent (nel suo curriculum anche la colonna sonora dell’ultimo film di Paolo Sorrentino This Must Be the Place) che creerà una partitura originale attraverso una riscrittura del Bolero di Maurice Ravel. “Il processo di inclusione più onesto e autentico che conosciamo – scrivono gli autori Lucenti e Camilli - è quello del palcoscenico, consapevoli di come in realtà in questo spazio magico il limite tra comportamenti cooperative e comportamenti competitivi sia molto labile. La nostra poetica insegue la prima ipotesi, al fine di ricreare le dinamiche virtuose della vita e proporle su quelle tavole creando una condivisione e un senso di partecipazione irripetibile. Per questo motivo abbiamo scelto di confrontarci con la “vecchia guardia”, pensando ad un laboratorio rivolto innanzitutto a chi ha molti anni di vita sulle spalle, per rubare i loro segreti, per dialogare con le nuove generazioni cannibali alle porte.”

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    Un Futuro che omaggia Philip Dick: una ragazza su un tavolo operatorio vende pezzi del proprio corpo per pagarsi gli studi. Sono destinati ad androidi che li comprano per sostituire parti robotiche del loro. Per ogni pezzo organico venduto, la ragazza riceve soldi e un sostituto robotico del pezzo mancante. Il movimento è reciproco (e paradossale): mentre gli esseri umani si smontano, si impoveriscono, sostituiscono organi con protesi artificiali, gli androidi si ricompongono e acquistano statuto biologico. L’affascinante testo di Chiara Arrigoni, vincitore del Premio Nazionale di Drammaturgia Omissis 2025 viene indagato dalla regista Ivonne Capece in un reading performativo perturbante in cui la sala operatoria diventa un centro di gravità. Tutto accade lì: la dissezione del corpo e la proliferazione dei ricordi. Il corpo umano è fermo, anestetizzato, ma la sua mente continua a produrre immagini, dialoghi domestici, voci pubblicitarie, conversazioni, ricordi, monologhi interiori. Il tempo dell’intervento diventa la cornice dentro cui scorrono i flash della vita. Più il corpo viene smontato, più la memoria si accende. Uno slittamento che ricorda una delle intuizioni più affascinanti della fantascienza contemporanea, quella formulata da Philip K. Dick nel romanzo Do Androids Dream of Electric Sheep? e portata sullo schermo da Ridley Scott in Blade Runner. L' idea che la vera frontiera tra umano e artificiale non sia biologica ma emotiva, sociale, economica. In Dick gli androidi desiderano esperienze umane, memoria, empatia. In Segmentarsi il desiderio prende una forma ancora più radicale: gli androidi acquistano il corpo umano, gli umani acquistano il futuro vendendo se stessi. La domanda di Dick "Cosa significa essere umani?" è diventata più brutale: quanto vale esserlo? Il risultato è un rito contemporaneo a metà tra chirurgia e sacrificio, una fiaba tecnologica collegata al valore. Bolzano, Sala Danza, dal 29 aprile al 2 maggio ore 18:00 SEG MEN TAR SI Dis-integrazione dell’umano drammaturgia Chiara Arrigoni regia Ivonne Capece interpreti Stefano Carenza, Silvia Di Cesare, Ion Donà, Pasquale Montemurro curatela del progetto Maddalena Massafra Menzione speciale Franco Quadri al Premio Riccione per il Teatro 2025 Testo vincitore del PREMIO NAZIONALE DI DRAMMATURGIA OMISSIS 2025 con il supporto di Theatron 2.0

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