16° Festival internazionale per ottoni di Merano: Super Brass - London - Pubblicato da martin_inside

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  • Corso Libertà 31, Merano, BZ
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Informazioni evento

Superbrass è stata fondata nel 2005 e riunisce i migliori strumentisti a fiato e percussione della scena musicale londinese. I musicisti sono membri delle più prestigiose orchestre di Londra, quali la London Symphony Orchestra, la London Philharmonic Orchestra e la Royal Philharmonic Orchestra, la BBC Symphony Orchestra e la London Sinfonietta.
Nel 2010 Superbrass ha fondato una propria etichetta discografica indipendente, con la quale sono usciti sul mercato, a breve distanza uno dall‘altro, due CD dai titoli:„Under the Spell of Spain“ e „Brass Taps“.
Il direttore artistico di questa eccezionale band è Roger Argente, che vanta una più che ventennale esperienza come musicista all‘interno delle prestigiose orchestre prima menzionate. Roger Argente ha lavorato e collaborato con musicisti e direttori d‘orchestra di fama internazionale quali Ashkenazy, Dutoit, Gatti, Gergiev, Haitink, Maazel, Previn, Rattle, Rostropovich, Temirikanov e Zuckerman.
Argente propone masterclass e si esibisce come solista a tutt‘oggi in Armenia, Azerbaijan, Canada, Francia, Olanda, Italia, Giappone, Singapore, Spagna, Taiwan e negli Stati Uniti.

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Date e orari evento :

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  • Concerto: Johann Strauss – Musica d’intrattenimento del XIX secolo Pianoforte: Radim Akopian Il programma è composto da splendidi brani (molti dei quali molto rari e eseguiti al massimo ogni 10–20 anni) di Johann Strauss e della sua famiglia, oltre che di altri compositori di musica d’intrattenimento, tra cui Carl Michael Ziehrer, Paul Lincke e Robert Stolz. Il “re del valzer” Johann Strauss non compose solo valzer, ma anche brani di altri generi, come polka, polka-veloce e marcia, che verranno eseguiti nel concerto. Bellezza e grazia non sono solo attributi del valzer, ma anche della marcia. Ai compositori tedeschi, e in particolare a quelli austriaci, riuscì di trasformare una marcia, originariamente di natura seria e puramente funzionale, in musica leggera ed elegante. Radim Akopian interpreta la musica di Strauss e dei compositori della sua epoca seguendo la propria visione, avvicinando valzer, polke e marce il più possibile alla versione orchestrale originale. Nel lavoro su opere di Strauss, ha studiato in dettaglio le registrazioni orchestrali e le partiture, aggiungendo alla sua esecuzione pianistica quei dettagli e quella precisione che spesso mancano nelle riduzioni semplificate per pianoforte. Questo è un lavoro molto interessante e al tempo stesso molto complesso. Delle registrazioni di Strauss, solo circa il 20% è veramente valido. È difficile comprendere come si debba interpretare stilisticamente il valzer viennese — motivo per cui quasi tutte le buone registrazioni sono effettuate dai Wiener Philharmoniker o da altre orchestre austriache. Ci sono anche brani che non sono mai stati registrati. Oppure brani che, pur essendo stati registrati, non hanno partiture acquistabili. Tutte queste difficoltà rappresentano una certa barriera per lo studio di questa musica, ma fungono anche da motivazione per farla conoscere. Ingresso con offerta libera Programma: 1. Johann Strauss II: Wo uns're Fahne weht!, Marsch 2. Eduard Strauss: Doctrinen, Walzer 3. Johann Strauss II: Neue pizzicato-Polka 4. Johann Strauss II: Aus den Bergen, Walzer Pausa breve - kurze Pause 5. Robert Stolz: UNO-Marsch 6. Carl Michael Ziehrer: Herrreinspaziert!, Walzer 7. Joseph Strauss: Aquarellen, Walzer 8. Johann Strauss: An der schönen blauen Danube, Walzer 9. Paul Lincke: Berliner Luft, Marsch
  • Simple Men – sono Thomas Mitterhofer, Jacob Geier e Thomas Schölzhorn. Fondato nel 2020, il trio musicale si esibisce in vari eventi e locali in Alto Adige. Insieme portano sul palco classici scelti con cura dei generi folk, blues e rock degli anni '60, '70 e '80. Ingresso libero
  • J. S. Bach: Concerto Brandeburghese n. 3 in Sol maggiore, BWV 1048 Jean Sibelius: Canzonetta, Op. 62a Vanni Moretto: Ex silentio (prima esecuzione italiana) W. A. Mozart: Concerto per pianoforte e orchestra in Mi bemolle maggiore, KV 271 “Jeunehomme” Si potrebbe considerare questo programma come un piccolo compendio su diversi modi in cui possono interagire, stare in relazione, i singoli elementi che formano un complesso orchestrale. Nel terzo Brandeburghese di Bach, scritto per un organico di nove archi (suddivisi in gruppi di tre) e basso continuo, i singoli componenti sono chiamati ad un fitto dialogo concertante in cui la responsabilità tanto dei passi solistici quanto della fitta trama pulsante che regge e sospinge l'intera composizione, è condivisa in modo paritario da tutti. Dopo questa sorta di bolide incandescente che, fatta salva la breve sospensione centrale, libera energia con uguale intensità per tutto l'arco del suo svolgimento, si passa alla "Canzonetta" di Jean Sibelius, tratta dalle musiche di scena per il dramma teatrale "Kuolema" (morte in filandese). Qui è la forza della della melodia che plasma la scrittura del brano organizzando le sezioni dell'ensemble nei ruoli di canto, affidato alternativamente ai primi violini e ai violoncelli e di accompagnamento. Il clima rarefatto, l'incedere e il "colore" del suono, preparano per assonanza al terzo brano in programma: Ex Silentio di Vanni Moretto. Presentato qui in prima esecuzione italiana, questo brano commissionato al compositore milanese nel 2024 dal Opéra-Théâtre di Clermont-Ferrand, configura una nuova distribuzione di ruoli dettata dalla forma del concerto per strumento solista ed orchestra. L'orchestra apre il brano offrendo un paesaggio dai contorni incerti da cui il violino solista trae gli elementi per disegnare forma e senso; da una parte il mondo, dall'altra l'esperienza individuale che lo interpreta e lo plasma nella propria interiorità e ne determina il racconto. Un altro brano per strumento solista e orchestra, questa volta non più di soli archi, conclude il programma. Si tratta del concerto per pianoforte e orchestra K.271 "Jeunehomme" di Mozart. Nell'evoluzione di questa forma a cui Mozart diede un enorme contributo, il Jeunehomme rappresenta uno snodo decisivo fra lo stile del periodo salisburghese e quello viennese. Il solista dialoga con l'orchestra fin dalle prime battute secondo una concezione che supera nettamente la giustapposizione solo/tutti, intrecciando i piani del discorso musicale nella logica di un rapporto di interscambio continuo. Il protagonista è appunto l'insieme di questo dialogare, ricchissimo di idee, sorprese, divagazioni e stati emotivi differenti. Una dinamica gerarchicamente mobile a cui concorrono con uguale forza di necessità solista e orchestra. Ensemble Conductus Veronica Egger – Violino di spalla e concertatore Luca Buratto – Pianoforte Marcello Fera – Violino solista e direttore

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