Eve Egoyan + Ah!kosmos - Pubblicato da Transart

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Informazioni evento

· Serata in due atti ·

The Augmented Piano
Audio-visual piano music by Canadian composer
Live Concert by Ah!Kosmos
Producer and performer based in Berlin & Istanbul.

The Augmented Piano
Pianoforte Eve Egoyan
Nicole Lizée > David Lynch Etudes für Klavier und Video (2015) > IE PI > 15’-25’
Chiyoko Slavnics > Constellation I-III für Klavier und Sinuswellen (2011) > IE PI > 10’
Ann Southam > Simple Lines of Inquiry (2007) mit dem Video Machine for Taking Time von David Rokeby (2006-2007) > IE PI > 40’-60’
La pianista di origine armena Eve Egoyan attua un’investigazione su come si possa integrare il suono con le immagini. In David Lynch Etudes suoni e immagini tratti da film e serie TV del celebre regista David Lynch sono manipolati e accompagnati dal suono di un pianoforte, andando a creare un viaggio immersivo e psichedelico, specchio della natura dei lavori di Lynch: surreali, assurdi, a tratti violenti e inquietanti e raffiguranti scene atemporali, dialoghi contorti e finali illogici. Chiyoko Szlavnics utilizza suoni dilatati come compagni del pianoforte e ricerca in questo modo la dialettica fra l’andamento regolare del pianoforte e la variabile degli spostamenti delle onde sinusoidali. In Simple Lines of Enquiry e Machine for Taking Time di David Rokeby due forme d’arte di per sè indipendenti si incontrano: musica e video non sono direttamente sincronizzati, ma si animano a vicenda.
Saranno i suoni electro-ambient e le composizioni analogiche ed elettroniche di Ah!Kosmos a concludere la serata ad Alpewa. La produttrice e musicista turca Ah!Kosmos sperimenta come le vibrazioni dei suoni e le melodie risonino nei corpi dell’ascoltatore.

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  • Nel settembre 1872 Carl Ferdinand Pohl, il bibliotecario della Società viennese degli amici della musica, sottopone all’attenzione del suo direttore artistico Johannes Brahms sei “Feldparthien”: sono sei divertimenti per strumenti a fiato attribuiti a Haydn. Nell’estate 1873 Brahms scrive variazioni su un corale composto dai sei divertimenti, “allenandosi” così nella progressiva trasformazione ed evoluzione degli elementi costitutivi e dei motivi della sua musica nonché nell’arrangiamento orchestrale che più avanti caratterizzerà la sua opera sinfonica. Con il suo unico concerto per violino ultimato, nel 1806 Beethoven fa evolvere ulteriormente un genere che sino ad allora andava dal concerto dei maestri barocchi italiani fino a Mozart. L’opera a impianto sinfonico con un primo movimento lunghissimo sembra avvicinarsi più ai concerti per violino di Brahms, Tchaikovksy o Sibelius che non ai predecessori del XVIII secolo. Il 12 maggio 1926 viene eseguita per la prima volta la Prima sinfonia di Shostakovich – suo lavoro di diploma al Conservatorio di Leningrado – che verrà poi fatta conoscere a livello internazionale da Bruno Walter e Arturo Toscanini. Shostakovich si rivela da subito un mattacchione: nella partitura del diciannovenne, influenze di Stravinsky, Prokofiev, Mahler e Hindemith si fondono in un linguaggio tonale originale e puntiglioso, con acrobazie dettate dall’ironia e comicità che all’epoca si potevano ammirare al circo o nei film muti, ma non ancora nelle sale da concerto.
  • La pampa argentina “non è solo un ambiente fisico, ma anche una forma di vita” constata il filosofo Carlos Astrada nel 1948 nel suo libro “El mito Gaucho”. In due opere per pianoforte e violoncello (Pampanea n. 1 e n. 2) e in una Pastorale sinfonica (Pampanea n. 3), anche il compositore argentino Alberto Ginastero si occupa – quasi contemporaneamente – della vita nella vasta pianura erbosa senza alberi. Nel 1941, l’impresario Lincoln Kirstein gli commissiona la composizione di un balletto in atto unico con cinque scene per la sua compagnia “American Ballet Caravan”, che un anno dopo si scioglierà. La musica di Ginestra, strettamente legata alla vita dei gauchos, viene ugualmente eseguita per la prima volta nel 1943 – sotto forma di suite in quattro movimenti per sala da concerto – al Teatro Colón di Buenos Aires. Diventa subito un successo mondiale. Dalla “spiritualità” della pampa allo “Sturm und Drang” del XVIII secolo europeo: un Mozart sedicenne compone il Divertimento K 136 nella primavera del 1772 per il principe-arcivescovo di Salisburgo. Con la sua Sinfonia n. 29, due anni dopo si allontana dai modelli italiani, come sottolinea il ricercatore mozartiano Albert Einstein, superando gli elementi decorativi con una “finezza da musica da camera” con cui rifugge tutto ciò che vi è di convenzionale e di banale. La sinfonia porta con sé un’aria di freschezza e novità. Un giovane genio inizia a farsi strada verso uno stile tutto suo.
  • Gianni Iorio in Concert with Fiorenzo Zeni, Matteo & Marco Facchin (I/BZ) Gianni Iorio: bandoneon Marco Facchin: piano Matteo Facchin: accordion Fiorenzo Zeni: sax Una serata speciale dedicata alla magia del tango e alle contaminazioni musicali. Protagonista sarà Gianni Iorio, pianista, compositore e uno dei più grandi interpreti europei del bandoneon, strumento simbolo del tango argentino. Artista di fama internazionale, Iorio ha calcato i palcoscenici più prestigiosi del mondo e collaborato con musicisti di spicco, portando il bandoneon oltre i confini tradizionali. Per questa occasione, Gianni Iorio sarà affiancato da tre musicisti di grande esperienza e versatilità. Il programma condurrà il pubblico in un viaggio tra le atmosfere del tango, le celebri pagine di Astor Piazzolla e suggestioni che si intrecciano con il mondo classico, come quelle di Antonio Vivaldi, in un dialogo musicale che unisce passione, improvvisazione ed eleganza.

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