Di: Annibale Ruccello
Regia: Claudio Tolcachir
Con: Valentina Picello
Scena: Cosimo Ferrigolo
Light designer: Fabio Bozzetta
Assistente alla regia: Leone Paragnani
Direttore di scena: Gianluca Tomasella
Sarta: Benedetta Nicoletti
Produzione Carnezzeria con/mit: Teatri di Bari, Teatro di Roma, in collaborazione con: AMAT & Teatri di Pesaro per RAM – Residenze Artistiche Marchigiane
Con il sostegno di: IILA – Organizzazione Internazionale Italo-Latino Americana
Distribuzione: Aldo Miguel Grompone, Roma
Un incontro artistico e umano tra il regista drammaturgo argentino Claudio Tolcachir e l’attrice italiana Valentina Picello
Un testo che indaga sul ruolo della donna nel tempo. L’indipendenza, la prospettiva di futuro, la solitudine, la mancanza di mezzi e di risorse. Con umorismo pungente e assurdo questa pièce ci conduce attraverso i labirinti della mente di un personaggio inconsueto, pieno di contraddizioni. Commovente e imbarazzante allo stesso tempo. Ciascuno di noi potrebbe conoscerla, incrociarla nella propria vita; ma potremmo anche essere lei. Sentirci così impotenti da prendere le decisioni peggiori. Un gioiello teatrale sul corpo di un’attrice unica, Valentina. La sua sensibilità, la sua immaginazione e l’infinita delicatezza della sua ironia danno a questo testo una impronta unica e piena di aria fresca. Una proposta molto netta: questa donna, il pubblico, e la vita in mezzo a loro. L’humor e la tragedia mischiati. Quel sorriso doloroso che ci attraversa e non ci lascia indifferenti.
– Claudio Tolcachir
Filo di Tesero “L. Deflorian” (Tesero - TN)
scenografia Giuseppe Guadagnini
costumi Chiara Gilmozzi, Elia Angelica Trettel, Molly Lucia Volcan, Luisa Alessandro Longo, Simone Rita Deflorian, Maddalena Longo
assistente di scena Tullia Carpella
luci e supporto tecnico Diego Fanton, Roberto Fanton, Franco Carpella
trucco e parrucco Elisabetta e Anna Deflorian, Anna Doliana
regia Michele Longo
durata: 95'
Quando, per ristrutturare la propria residenza e far fronte alle spese impreviste, si è costretti non solo ad abitare in affitto, ma anche a cercare un inquilino con cui dividere l’appartamento, qualche problema si può sempre verificare. Ma se l’agenzia incaricata, per un banale equivoco, scatenasse una serie di eventi nella casa tali da mettere a repentaglio la propria reputazione? E se, come non bastasse, si dovessero nascondere i retroscena all’impicciona portinaia e al suo divertito e sornione marito? Equivoco potrebbe chiamare equivoco tanto da far disperare sia i protagonisti sia gli spettatori di uscirne indenni!
La Filo di Tesero, dopo una fortunata stagione sull’onda della commedia musicale, affronta l’originale testo “Vin santo” di Roberto Giacomozzi, di cui alcune parti sono state tradotte, per uno scoppiettante ritorno alla commedia dialettale.
Buona domenica a teatro - UILT
von Simon Stephens
nach Anton Tschechows „Onkel Wanja“
Deutsch von Barbara Christ
Vanya trauert, um seine verstorbene Schwester, um sein vertanes Leben als Gutsverwalter in der Provinz, um seine vergebliche Liebe zu der mythisch schönen Helena, der jungen Frau seines schlecht alternden Schwagers Alexander. Als Alexander nach dem Karriereaus in der Großstadt zurück auf den Hof seiner Tochter Sonja kehrt, bricht die Sehnsucht aus: Sonja will den ehemals gutaussehenden Arzt und Waldfanaten Michael. Michael will Helena, die junge Frau des bankrotten Alexander. Alexander will den Hof seiner Tochter Sonja verkaufen. Und Vanya? Vanya will Alexander erschießen. In der provinziellen Enge träumen Tschechows Figuren voneinander und leben doch im Zeichen des Verzichts. Gibt es das noch, das Glück einer realen Begegnung?
Simon Stephens radikal-lyrische Adaption von Tschechows modernem Klassiker – ein Schauspieler spielt alle Figuren – schlägt den Bogen von den gesellschaftlichen Zersetzungsprozessen Ende des 19. Jahrhunderts zu der Verlust-Epoche Gegenwart. Das Solo, inszeniert von Rudolf Frey, setzt seinen Spieler – einsam – in die Mitte einer sich immer weiter vereinzelnden und parasozial vereinsamenden Gesellschaft. Der junge Südtiroler Schauspieler Fabian Mair Mitterer verleiht der Tschechowschen Welt mit ihren grassierenden FOMO- und No-Future-Gefühlen ein zeitgenössisches, tragikomisches Gesicht.
mit
Fabian Mair Mitterer
Regie
Rudolf Frey
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