Alessandro Sciarroni / Karim Zeriahen - Pubblicato da FondazioneHaydnStiftung

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Informazioni evento

FOLK-S_I’ll be your mirror version

Coreografia _ Alessandro Sciarroni
Video _ Karim Zeriahen

Alessandro Sciarroni torna al Festival con una performance contemporanea che si confronta con la tradizione popolare tirolese-bavarese dello Schuhplattler, danza che consiste nel battere ritmicamente le mani sulle proprie gambe e calzature. "FOLK-S_I’ll be your mirror version" è una versione site specific per gli spazi del Museion dello spettacolo FOLK-S _ will you still love me tomorrow? presentato in tutta Europa con grande successo ed ancora inedito in Sudtirolo. In quella che è una sorta di ‘gara di resistenza e trasmissione’, ogni danzatore rimane sul palco a danzare fino a quando riesce a garantire la precisione e il coordinamento; quando non ce la fa più, è libero di abbandonare la performance. Stesso assunto per il pubblico, che è libero di abbandonare la sala in qualsiasi momento. Ad affiancare Sciarroni l’artista Karim Zeriahen, che realizzerà il video per la facciata di Museion, mentre all’interno i danzatori eseguiranno un ‘rinnovato Schuhplattler’ affiancati nelle varie repliche da nuovi danzatori che vorranno apprenderlo, mantendo così viva la tradizione, le radici e la performance.

Contatti :

Date e orari evento :

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  • In occasione della Festa del Papà, giovedì 19 marzo 2026 alle ore 18:30, presso il Centro Lovera di Bolzano, si terrà la presentazione del libro “Padre e figlia nel panorama scolastico – Vater und Tochter in der Schullandschaft” di Heidi Niederkofler. L’opera propone una riflessione sensibile e attuale sul ruolo della figura paterna nel percorso educativo e scolastico, mettendo in luce il dialogo tra generazioni, l’importanza della presenza affettiva e il valore della collaborazione tra famiglia e scuola. Attraverso uno sguardo che intreccia esperienze personali e analisi del contesto educativo, il libro offre spunti di approfondimento rivolti a genitori, insegnanti e a tutti coloro che si occupano di formazione. L’incontro rappresenta un’occasione di confronto e condivisione sul tema della genitorialità e dell’educazione, in una giornata simbolicamente dedicata alla figura del padre. La cittadinanza è cordialmente invitata a partecipare.
  • L'evento si tiene dal 11 Feb 2026 al 25 Nov 2026
    11.02.26 – 25.11.26 Deutsch – English – Español – Français – Italiano Dove? Alla biblioteca don bosco di Laives. Quando? Due mercoledì al mese. Le date esatte sono le seguenti: 11 e 25 febbraio, 11 e 25 marzo, 15 e 29 aprile, 13 e 27 maggio, 10 e 24 giugno, 15 e 29 luglio, 12 e 26 agosto, 16 e 30 settembre, 14 e 28 ottobre, 11 e 25 novembre. L’orario è sempre lo stesso: dalle 20:30 alle 21:30. Come funziona? In biblioteca troverai una moderatrice o un moderatore per ogni tavolo, cioè per ogni lingua. In base alla lingua in cui vuoi esercitarti, scegli il tavolo, siediti e…inizia a chiacchierare! Parlerai con la moderatrice o il moderatore e con le altre persone come te sedute a quel tavolo. Se ti stanchi, puoi tranquillamente andare via o cambiare tavolo. In generale, è consigliato avere le conoscenze di base della lingua scelta per poter seguire la conversazione e partecipare attivamente. Quali lingue si parlano? Troverai tavoli per il francese, l’inglese, l’italiano, lo spagnolo e il tedesco. Se c’è qualche altra lingua che ti interessa particolarmente e che vorresti approfondire, puoi segnalarcelo agli incontri o scrivendoci una e-mail. Bisogna prenotarsi? È a pagamento? No, il Caffè delle lingue è gratuito e si può partecipare liberamente. Hai qualche domanda? Scrivici a info@laivescultura.it! Il Caffè delle lingue è un progetto del Comitato per l’Educazione permanete in lingua italiana del Comune di Laives, realizzato in collaborazione con la biblioteca don bosco di Laives. Con il sostegno del Comune di Laives e della Ripartizione Cultura Italiana della provincia Autonoma di Bolzano.
  • Fotografie, Illustrazioni e Progetti: Beatrice Citterio, Francesco Marinelli (Dolomiti Contemporanee), Jonathan Coen, Laboratorio OffTopic, Leonhard Angerer, Manuel Riz, Marco Gasparic (Broken Window Theory), Rob Hornstra, studentesse e studenti dei seminari di fotografia Bauer Anatomia e Dinamica di un Territorio in collaborazione con Dolomiti Contemporanee e TeSAF (UniPa), Teresa de Toni (Dolomiti Contemporanee), Till Aufschlanger (Broken Window Theory), Voci di Cortina. - Nella realtà climatica attuale, in cui l’innalzamento delle temperature colpisce le aree montane alpine il doppio rispetto alle pianure e la copertura nevosa è in continua diminuzione, i giochi olimpici invernali “più diffusi e sostenibili di sempre” stanno interessando un’area di circa 22.000 km², attraversando contesti ed ecosistemi profondamente diversi tra loro: da Milano a Cortina d’Ampezzo, da Bormio e Livigno alla Val di Fiemme, fino ad Anterselva e Verona, per un investimento pubblico di oltre 6 miliardi di euro. Ma cosa implica un evento di questa portata per i territori che lo ospitano? E soprattutto, è possibile parlare di sostenibilità sociale, economica e ambientale? Attraverso un’analisi visiva delle criticità del modello olimpico invernale e della sua legacy, Arcipelago Verticale ne mette in discussione pratiche e immaginari, evidenziandone la dipendenza strutturale dallo sfruttamento delle risorse locali, in particolare naturali e culturali. Ne emerge, primo tra tutti, un arcipelago idrico indispensabile alla sopravvivenza del modello economico, che si espande di anno in anno a monte dei versanti sciabili per consentirne l’innevamento, verticalizzando risorse e fondi pubblici su pochi nodi puntuali sparpagliati sulle Alpi e nelle Dolomiti, per le quali il ciclo insulare è iniziato milioni di anni fa. Il proliferare di queste infrastrutture produce una geografia frammentata, composta da superfici tecniche e aree di iper-sfruttamento tra loro connesse ma territorialmente discontinue. Sono isole i bacini artificiali – tre dei quali costruiti per i giochi olimpici invernali – come sono isole le centinaia di cantieri disseminati lungo l’arco alpino, a diverse altitudini: in corso, conclusi o in progettazione. Per alcuni, la data di consegna è fissata al 2032. L’arcipelago rappresenta infine anche la distanza politica tra i centri decisionali e la popolazione civile, resa insormontabile dall’urgenza del modello olimpico che ha impedito alle comunità locali di confrontarsi con chi ha preso decisioni cruciali sul proprio territorio. Questo ha vanificato sia l’opportunità di orientare investimenti consistenti verso strutture e modelli che notoriamente ne avrebbero avuto necessità, sia il sacrosanto diritto della popolazione di informarsi ed esprimersi sulle trasformazioni che la riguardano. Beatrice Citterio

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