Dopo “La vecchiaia è più tranquilla se la passi a Villa Arzilla” non potete perdervi questa nuova commedia. “C’è chi urla, c’è chi strilla, chi comanda a Villa Arzilla” è infatti il seguito della prima divertentissima storia.
Anche questa volta i protagonisti saranno i simpatici ospiti della casa di riposo, alle prese con vecchi acciacchi e nuove avventure. Per fortuna a rendere frizzante la vita all’interno della piccola comunità c’è la fisioterapista che farà innamorare tutti gli uomini che incontrerà nel suo cammino.
L’irruzione nel secondo atto di un personaggio a sorpresa sconvolgerà la vita di tutti i protagonisti. Ma cosa c’entrano Parigi, il Louvre, Lourdes, il Burundi e Apiro con il nostro ospizio? Lo scoprirete solo venendo a teatro!
Ah! Dimenticavamo la cosa più importante: preparatevi ad un finale a sorpresa, dove i veri protagonisti sarete voi spettatori!
Commedia brillante in due atti Adattamento e regia di Pietro Romagnoli
Compagnia Teatrale “G.LUCARONI” a.p.s. – Mogliano (MC)
Sinergie di Luce: Ginnastica Atesina e AMMO
durata: 120'
Dall’incontro tra la potenza del rock e l’eleganza del volo nasce una collaborazione inedita tra la Società Ginnastica Atesina e la band AMMO. Più che un semplice sodalizio artistico, il progetto è il racconto di un legame profondo: gli AMMO, un gruppo di amici e colleghi, portano nella loro musica storie di vita autentiche, attraversando i territori del dolore e della solitudine.
A dare corpo e anima a queste parole saranno le atlete dell’acrobatica aerea, un gruppo affiatato con un’età compresa tra gli 8 e i 16 anni. Attraverso coreografie sospese tra cielo e terra, le giovani ginnaste trasformeranno le vibrazioni musicali in movimento, interpretando i testi della band con la purezza che solo lo sguardo dei ragazzi possiede.
L’obiettivo di questa iniziativa è ambizioso e poetico: unire l’energia della musica rock alla disciplina della danza aerea per dimostrare che nessuna sofferenza è priva di una via d’uscita.
Attraverso questa fusione di arti, la Ginnastica Atesina e gli AMMO vogliono lanciare un messaggio di speranza universale: osservando il mondo con gli occhi dei bambini, è possibile scorgere quella luce che brilla sempre dietro ogni oscurità.
Buona domenica a teatro - UILT
Francesco rifiuta la spada, la restituisce al fabbro che l’ha forgiata: faccia vanghe e attrezzi per coltivare i campi. Francesco si congeda da Chiara, il suo grande amore, e lei come dono d’addio gli confeziona un saio fatto di tutte le pezze della condizione umana, un arlecchino di esperienze e di dolori. Francesco chiede agli uccelli: “Cosa posso insegnare agli uomini?” Sì perché sono gli animali oggi, che predicano a noi, ammesso che qualcuno sappia ancora capirli nella “lengua del Creator” (e se questa è il veneto, tanto meglio: capiranno anche gli animali-uomini). Francesco incontra un bambino sopravvissuto alla crociata, e per scaldarlo e consolarlo gioca con lui al presepio: statuine di amici (ancora umili animali) e di prepotenti, in ginocchio per domandargli scusa di tutte le stragi di innocenti. Francesco cieco si avvicina a Sorella Morte cantando la bellezza della vita. Francesco oggi è la rivoluzione, per qualsiasi rivoluzione ci vuole fede; e la fede “xe roba da Mati”.
Atto unico
Durata 85 minuti
testo di Fulvio Ervas e Roberto Cuppone
Regia di Roberto Cuppone
Gruppo Teatrale “Ass. Cult. IL SATIRO TEATRO” a.p.s. – Paese (TV)
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