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Informazioni evento

All'interno del convegno “Io con Te - l’approccio centrato sulla persona nei Servizi sociali”

Di: Michele Eynard
Con: Mathias Dallinger, Melanie Goldner, Daniele Bonino, Jason De Majo
Assistenza artistica: Paola Guerra
Una produzione: Teatro la Ribalta-Kunst der Vielfalt, Lebenshilfe Südtirol

Quattro attori “di/versi” della compagnia teatro la Ribalta-Kunst der Vielfalt, di cui due in carrozzina, si raccontano: i loro sogni, la loro vita quotidiana, gli sguardi degli altri, la necessità di essere sempre accompagnati, la mancanza di qualsiasi intimità, la perdita di autonomia che è la perdita di un privato. Con leggerezza e ironia, si ride e ci si commuove per la loro capacità di raccontarsi. Si possono immaginare così dentro mondi scoppiettanti che irridono alla realtà, che ci tiene con i piedi per terra. E sono, i loro, piedi di vento e di acqua, di sole e di sguardi, che ci fanno volare via legati alle vele che gonfieranno per noi. È S U P E R A B I L E, un piccolo ma per noi prezioso spettacolo, un teatro di figura, dove i nostri attori/di/versi sono gli interpreti e gli autori e le autrici.

Contatti :

Date e orari evento :

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  • L'evento si tiene dal 18 Nov 2026 al 22 Nov 2026
    Un anziano professore aspetta nella sua stanza l’arrivo del proprio figlio, che lo accompagnerà nella casa di riposo dove ha scelto di stabilirsi, per lasciare più spazio ai nipoti. Durante l’attesa, densa d’inquietudine e malinconia, dialoga con il ricordo della moglie, morta molti anni prima. È una conversazione ricca di tenerezze, memorie e di struggenti verità: la vecchiaia, la paura della morte, la fredda prospettiva dell’ospizio, dove poi il protagonista si arrenderà allo scorrere del tempo e della vita. Scritto nei primi anni Novanta, tradotto e pubblicato in molte lingue e rappresentato in più di 20 Paesi, Le ultime lune di Furio Bordon è un capolavoro, considerato un vero classico. La sua scrittura potente, raffinata, ironica e vera conduce in un universo palpitante di tensioni, di dinamiche familiari e intime, tutte condivisibili. Interpretato per la prima volta nel 1995 da un memorabile Marcello Mastroianni, è ora Alessandro Haber, sotto la guida di Paolo Valerio, ad affrontare in modo poetico, ma anche dolorosamente sincero, del tema della fragilità della vecchiaia. di Furio Bordon con Alessandro Haber regia Paolo Valerio produzione Il Rossetti Teatro Stabile Del Friuli Venezia Giulia, Goldenart Production
  • testo e regia Lorena La Rocca assistente alla regia Valentina Parisi ricerca drammaturgica Evi Unterthiner, Cornelia Dell’Eva musiche Monika Callegaro in scena Jordi Beltramo, Evi Unterthiner coreografie Doris Plankl video documentazione Marina Baldo un progetto Artemix For Health con il coordinamento di Cornelia Dell’Eva “(H)allo zenit” porta in scena le voci di famiglie che affrontano una grande sfida: vivere il presente, fare tesoro di ogni giorno per gustare la vita a luce piena. L’evento nasce come un’occasione speciale, i 10 anni di MOMO Associazione promotrice Cure palliative per bambini in Alto Adige, e vuole dare voce, attraverso il linguaggio dell’arte, del teatro e della testimonianza diretta, alle esperienze di vita, cura, forza e speranza dei bambini inseriti nella rete di cure palliative pediatriche e delle loro famiglie. L’intento è quello di offrire alla cittadinanza uno sguardo autentico, delicato e accessibile sul tema delle cure palliative pediatriche, favorendo sensibilizzazione e partecipazione e uno sguardo rinnovato sulla vita e sulla cura. Lo spettacolo prende forma da un progetto Artemix dedicato alla proposta d’ arte per la salute sviluppato insieme alle famiglie, attraverso “Visite d’arte a domicilio”. Durante questi incontri casalinghi, con artisti d’eccellenza, caratterizzati da momenti di stupore, leggerezza e condivisione, genitori, familiari e amici hanno raccontato vissuti, emozioni e riflessioni che sono stati raccolti e trasformati in materiale drammaturgico. Da questo lavoro corale nasce una rappresentazione teatrale intensa e coinvolgente, proposta nelle due lingue provinciali, che trae ispirazione dalle storie e dalle relazioni delle famiglie coinvolte per diventare un’esperienza artistica e umana condivisa con l’intera comunità. MORTALI - TEATRO CRISTALLO
  • Siamo nel 1645 ed a Creta, importantissima isola del dominio da mar veneziano, sta per avere luogo il più terribile assedio che la Serenissima abbia mai conosciuto. E mentre la quinta guerra turco-veneziana è alle porte, Pantalone de’ Bisognosi, mercante e colono dell’isola, intreccia rapporti con la capitale Venezia per dare in sposa la figlia Ortensia al ricco Don Alonso. Ma proprio a Venezia Don Alonso si imbatte in Scaramuccia, napoletano male in arnese, e nel suo servo Arlecchino, e ne nasce, per l’appunto, una scaramuccia che vede Don Alonso avere la peggio e perire. Scaramuccia fugge in direzione di Candia (così era allora chiamata l’isola di Creta), inseguito da Flavia, innamorata di Don Alonso e assetata di vendetta. A Candia la situazione precipita, levando un momento gli occhi verso oriente, si intravedono già le vele nere della flotta Ottomana dirigersi a gran velocità verso l’avamposto veneziano. In questo Mediterraneo che non è solo mare, ma un’anima liquida dove storie millenarie hanno intessuto un arazzo di lingue multiformi, prende vita una storia che parla d’amore, di gelosia, di lotte e di guerre. Una storia che, come nella migliore tradizione della commedia all’improvviso, mescola il serio e il faceto, il sacro e il profano, la verità e il romanzo, e ci porta in un viaggio straordinario tra le antiche maschere, le navi d’alto bordo e le solide mura dell’isola di Creta. Scaramuccia Di origine napoletana, evoluzione del capitano fanfarone e vanaglorioso, Scaramuccia è diventato poi, grazie alla sapienza dell’attore Tiberio Fiorilli, una sorta di simpatico furbacchione che preferì sostituire la spada con la chitarra. Ancora una volta un lavoro di ricerca nel mescolare materiale antico e ritmi moderni, dove l’approccio filologico si affianca all’artigianato e al lavoro d’insieme. Un grande omaggio alla Commedia dell’Arte, anche chiamata «Commedia d’intrecci», proprio per il gran mulinare di situazioni, di rovesciamenti e di fraintendimenti, di celamenti ed agnizioni. La Compagnia “STIVALACCIO TEATRO ” – Vicenza due atti soggetto originale e regia Marco Zoppello produzione Stivalaccio Teatro, TSV - Teatro Nazionale, Teatro Stabile di Bolzano

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