Filo “R.A.L. ” – Ville d’Anaunia TN
Un matrimonio logoro, una suocera ingombrante, una vicina di casa con
le visioni... sono ciò che spinge Arturo ad una drastica decisione: farla finita!
D’accordo con l’amico e complice Giacomo, decide di mettere in
scena la sua morte. Ma i piani di Arturo vengono scombinati da strambi
personaggi che inaspettatamente si presentano in casa sua.
Una commedia divertente e vivace che vi farà morire dalle risate.
Commedia brillante in tre atti - Autore Luciano Lunghi
Adattamento al dialetto trentino e Regia a cura della Filodrammatica R.A.L.
La Filodrammatica “R.A.L. ” – Ville d’Anaunia (TN)
Maggio 1974, la legge sul divorzio è stata approvata e la serenità della famiglia Conti viene scossa dai sospetti di tradimento che Almerina nutre verso il marito Oreste. Per difendersi, Oreste inventa un’amante misteriosa, ”Donnafugata”, scatenando pettegolezzi e tensioni. Durante una cena di beneficenza, la comparsa improvvisa di ”Donnafugata” getta tutti nello scompiglio. Nessuno sembra conoscere la sua vera identità e i dubbi crescono Solo alla fine, tra silenzi e sguardi sospetti la figura lascia il paese a interrogarsi su ciò che è vero e ciò che è solo apparenza… mentre la famiglia Conti scopre qualcosa di inatteso: non tutte le verità fanno male. Alcune uniscono.
Commedia brillante in due atti in dialetto veneto
Durata 110 minuti
Gruppo Teatrale “ ASOLO TEATRO” a.p.s. – Asolo (TV)
commedia in dialetto veneto - 2 atti di Simona Ronchi
adattamento e regia di Rossana Mantese
Commedia (con musica) transanimalista e transalpina
Aldo e Giuliana, esseri umani di montagna. Giuliana diventa ragioniera per talento, mentre Aldo, allevatore e cacciatore, si immedesima negli animali, uccidendo solo ciò che è necessario all’ecosistema. Sposati, la loro quotidianità viene scossa quando un orso divora alcune delle bestie di Aldo. È qui che prende forma L’invidia dell’orso: Aldo invidia la forza, l’impulsività e la libertà dell’animale, capace di dormire per mesi e poi risorgere.
Angela Demattè, trentina d’origine, ha scritto questo spettacolo osservando il delicato rapporto tra comunità alpine e orsi, la cui presenza in Trentino è passata da dieci esemplari reintrodotti nel 1999 a circa 120 oggi, creando dibattiti e polemiche. Sul palco, un coro di canti alpini accompagna i protagonisti, tessendo memoria, tradizione e solidarietà: un legame invisibile che ricorda ai due che, anche nei momenti più difficili, non sono mai soli.
di Angela Dematté
regia Alice Sinigaglia
con Giuliano Comin e Angela Dematté
scene e costumi Rubidori Puddu-Manshaft
musiche Federica Furlani
e con Coro Ana Piani
produzione Teatro Stabile di Bolzano
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