Giselbert's Friends - Pubblicato da ale inside

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  • durata: 90' Il celebre balletto Coppelia, musicato da Léo Delibes e ispirato al racconto di E.T.A. Hoffmann, torna in scena in una nuova e audace rilettura firmata da Fabrizio Monteverde. La Junior Company del Balletto di Roma, composta da quattordici giovani talenti under 21, porta sul palco un’interpretazione attuale, intensa e profondamente emotiva. Ambientato nei nostri giorni, lo spettacolo affronta il contrasto tra amore vero e relazioni artificiali, tra autenticità e apparenza. La bambola meccanica, fulcro della narrazione, diventa metafora della solitudine, del rifiuto del diverso e del bisogno di amare. Monteverde esplora con sensibilità l’adolescenza, mettendo in scena un mondo fragile, carico di paure, desideri e sogni. Il rosso dei costumi sostituisce le tinte ottocentesche, raccontando una passione giovane, viva, a tratti dolorosa.Con luci evocative, coreografie dinamiche e una drammaturgia densa di significati, questa Coppelia si fa specchio del nostro tempo. Un viaggio verso l’altro, verso l’amore, inteso come linfa vitale e verità esistenziale. Un omaggio al classico che non rinuncia a interrogare il presente. - Balletto Di Roma Junior Company - direzione artistica Francesca Magnini - Luciano Carratoni presenta Coppelia - Nuova produzione 2025 - coreografia, drammaturgia, regia Fabrizio Monteverde - musiche Léo Delibes - costumi Santi Rinciari - direttore di scena Riccardo Giubilei - maitre de ballet Simone Manzato In Scena - Danza - Teatro Cristallo in collaborazione col Centro Servizi Culturali Santa Chiara
  • L'evento si tiene dal 21 Gen 2026 al 22 Gen 2026
    STUDIO TEATRALE ISPIRATO A “THE TEMPEST” DI W. SHAKESPEARE Attenzione posti limitati: pubblico sul palco durata: 80' In quell’esilio forzato a cui sono costretti i personaggi di Shakespeare sull’Isola, per vivere si inventano un mondo tutto loro, un teatro nel teatro, dove la finzione è esplicita e i trucchi teatrali esposti allo sguardo dello spettatore. Su quest’Isola Prospero è il drammaturgo, è il regista, che fa vivere e muove situazioni e personaggi a suo piacere, un padre e un tiranno; Ariel è un attore padrone molto capace, sicuro dei suoi strumenti, è mimo, cantante, affabulatore; Calibano, prigioniero del ruolo che gli è stato affidato da Prospero, lotta con tutte le sue forze, quelle naturali e quelle che lo stesso Prospero gli ha insegnato, per riprendersi la sua libertà, per diventare uomo libero. Tutti i personaggi sembra che siano in cerca di una vita diversa da quella che stanno vivendo. L’Isola (il palcoscenico) è piena di suoni, rumori e musiche che costruiscono un tappeto sonoro fatto per sorprendere, incantare e stupire. C’è del magico in tutto questo. - scene e regia Antonio Viganò - coreografie Eleonora Chiocchini - colonna sonora a cura di Paola Guerra - collaborazione drammaturgia e formazione Paolo Grossi e Paola Guerra - una produzione Teatro la Ribalta - in coproduzione con Residenze artistiche Teatro Cristallo, Residenza artistica Olinda - Teatro la Cucina, Festival “Da vicino nessuno è normale”, Scarti - centro di produzione teatrale CORPI ERETICI Teatro la Ribalta - Kunst der Vielfalt
  • L'evento si tiene dal 21 Mar 2026 al 29 Mar 2026
    von Simon Stephens nach Anton Tschechows „Onkel Wanja“ Deutsch von Barbara Christ Aus dispositionellen Gründen wird aktuell an einer notwendigen Verschiebung der Produktion gearbeitet. Weitere Informationen folgen. Vanya verwaltet das Landgut seiner Familie nach dem Ableben seiner Schwester. Am liebsten lästert er mit seinem Freund Astrow über die langweilige Provinz. Doch plötzlich taucht sein Schwager Serebrjaków mit seiner neuen Frau Jeléna auf. Der will das Anwesen verkaufen. Vanya sieht sich in seiner Existenz bedroht und verliebt sich in Jeléna. Tschechows komödiantische und tragische Auseinandersetzung mit unserer Menschlichkeit – unseren Hoffnungen, Träumen und unserem Bedauern – steht in „Vanya“ im Mittelpunkt. Simon Stephens Überschreibung Tschechows klassischer Geschichte über Liebe, Kunst, Sex und versuchtem Mord als Monolog erforscht das Kaleidoskop menschlicher Emotionen und nutzt die Kraft der intimen Beziehung zwischen einem Schauspieler und dem Publikum, um tief in die menschliche Psyche einzutauchen. Tony Award®-Winner, berühmter britischer Theaterautor und Dozent Simon Stephens hat mit „Vanya“ Tschechows Meisterwerk „Onkel Wanja“ kompromisslos radikal modern adaptiert. Die extrem herausfordernde Rolle in diesem Kammerspiel wird für die Vereinigten Bühnen Bozen von Tobias Moretti verkörpert, einem der renommiertesten Protagonisten der deutschsprachigen Bühnen- und Filmlandschaft. mit Tobias Moretti Regie Anna Bergmann Bühne & Kostüme Lane Schäfer Sound Design Heiko Schnurpel

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