Commedia (con musica) transanimalista e transalpina
Aldo e Giuliana, esseri umani di montagna. Giuliana diventa ragioniera per talento, mentre Aldo, allevatore e cacciatore, si immedesima negli animali, uccidendo solo ciò che è necessario all’ecosistema. Sposati, la loro quotidianità viene scossa quando un orso divora alcune delle bestie di Aldo. È qui che prende forma L’invidia dell’orso: Aldo invidia la forza, l’impulsività e la libertà dell’animale, capace di dormire per mesi e poi risorgere.
Angela Demattè, trentina d’origine, ha scritto questo spettacolo osservando il delicato rapporto tra comunità alpine e orsi, la cui presenza in Trentino è passata da dieci esemplari reintrodotti nel 1999 a circa 120 oggi, creando dibattiti e polemiche. Sul palco, un coro di canti alpini accompagna i protagonisti, tessendo memoria, tradizione e solidarietà: un legame invisibile che ricorda ai due che, anche nei momenti più difficili, non sono mai soli.
di Angela Dematté
regia Alice Sinigaglia
con Giuliano Comin e Angela Dematté
scene e costumi Rubidori Puddu-Manshaft
musiche Federica Furlani
e con Coro Ana Piani
produzione Teatro Stabile di Bolzano
Un anziano barone incarica un investigatore per ritrovare il figlio avuto in giovane età dalla relazione occasionale con una ballerina.
Con l’intento di spillargli più soldi possibili, il sedicente segugio fornisce informazioni poco dettagliate e fuorvianti.
Il caso vuole però che per un mero gioco del destino il barone si ritrovi in casa proprio il figlio tanto desiderato.
Caso chiuso? Per niente l’investigatore pur di non perdere il facile guadagno inculca nell’animo del povero barone il dubbio che il figlio ritrovato non sia il suo legittimo erede, ma il frutto di un errore e gli presenta un nuovo giovane spacciandolo per il vero baroncino. Chi sarà dei due? L’uno o l’altro?
Commedia brillante in due atti.
Durata 140 min.
Adattamento e regia di G. Malena
Ass. Cult. Teatrale KRIMISA – Cirò Marina CZ
Fernando Strasnoy, Gaetano Palermo, Michele Petrosino, Giuliana Kiersz
Dopo il debutto nel 2025 di Ouverture, opera-performance a cappella per cinque cantanti e cinque tapis roulant, Ouverture (Extras) ne costituisce una nuova versione pensata per gli spazi del Teatro Comunale di Bolzano. Collocandosi in uno spazio-tempo di soglia, l’opera indaga la tensione performativa che anticipa l’evento, dello spettacolo come della vita. I preparativi e i rituali della lirica si intrecciano a quelli della pratica sportiva e del wellness, alla ricerca di un benessere, o di una forma, sempre a venire. Abitando la sala prove del teatro, questa nuova configurazione ridefinisce i rapporti tra figura e sfondo, scena e fuori scena, mentre voce, parola e movimento concorrono a mettere a nudo il paradosso del corpo contemporaneo: disciplinato e insieme consumato, sospeso tra promessa di equilibrio e autosfruttamento.
Il punto di ritrovo per l'accesso alla performance è nel foyer del teatro.
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