Bier für Frauen - Pubblicato da ale inside

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L'evento si tiene dal 11 Mar 2016 al 12 Mar 2016

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  • L'evento si tiene dal 16 Gen 2027 al 24 Gen 2027
    di Federico García Lorca traduzione a cura di Hans Magnus Enzensberger Bernarda Alba si ritira nel lutto, tra le mura della sua casa. Dopo la morte del secondo marito, impone alle cinque figlie otto anni di isolamento forzato, come vuole la tradizione. Il silenzio deve essere assoluto per non nutrire la curiosità del paese. Non una parola verso l’esterno, non una persona oltre la soglia di quelle spesse mura avvolte nel lutto. Nella plumbea calura estiva, il mondo si stringe attorno ad Angustias, Magdalena, Amelia, Martirio e Adela. Angustias, la figlia maggiore nata dal primo matrimonio e unica erede, si lega a Pepe el Romano, che nel regime autoritario di Bernarda innesca tra le donne una lotta disperata per la libertà. Federico García Lorca, nato nel 1898 a Fuente Vaqueros (Andalusia), compose i tre atti de La casa di Bernarda Alba, con l’intenzione di essere un “documento fotografico accurato”. La completò a ridosso del suo assassinio, avvenuto nel 1936 per mano dei falangisti. “Il dramma delle donne di Spagna” è un’allegoria profetica sull’ascesa del fascismo in Europa. Noto per il suo grande teatro di prosa e per la precisione nel delineare i personaggi, il regista Matthias Rippert segue la traccia psicologica della traduzione di Enzensberger, addentrandosi nel gioco crudele dell’oppressione e affidando la scena, come fece Lorca, a un potente cast composto esclusivamente da donne.
  • Simon Steen-Andersen + Michael Gordon & Bill Morrison Transart26 inaugura con CRASH, una performance musicale dedicata alla ricerca sonora e audiovisiva in collaborazione con la Fondazione Haydn di Bolzano e Trento. In prima italiana, Piano Concerto di Simon Steen-Andersen e Gotham di Michael Gordon e Bill Morrison, scardinano le convenzioni, ridefinendo i confini del concerto tradizionale. Affidati all'Orchestra Haydn diretta da Vimbayi Kaziboni, i due lavori alimentano un dialogo serrato tra suono e immagine, trasformando l'esperienza musicale in un organismo sensoriale denso e pulsante. Piano Concerto di Simon Steen-Andersen La sperimentazione è il filo conduttore dell'opera Piano Concerto (2014) di Simon Steen-Andersen, compositore danese celebre per la sua capacità di intrecciare performance, video e ricerca sonora in linguaggi radicalmente nuovi. Al centro un intenso dialogo multimediale: la pianista Ning Yu, allo strumento integro e accordato, si confronta con la videoinstallazione di un secondo esecutore impegnato sui resti di un pianoforte precipitato da otto metri su un pavimento di cemento. A fungere da controparte digitale in questo “doppio concerto” è Nicholas Hodges, icona del pianismo contemporaneo, che presentò l’opera a Donaueschingen nel 2014 e qui riappare come presenza virtuale. La tensione tra la precisione dello strumento intatto e la materia fratturata del pianoforte “ferito” si fa sostanza musicale. L’orchestra ne raccoglie l’energia, l’amplifica e la traduce in una partitura di grande densità e precisione, che dilata l’evento nello spazio e nel tempo. Gotham di Michael Gordon e Bill Morrison Gotham è un viaggio sensoriale e ipnotico nella città che non dorme mai, New York, raccontata dal compositore Michael Gordon e dal filmmaker Bill Morrison. Musica e immagini d’archivio della New York di inizio Novecento — una metropoli in piena trasformazione industriale e urbana — convergono in una sinfonia filmica che trasforma la memoria della città in materia viva e pulsante. Cantieri, skyline immersi nel fumo, ascensori che scorrono tra i grattacieli e improvvise immagini pastorali — un gregge a Central Park, un uomo che accudisce le pecore — compongono il ritratto frammentato di una città in perenne divenire. La partitura cresce e si accende, ora fragile, ora travolgente, catturando il caos, l’intensità e l’energia incessante della metropoli. Gotham non idealizza: mostra polvere, rumore e ritmo incessante, insieme alla sua durezza e alla sua meraviglia. È un’esperienza immersiva che trascina lo spettatore nel cuore della città, tra memoria, movimento e sogno. Il biglietto include l'accesso a entrambe le performance.
  • L'evento si tiene dal 26 Set 2026 al 11 Ott 2026
    Tratto dal romanzo “Eva dorme” di Francesca Melandri Adattamento di Anita Buchart e Ivan Fauri In lingua tedesca e italiana con soprattitoli Prima assoluta In coproduzione con TEATA in der Gumpendorfer - Vienna Una chiamata improvvisa spinge Eva a salire su un treno percorrendo 1397 chilometri, dal Sudtirolo al Sud Italia, per rivedere Vito, l’uomo che un tempo l’aveva amata e la chiamava affettuosamente “sisiduzza” (la sua piccola scintilla). Quel tragitto verso l’estremità della penisola diventa un viaggio nella memoria, alla scoperta di un passato mai dimenticato. Eva si immerge nelle radici della sua terra, il Sudtirolo: una storia attraversata da confini sospesi tra due nazioni, due lingue e due culture. Il 1919 segna una frattura profonda che dal territorio si sposta e si imprime indelebilmente nell’anima di chi lo vive. È il dramma di Hermann, il nonno di Eva, e di un’intera generazione privata della propria identità linguistica. Mentre il senso di smarrimento dilaga, l’inizio di una stagione di resistenza spacca la società, creando barriere insormontabili tra famiglie e gruppi linguistici. Gerda, la madre di Eva, sceglie la strada dell’emancipazione. La sua è una lotta per l’autonomia che rispecchia quella della sua terra, una ricerca ostinata di un amore svincolato da radici e confini linguistici. Ciò che resta è una nostalgia profonda che unisce madre e figlia: un filo rosso teso verso il desiderio comune di abbattere ogni confine. Con il romanzo “Eva dorme”, l’apprezzata scrittrice italiana Francesca Melandri traccia un affresco vivido e stratificato del Sudtirolo e della sua storia: una memoria collettiva che, generazione dopo generazione, si è depositata nella vita delle persone. Sara Ostertag, pluripremiata regista e direttrice artistica del teatro sperimentale TEATA, sito in Gumpendorfer Straße a Vienna, interpreta il teatro come uno spazio di pluralità linguistica e di contaminazione tra arti. Con un raffinato senso della poesia, dà forma a una ricerca identitaria multilingue, intrecciando musica, movimenti coreografici e immagini di forte impatto visivo.

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