Mother Africa - Khayelitsha - Pubblicato da ale inside

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Informazioni evento

In occasione del suo 10esimo anniversario Mother Africa presenta lo nuovo show „Khayelitsha“ che è stato presentato 2014/15 per la prima volta ed è stato acclamato dal pubblico e dalla stampa. “Khayelitsha – my home” porta in primo piano i township sudafricani e racconta la storia di un’Africa moderna – senza ignorare le radici delle svariate culture. La vita quotidiana nei township è caratterizzata da routine briosa e – abbinata a tanta musica, acrobazie e danza – costituisce il filo rosso dello show circense.
Mother Africa è l’unica produzione circense che offre da ormai 10 anni agli artisti africani la possibilità durativa di presentarsi a un pubblico internazionale. Una propria scuola di circo a Tansania è il cuore del progetto ed è stata fondata nel 2003 dal direttore Winston Ruddle. Partendo da lì, Winston Ruddle sta portando lo show con enorme successo in Europa, Asia, Australia e negli USA e ha aperto le porte a una carriere internazionale a più di 100 artisti talentuosi. Mother Africa lavora esclusivamente con artisti africani “veri”, cioè artisti che sono africani di provenienza con la residenza in Africa. Per lo show “Khayelitsha” sono stati scelti 40 artisti provenienti da 7 stati africani. Alcuni di loro sono nuove scoperte, altri sono già esperti che hanno girato da parecchio con Mother Africa o successivamente in altre produzioni.

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    Una donna siede al suo tavolo di operaia, in una fabbrica di orologi, in Svizzera. È Ágota Kristóf, scrittrice di origine ungherese. Per scrivere poesie la fabbrica va benissimo, si può pensare ad altro: le macchine hanno un ritmo regolare che scandisce i versi. Nel suo cassetto Ágota ha un foglio e una matita. Quando il pensiero prende forma, lo annota. La donna non conosce la lingua del posto, ma scrive e pensa in quella lingua ignota, che le è nemica. In fabbrica, del resto, è difficile riuscire a parlarsi in qualsiasi modo: le macchine fanno troppo rumore. Si riesce a parlare solo nelle toilette, fumando a gran velocità una sigaretta. La donna racconta la sua storia, è una storia di esilio, di sradicamento, di atrocità. Vorrebbe dire qualcosa di sé, ma per farlo deve inventarsi delle maschere. E così, inaspettatamente, ci troviamo dentro i suoi romanzi. La donna diventa di volta in volta Lucas, Claus, Sandor, Line… Ma solo per un attimo. Ci ritroviamo in mezzo a un sogno oppure al centro di un ricordo denso della sua infanzia, solo così la scrittrice può dirci quel che sa. Ma poi si torna sempre in quella stanza, col ticchettio degli orologi e il suono del presente. La lingua in cui la donna ci parla non l’ha scelta lei. Le è stata imposta dal caso, dalle circostanze. Farà come meglio potrà. È una sfida. La sfida di un’analfabeta. La compagnia Fanny & Alexander, «bottega d’arte pluripremiata» fondata da Chiara Lagani e Luigi De Angelis, capace di esplorare – con i più disparati strumenti espressivi – la potenza dell’arte scenica e performativa, trasla le pagine di Kristóf sulla scena. Federica Fracassi, con una fedeltà straordinaria, incarna l’autrice. Attraverso il suo corpo e la sua voce, la scrittrice riemerge, trasportandoci in un limbo sospeso tra la realtà e la finzione. di Fanny & Alexander e Federica Fracassi liberamente tratto dai testi di Ágota Kristóf con Federica Fracassi regia, scene e luci Luigi Noah De Angelis sound design Damiano Meacci allestimento multimediale Voxel drammaturgia Chiara Lagani organizzazione e promozione Andrea Martelli e Marco Molduzzi amministrazione Stefano Toma produzione E Production, Piccolo Teatro di Milano-Teatro d’Europa, Teatro Stabile di Bolzano in collaborazione con Romaeuropa Festival, AMAT, Comune di San Benedetto del Tronto durata: 55 minuti

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