Lo schiaccianoci - Pubblicato da ale inside

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Informazioni evento

I solisti della Compagnia Almatanz / con la partecipazione di Vittorio Galloro e Arianne Lafita Gonzalvez étoiles del Balletto Nacional de Cuba/ musiche ?ajkovskij / coreografie Petipa / regia Luigi Martelletta / liberamente tratto dalla favola di Hofmann
Durante la vigilia di Natale il sindaco indice una festa per i suoi amici e per i loro figli. Questi, in attesa dei regali e pieni di entusiasmo, stanno danzando quando arriva il signor Drosselmeyer con i suoi giochi di prestigio. Alla sua prediletta Clara regala uno schiaccianoci a forma di soldatino che Fritz, il fratellino della bambina, rompe per dispetto. Dopo l'arrivo di altri parenti alla festa, Clara, stanca delle danze, si addormenta e comincia a sognare: il suo principe (lo schiaccianoci) la condurrà in un luogo magico dove le bambole prenderanno vita con un divertissement divertente e colorato...

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  • L'evento si tiene dal 29 Lug 2026 al 30 Lug 2026
    Je suisse (or not) Un incontro ravvicinato, intimo e sorprendente: una performance per uno o due spettatori alla volta, dove il confine tra chi guarda e chi agisce si dissolve, lasciando spazio a un’esperienza personale e condivisa. Tra le cofondatrici del collettivo Treppenwitz, Camilla Parini presenta negli spazi del Museion una performance originale e delicata, pensata per uno o due spettatori alla volta. L’esperienza inizia nel momento in cui si entra nello spazio: ad attendere il pubblico, un grande orso di peluche e un album di famiglia, elemento centrale della relazione, che diventa punto di contatto tra memoria e immaginazione, attivando un dialogo silenzioso e personale. Attraverso immagini e parole, ciascun partecipante è invitato a costruire il proprio percorso, seguendo un tempo interiore e una lettura soggettiva. La performance si sviluppa così come un incontro uno-a-uno, che interroga il significato di famiglia, appartenenza e memoria. Mescolando elementi autobiografici e finzione, Parini crea uno spazio sospeso tra reale e immaginato, in cui i ricordi vengono ricomposti e trasformati. Un’esperienza delicata e profonda, che invita a riflettere su ciò che ci definisce e sulle storie che scegliamo di raccontare.
  • RISE Gesti semplici che diventano linguaggio comune: una danza che nasce dall’incontro tra i corpi e si sviluppa come un organismo vivo, tra ascolto, energia e connessione. Lunghi nastri d’argento sospesi sulla scena creano soglie da attraversare. In questo spazio, cinque interpreti danno vita a una danza fatta di gesti essenziali che, ripetuti e condivisi, trasformano il gruppo in un organismo in continuo movimento. La partitura sonora creata dal vivo da Dan Kinzelman orienta i corpi, spingendoli a cercarsi e a trovare un accordo comune. Con la sua nuova creazione – coprodotta da Bolzano Danza nell’ambito del progetto RING (insieme a Festival Aperto / Fondazione I Teatri di Reggio Emilia, FOG Triennale Milano Performing Arts, Torinodanza Festival / Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale) – Daniele Ninarello sviluppa una riflessione sul rapporto tra individuo e collettività. In un tempo segnato dalla disconnessione, il lavoro indaga la possibilità di ricostruire un senso condiviso, mettendo al centro il legame tra io e gruppo come spazio di trasformazione. La danza diventa così pratica di apertura: accogliere l’altro significa lasciarsi modificare, generando nuove forme di presenza e ascolto. Il corpo si fa luogo di incontro, attraversato da una forza che lo mette in relazione e lo restituisce alla comunità. In scena anche un gruppo di giovani performer che ha preso attraverso il progetto PARADE parte a un laboratorio creativo con la compagnia, contribuendo a rafforzare la dimensione collettiva e partecipativa dell’opera.
  • Closing Party Per chiudere Bolzano Danza 2026, ADAN porta in scena un set dancefloor che intreccia minimal house ed electro con le sonorità della tradizione palestinese e mediorientale. Ritmi di dabke e pattern percussivi si fondono con groove bassi e tessiture elettroniche, tracciando un filo diretto tra strutture tradizionali e il linguaggio dei club contemporanei. Artista palestinese originaria di Gerusalemme e basata a Londra, ADAN è curatrice, architetta e DJ il cui lavoro attraversa musica, memoria e identità culturale. Le sue ricerche sonore l’hanno portata a collaborare con realtà come Radio Alhara, Radio Nard, Aswātna Studio e Kabareet Haifa.

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