Cabaret - Pubblicato da ale inside

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Informazioni evento

Musical di Joe Masterhoff
Liriche di Fred Ebb
Musiche di John Kander
COMPAGNIA DELLA RANCIA
Con Giampiero Ingrassia, Giulia Ottonello, Altea Russo, Michele Renzullo, Valentina Gullace
Regia di Saverio Marconi
Un “classico” del teatro musicale, reso famoso dall’omonimo film del 1972 con Liza Minelli. Torna la splendida edizione della Compagnia della Rancia, che 25 anni fa ha aperto la grande stagione del musical in versione italiana. Ambientato nella Berlino degli anni trenta prima dell’ascesa del terzo Reich, scandito da un ambiguo e stravagante Maestro di Cerimonie (Giampiero Ingrassia già applauditissimo interprete a Bolzano di Frankenstein Jr.) Cabaret è uno scrigno di emozioni, di canzoni indimenticabili, di voci straordinarie. Il tutto portato a perfezione dalla regia di Saverio Marconi.

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  • L'evento si tiene dal 26 Set 2026 al 11 Ott 2026
    Tratto dal romanzo “Eva dorme” di Francesca Melandri Adattamento di Anita Buchart e Ivan Fauri In lingua tedesca e italiana con soprattitoli Prima assoluta In coproduzione con TEATA in der Gumpendorfer - Vienna Una chiamata improvvisa spinge Eva a salire su un treno percorrendo 1397 chilometri, dal Sudtirolo al Sud Italia, per rivedere Vito, l’uomo che un tempo l’aveva amata e la chiamava affettuosamente “sisiduzza” (la sua piccola scintilla). Quel tragitto verso l’estremità della penisola diventa un viaggio nella memoria, alla scoperta di un passato mai dimenticato. Eva si immerge nelle radici della sua terra, il Sudtirolo: una storia attraversata da confini sospesi tra due nazioni, due lingue e due culture. Il 1919 segna una frattura profonda che dal territorio si sposta e si imprime indelebilmente nell’anima di chi lo vive. È il dramma di Hermann, il nonno di Eva, e di un’intera generazione privata della propria identità linguistica. Mentre il senso di smarrimento dilaga, l’inizio di una stagione di resistenza spacca la società, creando barriere insormontabili tra famiglie e gruppi linguistici. Gerda, la madre di Eva, sceglie la strada dell’emancipazione. La sua è una lotta per l’autonomia che rispecchia quella della sua terra, una ricerca ostinata di un amore svincolato da radici e confini linguistici. Ciò che resta è una nostalgia profonda che unisce madre e figlia: un filo rosso teso verso il desiderio comune di abbattere ogni confine. Con il romanzo “Eva dorme”, l’apprezzata scrittrice italiana Francesca Melandri traccia un affresco vivido e stratificato del Sudtirolo e della sua storia: una memoria collettiva che, generazione dopo generazione, si è depositata nella vita delle persone. Sara Ostertag, pluripremiata regista e direttrice artistica del teatro sperimentale TEATA, sito in Gumpendorfer Straße a Vienna, interpreta il teatro come uno spazio di pluralità linguistica e di contaminazione tra arti. Con un raffinato senso della poesia, dà forma a una ricerca identitaria multilingue, intrecciando musica, movimenti coreografici e immagini di forte impatto visivo.
  • L'evento si tiene dal 29 Ott 2026 al 30 Ott 2026
    Di e con Gianluca Iocolano musica: Christa Plank regia: Marta Dalla Via “Robe da Mander” affronta la violenza di genere puntando i riflettori su un vizio collettivo: la tendenza a spostare lo sguardo su dettagli secondari pur di non riconoscere apertamente un problema. Esiste la violenza psicologica, quella fisica, quella economica, e può essere presente in diversi ambiti: lavorativo, familiare, sociale. Gianluca Iocolano trasforma un grido d'allarme in un canto tragicomico. Il testo è bilingue, e unisce momenti di riflessione a ironia tagliente. Si può guardare, senza voltare lo sguardo, e senza sentirsi in colpa?
  • Thom Luz Nella penombra di una radura boschiva, tra i resti di un’auto ridotta a un cumulo di lamiere fumanti, una radio agonizzante diffonde le note di Felix Mendelssohn Bartholdy. Su questo scenario fatto di rottami e sogni da salotto, cinque artefici del suono e dell’illusione danno forma alla loro opera: un montaggio minuzioso che, nel corso della performance, ricompone ogni scheggia e ogni risonanza in una scultura sonora dello schianto. In dialogo con questo ammasso di rottami in lenta ricomposizione, un trio elettroacustico di musica da camera dilata il ciclo pianistico di Mendelssohn, Lieder ohne Worte, esplorando nuove dimensioni di riverberi e paesaggi sonori. Così, la fine di un road movie diventa l’incipit dell’ultimo esperimento di teatro musicale del regista e scenografo svizzero Thom Luz. Lieder ohne Worte parla di shock e di afasia, di cambi di prospettiva, di distruzione e futuro, ma anche della necessaria ricostruzione del presente. Come siamo finiti a schiantarci contro un muro? Siamo ancora vivi? E adesso? Laddove le parole non bastano, i suoni si riorganizzano. Dal dialogo tra immagini catastrofiche e sovrapposizioni musicali scaturisce una composizione spaziale sottile, frutto di una riflessione minuziosa. Lo spettacolo contiene pochi dialoghi in tedesco, inglese e francese, con sottotitoli.

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