Maggio 1974, la legge sul divorzio è stata approvata e la serenità della famiglia Conti viene scossa dai sospetti di tradimento che Almerina nutre verso il marito Oreste. Per difendersi, Oreste inventa un’amante misteriosa, ”Donnafugata”, scatenando pettegolezzi e tensioni. Durante una cena di beneficenza, la comparsa improvvisa di ”Donnafugata” getta tutti nello scompiglio. Nessuno sembra conoscere la sua vera identità e i dubbi crescono Solo alla fine, tra silenzi e sguardi sospetti la figura lascia il paese a interrogarsi su ciò che è vero e ciò che è solo apparenza… mentre la famiglia Conti scopre qualcosa di inatteso: non tutte le verità fanno male. Alcune uniscono.
Commedia brillante in due atti in dialetto veneto
Durata 110 minuti
Gruppo Teatrale “ ASOLO TEATRO” a.p.s. – Asolo (TV)
commedia in dialetto veneto - 2 atti di Simona Ronchi
adattamento e regia di Rossana Mantese
Di e con Gianluca Iocolano
musica: Christa Plank
regia: Marta Dalla Via
“Robe da Mander” affronta la violenza di genere puntando i riflettori su un vizio collettivo: la tendenza a spostare lo sguardo su dettagli secondari pur di non riconoscere apertamente un problema.
Esiste la violenza psicologica, quella fisica, quella economica, e può essere presente in diversi ambiti: lavorativo, familiare, sociale.
Gianluca Iocolano trasforma un grido d'allarme in un canto tragicomico. Il testo è bilingue, e unisce momenti di riflessione a ironia tagliente. Si può guardare, senza voltare lo sguardo, e senza sentirsi in colpa?
Installazione teatrale di Rudolf Frey e Ayşe Gülsüm Özel
Prima assoluta
Sullo sfondo della guerra, un’intera generazione si affida al sogno come atto di resistenza. La sua autoproclamata guida spirituale, André Breton, scova nei mercatini delle pulci oggetti che danno consistenza al sogno e lacerano la realtà: la dimensione onirica, il caso e l’inconscio diventano strumenti per sovvertire la struttura profonda del mondo e dell’esistenza. Mentre la persecuzione politica costringe i rivoluzionari all’esilio, sul tavolo di dissezione dell’Europa – nella piena espressione dell’uguaglianza democratica- restano una macchina da cucire e un ombrello, una tazza a cui crescono i capelli, un uomo che si trasforma in Minotauro. Con un atto di rottura rivoluzionario, il movimento surrealista taglia ancora oggi la retina della visione perbenista borghese. In un’epoca segnata da migrazioni, esilio e crisi politiche, il celebre taglio dell’occhio di Buñuel si trasforma in esperienza del mondo.
Questa creazione collettiva apre, in un luogo insolito al di là del Teatro comunale, spazi immersivi dove i nostri sogni, caduti nelle profondità di crisi interiori, riflettono un mosaico multilingue e, al tempo stesso, privo di parole. Prendendo le mosse dal cineasta ispano-messicano Luis Buñuel, dall’artista britannico-messicana Leonora Carrington e dalla scrittrice turca Tezer Özlü, gli artisti multidisciplinari Rudolf Frey e Ayşe Gülsüm Özel portano alla luce il DOWN BELOW di una contemporaneità che produce, a ritmo serrato, mondi fatti di sogni e angosce.
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