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Informazioni evento
con Georg Kaser e Peter Schorn
Uno dei pezzi teatrali piu famosi, quello di Faust scritto Johann Wolfgang von Goethe. Raccontato da due attori e comici altoatesini in un spettacolo divertente e poetico.
Die Fledermaus.
Musica di Johann Strauss
adattamento di S.Felisetti e A. Brachetti
Compagnia Teatro Musica 900
con Domenico Menini, Scilla Cristiano, Alessandro Brachetti, Anna Malavasi, Lina Tsiklauri, Danilo Formaggia, Silvia Felisetti, Simone Mastria, Fulvio Massa
danzatori Silvia Caprini e Brenno Simonetti
Coro dell’Opera di Parma
Orchestra Cantieri d’Arte (Dir. Stefano Giaroli)
scene e costumi Artemio Cabassi
regia Alessandro Brachetti
Celebrato da poco il bicentenario della nascita di Johann Strauss figlio, torna il suo capolavoro assoluto in un nuovo smagliante allestimento a pieno organico con orchestra in sala, coro e grandi interpreti.
La storia de Il pipistrello (l’Operetta par excellence, specchio dell’Austria felix ma in una luce di presago eppur gioioso crepuscolo) inizia a Vienna nel 1874 quando Johann Strauss, appassionatosi al libretto tratto dalla commedia francese di grande successo Le Réveillon di Henri Meilhac e Ludovic Halévy, decide di metterlo in musica – una musica delle alte sfere – in meno di un mese.
Con il suo congegno comico perfetto, i suoi splendidi valzer, le arie all’italiana, le polke e una trama che strizza l’occhio alla società del tempo e in cui il pubblico di Vienna poteva facilmente rispecchiarsi, Il pipistrello diventa in men che non si dica uno dei più amati esempi del genere operettistico, accolto anche spesso nei più prestigiosi cartelloni operistici del mondo. La vicenda si dipana tra salotti e feste in maschera, ambientazioni ideali per intrecci amorosi, trasgressioni, travestimenti, fraintendimenti: un tourbillon di felicità e un appuntamento musicale di alta qualità.
Dietro ogni porta chiusa, dietro ogni sorriso di circostanza, si nasconde un pezzo di vita che nessuno osa raccontare. Ma cosa succede se questi frammenti, messi insieme, iniziano a parlare tra loro? Gioco pericoloso è una commedia ironica e spietata sulle vite “normali” che, sotto sotto, non lo sono affatto.
Tra scoperte imbarazzanti, segreti ben custoditi e drammi in pantofole, i personaggi si trovano invischiati in un gioco che nessuno ha scelto ma tutti stanno giocando da tempo. E più si svela, più la realtà si fa sfocata, o forse solo più vera.
La Filodrammatica di Laives vi invita a ridere, pensare (e forse anche a guardarvi un po’ allo specchio), in uno spettacolo dove la normalità è solo una maschera… e le maschere, si sa, prima o poi cadono.
Commedia brillante in due atti, testo e regia Bruno De Bortoli
Personaggi : ed interpreti:
Guido - marito di Valeria (chirurgo estetico) Roberto Porro
Valeria – moglie di Guido (analista) Serena Grossi
Dario – marito di Adele (impiegato Eni) Davide Idini
Adele – moglie di Dario (impiegata Eni) Valentina Armani
Marco – compagno di Rita (taxista) Andrea Pellizzari
Rita – compagna di Marco (veterinaria) Valentina Melchiori
Stefano – amico (insegnante di educazione fisica) Bruno De Bortoli
Lidia – figlia di Guido e Valeria
Regia: Bruno De Bortoli
durata: 90'
Un viaggio nell’Ade tra risate e dannazione, dove il confine tra il tragico e il grottesco si dissolve in una girandola di comicità infernale. Immaginate l’Inferno di Dante intasato da millemila anime, vittime di una peste letale, mentre le Malebranche si scatenano alla ricerca del loro Re, Satana. In mezzo a tutto questo caos, Minosse, il giudice delle anime, è sopraffatto dal lavoro e le anime protestano, creando un’atmosfera di disordine assoluto. A offrire un po’ di sollievo c’è Belzebù, che, con saggezza maligna, decide di risparmiare tre buffoni – Zuan Polo, Domenico Tagliacalze e Pietro Gonnella – e dar loro la possibilità di tornare a fare ciò che in vita sapevano fare meglio: intrattenere. Sono comici, disposti a tutto pur di strappare una risata, persino affrontando la condanna eterna. Lo spettacolo mescola tradizione popolare, grotteschi racconti medievali e l’arte del buffone, da sempre legata all'Inferno, per dar vita a un “Decamerone” tragicomico. Tra travestimenti grotteschi, maschere demoniache e improvvisazioni oscene, i tre buffoni ci guideranno attraverso un mondo dove la morte e la risata si intrecciano, dove ogni risata è un atto di ribellione contro l’oscurità. Un’esperienza teatrale che è tanto buffa quanto inquietante, come l’Inferno stesso.
- con Matteo Cremon, Michele Mori, Stefano Rota
- soggetto originale e regia Marco Zoppello
- scenografia Matteo Pozzobon e Roberto Maria Macchi
- costumi Lauretta Salvagnin
- disegno luci Matteo Pozzobon
- maschere e carabattole Stefano Perocco e Tullia Dalle Carbonare
- produzione Stivalaccio Teatro
Rassegna In Scena 25/26 - Teatro Cristallo in collaborazione con Teatro Stabile di Bolzano
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