Die Wanderhure - Pubblicato da ale inside

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L'evento si tiene dal 16 Giu 2015 al 21 Giu 2015

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  • Francesco rifiuta la spada, la restituisce al fabbro che l’ha forgiata: faccia vanghe e attrezzi per coltivare i campi. Francesco si congeda da Chiara, il suo grande amore, e lei come dono d’addio gli confeziona un saio fatto di tutte le pezze della condizione umana, un arlecchino di esperienze e di dolori. Francesco chiede agli uccelli: “Cosa posso insegnare agli uomini?” Sì perché sono gli animali oggi, che predicano a noi, ammesso che qualcuno sappia ancora capirli nella “lengua del Creator” (e se questa è il veneto, tanto meglio: capiranno anche gli animali-uomini). Francesco incontra un bambino sopravvissuto alla crociata, e per scaldarlo e consolarlo gioca con lui al presepio: statuine di amici (ancora umili animali) e di prepotenti, in ginocchio per domandargli scusa di tutte le stragi di innocenti. Francesco cieco si avvicina a Sorella Morte cantando la bellezza della vita. Francesco oggi è la rivoluzione, per qualsiasi rivoluzione ci vuole fede; e la fede “xe roba da Mati”. Atto unico Durata 85 minuti testo di Fulvio Ervas e Roberto Cuppone Regia di Roberto Cuppone Gruppo Teatrale “Ass. Cult. IL SATIRO TEATRO” a.p.s. – Paese (TV)
  • > Associazione Teatrale Strapaes (San Giacomo di Laives - BZ) > tecnico luci e suoni Rolando Girardi > scenografie Fabio Maltauro, Notburga Klotz > regia Lina Lisciotto durata: 120' Quante volte abbiamo sognato di ricevere dal nulla cinque milioni di euro? Può sembrare un colpo di fortuna, ma tutto si complica se quei soldi non sono proprio “puliti” e attirano l’attenzione di losche figure. Gianna ed Enrico Perini sono due pacifici coniugi, contenti della loro routine. È il compleanno di Enrico, Gianna ha invitato a cena gli amici Betty e Vittorio, ma Enrico torna a casa stravolto; la sua borsa è stata scambiata per errore e lui si ritrova con una grossa somma di denaro. L’idea iniziale di fuggire in Messico a godersi questo regalo si scontra con una realtà diversa. Gianna non vuole abbandonare la vita di sempre e inoltre iniziano a comparire alcuni personaggi interessati a quei soldi. In un crescendo di equivoci e situazioni paradossali, i Perini coinvolgono gli amici nei loro piani mentre cercano di divincolarsi tra un poliziotto corrotto, una tenace investigatrice dei carabinieri e una tassista nevrotica. Il culmine della confusione si ha quando il misterioso signor Torba manifesta la propria presenza minacciosa sotto forma di telefonate inquietanti e compare infine di persona per recuperare quanto ritiene essere di sua proprietà. Buona domenica a teatro - UILT Biglietti: intero 10 € Cristallo Card: 8 € Under 26: 6 €
  • coreografia, spazio e luci Virgilio Sieni danza e coreografia Jari Boldrini, Sofia Galvan, Maurizio Giunti, Chiara Montalbani, Andrea Palumbo, Valentina Squarzoni, Luca Tomaselli, Andrea Zinnato musica Roberto Cecchetto costumi Marysol Maria Gabriel direzione tecnica Marco Cassini una produzione Centro di Produzione della Danza Cango/Firenze / Centro di Rilevante Interesse Nazionale in collaborazione con AMAT & Civitanova Danza, Visavì Festival / Artisti Associati Gorizia con il sostegno di MiC Ministero della Cultura, Regione Toscana, Comune di Firenze, Fondazione CR Firenze durata: 70' Per questo spettacolo si prende in prestito la prima Lezione americana sulla leggerezza di Italo Calvino “Lezioni americane. Sei proposte per il prossimo millennio”, 1988. Così racconta la leggerezza Virgilio Sieni: “La leggerezza si declina nei momenti inappropriabili della scoperta, dell’annuncio ascoltato, rimbalzando silenziosamente dai momenti silenziosi. Il comico che incontra il vuoto, i cominciamenti delle fughe, le risonanze dei gesti frastagliati quale diritto all’alleanza. Attraverso le intuizioni di Calvino la danza si forma per slanci formalizzati in richiami di passaggio, attraversamenti sfuggenti, imprendibili: come un dialetto, una lingua viva che si nutre di tutte le cose della vita per inventarsi, insemprarsi, impararsi. Una danza che assume le sembianze dell’eco, risuonando di gesto in gesto e inventandosi su trame amorose, amichevoli se non malinconiche e nostalgiche. Per questo ci riferiamo al dialetto del gesto che si alimenta di messaggi materiali e immateriali, raggi luminosi e sospiri, quegli impulsi che sono gli spiriti del corpo. Personaggi e figure che hanno la volatilità e la luce del sogno. Ogni ingresso è un cominciamento casuale dove appare, opaca e sfocata, l’immagine malinconica dell’arlecchino ad introdurre ogni volta l’arrivo di messaggeri, animali, angeli, corpi gnomici, barcollanti, imprendibili”. Rassegna In Scena-Danza - 26/27 - Teatro Cristallo in collaborazione col Centro Servizi Culturali Santa Chiara

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