Ein Gastspiel des Schauspiels Essen
Goethes „Faust“ entstand vor mehr als 200 Jahren. Was für eine Figur wäre Faust heute? Was ist es noch, was die Welt im Innersten zusammenhält? Die Autorin Fatma Aydemir bearbeitet den Stoff neu und nimmt die Figuren ins Heute mit. Dr. Margarete Faust ist keine angesehene Gelehrte mehr. In einer wissenschaftsfeindlichen Gesellschaft gilt sie als Verschwörerin. Ihre Studierenden feiern sie für ihre feministischen Positionen gegen einen reaktionären Staat. Als Dr. Faust als Ewigforschende in der Sinnkrise steckt, tritt Mephisto auf, verspricht Faust höchsten Genuss und fordert im Gegenzug ihre Seele. Der Pakt ist geschlossen. Faust verliebt sich in ihren deutlich jüngeren Doktoranden Karim. Dieser bewundert Fausts Lehre, fügt sich Fausts Verführung aber nur widerwillig.
„Doktormutter Faust“ ist eine feministische Überschreibung von Goethes Klassiker, eine Kritik am Personenkult emanzipatorischer Bewegungen und eine Warnung vor der teuflischen Herrschaft des Populismus. Aus: „Nun sag, wie hast du’s mit der Religion?“ wird: „Nun sag, wie hast du’s mit dem Konsens?“ Publikum und Presse nahmen die Uraufführung begeistert auf: „Das Stück ist ein großer Wurf, die Inszenierung steht ihm nicht nach.“ (nachtkritik.de)
Dauer: ca. 1 St. 40 Min.
durata: 80'
Attenzione posti limitati: pubblico sul palco
In una Tebe devastata dalla peste, Edipo cerca disperatamente di salvare il suo popolo, ignaro che la causa del disastro sia proprio lui. È questo il cuore tragico di Edipo Re, primo episodio della Trilogia dell’Assedio del Teatro dei Venti, nato nella Casa di Reclusione di Castelfranco Emilia. Lo spettacolo rilegge il mito classico in una forma teatrale corale e potente, ponendo al centro la figura dell’indovino Tiresia, testimone lucido dell’ineluttabilità del destino umano. Attraverso una drammaturgia originale e una scena essenziale ma intensa, il lavoro svela il passaggio dall’illusione del controllo al crollo dell’identità, fino alla dolorosa presa di coscienza. Le voci e i corpi in scena restituiscono la tragedia di Sofocle come rito collettivo, che interroga ancora oggi il nostro rapporto con verità, colpa e responsabilità. Il progetto nasce nell’ambito del programma europeo All Hands on Stage, coinvolgendo detenuti in un percorso creativo che unisce arte e reinserimento, e si inserisce in una trilogia che proseguirà con Sette contro Tebe e Antigone.
tratto a partire dall’opera omonima di Sofocle
drammaturgia Vittorio Continelli, Azzurra D’Agostino, Stefano Tè
regia Stefano Tè
musiche Irida Gjergji
costumi Nuvia Valestri
scenografie e costumi F.M.
produzione Teatro dei Venti
in collaborazione con ERT e Coordinamento Teatro Carcere Emilia Romagna
CORPI ERETICI
Teatro la Ribalta - Kunst der Vielfalt
I rischi invisibili che possono distruggere una famiglia
Una serata pensata per le donne che ogni giorno tengono insieme lavoro, casa e famiglia, spesso senza accorgersi di quanto siano esposte a imprevisti capaci di stravolgere tutto. Attraverso letture teatrali, vivremo storie in cui molte potranno riconoscersi: vite piene, organizzate, apparentemente sotto controllo… fino a quando un evento improvviso mette tutto in discussione. Parleremo di temi concreti come morte prematura, gravi malattie, danni
a terzi, investimenti sbagliati, rischi spesso sottovalutati ma capaci di mettere in crisi anche famiglie solide. Seguirà un focus sulla diagnosi dei rischi familiari, un check-up che aiuta a individuare vulnerabilità e soluzioni pratiche. La conferenza, a cura di Roberto Crivellari di ITAS, sarà un momento di consapevolezza e informazione su come proteggere ciò che conta davvero.
> con Roberto Crivellari
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