Mawalla? Die Südtirol-Gala - Pubblicato da ale inside

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L'evento si tiene dal 13 Mag 2015 al 16 Mag 2015

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  • L'evento si tiene dal 07 Nov 2026 al 15 Nov 2026
    di Simon Stephens tratto da “Zio Vanja” di Anton Čechov versione tedesca di Barbara Christ Il senso di costernazione di Vanya è l’espressione di un fallimento su più livelli: la perdita della sorella, il rimpianto di una vita sprecata a gestire la tenuta di famiglia nell’anonimato della provincia e l’amore non corrisposto per Helena, giovane donna dalla bellezza leggendaria sposata con Alexander, cognato di Vanya. Alexander è un uomo ormai segnato da una vecchiaia inesorabile e dalla deriva della sua carriera in città quando rientra nella tenuta di sua figlia Sonja. E proprio qui i desideri a lungo sopiti riemergono: Sonja si invaghisce di Michael, un medico dalla bellezza sbiadita nel tempo e fanatico difensore delle foreste. Michael desidera Helena, la giovane moglie di Alexander. Alexander, ormai in rovina, vuole vendere la tenuta della figlia Sonja. E Vanja? Vanja vuole uccidere Alexander. Nel perimetro claustrofobico della provincia russa, i protagonisti di Čechov si inseguono tra desideri destinati a restare tali e restano prigionieri di una rassegnazione che si fa profezia. Con il suo adattamento radicale e lirico del classico moderno di Čechov, affidato a un solo attore che incarna tutti i personaggi, Simon Stephens collega i processi di dissoluzione sociale della fine del XIX secolo al senso di perdita che definisce l’epoca contemporanea. Il monologo, diretto da Rudolf Frey, pone l’attore in una condizione di isolamento totale, specchio di una società sempre più frammentata che si rifugia in una solitudine parasociale. Il giovane attore altoatesino Fabian Mair Mitterer restituisce al mondo čechoviano un volto contemporaneo e tragicomico, abitato da un diffuso senso di FOMO e da una percezione di assenza di futuro.
  • L'evento si tiene dal 17 Nov 2026 al 19 Nov 2026
    Ein Gastspiel des Berliner Ensembles Stellen Sie sich vor, Sie lassen alles hinter sich und fangen noch einmal neu an: andere Stadt, anderer Beruf, andere Liebschaft. Stellen Sie sich vor, es wäre an Ihnen, Ihr Leben zu gestalten. Sie selbst würden bestimmen, wie Ihr Leben verläuft … Aber Moment: Tun wir das nicht? Wie würden wir denn leben, wenn wir nur anders könnten? Was würden wir tun, wenn wir nur anders wollten? In seinem Roman „Mein Name sei Gantenbein“ treibt Max Frisch die Frage, wer wir sind und wer wir sein könnten, auf die Spitze und gibt der Zweifelhaftigkeit des Menschen eine Stimme. Regisseur und Intendant Oliver Reese hat diesen letzten großen Frisch-Roman bearbeitet und inszeniert – mit nur einem Darsteller: Matthias Brandt, der dafür nach 20 Jahren Film auf die Theaterbühne zurückgekehrt ist. „Mehr braucht es nicht für einen faszinierenden Theaterabend: einen guten Schauspieler, ein literarisches Werk, das einige prinzipielle Fragen stellt, und einen Regisseur, der genau hinhört,“ jubelte etwa die Süddeutsche Zeitung über die Inszenierung, die seit der Premiere im Jänner 2022 ein Dauererfolg ist. Das Stück war 2022 zu den Ruhrfestspielen Recklinghausen eingeladen. Matthias Brandt erhielt für sein Solo 2023 den Publikumspreis „Goldener Vorhang“.
  • L'opera è una commedia teatrale in dialetto veneto che combina umorismo, magia e situazioni surreali, premiata per la regia e gli attori. Trama e ambientazione della commedia • La storia si svolge in un grande appartamento dove Adelmo e la sua badante affrontano difficoltà economiche. • Silvio, il nipote, propone di aprire un bed & breakfast per aumentare le entrate. • Arrivano ospiti improbabili come una maga, una suora e uno stilista, creando situazioni comiche. • Problemi si complicano quando Silvio torna a vivere con Adelmo, condividendo il letto con lui. Personaggi principali e interpreti • Fabrizio Piccinato interpreta Adelmo, il protagonista anziano. • Giuliana Bassan interpreta Galina, la badante. • Alessandro De Guidi è Silvio, il nipote. • Altri personaggi includono una vicina, una suora, una maga e uno stilista, interpretati da vari attori. Premi e riconoscimenti • La commedia ha vinto il Premio Miglior Regia e Miglior Attore Caratterista nel 2025 al Festival di Travagliato. • Ha ricevuto anche candidature per miglior attore protagonista e caratterista. • La produzione ha ottenuto il Premio Miglior Attrice Caratterista in un concorso regionale. La Compagnia Teatrale Artefatto Teatro - Verona commedia comica 2 atti in dialetto veneto di Fabrizio Piccinato Regia di Fabrizio Piccinato

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