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Informazioni evento
Max Frisch raccontaci la storia di un giovane, che cerca la sua identitá. Peró la veritá si trasforma sotto l'ascendenza di bugie e la pregiudizia dalla gente. Andri é giá perduto
Badke(remix)
Tra festa e resistenza, un’esplosione di energia collettiva che attraversa la tradizione per reinventarla nel presente: un lavoro che intreccia radici e contemporaneità in un gesto vitale e politico. Creato originariamente per la compagnia les ballets C de la B per un gruppo di danzatori palestinesi, Badke ha conquistato il pubblico internazionale tra il 2013 e il 2016. Oggi rinasce come Badke(remix) sotto la guida artistica di Amir Sabra e Ata Khatab, in un processo di riappropriazione culturale e politica.
Il titolo gioca con la parola “dabke”, danza popolare palestinese da cui tutto ha origine. A partire da questa tradizione, gli interpreti – provenienti da percorsi che spaziano dalla danza contemporanea all’hip hop, dalla capoeira al circo – costruiscono un linguaggio ibrido e in continua evoluzione. Non si tratta di recuperare un’autenticità perduta, ma di interrogare la tradizione: quanto può trasformarsi senza perdere la propria identità?
Attraverso una forma festosa e travolgente, il lavoro lascia emergere in filigrana il contesto politico da cui nasce. La realtà contemporanea attraversa la scena senza essere mai esplicitamente raccontata, ma resta presente, come una tensione sotterranea.
Tra energia collettiva e urgenza espressiva, il movimento diventa spazio di resistenza e affermazione, un gesto condiviso che tiene viva la speranza di immaginare e costruire un’alternativa possibile.
Gli allievi e le allieve di MurX della settimana di danza (17–21 agosto) presentano, durante il Lungo Mercoledì di Appiano, il risultato del lavoro svolto nel corso della settimana. Uno spettacolo ricco di energia, creatività e passione per la danza!
RISE
Gesti semplici che diventano linguaggio comune: una danza che nasce dall’incontro tra i corpi e si sviluppa come un organismo vivo, tra ascolto, energia e connessione. Lunghi nastri d’argento sospesi sulla scena creano soglie da attraversare.
In questo spazio, cinque interpreti danno vita a una danza fatta di gesti essenziali che, ripetuti e condivisi, trasformano il gruppo in un organismo in continuo movimento. La partitura sonora creata dal vivo da Dan Kinzelman orienta i corpi, spingendoli a cercarsi e a trovare un accordo comune. Con la sua nuova creazione – coprodotta da Bolzano Danza nell’ambito del progetto RING (insieme a Festival Aperto / Fondazione I Teatri di Reggio Emilia, FOG Triennale Milano Performing Arts, Torinodanza Festival / Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale) – Daniele Ninarello sviluppa una riflessione sul rapporto tra individuo e collettività. In un tempo segnato dalla disconnessione, il lavoro indaga la possibilità di ricostruire un senso condiviso, mettendo al centro il legame tra io e gruppo come spazio di trasformazione. La danza diventa così pratica di apertura: accogliere l’altro significa lasciarsi modificare, generando nuove forme di presenza e ascolto. Il corpo si fa luogo di incontro, attraversato da una forza che lo mette in relazione e lo restituisce alla comunità. In scena anche un gruppo di giovani performer che ha preso attraverso il progetto PARADE parte a un laboratorio creativo con la compagnia, contribuendo a rafforzare la dimensione collettiva e partecipativa dell’opera.
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