Pinocchio - Il paese dei balocchi - Pubblicato da

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Informazioni evento

Di Valeria Raimondi, Enrico Castellani.
Con Enrico Castellani, Paolo Facchini, Luigi Ferrarini, Riccardo Sielli e Luca Scotton
Raccontare, fotografare, fermare delle schegge di realtà per portarle sul palcoscenico ed essere specchio del mondo in cui viviamo è sempre stato il proposito della giovane compagnia Babilonia Teatri capitanata da Valeria Raimondi e Enrico Castellani sin dal 2005, anno della sua fondazione. E\' il caso del nuovo progetto intitolato Pinocchio, vincitore del premio Hystrio 2012, che la compagnia veronese ha realizzato in collaborazione con l\'Associazione Amici di Luca, fondatrice della Casa dei Risvegli di Bologna, centro innovativo di riabilitazione e di ricerca dedicato a giovani e adulti con esiti di coma e stato vegetativo. Pinocchio di Collodi, la fiaba per antonomasia, è l \'opera da cui i l loro lavoro teatrale prenderà ispirazione e spunto. Un\'opera popolare, che permette di parlare a tutti, bambini e adulti. Una storia che fonde fantastico e ragione, dovere e gioco, timore e coraggio, che permetterà alle due compagnie di tracciare il racconto di un mondo dove spesso la realtà supera la fantasia. Un incontro, un dialogo che inizia ponendo come sempre dei quesiti semplici, immediati, diretti, che sfidano le convenzioni, rompono le regole, mettono a nudo le singole umanità: chi è oggi il burattino dal lungo naso? Chi Lucignolo? Chi il grillo parlante? Viviamo veramente nel paese dei balocchi? Una performance che coinvolgerà 10 attori della Compagnia Teatrale Amici di Luca, tutte persone con esiti di coma che hanno intrapreso da tempo un percorso terapeutico, e 5 artisti di Babilonia Teatri. Uno spettacolo che acquista un senso profondo, dove la vita irrompe sulla scena con tutta la sua forza senza essere mediata dalla finzione. Dove l\'attore/non attore mette in gioco il suo vissuto, la sua inconsapevolezza, la sua sincerità, dove non sono la perizia e la tecnica ad essere determinanti, ma la verità delle vite e dei corpi che parlano da soli.

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  • durata: 70’ Era il 1949, la guerra si era conclusa da pochi anni, e Renata Viganò l’aveva attraversata da partigiana, incontrando sul suo cammino la figura dell’Agnese, una lavandaia di mezz’età, rude e inconsapevole, trascinata suo malgrado a combattere una guerra che non sentiva appartenerle. Per una serie di eventi che partono dalla deportazione del marito da parte dei tedeschi, l’Agnese entra con sempre maggiore consapevolezza e forza nella grande Storia, prendendo parte attiva a quella Resistenza fatta di donne e uomini, a cui dobbiamo non soltanto la Liberazione del ’45, ma anche un lascito che va a comporre parte dell’identità storica di questo Paese. Lo sguardo di Agnese, che mette a fuoco con sempre maggiore precisione gli eventi rivelando senza sconti tutta l’insensatezza e la crudeltà della guerra, diventa il nostro sguardo e la sua presa di consapevolezza diventa la nostra. A Renata Viganò va inoltre il merito di essere stata tra le prime a rivalutare il ruolo femminile nella Resistenza italiana, un ruolo che per lungo tempo non è stato riconosciuto. Dietro il personaggio di Agnese si cela non solo la lavandaia di mezza età rimasta sola con la sua gatta ma -per ammissione della stessa Viganò- si ritrovano le vite di tante partigiane incontrate in quei mesi di lotta. L’Agnese costituisce la sintesi di un’esperienza che ci regala il punto di vista delle donne partigiane, mettendo in risalto il contributo femminile alla lotta al Nazifascismo. - dal romanzo di Renata Viganò - a cura di Cinzia Spanò - musiche originali di Federica Furlani - con Cinzia Spanò e Federica Furlani - costumi Elena Rossi - organizzazione Elisa Binda - produzione Effimera Teatro - con il sostegno di Audrey Anpi Rassegna In Scena 25/26 - Teatro Cristallo in collaborazione con Teatro Stabile di Bolzano
  • L'evento si tiene dal 08 Mar 2026 al 29 Mar 2026
    nach dem gleichnamigen Roman von Elke Heidenreich und Bernd Schroeder Bühnenfassung: Elke Heidenreich Inhalt: Lore und Harry - haben in all den Jahren ihrer Ehe nicht nur gelernt, sich zu lieben, sondern auch sich zu streiten. Während Harry seinen Ruhestand mit einem gelassenen Blick auf den Alltag genießt, kann Lore noch nicht recht loslassen von ihrer Arbeit in der Bibliothek und ist immer wieder leidenschaftlich auf der Suche nach einem “Leuchten” - in sich und in ihrer Ehe. Als dann ein Brief ihrer Tochter ins Haus flattert, wird plötzlich ganz viel in Frage gestellt. In komischen, feinsinnigen und zugleich anrührenden Dialogen erzählt „Alte Liebe“ von den kleinen Kämpfen und den großen Gefühlen eines Paares. Lore und Harry zeigen, dass der Wunsch nach Begegnung keine Frage des Alters ist und sich der Kampf um die eigenen Werte und Träume immer auszahlt. Ein Stück über zwei Menschen, die sich längst kennen und doch nicht aufhören, sich selbst und einander zu suchen. mit Bettina Mayrhofer (Lore), Horst Herrmann (Harry) Alexa Brunner (Stimme) Regie: Katharina Gschnell Bühne und Kostüme: Nora Veneri Licht: August Zambaldi, Manuel March Harry: Was fehlt dir, Lore? Lore: Ich selbst, mein früheres Ich. Du ruhst so in dir, bist zufrieden, mich treibt es um. Ich möchte - Harry: Du möchtest…? Lore: Vielleicht begehrt werden. Wenigstens gesehen werden. Harry: Meine Lore. Ich seh dich.
  • La gioia della libertà durata: 120' Anche quest’anno, in occasione del Dantedì, il Comitato della Società Dante Alighieri di Bolzano offre alla cittadinanza una serata dedicata alla Divina Commedia, guidata dal prof. Vivaldelli, esperto divulgatore e appassionato interprete dell’opera dantesca. Il 25 marzo, Giornata Nazionale dedicata a Dante – il Dantedì – coincide, secondo molti studiosi, con l’inizio del viaggio narrato nella Commedia: una data simbolica per riscoprire la forza poetica, culturale e spirituale dell’opera. Dopo aver condotto il pubblico attraverso i paesaggi interiori dell’Antipurgatorio, quest’anno il prof. Vivaldelli proseguirà il cammino illustrando l’ascesa di Dante – accompagnato da Virgilio – lungo le sette cornici della montagna del Purgatorio: un itinerario di purificazione, consapevolezza e desiderio di rinnovamento. Il suo approccio farà emergere la bellezza letteraria e teologica della Commedia, insieme alla sua sorprendente attualità. In tempi di sfide e inquietudini, la voce di Dante ci invita a cercare la luce e a riscoprire stili di vita più umani. Un’occasione preziosa per lasciarsi toccare da un’opera che, pur scritta oltre sette secoli fa, parla ancora al cuore dell’uomo di oggi. con il prof. Gregorio Vivaldelli dottore in teologia biblica e docente presso gli Istituti Teologici di Trento organizza il Comitato della Società Dante Alighieri di Bolzano presieduto dalla dott.ssa Raffaella De Rosa in collaborazione con il Teatro Cristallo Le Vie del Sacro

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