Albania, casa mia - Pubblicato da stefania

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Teatro Aut presenta: E´il 1991 e, dopo 45 anni di dittatura, il regime albanese crolla come un castello di carta. Aleksandros ha appena sei mesi quando questo avviene. Non ha ancora imparato a gattonare quando, come tanti altri, viene imbarcato su un peschereccio che lo porterá da Valona a Brindisi. Poche miglia nautiche per cambiare vita, per parlare di un prima e di un dopo, per creare una frattura che non si rimargina facilmente. Una storia che parla di un´intera generazione. Uno spettacolo per parlare di identitá e radici con gli occhi di chi ha vissuto sutto sulla sua pelle.

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  • L'evento si tiene dal 21 Nov 2026 al 20 Dic 2026
    di Lukas Schrenk, Nils Strunk e Henry Jimenenz Morales liberamente tratto da Carlo Collodi Spettacolo per famiglie con musica - Per tutti, a partire da 6 anni “Vorrei essere un bambino vero”, esclama il pezzo di legno che Geppetto vorrebbe trasformare in un tavolo. Ma com’è possibile? Al massimo, il mastro falegname potrebbe intagliarne un burattino. Ma chi pagherà il suo lavoro? Il ciocco di legno non si dà per vinto e così Geppetto dà vita a “Pinocchio”, un vero capolavoro. Per quanto questo furfantello combini solo pasticci, Geppetto gli si affeziona subito, gli insegna a camminare e lo manda a scuola. Ma la curiosità di Pinocchio lo spinge ad avventurarsi nel mondo, dove scopre che volpi e gatti non sono sempre onesti e che le bugie hanno il naso lungo. Nel Paese dei Balocchi, la nostalgia del suo papà è così grande che decide di partire a cercarlo. Per fortuna la Fata turchina sa bene di cosa ha bisogno: di coraggio! Con “Le avventure di Pinocchio”, il celebre autore italiano Carlo Collodi -di cui quest’anno ricorrono i 200 anni dalla nascita- ha scritto un classico della letteratura per l’infanzia che parla di umanità, dello smarrirsi per poi ritrovarsi e della forza della magia. Il celebre duo viennese Nils Strunk e Lukas Schrenk trasforma il classico di Collodi in uno spettacolo teatrale contemporaneo e ricco di sentimento, accompagnato da elementi musicali. Le loro composizioni musicali intrecciano con arguzia e ironia citazioni dell’opera lirica e intramontabili successi Italo-pop. La regista Verena Holztrattner, che ha già diretto con grande sensibilità lo spettacolo per le scuole “Dschabber” presso il Vereinigte Bühnen Bozen, celebrerà l’essere bambini con uno stile ironico e ricco di giochi linguistici.
  • Commedia (con musica) transanimalista e transalpina Aldo e Giuliana, esseri umani di montagna. Giuliana diventa ragioniera per talento, mentre Aldo, allevatore e cacciatore, si immedesima negli animali, uccidendo solo ciò che è necessario all’ecosistema. Sposati, la loro quotidianità viene scossa quando un orso divora alcune delle bestie di Aldo. È qui che prende forma L’invidia dell’orso: Aldo invidia la forza, l’impulsività e la libertà dell’animale, capace di dormire per mesi e poi risorgere. Angela Demattè, trentina d’origine, ha scritto questo spettacolo osservando il delicato rapporto tra comunità alpine e orsi, la cui presenza in Trentino è passata da dieci esemplari reintrodotti nel 1999 a circa 120 oggi, creando dibattiti e polemiche. Sul palco, un coro di canti alpini accompagna i protagonisti, tessendo memoria, tradizione e solidarietà: un legame invisibile che ricorda ai due che, anche nei momenti più difficili, non sono mai soli. di Angela Dematté regia Alice Sinigaglia con Giuliano Comin e Angela Dematté scene e costumi Rubidori Puddu-Manshaft musiche Federica Furlani e con Coro Ana Piani produzione Teatro Stabile di Bolzano
  • L'evento si tiene dal 07 Nov 2026 al 15 Nov 2026
    von Simon Stephens nach Anton Tschechows „Onkel Wanja“ Deutsch von Barbara Christ Vanya trauert, um seine verstorbene Schwester, um sein vertanes Leben als Gutsverwalter in der Provinz, um seine vergebliche Liebe zu der mythisch schönen Helena, der jungen Frau seines schlecht alternden Schwagers Alexander. Als Alexander nach dem Karriereaus in der Großstadt zurück auf den Hof seiner Tochter Sonja kehrt, bricht die Sehnsucht aus: Sonja will den ehemals gutaussehenden Arzt und Waldfanaten Michael. Michael will Helena, die junge Frau des bankrotten Alexander. Alexander will den Hof seiner Tochter Sonja verkaufen. Und Vanya? Vanya will Alexander erschießen. In der provinziellen Enge träumen Tschechows Figuren voneinander und leben doch im Zeichen des Verzichts. Gibt es das noch, das Glück einer realen Begegnung? Simon Stephens radikal-lyrische Adaption von Tschechows modernem Klassiker – ein Schauspieler spielt alle Figuren – schlägt den Bogen von den gesellschaftlichen Zersetzungsprozessen Ende des 19. Jahrhunderts zu der Verlust-Epoche Gegenwart. Das Solo, inszeniert von Rudolf Frey, setzt seinen Spieler – einsam – in die Mitte einer sich immer weiter vereinzelnden und parasozial vereinsamenden Gesellschaft. Der junge Südtiroler Schauspieler Fabian Mair Mitterer verleiht der Tschechowschen Welt mit ihren grassierenden FOMO- und No-Future-Gefühlen ein zeitgenössisches, tragikomisches Gesicht. mit Fabian Mair Mitterer Regie Rudolf Frey

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