OPER.A 20.21 | DIE ANTILOPE - Pubblicato da FondazioneHaydnStiftung

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Informazioni evento

di Johannes Maria Staud

Direzione musicale: Walter Kobéra
Regia: Dominique Mentha

Interrompendo il divertimento superficiale e l’insensato autocompiacimento di una festa aziendale, il dipendente Victor fa un discorso stravagante per poi buttarsi dalla finestra. Invece di morire, inizia un viaggio notturno inverosimile attraverso una città alterata, facendo incontri assurdi ed estrosi. Visto che si esprime in una lingua incomprensibile (“antilopico”), dei medici strampalati gli formulano la diagnosi di “depressione africana”. Gli episodi sono surreali eppur di grande concretezza sociale, onirici e dolorosamente reali, lirici e grotteschi, “sempre in bilico fra reale e irreale”, come dice lo stesso autore. Il testo poetico del famoso scrittore tedesco Durs Grünbein viene messo in musica
da Johannes Maria Staud in maniera ricca e sfaccettata, poliedrica, con percorsi sorprendenti e con l’ausilio di live electronics. Un’opera lirica ricca e spiritosa.

Contatti :

Date e orari evento :

Note sugli orari :

Introduzione all'opera h. 16:00
Operneinführung h. 16:00

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    Emma Dante, artista siciliana conosciuta in tutto il mondo per il suo stile vivido, passionale e coinvolgente, porta in scena Re Chicchinella, terzo spettacolo adattato da una fiaba de Lo cunto de li cunti ovvero lo trattenemiento de peccerille, meravigliosa raccolta di novelle in lingua napoletana, che Giambattista Basile creò nel 1634. Dopo La Scortecata e Pupo di zucchero, con Re Chicchinella la regista conclude il progetto con cui ha attraversato l’immaginifico universo dello scrittore campano: un’altra favola per raccontare la profondità dell’animo umano tramite il gioco e l’ornamento della poesia barocca. Ancora una volta la drammaturga e regista palermitana conduce il pubblico nei meandri delle tradizioni popolari dell’Italia Meridionale, scava nel patrimonio letterario, lo rovescia, lo ribalta e lo riporta in vita più vivido che mai. Protagonista della vicenda, che, come sempre, mescola elementi grotteschi, comici e tragici, è un re. Spiega Emma Dante: «Re Chicchinella racconta la storia di un sovrano malato, solo e senza più speranze, circondato da una famiglia anaffettiva e glaciale che ha un solo interesse, ricevere un uovo d’oro al giorno. L’animale vive e si nutre dentro di lui, divorando lentamente le sue viscere, fino a quando il re non scopre che per il mondo lui e la gallina sono la stessa cosa. Dopo tredici giorni d’inedia, Re Carlo III d’Angiò, re di Sicilia e di Napoli, principe di Giugliano, conte d’Orleans, visconte d’Avignon e di Forcalquier, principe di Portici Bellavista, re d’Albania, principe di Valenzia e re titolare di Costantinopoli, entra nella sua nuova esistenza e, appollaiato sul trono, riceve il plauso di tutta la Corte». Emma Dante, artista siciliana conosciuta in tutto il mondo per il suo stile vivido, passionale e coinvolgente, porta in scena Re Chicchinella, terzo spettacolo adattato da una fiaba de Lo cunto de li cunti ovvero lo trattenemiento de peccerille, meravigliosa raccolta di novelle in lingua napoletana, che Giambattista Basile creò nel 1634. Dopo La Scortecata e Pupo di zucchero, con Re Chicchinella la regista conclude il progetto con cui ha attraversato l’immaginifico universo dello scrittore campano: un’altra favola per raccontare la profondità dell’animo umano tramite il gioco e l’ornamento della poesia barocca. Ancora una volta la drammaturga e regista palermitana conduce il pubblico nei meandri delle tradizioni popolari dell’Italia Meridionale, scava nel patrimonio letterario, lo rovescia, lo ribalta e lo riporta in vita più vivido che mai. Protagonista della vicenda, che, come sempre, mescola elementi grotteschi, comici e tragici, è un re. Spiega Emma Dante: «Re Chicchinella racconta la storia di un sovrano malato, solo e senza più speranze, circondato da una famiglia anaffettiva e glaciale che ha un solo interesse, ricevere un uovo d’oro al giorno. L’animale vive e si nutre dentro di lui, divorando lentamente le sue viscere, fino a quando il re non scopre che per il mondo lui e la gallina sono la stessa cosa. Dopo tredici giorni d’inedia, Re Carlo III d’Angiò, re di Sicilia e di Napoli, principe di Giugliano, conte d’Orleans, visconte d’Avignon e di Forcalquier, principe di Portici Bellavista, re d’Albania, principe di Valenzia e re titolare di Costantinopoli, entra nella sua nuova esistenza e, appollaiato sul trono, riceve il plauso di tutta la Corte». libero adattamento da Lo cunto de li cunti di Giambattista Basile scritto e diretto da Emma Dante elementi scenici e costumi di Emma Dante luci Cristian Zucaro assistente ai costumi Sabrina Vicari con (o.a.) Angelica Bifano, Viola Carinci, Davide Celona, Roberto Galbo, Enrico Lodovisi, Yannick Lomboto, Carmine Maringola, Davide Mazzella, Simone Mazzella, Annamaria Palomba, Samuel Salamone, Stephanie Taillandier, Marta Zollet e con la partecipazione di Odette Lodovisi produzione Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa, Atto Unico / Compagnia Sud Costa Occidentale, Teatro di Napoli – Teatro Nazionale, TSV – Teatro Nazionale, Carnezzeria, Les Célestins Théâtre de Lyon, Châteauvallon-Liberté Scène Nationale, Cité du Théâtre - Domaine d’O - Montpellier / Printemps des Comédiens durata: 60 minuti Spettacolo con scene di nudo integrale
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