Gli orbi - Pubblicato da melanie inside

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Informazioni evento

Compagnia Abbondanza / Bertoni

I sette vizi capitali sono la quintessenza delle cause dei nostri mali ma anche in qualche modo la sintesi di défaillance ancora più numerose e articolate possibili, come le odierne malattie del consumismo, della spudoratezza, della sessuomania e del vuoto. Sulle spalle di cinque personaggi l’infame carico della rappresentanza dell’umanoide contemporaneo. Tutto in uno spazio lasciato volutamente nudo nell’autogestione luminosa e sonora direttamente dal palco, con consolle audio e luci, manovrata dagli stessi protagonisti e posizionata in scena come oggetto scenografico e/o di servizio; e poi sedie a rotazione occupate o meno da quegli esseri “ciechi” che irridono, smorfieggiano, danzano, aspettano il loro turno.

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  • L'evento si tiene dal 11 Mar 2026 al 12 Mar 2026
    Ein Gastspiel des Schauspiels Essen Goethes „Faust“ entstand vor mehr als 200 Jahren. Was für eine Figur wäre Faust heute? Was ist es noch, was die Welt im Innersten zusammenhält? Die Autorin Fatma Aydemir bearbeitet den Stoff neu und nimmt die Figuren ins Heute mit. Dr. Margarete Faust ist keine angesehene Gelehrte mehr. In einer wissenschaftsfeindlichen Gesellschaft gilt sie als Verschwörerin. Ihre Studierenden feiern sie für ihre feministischen Positionen gegen einen reaktionären Staat. Als Dr. Faust als Ewigforschende in der Sinnkrise steckt, tritt Mephisto auf, verspricht Faust höchsten Genuss und fordert im Gegenzug ihre Seele. Der Pakt ist geschlossen. Faust verliebt sich in ihren deutlich jüngeren Doktoranden Karim. Dieser bewundert Fausts Lehre, fügt sich Fausts Verführung aber nur widerwillig. „Doktormutter Faust“ ist eine feministische Überschreibung von Goethes Klassiker, eine Kritik am Personenkult emanzipatorischer Bewegungen und eine Warnung vor der teuflischen Herrschaft des Populismus. Aus: „Nun sag, wie hast du’s mit der Religion?“ wird: „Nun sag, wie hast du’s mit dem Konsens?“ Publikum und Presse nahmen die Uraufführung begeistert auf: „Das Stück ist ein großer Wurf, die Inszenierung steht ihm nicht nach.“ (nachtkritik.de) Dauer: ca. 1 St. 40 Min.
  • L'evento si tiene dal 12 Mar 2026 al 15 Mar 2026
    Neri Marcorè, assieme al regista e drammaturgo Giorgio Gallione, ha molto frequentato i materiali gaberiani. Questo ritorno è una necessità etica e artistica insieme, e una occasione ancora più matura e consapevole per riabbracciare l’opera dell’“uomo dalle due G maiuscole”. Gaber - Mi fa male il mondo è un’esplorazione nell’universo creativo, narrativo, etico e letterario di due grandi autori del teatro e della canzone. Per anni Giorgio Gaber e Sandro Luporini hanno radiografato con acume, spietatezza e ironia, ma pure con grande partecipazione emotiva, le mutazioni della nostra società e degli individui che la abitano. Grande affabulatore e artista totale, Gaber ci ha così accompagnato, tra privato e politico, nel cammino zoppicante e incerto verso una società che tenta di combattere contro la dittatura dell’imbecillità, del conformismo e della perenne autoassoluzione. Lo spettacolo vuole ritornare alle radici dell’ispirazione di queste opere in musica, entrando metaforicamente, e a distanza di anni, nello studio/ laboratorio/ pensatoio dove Gaber e Luporini hanno agito e prodotto pensiero per più di quarant’anni. Con onestà intellettuale e una buona dose di ironia, Gaber si è spesso definito un “ladro” di intuizioni altrui, dichiarando esplicitamente il suo debito nei confronti di artisti, intellettuali e scrittori che lo hanno ispirato. L’elenco è lungo e indicativo: Pasolini, Celine, Adorno, Calvino, Berlinguer, Brecht, Beckett, Botho Strauss e tanti altri che, sapientemente distillati, hanno formato un humus ideale, un incubatore di pensieri e riflessioni illuminanti che sono poi state trasformate in canzoni e monologhi teatralissimi che ancora oggi vibrano di autenticità e addirittura di preveggenza. con Neri Marcorè da Giorgio Gaber e Sandro Luporini drammaturgia e regia Giorgio Gallione arrangiamenti e direzione musicale Paolo Silvestri lighting designer Marco Filibeck scene e costumi Guido Fiorato pianisti/e (o.a.) Eugenia Canale, Lorenzo Fiorentini, Eleonora Lana, Francesco Negri produzione Teatro Stabile di Bolzano, Teatro della Toscana - Teatro Nazionale in collaborazione con Fondazione Giorgio Gaber e Centro Servizi Culturali Santa Chiara durata 80 minuti
  • durata: 90' Lisistrata è una commedia, ma nasce da un dolore profondo: quello della guerra, che da sempre lacera i popoli, divide le famiglie, consuma la speranza. In un’Atene svuotata dagli uomini, tutti al fronte, la voce della ragione si leva da chi è rimasta: le donne. Lisistrata non è una semplice figura comica. È un’eroina tragica travestita da personaggio farsesco. È visione, intuizione, coraggio. Di fronte all’impotenza della politica e all’arroganza del potere, propone un gesto tanto radicale quanto simbolico: uno sciopero del sesso per fermare la guerra. Un atto paradossale, scandaloso, eppure colmo di senso. Attraverso la forza del corpo e della solidarietà femminile, la commedia ci conduce a una domanda antica quanto attuale: può l’amore – e non la violenza – essere la via per cambiare il mondo? Aristofane ci consegna una riflessione ironica, ma profondamente lucida, sulla responsabilità, sul potere, sulla pace. Lisistrata oggi non fa solo ridere: ci interroga. Ci sfida. E ci invita a immaginare un mondo diverso. traduzione Nicola Cadoni adattamento Emanuele Aldrovandi e Serena Sinigaglia regia Serena Sinigaglia con Lella Costa e con (in ordine alfabetico) Marco Brinzi, Francesco Migliaccio, Stefano Orlandi, Pilar Pérez Aspa, Giorgia Senesi, Irene Serini produzione INDA e Teatro Carcano Rassegna In Scena 25/26 - Teatro Cristallo in collaborazione con Teatro Stabile di Bolzano © Maria Pia Ballarino/ AFI Archivio Fondazione Inda Siracusa

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