BOLZANO DANZA _ COMPAGNIE KE KOSA - Pubblicato da FondazioneHaydnStiftung

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Informazioni evento

Terza creazione della compagnia francese Ke Kosa, 500/CINQUECENTO è uno spettacolo per spazi all’aperto che pone al centro una Fiat Cinquecento d’antan. Intorno ad essa quattro strade e due corpi dal ‘motore frizzante’.
Lo spettacolo che porta il titolo dell’intramontabile modello Fiat è un duetto che diviene trio (se si include la vecchia utilitaria che ha fatto la storia dell’automobile) interpretato dall’attore Simon Le Moullec e Giulia Arduca, autrice quest’ultima anche della coreografia. I due artisti trovano il loro spazio di relazione, ricordi e vita dentro e intorno alla mitica autovettura (naturalmente cabriolet) capace di trasformarsi da spazio angusto a luogo intimo, onirico, segreto e festivo. Un viaggio nel tempo – dagli anni Sessanta del boom economico italiano a oggi - e nello spazio, quello ristretto dell’abitacolo e quello più pericoloso della carrozzeria.
Una sorta di drive in ribaltato perché al centro ci sono l’automobile e i suoi passeggeri da osservare in tutte le loro trasformazioni e suoni connessi (spazializzati e ‘lavorati’ live da Christophe Sartori). Molte le fonti letterarie e cinematografiche italiane che hanno ispirato la coreografa: Le Città invisibili di Calvino, Oceano Mare di Alessandro Baricco, nonché alcune pellicole memorabili di Federico Fellini come La Dolce Vita, Otto e ½ e Amarcord.

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  • durata: 90' Un viaggio nell’Ade tra risate e dannazione, dove il confine tra il tragico e il grottesco si dissolve in una girandola di comicità infernale. Immaginate l’Inferno di Dante intasato da millemila anime, vittime di una peste letale, mentre le Malebranche si scatenano alla ricerca del loro Re, Satana. In mezzo a tutto questo caos, Minosse, il giudice delle anime, è sopraffatto dal lavoro e le anime protestano, creando un’atmosfera di disordine assoluto. A offrire un po’ di sollievo c’è Belzebù, che, con saggezza maligna, decide di risparmiare tre buffoni – Zuan Polo, Domenico Tagliacalze e Pietro Gonnella – e dar loro la possibilità di tornare a fare ciò che in vita sapevano fare meglio: intrattenere. Sono comici, disposti a tutto pur di strappare una risata, persino affrontando la condanna eterna. Lo spettacolo mescola tradizione popolare, grotteschi racconti medievali e l’arte del buffone, da sempre legata all'Inferno, per dar vita a un “Decamerone” tragicomico. Tra travestimenti grotteschi, maschere demoniache e improvvisazioni oscene, i tre buffoni ci guideranno attraverso un mondo dove la morte e la risata si intrecciano, dove ogni risata è un atto di ribellione contro l’oscurità. Un’esperienza teatrale che è tanto buffa quanto inquietante, come l’Inferno stesso. - con Matteo Cremon, Michele Mori, Stefano Rota - soggetto originale e regia Marco Zoppello - scenografia Matteo Pozzobon e Roberto Maria Macchi - costumi Lauretta Salvagnin - disegno luci Matteo Pozzobon - maschere e carabattole Stefano Perocco e Tullia Dalle Carbonare - produzione Stivalaccio Teatro Rassegna In Scena 25/26 - Teatro Cristallo in collaborazione con Teatro Stabile di Bolzano
  • L'evento si tiene dal 11 Mar 2026 al 12 Mar 2026
    Ein Gastspiel des Schauspiels Essen Goethes „Faust“ entstand vor mehr als 200 Jahren. Was für eine Figur wäre Faust heute? Was ist es noch, was die Welt im Innersten zusammenhält? Die Autorin Fatma Aydemir bearbeitet den Stoff neu und nimmt die Figuren ins Heute mit. Dr. Margarete Faust ist keine angesehene Gelehrte mehr. In einer wissenschaftsfeindlichen Gesellschaft gilt sie als Verschwörerin. Ihre Studierenden feiern sie für ihre feministischen Positionen gegen einen reaktionären Staat. Als Dr. Faust als Ewigforschende in der Sinnkrise steckt, tritt Mephisto auf, verspricht Faust höchsten Genuss und fordert im Gegenzug ihre Seele. Der Pakt ist geschlossen. Faust verliebt sich in ihren deutlich jüngeren Doktoranden Karim. Dieser bewundert Fausts Lehre, fügt sich Fausts Verführung aber nur widerwillig. „Doktormutter Faust“ ist eine feministische Überschreibung von Goethes Klassiker, eine Kritik am Personenkult emanzipatorischer Bewegungen und eine Warnung vor der teuflischen Herrschaft des Populismus. Aus: „Nun sag, wie hast du’s mit der Religion?“ wird: „Nun sag, wie hast du’s mit dem Konsens?“ Publikum und Presse nahmen die Uraufführung begeistert auf: „Das Stück ist ein großer Wurf, die Inszenierung steht ihm nicht nach.“ (nachtkritik.de) Dauer: ca. 1 St. 40 Min.
  • CABABOZ, lo spettacolo di cabaret più bolzanino che ci sia torna energicamente in scena! Dopo mesi di diete bilanciate, dopo settimane di esercizi al bilanciere, i cabarettisti più sbilanciati della scena faranno ridere il pubblico con il loro sarcasmo tagliente, che spazierà tra gli argomenti più disparati! CABABOZ, contro ogni previsione, si appresta ad affrontare il suo quindicesimo anno di vita. Se non altro tutto ciò è sorprendente. E lo diciamo noi!

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