Francesco rifiuta la spada, la restituisce al fabbro che l’ha forgiata: faccia vanghe e attrezzi per coltivare i campi. Francesco si congeda da Chiara, il suo grande amore, e lei come dono d’addio gli confeziona un saio fatto di tutte le pezze della condizione umana, un arlecchino di esperienze e di dolori. Francesco chiede agli uccelli: “Cosa posso insegnare agli uomini?” Sì perché sono gli animali oggi, che predicano a noi, ammesso che qualcuno sappia ancora capirli nella “lengua del Creator” (e se questa è il veneto, tanto meglio: capiranno anche gli animali-uomini). Francesco incontra un bambino sopravvissuto alla crociata, e per scaldarlo e consolarlo gioca con lui al presepio: statuine di amici (ancora umili animali) e di prepotenti, in ginocchio per domandargli scusa di tutte le stragi di innocenti. Francesco cieco si avvicina a Sorella Morte cantando la bellezza della vita. Francesco oggi è la rivoluzione, per qualsiasi rivoluzione ci vuole fede; e la fede “xe roba da Mati”.
Atto unico
Durata 85 minuti
testo di Fulvio Ervas e Roberto Cuppone
Regia di Roberto Cuppone
Gruppo Teatrale “Ass. Cult. IL SATIRO TEATRO” a.p.s. – Paese (TV)
Dopo “La vecchiaia è più tranquilla se la passi a Villa Arzilla” non potete perdervi questa nuova commedia. “C’è chi urla, c’è chi strilla, chi comanda a Villa Arzilla” è infatti il seguito della prima divertentissima storia.
Anche questa volta i protagonisti saranno i simpatici ospiti della casa di riposo, alle prese con vecchi acciacchi e nuove avventure. Per fortuna a rendere frizzante la vita all’interno della piccola comunità c’è la fisioterapista che farà innamorare tutti gli uomini che incontrerà nel suo cammino.
L’irruzione nel secondo atto di un personaggio a sorpresa sconvolgerà la vita di tutti i protagonisti. Ma cosa c’entrano Parigi, il Louvre, Lourdes, il Burundi e Apiro con il nostro ospizio? Lo scoprirete solo venendo a teatro!
Ah! Dimenticavamo la cosa più importante: preparatevi ad un finale a sorpresa, dove i veri protagonisti sarete voi spettatori!
Commedia brillante in due atti Adattamento e regia di Pietro Romagnoli
Compagnia Teatrale “G.LUCARONI” a.p.s. – Mogliano (MC)
Installazione teatrale di Rudolf Frey e Ayşe Gülsüm Özel
Prima assoluta
Sullo sfondo della guerra, un’intera generazione si affida al sogno come atto di resistenza. La sua autoproclamata guida spirituale, André Breton, scova nei mercatini delle pulci oggetti che danno consistenza al sogno e lacerano la realtà: la dimensione onirica, il caso e l’inconscio diventano strumenti per sovvertire la struttura profonda del mondo e dell’esistenza. Mentre la persecuzione politica costringe i rivoluzionari all’esilio, sul tavolo di dissezione dell’Europa – nella piena espressione dell’uguaglianza democratica- restano una macchina da cucire e un ombrello, una tazza a cui crescono i capelli, un uomo che si trasforma in Minotauro. Con un atto di rottura rivoluzionario, il movimento surrealista taglia ancora oggi la retina della visione perbenista borghese. In un’epoca segnata da migrazioni, esilio e crisi politiche, il celebre taglio dell’occhio di Buñuel si trasforma in esperienza del mondo.
Questa creazione collettiva apre, in un luogo insolito al di là del Teatro comunale, spazi immersivi dove i nostri sogni, caduti nelle profondità di crisi interiori, riflettono un mosaico multilingue e, al tempo stesso, privo di parole. Prendendo le mosse dal cineasta ispano-messicano Luis Buñuel, dall’artista britannico-messicana Leonora Carrington e dalla scrittrice turca Tezer Özlü, gli artisti multidisciplinari Rudolf Frey e Ayşe Gülsüm Özel portano alla luce il DOWN BELOW di una contemporaneità che produce, a ritmo serrato, mondi fatti di sogni e angosce.
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