Food opera - Forèst - Pubblicato da knormand

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Informazioni evento

Concetto e musica: Matteo Franceschini
Libretto e regia: Volodia Serre
Visual Design: Luca Franceschini
Chef: Alessandro Gilmozzi
PRIMA ASSOLUTA
Per Franceschini creatività significa principalmente sapere comunicare, e nel caso di specie, di comunicare con il pubblico. Infatti il compositore invita gli spettatori non solo all’ascolto e alla visione, ma anche alla degustazione, per far sì che ogni singolo si lasci trasportare in un universo multi-sensoriale nel quale ciascuna arte esiste solo in presenza delle altre. Per fare ciò il pubblico, limitato a un numero di 50 spettatori per ogni rappresentazione, sarà invitato a prendere posto al centro dell’installazione scenografica. La food opera prevede quindi la partecipazione di uno dei migliori chef italiani, Alessandro Gilmozzi, specialista di piatti che prendono forma e gusto dai sapori del bosco. Allo chef si affiancherà la competenza del Podere Provinciale Cantina Laimburg con adatti abbinamenti enologici. Il cast sarà costituito da due cantanti, un attore, fisarmonica, violoncello, elettronica e video in tempo reale. Il libretto multilingue condurrà attraverso immagini, memoria, associazioni culinarie ispirati alla tradizione delle Dolomiti, patrimonio culturale dell’UNESCO.

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  • L'evento si tiene dal 16 Mag 2026 al 17 Mag 2026
    Una ragazza, il suo cellulare. Tutto il mondo ci passa attraverso. Interfaccia unica – quella digitale – in cui sensazioni, ricordi, sentimenti si scompongono e ricompongono in byte d’informazione. Un mosaico digitale che va lentamente a ricostruire l’esperienza di un corpo abusato. Una ragazza, il suo cellulare, uno stupro di gruppo che non si riesce a ricordare, che emerge come un glitch telematico, che scava e interrompe la linearità del tempo. 30 milligrammi di Ulipristal è il testo di Benedetta Pigoni vincitore del 15° Premio Riccione Pier Vittorio Tondelli. Attraverso frammenti di chat Pigoni, nata nel 2000 a Reggio Emilia, conduce un’indagine che ricostruisce un evento drammatico: una violenza subita dalla protagonista, una violenza rimasta sepolta fino a quel momento. «Nella ricerca ansiosa di ricostruzione della verità aleggia costantemente il dubbio, l’incredulità che dà corpo a una scrittura chiaroscurale» dichiara la giuria del Premio Riccione. «Potente e sensibile, il testo di Pigoni non esonda, non dilaga, ma indaga». 30 milligrammi di Ulipristal sussurra un sospetto, lavora sul rimosso, taglia clinicamente il presente in lame sottilissime di “come è possibile?!” «La tecnologia è lo schermo lucido, il filtro che protegge dal male fisico che ci fanno gli altri. Si può raccontarlo in scena senza luminosità, le app eteree, le dita che scorrono» afferma la regista Paola Rota. «Possono cinque attrici e attori, cinque corpi vivi, agire la sostanza oltre la notifica? Possono restituire il mistero, l’intimità che il mondotelefono rappresenta? La realtà oltre il sogno attaccato alla presa con un caricatore? Possiamo superare il filtro che, se da un lato ci protegge, dall’altro impedisce un vero contatto con le cose?». testo Benedetta Pigoni regia Paola Rota con (o.a.) Eny Cassia Corvo, Lorenzo Fochesato, Sara Mafodda, Martina Massaro, Val Wandja scene e luci Nicolas Bovey montaggio e disegno sonoro Angelo Elle assitente alla drammaturgia Gianmarco Pignatello assistente alla regia Giacomo Cremaschi produzione Teatro Stabile di Bolzano, Teatro Stabile di Torino - Teatro Nazionale, Premio Riccione per il Teatro

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