Concerto dell'Orchestra Haydn - Dir: Alessandro Bonato - Pubblicato da FondazioneHaydnStiftung

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I defunti escono dalle loro tombe e danzano: nel 1960, Dmitrij Šostakovič va a Dresda per recarsi sul set in cui si gira il film sulla distruzione della città “Cinque giorni e cinque notti”, per il quale deve comporre le musiche. Le cose andranno diversamente: “Per quanto abbia provato a convertire gli abbozzi musicali per il film, finora non ci sono riuscito. Ho invece scritto un quartetto che non serve a nessuno ed è ideologicamente riprovevole. Ho pensato che, dovessi morire prima o poi, non ci sarà nessuno che scriverà un’opera dedicata alla mia memoria”, riferisce il 19 luglio all'amico Isaak Glikman. Poco prima aveva ceduto alla pressione delle autorità sovietiche e aveva aderito al partito comunista. La reazione creativa a questo passo è l’ottavo quartetto per archi “in memoria delle vittime del fascismo e della guerra”. L’op. 110 – una macabra autobiografia senza parole – è composta quasi interamente da citazioni tratte dalle proprie opere, dal “Crepuscolo degli dei” di Wagner, da una canzone della rivoluzione e dalla sesta sinfonia di Čajkovskij. Il direttore e violista Rudolf Barshai arrangia questo patchwork musicale per orchestra d’archi e presenta la partitura a Šostakovič. “Gli è piaciuta molto, e con il senso dell’umorismo che lo contraddistingue ha esclamato con slancio: ‘Be’, è più bella dell’originale. Daremo un nome nuovo al pezzo: Sinfonia da camera op. 110a.’” Anche i due brani con cui inizia questo concerto sono arrangiamenti: nel 1888, Pëtr Čajkovskij riarrangia per orchestra e violoncello il “Nocturne” della sua prima raccolta di composizioni per pianoforte, che risale al 1873. Nel 1876, il violoncellista nonché professore al Conservatorio di Mosca Wilhelm Fitzenhagen commissiona a Čajkovskij un brano per violoncello. Il compositore produce le “Variazioni su un tema rococò”, a tutti gli effetti un omaggio stilistico a Mozart. Successivamente il committente modifica la parte solistica e cambia la struttura dell’opera. Čajkovskij autorizza questa versione, che viene eseguita per la prima volta nel 1877 a Mosca, con Fitzenhagen al violoncello.

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  • Nel settembre 1872 Carl Ferdinand Pohl, il bibliotecario della Società viennese degli amici della musica, sottopone all’attenzione del suo direttore artistico Johannes Brahms sei “Feldparthien”: sono sei divertimenti per strumenti a fiato attribuiti a Haydn. Nell’estate 1873 Brahms scrive variazioni su un corale composto dai sei divertimenti, “allenandosi” così nella progressiva trasformazione ed evoluzione degli elementi costitutivi e dei motivi della sua musica nonché nell’arrangiamento orchestrale che più avanti caratterizzerà la sua opera sinfonica. Con il suo unico concerto per violino ultimato, nel 1806 Beethoven fa evolvere ulteriormente un genere che sino ad allora andava dal concerto dei maestri barocchi italiani fino a Mozart. L’opera a impianto sinfonico con un primo movimento lunghissimo sembra avvicinarsi più ai concerti per violino di Brahms, Tchaikovksy o Sibelius che non ai predecessori del XVIII secolo. Il 12 maggio 1926 viene eseguita per la prima volta la Prima sinfonia di Shostakovich – suo lavoro di diploma al Conservatorio di Leningrado – che verrà poi fatta conoscere a livello internazionale da Bruno Walter e Arturo Toscanini. Shostakovich si rivela da subito un mattacchione: nella partitura del diciannovenne, influenze di Stravinsky, Prokofiev, Mahler e Hindemith si fondono in un linguaggio tonale originale e puntiglioso, con acrobazie dettate dall’ironia e comicità che all’epoca si potevano ammirare al circo o nei film muti, ma non ancora nelle sale da concerto.
  • PAROLE DI FABER – Il Grande Tributo a Fabrizio De André Parole di Faber è il grande spettacolo-concerto dedicato alla musica, alla poesia e all’eredità civile di Fabrizio De André. Prodotto da FKM Productions, lo spettacolo offre un’esperienza musicale autentica e rispettosa, attraverso l’esecuzione dal vivo dei brani più rappresentativi del repertorio di Faber – da Bocca di Rosa a Il pescatore, da La guerra di Piero a Creuza de mä – eseguiti con arrangiamenti fedeli agli originali e alle versioni live più iconiche. A dare vita a questo viaggio musicale è un ensemble di musicisti professionisti, riconosciuti per la loro esperienza e qualità artistica, e un interprete vocale straordinario, selezionato per la somiglianza timbrica e la profondità interpretativa con cui restituisce la voce di De André. Lo studio minuzioso di ogni dettaglio sonoro e stilistico permette di ricreare sul palco la potenza e l’intimità dei concerti del cantautore genovese. Il concerto si arricchisce inoltre di narrazioni fuori campo, immagini d’epoca e contributi video originali, offrendo una lettura coinvolgente e attuale dell’universo umano e artistico di De André. Le sue parole, i suoi temi e la sua visione tornano così a parlare al presente, tra emozione, riflessione e bellezza.
  • Frédéric Chopin Mazurche op. 33, 41, 45, 63 Sonata n. 2 in si bem. min., op.35 Franz Schubert Sonata per pianoforte in si bem. magg. D. 960 In collaborazione con Concorso Pianistico Internazionale Ferruccio Busoni

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