Uri Caine Trio (USA) - Pubblicato da martin_inside

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Informazioni evento

Uri Caine: piano
Mark Helias: bass
Ben Perowsky: drums

Il ritorno di Uri Caine al Carambolage avviene nei migliori dei modi possibili, vale a dire con il suo ormai affermato trio ricco di due enormi personalità musicali quali quelle di Mark Helias e Ben Perowsky e capace di indicare nuove strade musicali di straordinaria intensità.
Questo trio è sul serio uno dei progetti più belli e godibili che esistono nel jazz contemporaneo. Uri, senza se e senza ma, uno dei dieci pianisti di odierno riferimento universale. Inutile aggiungere altro se non osare titolare questo concerto come “Una delle migliori possibilità per ascoltare oggi musica immensa”.

"Gli album di Caine come solista e come ensemble hanno reimmaginato la musica di Bach, Mozart, Mahler e Verdi, giocando con il repertorio jazz più convenzionale e realizzando pezzi propri. A unificare il suo lavoro è stata un'insolita capacità di far convivere il suo amore per il bizzarro con una bellezza quasi dolorosa." (The Sydney Morning Herald)

"Il pianista Uri Caine ha trovato una via d'uscita dal mainstream dell'hard-bop che ha consumato una legione di giovani alla moda in abito da salotto per oltre un decennio". ( Classical-music.com)

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  • “Un’orchestra da camera suona una melodia. Piuttosto, descrive una melodia: ma solo come un’ombra può descrivere un oggetto e un’eco può descrivere un suono. L'idea è che la melodia stessa non sia esplicitamente presente, ma piuttosto suggerita, frammentata, o riflessa attraverso variazioni, ritorni e digressioni, con un centro mobile e forse inafferrabile” – così Luciano Berio descrive “Requies” del 1984, dedicato alla moglie deceduta un anno prima, la cantante e compositrice Cathy Berberian. Finalmente libero: nel 1790 muore il datore di lavoro di Haydn, il Principe Nicola I Esterházy. Quando il figlio lo esonera dall’incarico, Haydn, ormai libero professionista, concorda insieme a Johann Peter Salomon l’esecuzione di sei nuove sinfonie per i concerti che l’impresario offre in abbonamento a Londra. La Sinfonia n. 93 nasce nella primavera del 1791 e viene eseguita per la prima volta con grande successo nel febbraio 1792 all’inaugurazione dei “Salomon Concerts”. La serie di concerti termina tre mesi più tardi con la Sinfonia n. 97 di Haydn. Nel Fin de Siècle dell’Europa centrale, il mondo è ancora in ordine: l’austriaco Franz Schreker idea il suo “Intermezzo” attorno al 1900, all'età di 22 anni, partecipando a un concorso di composizione per un “piccolo brano orchestrale caratteristico per strumenti ad arco” e si aggiudica il primo premio – grazie alla conduzione delle parti e all’“armonia ad essa legata”.
  • Alla fine del 1946 Richard Strauss traspone in musica la poesia “Al tramonto” di Joseph von Eichendorff. Nel 1948 legge le opere liriche di Hermann Hesse e, pochi mesi più tardi, l’ormai ottantaquattrenne ha già completato tre Lieder con le sue poesie. Dopo la sua morte nel settembre 1949, l’editore Ernst Roth riunisce le opere per orchestra sotto il titolo “Quattro ultimi Lieder” – un grandioso necrologo al Lied romantico in cui il compositore cita anche il suo poema sinfonico “Morte e trasfigurazione”, composto 60 anni prima. “Nulla di originale” oppure “il primo vero evento musicale del XX secolo”? La quarta sinfonia di Gustav Mahler, composta originariamente nel 1899 e 1900 come umoresca sinfonica, lascia il pubblico interdetto. L’opera rinuncia al pathos romantico, l’organico orchestrale è ridotto, a prima vista il programma non è riconoscibile. La stravagante marcia funebre (“Totentanz”) nel secondo movimento è seguita nel finale – vero e proprio fulcro dell’opera verso cui tutto converge – dal Lied “Der Himmel hängt voller Geigen”, tratto da “Des Knaben Wunderhorn”. “Balliamo e saltelliamo”, esultano gli angeli in paradiso sul sottofondo di una musica che, affievolendosi a mano a mano, pare opporsi a quel senso dell’umorismo naif e infantile. Così Mahler descrive il mondo “all’incontrario” da lui raffigurato: “È tutto sottosopra, non vi è più alcun rapporto di causalità! È come scorgere all’improvviso la parte nascosta della luna.”
  • Pat Bianchi: organ Daniele Cordisco: guitar Giovanni Campanella: drums Pat Bianchi, organista americano residente a New York, è considerato da molti uno dei più importanti esponenti moderni dell'organo jazz. Ha avuto l'onore di esibirsi con leggende come Pat Martino (per oltre 10 anni) e il NEA Jazz Master Lou Donaldson (per 5 anni) e di collaborare regolarmente con numerosi artisti jazz di fama internazionale. L'attuale trio di Bianchi con Daniele Cordisco e Giovanni Campanella è stato descritto dalla NYC Jazz Record Review come segue: “Un'eccellente aggiunta alla tradizione del trio d'organo: swingante, raffinato, emotivo e moderno, ma allo stesso tempo rende omaggio ai maestri del passato”. Art Directors: Michael Lösch & Helga Plankensteiner Il concerto comincia alle ore 21:30 al Laurin Bar. Supplemento di 12 Euro sulla prima consumazione a partire dalle 21:00. Info e prenotazione tavolo: Laurin Bar, T 0471 311 570

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