Transart18 - TOY TOY TOY! - Pubblicato da martin_inside

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Informazioni evento

- Margaret Leng Tan, Queen of the Toy Piano Salutes John M. Armleder


Margaret Leng Tan, ha creato TOY,TOY, TOY!, un piccolo teatro musicale fatto di nostalgia e umorismo, suonato con una tastiera giocattolo e ogni sorta di strumenti giocattolo – dai campanelli delle biciclette ai carillon a manovella. Chi avrebbe mai pensato che i giocattoli potessero avere un tale potenziale? Leng Tang li tratta come veri strumenti in accordo con il credo del dadaista Macel Duchamp: “gli strumenti umili richiedono maggiori abilità”. Lei, inoltre, rende giustizia alla convinzione del suo mentore John Cage, secondo il quale è possibile creare musica con qualsiasi oggetto in grado di produrre un suono.

Margaret Leng Tan è una delle più stimate performer di musica sperimentale in America. Il suo lavoro abbraccia teatro, danza e performance. È rinomata come interprete preminente di John Cage e performer di musica americana e asiatica che trascende i confini convenzionali del pianoforte. Leng Tan è stata proclamata “regina della tastiera giocattolo” dal New York Times. Il suo rivoluzionario album del 1997, The Art of the Toy Piano (Piano/Universal), trasformò un umile giocattolo in un vero e proprio strumento musicale, facendo di lei la prima virtuosa della tastiera giocattolo.


In collaboration with Museion

Uno Shuttle Bus per l’evento Transart CARILLON EXTENDED partirà alle ore 13.45 dal Museion per San Genesio (Ristorante Tomanegger). Richiesta prenotazione. Si consiglia di portare il pranzo al sacco

Contatti :

Date e orari evento :

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  • “Nel 1949, a 26 anni, ho imparato ad appuntarmi a orecchio canzoni popolari all’Istituto per il folclore di Bucarest. Molte melodie mi sono rimaste impresse nella memoria: così è nato nel 1951 il ‘Concerto rumeno’”, racconta György Ligeti. L’esecuzione pubblica del brano, che riprende il suono “strambo” delle orchestrine di paese, viene ben presto vietato: “nella dittatura staliniana perfino il folclore era consentito solo in forma politicamente corretta”. La prima esecuzione di “Púrpura” per viola e orchestra di Filippo Del Corno – un’opera commissionata congiuntamente dalla Fondazione Haydn e dall’Orchestra I Pomeriggi Musicali – è seguita da un avvenimento rivoluzionario della storia della musica europea: “Dall’Inghilterra”. Nel giugno 1941, il Servizio tedesco della BBC sostituisce la sua sigla con una sequenza iniziale della quinta sinfonia di Beethoven. I valori delle note del leggendario motivo del “destino che bussa alla porta” – tre brevi, una lunga – indicano nell’alfabeto Morse la lettera “V” di “Victory”, vittoria. Questa sequenza compone il nucleo del brano per orchestra che inizia drammaticamente in Do minore e termina – trionfante – in Do maggiore. In Francia la “Quinta” viene definita anche “Chant de victoire” – in una lettura forse molto vicina a quella del compositore, che non aveva in mente un destino cupo ma piuttosto un inno alla Rivoluzione francese con solenne giuramento alla Repubblica.
  • Kiveli & Danae Dörken / pianoforte Nicola Schelfi & Hannes Vonmetz / percussione Wiltold Lutoskawski Variazioni su un tema di Paganini Johannes Brahms Danze Ungheresi n.1-10, op. WoO 1 Eduard Demetz Memory is an Animal Béla Bartók Sonate per due pianoforti e percussioni In collaborazione con Filarmonica di Rovereto Jëuni de Mujiga de Gherdëina
  • Suite per vibrafono, percussioni, oggetti sonori Pasquale Mirra: vibraphone & effects Considerato tra i vibrafonisti più interessanti della scena italiana ed internazionale ha collaborato con grandi improvvisatori della scena mondiale, tra i quali: Mulatu Astatkè, Michel Portal, Shabaka Hutchings, Rob Mazurek, Moor Mother, Trilok Gurtu, William Parker, Gerald Cleaver, Damon Locks, Fred Frith, Nicole Mitchell, Hank Roberts, Ernst Rijseger, Chad Taylor, Ballakè Sissoko, Jeff Parker, Tomeka Reid, Jamie Branch, Jamie Saft, Tristan Honsinger, Butch Morris, James Brandon Lewis e molti altri. Pasquale presenta così il suo progetto: “Come nel cubismo assistiamo alla frammentazione degli oggetti e delle forme in geometrie multiple, le quali creano una sorta di ‘molteplicità’ visiva, così nella performance ‘Moderatamente Solo’ dal titolo ‘Suite dalla forma bidimensionale’ ritroviamo una serie di composizioni che lo spettatore può ascoltare, ma anche immaginare, percependole da diverse angolazioni sonore. Il mio intento è di suonare composizioni e canzoni ‘scomposte’ e di giocare, così come farebbe un’artista del periodo cubista, con la geometria, la scomposizione, e la rappresentazione simultanea al fine di creare una serie visiva che sfida la percezione tradizionale della forma e dello spazio.”

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