Il Quartetto per archi n. 5 di Béla Bartók affascina per la sua ritmica incisiva, la ricchezza timbrica e l’audacia inventiva, con suggestivi richiami alla musica popolare. In contrasto, il Quintetto in fa minore di César Franck dispiega un’espressività romantica, tra armonie lussureggianti e melodie avvolgenti.
Il Korossy Quartett, fondato nel 2018, ha vinto nel 2019 il Concorso Leó-Weiner della Liszt-Akademie e nel 2021 cinque premi speciali al Concorso Internazionale Bartók. Si è esibito in festival come Heidelberger Frühling e Lockenhaus. Nel 2025 pubblica un album con il pianista Valentin Magyar.
Violino I: Csongor Korossy-Khayll
Violino II: Éva Osztrosits
Viola: András Kurgyis
Violoncello: Gergely Devich
Pianoforte: Valentin Magyar
Programma:
Béla Bartók
Quartetto per archi n. 5
César Franck
Quintetto per pianoforte in fa minore
Eleganza virtuosistica e poetici universi sonori: le “Soirées de Vienne – Valse-Caprice n. 6” di Franz Liszt fanno rivivere tutta la brillantezza del valzer viennese, mentre i “6 Moments musicaux op. 94” di Franz Schubert dispiegano delicate miniature liriche. “Liebesleid” unisce la malinconia di Fritz Kreisler alla ricca tavolozza pianistica di Sergej Rachmaninoff. Culmine della serata è la “Sonata per pianoforte in si minore” di Liszt, uno dei vertici assoluti della letteratura pianistica romantica.
Il giovane pianista ungherese Valentin Magyar suona i dall’età di sei anni, cominciando presto a vincere numerosi concorsi e a esibirsi in Europa, oltre che in tournée in Brasile e in Cina. Per l’etichetta Hungaroton ha inciso opere di Rachmaninoff, Liszt e Schubert.
Pianoforte: Valentin Magyar
Programma:
Franz Liszt
„Soirées de Vienne“
Valse Caprice basato su temi di Schubert S. 427 n. 6
Franz Schubert
„6 Moments Musicaux“ op. 94 (D 780)
Franz Liszt
Sonata per pianoforte in si minore
“Rite et Rhizome – Dalle radici della fede” propone un percorso attraverso molteplici declinazioni del sacro: dal luminoso Salmo di Lili Boulanger alla Sinfonia della Riforma di Mendelssohn, dalla “Mass” ascetica di Stravinskij fino alla dimensione mistica di Messiaen in “L’Ascension”. Ne emerge un affascinante panorama di espressioni religiose tra tradizione, ritualità e meditazione sonora.
Il direttore d’orchestra Christoph Altstaedt è ospite regolare di importanti orchestre internazionali, tra cui la Royal Philharmonic Orchestra, la Philharmonia London, l’hr-Sinfonieorchester e il Konzerthausorchester Berlin. Collabora inoltre in modo continuativo con la Finnish National Opera di Helsinki, Opera North e Glyndebourne on Tour.
Direttore: Christoph Altstaedt
Preparazione del coro: Paul Krämer
Programma:
Lili Boulanger
Psaume 24 „La Terre appartient à l’Éternel“
Felix Mendelssohn Bartholdy
Sinfonia n. 5 “Riforma” op. 107
Igor Strawinsky
„Mass“
Olivier Messiaen
„L’Ascension. Quatre méditations symphoniques“
In collaborazione con Musik Leben Pustertal e con il Centro Culturale Euregio di Dobbiaco
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