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Informazioni evento
La facciata presenta un’opera ottico-dinamica con effetti di luce in movimento, rivelando anche ciò che normalmente resta invisibile all’occhio. Il cortometraggio, del 1961, rientra nelle ricerche cinetiche dell’artista.
Gruppo di lavoro:
Laura Aurelio aka Sméagol, Giorgia Ballabeni aka GB7, Gianluca De Marco aka GiangiGiangetto, Nicole Domenichini aka Niki Baxter, Giulia Gaiti aka Mozzy, Nicolò Grisendi aka Sid, Marco Iardino aka Scotland Yardo, Francesco Mandalà aka Metta, Luca Santiago Mora aka Garibaldi, Matteo Morescalchi aka The Gamer, Matteo Sandrin aka Pitbull, Giulia Zini aka July Shining.
PINKING UP è la mostra che Ar/Ge Kunst dedica all’Atelier dell’Errore e alla loro produzione più recente, il cosiddetto periodo rosa, in cui il desiderio diventa il motore centrale della ricerca. Un desiderio inteso non come mancanza, ma come forza generativa, capace di spingere la forma oltre sé stessa.
Fondato nel 2002 da Luca Santiago Mora, l’Atelier dell’Errore è oggi un collettivo artistico composto da dodici artisti. La loro pratica si fonda su un lavoro condiviso in cui l’errore non è un limite da correggere, ma un’apertura: il punto in cui la creatura può emergere. Gli animali che abitano la mostra non sono progettati né rappresentati: accadono. Sono organismi ibridi e cangianti, nati dalla confluenza di molte mani e sensibilità. Non rispondono a tassonomie né a identità stabili, ma si presentano come figure di passaggio, esiti provvisori di un desiderio collettivo.
Nel periodo rosa, questo desiderio assume una forma esplicitamente transindividuale, capace di abolire i confini tra umano e animale, tra sé e l’altro. PINKING UP si configura così come un organismo collettivo in continuo divenire: non una narrazione conclusa, ma una fase aperta di un processo condiviso, in cui l’errore diventa possibilità e il desiderio prende corpo.
Zwei Autorinnen im Dialog über ihr Schreiben
Miriam Unterthiner und Anna Rottensteiner spüren in ihren jüngsten Werken der Geschichte nach: Sie erzählen von verdrängter Schuld und kollektivem Schweigen, von Frauengeschichten, die von Fremdbestimmtheit geprägt waren. In „Blutbrot“ schweigt das Dorf über seine Rolle bei der Fluchthilfe für NS-Verbrecher, während die Landschaft selbst zu sprechen beginnt.
In „Mutterbande“ hallen die Stimmen von Frauen durch Generationen, deren Leben von Entwurzelung und dem Wunsch nach Zugehörigkeit geprägt ist. Beide Werke verweben Erinnerung und Raum, Körper und Geschichte, und machen sichtbar, was unter der Oberfläche weiterwirkt. Sie erzählen von einem Dazwischen – zwischen Orten, Zeiten, Identitäten – und davon, wie Literatur diesem Schwebezustand eine Form geben kann.
Miriam Unterthiner. Blutbrot
(Theatertext, edition laurin, 2025)
Anna Rottensteiner. Mutterbande
(Roman, edition laurin, 2025)
Eintritt frei
Il centro storico di Terlano è celebre per la Chiesa Parrocchiale di Santa Maria Assunta, splendido edificio gotico del XIV secolo con il suo caratteristico
campanile in porfido rosso. Visiteremo gli interni, rinomati per i preziosi affreschi della scuola bolzanina, immersi in un paesaggio di vigneti legato alla figura storica di Margherita di Tirolo. Saremo accompagnati dalla guida Christoph Ratschiegler.
INFORMAZIONI UTILI:
Partecipanti: 20 persone;
Ritrovo: ore 15:00 ingresso chiesa
Afflusso: mezzi privati o pubblici
Durata: 3 ore circa
Limitazioni: nessuna
Contributo di partecipazione consigliato: 10 € iscritti FAI non iscritti 15 €
Prenotazione: https://faiprenotazioni.fondoambiente.it/evento/terlano-un-gioiello-gotico-45212. entro il
24 febbraio
Informazioni: bolzano@delegazionefai.fondoambiente.it
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