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Informazioni evento
Ogni 2° martedì del mese presso la Biblioteca Provinciale Italiana "Claudia Augusta", Via Mendola 5, Bz. Le lingue proposte sono: Deutsch, Italiano, English, Español e Français.
Contatti :
Location :Biblioteca provinciale italiana Claudia Augusta
Collective readings and conversations with Sandra Passarello
Waag event in collaboration with Nuova Libreria Cappelli / Aquarium
Il luogo per coltivare e nutrire la propria spiritualità non sempre dev’essere inteso come un tempio o una chiesa, ma possiamo dare dimora alla parte migliore di noi ovunque; la casa del divino siamo noi stessi, come ci insegnano alcuni scrittori editi da Animamundi Edizioni, che da tempo cura e dà voce a un genere letterario sempre più prezioso e interessante, la “testimonianza spirituale”. Christian Bobin, Lydie Dattas, Michel Simonet, Francis Weller, A.Chiara Scardicchio ci parlano della vita e della morte, di ieri, dell’oggi e del domani con una grazia rara.
Musica dal vivo: Jazz Music
Filmato sulle missioni precedenti raccolta fondi - org. Sri Prema Sai Organisation APS.
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Con ottobre iniziano le prime conferenze inserite nel ciclo „Noi e le storie 2026. Indagare il passato, capire il presente”, ideato e organizzato dalla Biblioteca provinciale italiana Claudia Augusta con il Patrocinio dell’Università di Trento.
Nei cinque incontri del ciclo verranno presentati e discussi i risultati di alcune recenti ricerche di storiche e storici dell’Università di Trento. I temi affrontati si distribuiscono su di un ampio arco cronologico e toccano aspetti diversi delle società del passato, offrendo anche spunti di lettura per alcune questioni cruciali della nostra contemporaneità: il rapporto con la diversità, le dinamiche geopolitiche ed economiche connesse ai conflitti, le strutture materiali e immateriali della mobilità, i modi in cui la comunicazione può definire – e distorcere – la realtà.
Martedì 06, ore 17:30
Conferenza “Nero come il diavolo, nero come il peccato o nero come un etiope. È esistito un razzismo nel Medioevo?“ nell’ambito del ciclo "Noi e le storie 2026. Indagare il passato, capire il presente”, realizzato con il Patrocinio dell’Università di Trento.
Hannes Obermair dialoga con Giuseppe Albertoni, autore de Il santo, l’etiope e il diavolo. Avere la pelle nera nel medioevo, Bologna, il Mulino, 2026.
Come è accaduto che san Maurizio, un santo di origini africane martirizzato alla fine del III secolo sia diventato nel Medioevo il protettore di Ottone I, il primo imperatore sassone, e successivamente si sia affermato come “patrono” dell’Impero romano-germanico? Come mai questo santo nel XIII secolo fu rappresentato nella cattedrale di Magdeburgo, dove vegliava sulle spoglie di Ottone, con la pelle nera e i tratti somatici di un africano subsahariano? Nell’incontro si cercherà di dare una risposta a queste domande e, a partire dal caso esemplare di san Maurizio, si rifletterà su cosa significasse essere “neri” nell’Europa medievale e, in particolare, su come fossero rappresentati e percepiti gli “Etiopi”, un termine generico con cui dall’antichità erano definiti gli Africani dall’epidermide scura. In tal modo si cercherà di comprendere quale fosse il rapporto tra colore della pelle e percezione dell’altro nel corso del Medioevo, un’epoca nella quale non si era ancora affermata una concezione biologica della “razza”, elaborata solo in età moderna.
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