One Billion Rising - Pubblicato da ale inside

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Informazioni evento

Le statistiche internazionali testimoniano che 1 donna su 3 subisce stupri o percosse nel corso della propria vita. Visto che la popolazione mondiale femminile ammonta a sette miliardi, questo equivale ad un miliardo di donne e bambine!
Ed è così che è nata la campagna One Billion Rising, un movimento mondiale di uomini, donne e giovani che attraverso la danza, i flash-mob e azioni diverse manifestano contro questa ingiustizia, chiedendo uguaglianza, dignità e libertà per tutte le donne e bambine del mondo.
E siccome la violenza contro le donne non conosce confini e riguarda purtroppo anche la nostra realtà, anche nel nostro territorio sono nate diverse iniziative di sensibilizzazione; tra le diverse, a Bolzano il 14 febbraio prossimo si ballerà in piazza Walhter e già da ora si può iniziare ad imparare la coreografia della danza. Con il coordinamento dell'Ufficio Famiglia, Donna e Gioventù del Comune, diverse associazioni sono impegnate per sensibilizzare e coinvolgere tantissime persone, e propongono in ogni quartiere della città 2 incontri per sperimentare la coreografia "Break the Chain! Spezza la catena!". La cooperativa Motus Danza, il movimento Se Non Ora Quando, i Centri giovani Bunker e Vispa Teresa e il gruppo eXpress Your eXperience hanno organizzato l'anno scorso i laboratori per giovani, e quest'anno queste stesse giovani, con un'energia ed entusiasmo contagioso e con la ferma volontà di regalare un po' del proprio tempo e delle proprie capacità, sono pronte ad insegnare a tutti i passi del ballo collettivo.

Contatti :

Date e orari evento :

Note sugli orari :

ore 18.00 - 20.00 Uhr

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  • Juni 1940 – es ist das dramatischste Jahr der deutschen Literaturgeschichte: Die deutschen Truppen fallen in Frankreich ein. Und die Gestapo fahndet nach Heinrich Mann und Franz Werfel, nach Hannah Arendt, Lion Feuchtwanger und unzähligen anderen, die seit 1933 in Frankreich Asyl gefunden hatten. Anna Seghers flieht mit ihren Kindern gar zu Fuß aus Paris. In Marseille kreuzen sich schließlich die Wege zahlreicher deutscher und österreichischer Schriftsteller, Intellektueller und Künstler auf der Flucht. Hier übergibt Walter Benjamin seinen letzten Essay an Hannah Arendt. Und hier riskieren Varian Fry und seine Mitstreiter Leib und Leben, um die Verfolgten außer Landes zu schmuggeln. Szenisch dicht, spannend und feinfühlig erzählt Uwe Wittstock in seinem Buch „Marseille 1940. Die große Flucht der Literatur“ von unfassbarem Mut und größter Verzweiflung, von trotziger Hoffnung und Mitmenschlichkeit in düsterer Zeit. In der Reihe "HÖRbar gut!" der Stiftung Südtiroler Sparkasse in Zusammenarbeit mit dem Südtiroler Kulturinstitut präsentiert er nun sein Buch in Bozen. Uwe Wittstock ist Schriftsteller und Journalist. Er war Redakteur des Focus, Literaturredakteur der FAZ, Lektor bei S. Fischer und stellvertretender Feuilletonchef für die Welt. Gründliche Recherche und ein packender Erzählstil machen seine Bücher so erfolgreich. „Marseille 1940“, erschienen 2024, liegt bereits in 12. Auflage vor, wurde bislang in neun Sprachen übersetzt und stand auf vielen Besten- und Bestsellerlisten. Es folgte auf das Buch „Februar 33“, das vom „Winter der Literatur“ im Berlin des frühen Nationalsozialismus handelt. Zeit: Mittwoch, 8. April 2026, 19 Uhr Ort: Bozen, Waltherhaus, Schlernstraße 1 Eintritt: 10 €/Studierende 5 € Karten: www.kulturinstitut.org "Anschaulich und atemlos. Im Grunde gibt es wohl kaum ein historisches Thema, das für unsere Gegenwart so relevant sein könnte wie 'Marseille 1940'." Florian Illies, DIE ZEIT 15. 2 .2024 "Gründlich recherchiert, so lebendig, so spannend, so ergreifend. Großartig." Elke Heidenreich, SPIEGEL online, 25.2.2024
  • Questa conferenza, a cura della dr.ssa Patrizia Zangirolami, Coordinatrice generale del CLS, si inserisce nel programma degli eventi collaterali della mostra “Artifices: i creatori dell’arte”. Il Discobolo non è solo una meravigliosa statua antica, ma è anche uno spunto per molteplici riflessioni: dalle copie in marmo di età romana agli ideali incarnati dall'atleta nel mondo antico, fino al legame tra i Giochi olimpici antichi e le Olimpiadi moderne...una statua che vive ancora oggi.
  • Questa conferenza a cura della dott.ssa Ferraro Antonella, Funzionaria archeologa del Museo Nazionale Romano di Roma si inserisce nel programma degli eventi collaterali della mostra "Artifices: i creatori dell’arte". Nella Roma antica la figura dell’artista e dell’artigiano era al centro di una forte ambivalenza: da un lato autori come Cicerone e Seneca consideravano il lavoro manuale poco dignitoso, dall’altra le iscrizioni funerarie raccontano la storia di uomini e donne fieri del proprio mestiere, che ne facevano motivo di identità e distinzione. Attraverso le iscrizioni possiamo però anche ricostruire i luoghi dove questi artifices lavoravano, restituendoci un’immagine di Roma antica non solo come una città di consumo dei beni di lusso, ma anche come un centro produttivo particolarmente vitale e variegato.

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