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3 mesi

Eventi

Visita guidata nella Torre Bianca
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Art & Culture
Sabato, 26 Set 2026 10:30-11:30 |
L'evento si tiene dal 04 Lug 2026 al 31 Ott 2026

La mostra nella Torre Bianca presenta, attraverso diversi modelli, il suo significato di torre cittadina e parrocchiale. Si ammirano campane in miniatura, il contenuto degli orologi della torre e gli orologi della torre e si spiegano i compiti delle guardie della torre. Dal 4 aprile 2026 ogni sabato: ore 10:30 max. 20 persone Punto di incontro: Hofburg di Bressanone Durata: 1,5 ore Prezzo: Adulti: € 10,- p.p. Bambini (6-18 anni): € 5,- p.p. Visita di gruppo privata solo su prenotazione!

Hofburg di Bressanone Piazza Palazzo Vescovile, 2, Bressanone, BZ
Tristan und Isolde auf der Minneburg
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Art & Culture
Sabato, 26 Set 2026 11:00

Musikalische Lesung mit Musik mit dem Germanisten Max Siller und dem Ensemble Rosarum flores mit Markus Forster (Altus) Die Geschichte von Tristan und Isolde aus der keltischen Sagenwelt der britischen Inseln taucht zuerst, um die Mitte des 12. Jahrhunderts, in einem altfranzösischen Versepos auf. In den 70er Jahren schrieb dann Thomas von Bretagne einen Tristanroman. Auf diesem fragmentarisch erhaltenen altfranzösischen Werk fußt das mittelhochdeutsch Versepos "Tristan und Isolde" des Gottfried von Straßburg (um 1210)

Castel Roncolo S. Antonio, 15, Bolzano, BZ
Il canto delle filatrici
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Art & Culture
Martedì, 29 Set 2026 16:00

Lettura del Canto XXV del Paradiso. Dante spera che la sua Divina Commedia gli guadagni il rispetto dei suoi concittadini e gli permetta quindi di tornare alla sua Firenze. Gli si avvicina intanto un’altra anima, quella di San Giacomo, che Beatrice invita a interrogare Dante sulla speranza. Il santo pone tre domande: in che cosa consiste questa virtù, quale spazio occupa nella sua vita e da dove ha imparato a sperare. Alla prima domanda risponde Beatrice, che è l’oggetto della vera speranza di Dante, alle altre due risponde il Poeta: la speranza è una certezza che proviene dalla Bibbia e dalla preghiera, e consiste nel desiderio del Paradiso. Il Canto si conclude con lo splendore dell’anima di San Giovanni, fratello di Giacomo. A cura di Maria Carla Alessandrini Entrata libera

Centro per la Cultura Merano Via Cavour, 1, Merano, BZ
Nibelungenlied: Buchvorstellung, Lesung, Akkordeon
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Art & Culture
Mercoledì, 30 Set 2026 18:00-19:30 |

Einführung und Lesung aus dem Nibelungenlied: Margarete Springeth und Toni Bernhart Akkordeon: Margherita Berlanda Musik von Manuela Kerer "In the Dephts of my Being" Das Ergebnis der umfassenden Nibelungen-Veranstaltungsreihe im Frühjahr 2024, während welcher die aus Schloss Obermontani stammende Nibelungenlied-Handschrift I/J im Museum KunstMeran zu sehen war, ist eine zweibändige Publikation mit dem Titel "Da brachte man die Märe in andrer Könige Land. Europäische Überlieferung und Strahlkraft des Nibelungenliedes". Die Buchvorstellung der beiden Bände wird ergänzt durch Lesungen aus dem Nibelungenlied von Margarete Springeth und Toni Bernhart sowie durch die Darbietung des Stückes „In the Depths of my Being“ von Manuela Kerer, gespielt von der Akkordeonistin Margherita Berlanda. Zur Nibelungen-Publikation Ausgehend von der aus Schloss Obermontani (Südtirol) stammenden Nibelungenlied-Handschrift I/J, beschäftigen sich die in deutscher, englischer und italienischer Sprache verfassten wissenschaftlichen Beiträge mit dem beinahe grenzenlosen Universum des Nibelungenliedes. Zunächst wird die handschriftliche Tradition des mittelhochdeutschen Epos behandelt und beleuchtet, wobei dem von Beda Weber im Vinschgau aufgefundenen Manuskript ein besonderes Augenmerk gilt. Hauptthema der Publikation ist indes die vielseitige europäische Rezeption des Nibelungenliedes. Neben Deutschland, Österreich und der Schweiz werden besonders nicht-deutschsprachige Länder in den Mittelpunkt gerückt, denen bisher nur wenig Beachtung geschenkt worden ist. Ziel ist es, die Verbreitung sowie neue Interpretationen und Umdeutungen des Nibelungenliedes darzulegen, die der Text im Zuge seiner Überlieferung in und vor allem außerhalb Deutschlands erfahren hat. Nicht nur literarische und musikalische Bearbeitungen, Übersetzungen und Neuschreibungen, sondern auch Adaptionen und Interpretationen in der bildenden Kunst, welche das Nibelungenlied in ein neues Licht rücken können, werden in den Blick genommen. Der Generalherausgeber John Butcher ist Historiker sowie Kultur-, Literatur- und Sprachwissenschaftler. Seine Forschungsschwerpunkte umfassen Südtirol, Epik und die Griechen Eintritt frei Umtrunk im Anschluss

Akademie Meran, Villa San Marco Innerhoferstr. 1, Meran, Merano, BZ
Büchertreff
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Art & Culture
Mercoledì, 30 Set 2026 18:30-20:30 | 00:30
L'evento si tiene dal 30 Set 2026 al 26 Mag 2027

Ziel und Inhalt: Als Lesekreis treffen wir uns regelmäßig, um über Bücher zu sprechen. Wir tauschen uns nicht nur über den Inhalt eines Werkes, sondern auch über die sprachliche Umsetzung sowie unterschiedliche Interpretationsmöglichkeiten aus. Gelesen wird dasselbe Werk, um sich anschließend über die eigene Leseerfahrung zu unterhalten. Jede*r Interessierte ist willkommen! Zielgruppe: Alle, die Freude am Lesen und am gemeinsamen Austausch haben Teilnehmerzahl: 4 - 12 Ort: Bildungshaus Jukas, Brixen Zeit: An folgenden Mittwochen, jeweils von 18.30 – ca. 20.30 Uhr: 30. September 26 25. November 26 27. Jänner 27 31. März 27 26. Mai 27 Treffleiter*in: Roberta Bortolotti, Brixen. Studium der Komparatistik, Germanistik sowie Anglistik/Amerikanistik in Innsbruck und Mancheste Beitrag: Der Treff ist kostenlos Anmeldung: erwünscht unter bildung@jukas.net

Bildungshaus Jukas Brunogasse 2, Bressanone, BZ
Dirk Stermann liest
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Art & Culture
Mercoledì, 30 Set 2026 19:00

Der Kabarettist und Fernsehmoderator Dirk Stermann beweist auch als Autor Humor. Sein Roman „Die Republik der Irren“ ist „wirklich ein irres Buch“ (WDR): Bis 1918 gehörte Fiume an der Adria zum Habsburgerreich. Nun ruft hier Gabriele D’Annunzio, Dichter und glühender Nationalist, die Republik aus. Hier soll der verrückteste Staat der Geschichte entstehen. Unter D’Annunzios Anhängern: Mussolini und Guido Baron Keller von Kellerer und Wolkenkeller. Der tollkühne Utopist ist besessen von einer Idee aus futuristischen Künstlerkreisen: Will man die Welt von gestern zerstören und eine neue erbauen, braucht es die Sprengkraft des Wahnsinns. Also holt man aus den Irrenhäusern Italiens (möglichst ungefährliche) Patienten, die Minister im neuen Staat werden sollen. Auch der Krankenwärter Cherubino reist mit einem freundlichen Axtmörder an – der Morgenröte einer neuen Zeit entgegen, in die Republik der Irren. In der Reihe "HÖRbar gut" der Stiftung Südtiroler Sparkasse stellt Dirk Stermann sein Buch vor. Zeit: Mittwoch, 30. September 2026, 19 Uhr Ort: Bozen, Waltherhaus, Schlernstraße 1 Eintritt: € 10, Personen unter 30 Jahren: € 5 Karten: www.kulturinstitut.org, info@kulturinstitut.org, Tel. 0471-313800

Waltherhaus Schlernstraße 1, 39100 Bozen, Bolzano, BZ
Caffè delle lingue 2026 | Laives
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Art & Culture
Mercoledì, 30 Set 2026 20:30-21:30 |
L'evento si tiene dal 11 Feb 2026 al 25 Nov 2026

11.02.26 – 25.11.26 Deutsch – English – Español – Français – Italiano Dove? Alla biblioteca don bosco di Laives. Quando? Due mercoledì al mese. Le date esatte sono le seguenti: 11 e 25 febbraio, 11 e 25 marzo, 15 e 29 aprile, 13 e 27 maggio, 10 e 24 giugno, 15 e 29 luglio, 12 e 26 agosto, 16 e 30 settembre, 14 e 28 ottobre, 11 e 25 novembre. L’orario è sempre lo stesso: dalle 20:30 alle 21:30. Come funziona? In biblioteca troverai una moderatrice o un moderatore per ogni tavolo, cioè per ogni lingua. In base alla lingua in cui vuoi esercitarti, scegli il tavolo, siediti e…inizia a chiacchierare! Parlerai con la moderatrice o il moderatore e con le altre persone come te sedute a quel tavolo. Se ti stanchi, puoi tranquillamente andare via o cambiare tavolo. In generale, è consigliato avere le conoscenze di base della lingua scelta per poter seguire la conversazione e partecipare attivamente. Quali lingue si parlano? Troverai tavoli per il francese, l’inglese, l’italiano, lo spagnolo e il tedesco. Se c’è qualche altra lingua che ti interessa particolarmente e che vorresti approfondire, puoi segnalarcelo agli incontri o scrivendoci una e-mail. Bisogna prenotarsi? È a pagamento? No, il Caffè delle lingue è gratuito e si può partecipare liberamente. Hai qualche domanda? Scrivici a info@laivescultura.it! Il Caffè delle lingue è un progetto del Comitato per l’Educazione permanete in lingua italiana del Comune di Laives, realizzato in collaborazione con la biblioteca don bosco di Laives. Con il sostegno del Comune di Laives e della Ripartizione Cultura Italiana della provincia Autonoma di Bolzano.

biblioteca don bosco Via John Fitzgerald Kennedy, 94, 39055 Laives, Laives, BZ
Il Festival dello Sport di Trento
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Art & Culture
Giovedì, 01 Ott 2026
L'evento si tiene dal 01 Ott 2026 al 04 Ott 2026

Lo sport torna a Trento Dall’1 al 4 ottobre il Festival dello Sport di Trento torna con la nona edizione: 4 giorni live nei teatri e nelle piazze in compagnia dei campioni più amati tra talk, interviste, camp ed eventi speciali.

Jana Kasalová - L'animale che dunque sono
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Art & Culture
Venerdì, 02 Ott 2026 18:00

Il giorno 2 ottobre 2026 alle ore 18.00 il Centro Culturale Claudio Trevi di Bolzano ospita la mostra L'animale che dunque sono dell'artista ceca Jana Kasalová, a cura di Miroslava Hájek e prodotta da Spazio5 Contemporary Cluster nell’ambito degli eventi per il vent’anni di attività dell’associazione Studio Openspace / Spazio5 Contemporary Cluster. Inoltre il progetto è parte della Bolzano Art Weeks 2026. L'esposizione, aperta al pubblico dal 2 al 23 ottobre 2026, presenta una ricerca artistica sviluppata da Jana Kasalová a partire dal 2007 attraverso un articolato percorso di opere fotografiche e performative dedicate al tema dell'animalità e alla complessa relazione tra essere umano e animale. Il progetto nasce da una lunga indagine sul concetto stesso di "animale" e sulla trasformazione che questo termine ha assunto nel nostro immaginario culturale. Attraverso fotografia, performance e una ricerca sul corpo come luogo di metamorfosi e conoscenza, l'artista mette in discussione il confine apparentemente netto tra uomo e animale, interrogando il modo in cui l'essere umano ha costruito la propria identità distinguendosi dall'“altro”. La mostra si sviluppa attorno ad alcune domande fondamentali: che cos'è un animale? Cosa significa essere animale? Chi è davvero l'animale? Dove si colloca il limite tra umano e non umano? Nella ricerca di Jana Kasalová l'animale non rappresenta una presenza separata o subordinata, ma diventa un luogo di confronto, di conoscenza e di riconoscimento reciproco. L'animalità emerge come una dimensione profondamente intrecciata all'esistenza umana, capace di aprire nuove prospettive sul rapporto tra identità, natura e cultura. La mostra invita così a riflettere sulla responsabilità che l'essere umano ha nei confronti del mondo vivente, sul rapporto con la natura e sulla compassione verso ogni forma di vita, riconoscendo l'interdipendenza che lega tutti gli esseri. Questa prospettiva trova significative consonanze nel pensiero di Rudolf Steiner, che affermava: «Ogni essere dotato di intelligenza, buon senso e compassione prova una profonda gratitudine verso le forme di vita meno evolute, perché senza di esse non potrebbe esistere. Le piante non potrebbero esistere senza i minerali, gli animali non potrebbero esistere senza le piante e gli esseri umani non potrebbero esistere senza gli animali.» Una sensibilità analoga attraversa anche la tradizione cristiana orientale nelle parole di San Basilio Magno: «O Signore, accresci in noi la fratellanza con i nostri piccoli fratelli; concedi che essi possano vivere non per noi, ma per se stessi e per Te; facci capire che essi amano, come noi, la dolcezza della vita e ti servono nel loro posto meglio di quanto facciamo noi nel nostro.» Due riflessioni che, pur appartenendo a epoche e contesti differenti, richiamano una medesima idea di rispetto, gratitudine e responsabilità nei confronti del vivente. Il titolo dell'esposizione richiama la riflessione del filosofo Jacques Derrida, che mette in discussione il celebre principio cartesiano «Penso, dunque sono», proponendo una diversa possibilità di lettura: «L'animale che dunque sono». L'incontro con l'animale diventa così un momento di reciproco riconoscimento: l'animale ci guarda e, attraverso quello sguardo, siamo chiamati a interrogarci sulla nostra stessa condizione. La pratica artistica di Kasalová, attraversando il confine tra fotografia e performance, tra rappresentazione e trasformazione, crea uno spazio nel quale l'animale diventa una figura al tempo stesso simbolica e concreta: un dispositivo attraverso cui esplorare la fragilità, la memoria, il corpo e la relazione con ciò che abitualmente definiamo come "altro". Prodotta da Spazio5 Contemporary Cluster, la mostra si inserisce nel percorso di ricerca e promozione dell'arte contemporanea portato avanti dall'organizzazione, con particolare attenzione ai linguaggi interdisciplinari e ai progetti capaci di mettere in dialogo arte, filosofia, ecologia e società. Con L'animale che dunque sono, il Centro Culturale Claudio Trevi offre al pubblico un'occasione di incontro con una significativa ricerca artistica internazionale che invita a ripensare il posto dell'essere umano nel mondo vivente, superando le tradizionali gerarchie tra le specie e promuovendo una cultura della responsabilità, della cura e della convivenza con tutte le forme di vita. BIOGRAFIE Jana Kasalová (*1974, Turnov) ha studiato pittura alla Facoltà di Belle Arti di Brno e ha seguito studi post-laurea in arte presso l’Universidad Complutense di Madrid. Ha vissuto e lavorato a Londra, Parigi e New York; dal 2005 ha un atelier a Praga. Le sue opere sono presenti in numerose collezioni private e pubbliche in Europa e negli Stati Uniti. Si dedica principalmente al disegno e alla pittura, alla realizzazione di installazioni audiovisive, alla videoarte e alla fotografia. La sua creazione artistica trae ispirazione non solo dagli studi artistici ma anche dalla filosofia, dalla cosmologia e dalla spiritualità. Da tempo si occupa dell’interpretazione del paesaggio e della cartografia, del corpo e dell’impronta umana nel paesaggio, nonché del concetto di animale e della trasformazione in esso. Il suo tema principale è la scoperta come processo, la ricerca dell’orientamento umano nello spazio e nel tempo reali. Collabora con Miroslava Hájek dal 2008. www.kasalova.eu Miroslava Hájek (*1947, Brno) è una storica dell'arte e curatrice ceca che si focalizza sull'arte moderna e contemporanea. Vive in Italia dal 1969, dove ha fondato la galleria "UXA". Attraverso il suo lavoro in Italia, promuove l'arte contemporanea mondiale (Bruno Munari, Franco Vaccari, Gianni Colombo, Jean Tinguely, Joseph Beuys), ma soprattutto artisti cechi (Jiří Kolář, Milan Knížák, Václav Boštík, Dalibor Chatrný, Adriena Šimotová, Běla Kolářová). www.munariarchive.org

TreviLab Via Cappuccini 28, Bolzano, BZ
Tradizionale mercato della Val Casies: Gsiesa Marschtl
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Art & Culture
Sabato, 03 Ott 2026 10:00-22:00 |

Un vivace mercato invita a scoprire: dalla moda di tendenza ai prodotti regionali autentici, ce n'è per tutti i gusti. Naturalmente, non può mancare il classico caldarrostaio con le sue castagne appena arrostite. La festa inizia con un tipico mattutino, dove vengono servite deliziose specialità tirolesi. A seguire, diversi gruppi musicali creano un’atmosfera coinvolgente, intrattenendo i visitatori con un mix di suoni tradizionali e moderni. Il momento culminante del pomeriggio è lil grande corteo con carri e la transumanza, che ogni anno attira numerosi visitatori in Val Casies – un evento imperdibile per abitanti e ospiti!

S.Martino in Casies Lahn 1 c, Valle di Casies, BZ
Sull'acqua!
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Art & Culture
Sabato, 03 Ott 2026 18:00-20:00 |

Sull’acqua! 🌊 Una serata per bagnare la città e riscoprire il nostro rapporto con l’acqua attraverso piccole azioni collettive e sorprendenti! Tra la creazione di un manifesto bagnato, il Bar dell’Acqua e l’Angolo dei Gorgogli, WOOPS invita il pubblico a immergersi in un’esperienza partecipativa fatta di vapore, gocce e improvvisazioni sonore. Un appuntamento da vivere insieme, sabato 3 ottobre, dalle 18:00 alle 20:00, con ritrovo sui Ponti del Museion, nell’ambito di BAW Bolzano Art Weeks. 💧

Futurological Festival | Prologo
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Art & Culture
Giovedì, 08 Ott 2026 18:00-22:00 |

E se fossero gli algoritmi a guidare le nostre scelte? Il giorno 8 ottobre Eurac Research presenta a Bolzano il prologo del Futurological Festival. La filosofa Marianna Capasso analizza in chiave critica il concetto di libertà ai tempi dell’intelligenza artificiale, il musicista Max von Milland condivide il palco con l'intelligenza artificiale e una performance teatrale proietta il pubblico in un mondo in cui morire è facoltativo. Attraverso approcci che spaziano tra distopia e utopia e che coinvolgono scienza, musica e teatro il prologo esplora come l'intelligenza artificiale stia cambiando la nostra vita. L'intelligenza artificiale influenza i contenuti che vediamo, le opzioni che ci vengono suggerite e le alternative che, invece, non ci vengono mostrate. E se non fossimo poi così liberi come crediamo? E se compiti e responsabilità venissero affidati sempre più spesso alle macchine? Il prologo del Futurological Festival, in programma l'8 ottobre dalle ore 18:30 alle 22 presso il centro di ricerca Eurac Research, affronta queste e altre domande in una serata di infotainment dedicata a scienza, musica, teatro e aperta al dibattito. L'ingresso è previsto dalle ore 18 e la partecipazione è gratuita. Spesso misuriamo la libertà in base alle possibilità che abbiamo. La nostra vita digitale, tuttavia, si svolge sempre più spesso in spazi progettati da altri. Feed, impostazioni predefinite e sistemi di raccomandazione non ci impongono decisioni, ma contribuiscono a determinare quali opzioni riusciamo effettivamente a visualizzare. E se fossimo meno liberi di scegliere di quanto pensiamo? Nel suo intervento “Cosa significa essere liberi nell’era dell’intelligenza artificiale” la filosofa politica Marianna Capasso si chiede se, in questo contesto, sia ancora sufficiente intendere la libertà come assenza di costrizioni. Capasso è ricercatrice all’Università di Eindhoven nel campo dell'etica della tecnologia e della filosofia politica. Al centro del suo lavoro vi sono la democrazia e la discriminazione, così come la libertà e la responsabilità ai tempi dell’intelligenza artificiale. L'IA sta entrando in quasi ogni ambito della nostra vita. Per comprenderne pienamente la portata, è quindi necessario integrare prospettive, discipline e forme artistiche diverse. È proprio da questa esigenza che nasce il Futurological Festival. Grazie a una combinazione di conoscenze scientifiche, musica, teatro e formati interattivi, le questioni legate all’IA diventano non solo comprensibili, ma anche fruibili a livello sensoriale ed emotivo. Quando l'IA entra a far parte dell'ensemble Il primo contributo artistico mostra come sta cambiando il rapporto tra esseri umani e macchine. E se, in futuro, la musica e le idee creative non fossero più soltanto prerogativa di artiste e artisti, ma vedessero anche la partecipazione attiva dell'IA? Il musicista Max von Milland salirà sul palco insieme a Simon Gamper, Thomas Torggler e all'intelligenza artificiale. L'esperimento dal vivo indaga che cosa accade quando l'IA entra a far parte di un ensemble musicale e diventa così un membro creativo: che cosa rimane umano, che cosa nasce dall'interazione e che cosa sembra provenire da un altro mondo? L'immortalità come opzione La serata prosegue con un'esperienza teatrale immersiva: la performance “Genesis 0 – Archive of Immortality” di Mira Fajfer. E se i confini tra mortalità e immortalità si spostassero? Nel suo spettacolo, l'attrice e regista immagina un futuro nel quale morire è facoltativo. Tra utopia e distopia il pubblico è invitato a mettere in discussione i concetti di vita, morte, memoria e identità. La ricerca in salotto Ripercorreremo poi l'esperienza di “Book a Scientist”, un progetto nato dalla collaborazione tra Eurac Research e Transart Festival che a metà settembre ha portato ricercatrici e ricercatori in case private di tutto l'Alto Adige. In occasione del prologo del festival questo format particolare arriva anche in viale Druso. Durante un aperitivo il pubblico potrà confrontarsi personalmente con ricercatrici e ricercatori sul loro lavoro e sulle questioni sociali che ne sono alla base. Un primo sguardo al festival 2027 Il prologo offrirà inoltre una prima anticipazione del Futurological Festival, in programma dal 10 al 14 maggio 2027. Il Festival si svolgerà nell'ambito della Settimana dell'innovazione e della ricerca e intende creare uno spazio di confronto tra generazioni e gruppi linguistici nel quale discutere insieme il futuro dell'intelligenza artificiale. Se il prologo è incentrato sulla domanda “E se?”, il festival del 2027 lancia un nuovo quesito: “Siete pronti?” Pronti per una nuova religione? Per una nuova legislazione? Per il prezzo da pagare? Per un nuovo modo di essere umani? L'evento in breve Cosa: Futurological Festival – Prologo Quando: giovedì 8 ottobre 2026; ingresso dalle ore 18, programma dalle ore 18:30 alle 22 Dove: Auditorium di Eurac Research, viale Druso 1, 39100 Bolzano Ingresso: gratuito Iscrizione: www.futurologicalfestival.it Lingue: l'evento si svolgerà in tedesco, italiano e inglese. È prevista la traduzione simultanea. Posti: massimo 300 persone Programma, informazioni per la stampa e press kit: www.futurologicalfestival.it/press Partecipanti: Marianna Capasso, Max von Milland, Simon Gamper, Thomas Torggler, Mira Fajfer, Harald Pechlaner, Knut Weber, Nora Dejaco Moderazione: Maria Craffonara Nota per le redazioni: Le persone coinvolte nel Futurological Festival sono disponibili per interviste con i media sia nei giorni precedenti sia il giorno stesso dell'evento a Bolzano. Accogliamo volentieri anche richieste di interviste in anteprima. Referente: Elena Righi (Eurac Research), elena.righi@eurac.edu, tel. +39 0471 055 191 Agenzia di riferimento: zukunvt, Arno Parmeggiani, ap@zukunvt.com Eurac Research Eurac Research è un centro di ricerca con sede a Bolzano. Ricercatrici e ricercatori provenienti da oltre 40 Paesi lavorano nei settori delle autonomie e del diritto, della salute, dell'ambiente, delle tecnologie e dello sviluppo regionale, affrontando questioni rilevanti a livello locale e globale. Il Futurological Festival Il Futurological Festival crea sinergie tra scienza, arte, musica, teatro e società per esplorare prospettive inaspettate e porre quesiti sul nostro futuro. Al centro vi sono l'intelligenza artificiale e il suo impatto sulla vita quotidiana, sulla libertà, sulla creatività e sulla convivenza. Tra utopia e distopia, una serie di conferenze, performance, dibattiti e formati interattivi invitano il pubblico ad ascoltare, meravigliarsi, riflettere e partecipare. Il prologo dell'8 ottobre apre il festival di più giornate, che si svolgerà dal 10 al 14 maggio 2027 nell'ambito della Settimana dell'innovazione e della ricerca. Tutte le persone interessate sono invitate a esplorare, attraverso formati diversi, il rapporto con l'IA.

Eurac Research Viale Druso 1, Bolzano, BZ
Giornate del Romanico
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Art & Culture
Sabato, 10 Ott 2026 10:00-17:00 |
L'evento si tiene dal 10 Ott 2026 al 11 Ott 2026

Castel d'Appiano Chiese e cappelle immerse in paesaggi idilliaci, monasteri ricchi di tesori, castelli e fortezze: sabato 10 e domenica 11 ottobre 2026, le Giornate del Romanico offrono un’occasione rara per scoprire in modo variegato un’epoca artistica affascinante. In totale, 33 siti culturali in tutto l’Alto Adige e nella vicina Svizzera aprono le loro porte per visite guidate gratuite. Vivere la quotidianità monastica di un tempo, accedere a cappelle solitamente chiuse al pubblico, scoprire tesori d’arte custoditi in castelli e fortezze e lasciarsi affascinare da musica e testi tratti da antichi manoscritti – tutto questo e molto altro è possibile durante le Giornate del Romanico. Le visite guidate gratuite e esclusive permettono di ammirare le bellezze nascoste e i segreti storici di monumenti e edifici sacri noti o poco appariscenti, risalenti al periodo compreso tra il 950 e la metà del XIII secolo. Anche la cappella del castello di Castel d’Appiano apre le sue porte in questa occasione. Tra le ore 10 e le ore 16 si svolgono visite guidate gratuite ogni mezz'ora. Considerata uno dei più importanti monumenti romanici dell’Alto Adige, colpisce per i suoi preziosi affreschi. Le pitture murali, completamente riportate alla luce solo nel 1926, risalgono al primo decennio del XIII secolo. Oltre ai motivi religiosi, presentano anche rare scene profane, come una scena di caccia sulla parete esterna. Particolarmente noti sono gli affreschi delle vergini stolte e della "mangiatrice di canederli" – la prima rappresentazione pittorica documentata dei canederli tirolesi. Le Giornate del Romanico rappresentano un’opportunità unica per scoprire i tesori culturali e storici dell’Alto Adige e per vivere da vicino l’architettura e l’arte affascinanti dell’epoca romanica.

Castel d'Appiano Castel d'Appiano, Appiano s.s.d.v, BZ
Presentazione del libro: „Edvard Benes e Jan Masaryk
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Art & Culture
Giovedì, 15 Ott 2026 18:00-19:30 |

Presentazione del libro: „Edvard Benes e Jan Masaryk“ a cura di Francesco Leoncini con Francesco Leoncini, Leopold Steurer, Davide Zaffi Francesco Leoncini, tra i maggiori storici della Mitteleuropa, di cui è originale interprete, ha insegnato nelle università di Venezia e Trieste. Questo volume presenta due dei più significativi esponenti europei nel periodo più drammatico della Cecoslovacchia e del XX secolo. Entrata libera

Accademia di Merano, Villa San Marco Via Innerhofer 1, Merano, BZ
Presentazione del libro MIA SIGNORA DI PIETRA E VENTO
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Art & Culture
Giovedì, 15 Ott 2026 20:30-21:30 |

Di e con Katia Tenti. Moderazione di Antonella Tiburzi Ingresso libero Dalle mura del castello, le falde della gonna gonfie del vento gelido, Margarete guarda dinnanzi a sé i possedimenti della sua famiglia. Lo chiamano la Bella Terra, il suo Tirolo, e da quell’altezza può abbracciarne la magnificenza: la montagna, madre protettrice; i valichi erbosi; le aquile in cielo, come quella sul loro stemma, rosso sangue in campo bianco. Margarete è solo una bambina, ma a pochi passi da lì, nella Sala dei Cavalieri, il padre ha già deciso il suo destino. Unica erede di un casato strategico nell’equilibrio dell’Europa del Trecento, il suo matrimonio è affare di Stato, la sua felicità qualcosa da sacrificare. Margarete, tuttavia, non si piegherà alla legge degli uomini, si ribellerà a un marito crudele e inetto, oserà sfidare l’autorità del Pontefice e i potentissimi Asburgo. Settecento anni dopo, l’antropologa Arianna Miele deve curare una mostra dedicata a quella figura misteriosa, di cui è sopravvissuto solo il poco lusinghiero soprannome: Maultasch, Boccalarga. Riscoprire la verità storica dietro il discredito di secoli è il suo compito. Ricostruire la lotta di quella donna sola in un mondo di uomini equivale a onorare un debito verso sé stessa. C’è anche un editto firmato da Margarete – la cui autenticità è da comprovare – che decreterebbe l’inviolabilità del corpo delle sue suddite. Per Arianna quell’antico documento è l’opportunità professionale della vita, l’occasione di offrire stabilità a sua figlia che sta crescendo senza un padre. Ma non dovrà lasciarsi condizionare dai suoi desideri né da quelli di chi vorrebbe fare dell’ultima Contessa di Tirolo- Gorizia un simbolo di battaglie che non furono le sue. A indicarle la strada sarà proprio colei che, come le sue aquile, non ebbe paura di volare fino al sole. Katia Tenti è nata e vive a Bolzano. Sociologa, per anni si è impegnata nell’approfondimento dei fenomeni di devianza sociale. Per Marsilio ha pubblicato Ovunque tu vada (2014) e Nessuno muore in sogno (2017). E ti chiameranno strega (Neri Pozza 2024) ha vinto il Premio ITAS del Libro di Montagna 2025, il più importante riconoscimento italiano dedicato alla letteratura di montagna, e il Premio Biella Letteratura e Industria – sezione Montagna CAI Biella 2025. Antonella Tiburzi storica e docente di storia contemporanea.

Biblioteca Civica di Merano Via delle Corse, 1, Merano, BZ
Game Ground 2026
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Art & Culture
Venerdì, 16 Ott 2026
L'evento si tiene dal 16 Ott 2026 al 18 Ott 2026

COSA ASPETTARSI DA QUESTA EDIZIONE Ospitoni che giocano e parlano, panel di ogni tipo, tantissimi videogiochi vecchi e nuovi all’interno di location uniche, tornei, workshop e molte esperienze che non trovi da nessun’altra parte. Soprattutto un festival gratuito che si occupa solamente del gaming e che lo fa unendo un animo pop e uno più professionale, adattandosi perfettamente a chiunque. LE MOSTRE INTERATTIVE I cabinati arcade, le retroconsole e gli indie games: Tuffati in una selezione di giochi gratuiti che spaziano oltre l’immaginario, dove ogni pixel è un’espressione di creatività senza confini, ogni sfida un viaggio nella storia, e ogni innovazione tecnologica un passo verso il futuro. Tutto il programma si trova sul sito: www.gameground.it/eventi/

La lunga notte dei musei di Bolzano
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Art & Culture
Venerdì, 16 Ott 2026 16:00-23:59 |

Mostre, letture, musica, visite guidate, laboratori, giochi e uno sguardo dietro le quinte: in un'avvolgente atmosfera notturna dieci musei bolzanini aprono le loro porte alla città dalle 16 fino a mezzanotte.. Dalle ore 16 alle ore 20 le proposte saranno tagliate su misura per famiglie e bambini. Ingresso libero a tutti i musei partecipanti. Ci sarà un servizio bus navetta. Il programma di tutti i musei partecipanti si trovano sulla pagina web www.lunganotte.it Castel Roncolo Monumento alla Vittoria Museo Civico Museo Archeologico dell’Alto Adige Museion – Museo di arte moderna e contemporanea Bolzano Museo Mercantile Museo di Scienze Naturali Museo della Scuola Casa Semirurale Museo Eccel Kreuzer

diversi musei Bolzano, Bolzano, BZ
RAMM:ELL:ZEE TIME:LINE
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Art & Culture
Venerdì, 16 Ott 2026 19:00

A cura di Hugo Vitrani e Cédric Fauq Exhibition design di Pascal Rodriguez Mostra organizzata in collaborazione con il Palais de Tokyo (Parigi) e il Capc – Musée d’art contemporain de Bordeaux Museion presenta RAMM:ELL:ZEE TIME:LINE, capitolo conclusivo della prima grande retrospettiva europea dedicata a RAMMELLZEE (1960–2010) e unica tappa italiana del progetto. Realizzata in collaborazione con il Palais de Tokyo di Parigi e il Capc Musée d’art contemporain di Bordeaux, la mostra si sviluppa su due piani del museo e riunisce oltre 150 opere, molte delle quali esposte per la prima volta in Italia. Artista, teorico, scultore, performer e Master of Ceremonies, RAMMELLZEE è stato una delle figure più influenti e sfuggenti emerse dalla scena culturale newyorkese degli anni Ottanta. Rifiutando ogni categorizzazione, ha sviluppato una pratica che intreccia graffiti, teoria del linguaggio, performance, musica, fantascienza e scultura, dando vita a un universo artistico unico. Al centro della sua ricerca si collocano le teorie del “Futurismo Gotico” e del “Panzerismo Iconoclasta”, attraverso le quali immagina il linguaggio come un campo di battaglia e le lettere come forme viventi capaci di opporsi ai sistemi di controllo. Concepita come una linea del tempo, la mostra ripercorre le condizioni storiche, culturali, tecnologiche e politiche che hanno plasmato il lavoro di RAMMELLZEE. Lungo il percorso espositivo si sviluppano narrazioni parallele che collocano la sua pratica all’interno di una storia più ampia, che attraversa la cultura dei manoscritti medievali, il Futurismo italiano, l’hip-hop, le tecnologie e la cultura visiva contemporanea. Un focus specifico del capitolo a Museion è dedicato al rapporto dell’artista con l’Italia. Attraverso materiali d’archivio, opere chiave e connessioni storiche, la mostra esplora una dimensione meno nota della sua biografia e del suo percorso artistico, dalle collaborazioni e performance realizzate in Italia negli anni Ottanta fino al suo interesse per le tradizioni figurative italiane. Prestiti provenienti dall’Abbazia di Novacella e opere di Fortunato Depero danno vita a dialoghi inaspettati che mettono in luce affinità tra manoscritti miniati, sperimentazione futurista e la radicale reinvenzione dell’alfabeto operata da RAMMELLZEE. Al centro dell’esposizione si trova Gasholear, il monumentale esoscheletro indossabile sviluppato da RAMMELLZEE tra il 1987 e il 1998 e considerato dall’artista una delle sue creazioni più ambiziose. Attorno a quest’opera si dispiegano nuclei fondamentali della sua produzione, tra cui i Letter Racers, i Garbage Gods e i Monster Models, insieme a materiali d’archivio, oggetti mai esposti in precedenza, fotografie, film e documenti che restituiscono l’ampiezza della sua visione. Rammellzee © Mari Horiuchi. Courtesy of Red Bull Arts New York and Rammellzee Estate La mostra riunisce inoltre opere di artisti e artiste che hanno condiviso il contesto culturale di RAMMELLZEE e ne hanno influenzato il percorso, tra cui Jean-Michel Basquiat, Andy Warhol, Futura 2000, Phase 2, Dondi White, Lady Pink, Lee Quiñones, Martin Wong, David Hammons, Gordon Matta-Clark e Arthur Jafa. Fotografie e film di Henry Chalfant, Maripol, Gianni Pettena, Charlie Ahearn e Jim Jarmusch offrono uno sguardo sul vivace intreccio di relazioni artistiche e sociali da cui ha preso forma la sua pratica. Più che una retrospettiva, TIME:LINE è un invito a entrare nell’universo di RAMMELLZEE, dove il linguaggio diventa architettura, le lettere si trasformano in armi e l’arte diventa uno strumento per immaginare futuri alternativi.

Museion Piazza Piero Siena, 1, Bolzano, BZ
Drehtanz Workshop - Dervish in Progress
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Art & Culture
Sabato, 17 Ott 2026 11:00-14:00 | 19:00 - 22:00
L'evento si tiene dal 17 Ott 2026 al 20 Nov 2026

Der Drehtanz – auch bekannt als Dervish- oder Sufitanz – lädt Dich ein, durch kontinuierliche Drehbewegungen Deine Mitte zu finden und in einen Zustand der Leichtigkeit und Trance zu gelangen. In diesem Workshop lernst Du die Technik des Drehens, experimentierst mit Geschwindigkeit und Richtungen und erfährst, wie sich das Drehen auf Körper und Geist auswirkt. Wir arbeiten mit optimaler Körperhaltung, Arm- und Oberkörperbewegungen. Eine tiefgehende, bewegte Erfahrung, die Balance und Verbindung schafft. Inhalt des Workshops - Theorie, was bewirkt das Drehen in meinem Körper? - die Technik des Drehens - die Reise ins Verborgene - sanfte Landung - Ankommen im Kreis Mitzubringen: bequeme Kleidung, Socken und Trinkflasche! Hinweis: vor dem Workshop am besten gar nicht essen oder nur leichte Kost! Termine: Samstag 17.Oktober 11- 14 Uhr und Freitag 20.November 19-22 Uhr Austausch: 48€ + 15€ Mitgliedsbeitrag im Verein „Raum für DICH“ Ort: Gartensaal Baslan, Lebenbergerstrasse 2a, 39010 Tscherms BZ Anmeldung: + 39 339 6975025 - christine@rolmail.net

Raum für Dich, im Gartensaal Baslan Lebenbergerstrasse 2a, 39010 Tscherms, Cermes, BZ
Castelmusika
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Art & Culture
Domenica, 18 Ott 2026 10:00-17:00 |

Cultura, musica e divertimento autunnale tra i castelli e le baite più belle di Appiano Domenica 18 ottobre la dodicesima edizione della giornata culturale itinerante “Castelmusika” rappresenta un’esperienza imperdibile attraverso l’autunno e le dimore e i castelli più belli di Appiano. Bande musicali e cori tradizionali ravvivano le mura storiche e i cortili pittoreschi. Le diverse associazioni di Appiano vizieranno i visitatori con piatti tipici autunnali, torte fatte in casa, vini scelti e tanto altro. Una domenica per tutta la famiglia all’insegna di musica, architettura, cultura e piacere!

Monte | Appiano Monte | Appiano, Appiano s.s.d.v, BZ
San Francesco nell’arte
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Art & Culture
Lunedì, 19 Ott 2026 16:30-18:30 |

Quest’anno ricorrono gli 800 anni dalla morte di San Francesco d’Assisi: un anniversario importante, che offre l’occasione per riscoprire e approfondire la figura del patrono d’Italia, uno dei santi più iconici e amati in tutto il mondo. Durante la conferenza scopriremo come la sua immagine è stata interpretata dai grandi artisti nella storia dell’arte, dal Medio Evo fino ad oggi. Giotto ha fissato il canone visivo del santo attraverso il celebre ciclo di affreschi nella Basilica Superiore di Assisi, e l'arte medievale ha trasformato subito Francesco nel simbolo del Vangelo vissuto in prima persona, facendone una narrazione basata sull'umanità, sulla corporeità e sul realismo, scardinando l'astrattismo bizantino e ponendo le basi per lo sviluppo della pittura moderna occidentale. Nel Cinquecento e Seicento, dopo il Concilio di Trento, la Chiesa ha rilanciato l'immagine di Francesco in meditazione per rinnovare la fede. Caravaggio, Guercino e il pittore spagnolo Zurbarán hanno dipinto un santo umano, spesso assorto con un teschio o un crocifisso in mano, che diventa il santo penitente e ascetico. Nell'Ottocento e nel Novecento, l'iconografia si è allontanata dai canoni rigidi per focalizzarsi sulla spiritualità pura e sul legame con la natura. Artisti moderni e contemporanei (come Libero Andreotti, Gerardo Dottori, Giuseppe Penone o Alberto Burri) lo rappresentano come figura di accoglienza universale, custode del creato e interlocutore di domande esistenziali ancora aperte. Gli artisti del secondo Novecento e del nuovo millennio utilizzano, invece, la figura del santo per riflettere sulla fragilità dell'esistenza e sulle contraddizioni della società moderna: Marina Abramović esplora la privazione, l'ascesi e il controllo del corpo, Michelangelo Pistoletto con la sua Venere degli stracci, crea un cortocircuito visivo tra l'ideale classico e l'accumulo di materiali poveri, rievocando concettualmente la spoliazione dei beni attuata da Francesco. Maurizio Cattelan interroga lo spettatore sul senso del sacrificio e della sofferenza nella società contemporanea. DOCENTE: dott.ssa Zangirolami Patrizia, storica dell’arte ed archeologa COSTO: € 10.00 POSTI: min. 5 max 25

CLS Via Roma 9/B, Bolzano, BZ
Was macht Sprache schön?
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Art & Culture
Martedì, 20 Ott 2026 18:00

Die deutsche Sprache hat nicht unbedingt den Ruf, schön zu sein. Roland Kaehlbrandt wird Sie vom Gegenteil überzeugen! Bei einem Sprachwissenschaftler, der wie Kaehlbrandt nicht nur Germanist, sondern promovierter Romanist ist, mag dies überraschen. In seinem Buch „Von der Schönheit der deutschen Sprache. Eine Wiederentdeckung“ zeigt er, wie wohlklingend das Deutsche sein kann, wie reich an Wort- und Satzkunstwerken es ist und wie viel Schönes auch in seinen Mundarten steckt. Als Sprache der Literatur, der Wissenschaft oder einer bewegenden Rede kann das Deutsche genauso glänzen wie beim Singen. Und selbst geistreicher Witz und Humor gehören zur schönen deutschen Sprache. In seinem Vortrag und in der anschließenden Diskussion wird Roland Kaehlbrandt auf die Frage eingehen, was Sprache schön macht, und sein Publikum anhand vieler Beispiele von der Schönheit des Deutschen überzeugen. Referent: Prof. Dr. Roland Kaehlbrandt, Autor, Sprachwissenschaftler an der Alanus Hochschule für Kunst und Gesellschaft in Alfter bei Bonn Moderation: Nina Schröder Zeit: Dienstag, 20. Oktober 2026, 18 Uhr Ort: Bozen, Waltherhaus, Sparkassensaal, Schlernstraße 1 Hinweis: Der Vortrag richtet sich an alle Interessierten und wird von der Journalistenkammer Trentino-Südtirol als Fortbildung anerkannt. Eintritt frei Eine Veranstaltung der Gesellschaft für deutsche Sprache/Zweig Bozen und der Sprachstelle im Südtiroler Kulturinstitut in Zusammenarbeit mit der Landesbibliothek Dr. Friedrich Teßmann, der Journalistenkammer Trentino-Südtirol und der VHS Südtirol

Waltherhaus Schlernstraße 1, 39100 Bozen, Bolzano, BZ
Melodie di Vini al Castel Freudenstein
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Art & Culture
Giovedì, 22 Ott 2026 18:30-22:00 |

L'Associaione Turistica Appiano vi invita a una suggestiva serata al Castel Freudenstein il 22 ottobre 2026: un evento culturale imperdibile che unisce in modo unico musica, fotografia e le delizie culinarie di Appian. Non perdetevi l'impressionante concerto "perig" del trio "Cordes y Butons". Il nome del gruppo, di origine ladina, significa "corde" e "bottoni", i due elementi più importanti degli strumenti suonati dalla band. Con le loro voci e gli strumenti alpini, i tre musicisti creano un paesaggio sonoro sperimentale per un programma variegato che spazia tra le Alpi, l'Irlanda, la Russia, la Polonia, i paesi nordici e le loro composizioni originali. Pochi gruppi si distinguono dalla scena musicale quotidiana come i Cordes y Butons. La loro musica folk evoca la nostalgia di terre lontane, mentre i loro brani moderni e internazionali trasmettono al contempo un legame tangibile con la loro terra d'origine. È proprio questa interazione a rendere la loro musica così speciale, affascinante e unica. Degustate gli eccellenti vini di Appiano della cantina Payr e scoprite la mostra fotografica che presenta le immagini più belle del concorso "Vigneto più bello" organizzato da Eppan Wein Prezzo a persona: €29

Castel Freudenstein, Monte | Appiano via Massaccio 6, Appiano s.s.d.v, BZ
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