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Kulturzentrum Meran

Informationen

Das Kulturzentrum befindet sich in Meran, in der Cavourstraße, gegenüber dem Hotel Palace. Das Gebäude geht zurück auf das Jahr 1887 und diente viele Jahre lang als Schule. In den 70-er Jahren des 20. Jh. wurde es um ein Stockwerk erhöht und vor kurzem durch den Architekten Rolando Dalla Torre im Auftrag Stadtverwaltung Meran, der das Gebäude gehört, restauriert. Der Eingang des Kulturzentrums befindet sich in der Gasse zwischen dem Zentrum und dem Plankenstein-Gebäude. Verschiedene originale Außenelemente des Gebäudes sind erhalten geblieben, von dem leicht vorstehenden Mittel- und Südrisalit, über den Fußsockel mit horizontalen Putzbändern, die Gurtgesimse zwischen den Geschossen, den rechteckigen Fenstern mit reliefartigen Einfassungen und dem Gewölbeschlussstein im Hochparterre und dem 1. Stock. Im Im Erdgeschoss befindet sich der Hauptsaal, der für Theateraufführungen, Filmvorführungen und Konferenzen geeignet ist. Im 1. Stock ein Ausstellungssaal und ein holzvertäfelter, vollständig schallisolierter Saal, der für verschiedene Zwecke geeignet ist, insbesondere aber ideal ist für Konzertaufnahmen und –aufführungen.

Andere Veranstatungen in dieser Location :

Variazione sul tema
Exhibitions

Variazione sul tema ist ein Projekt von Massimo Giovannini, das einen technischen und sich ständig wiederholenden Arbeitsablauf der kommerziellen Fotografie in eine radikale Praxis des Sehens verwandelt. Ausgehend von der standardisierten Produktaufnahme vor neutralem Hintergrund, wie sie für den E-Commerce typisch ist, richtet der Künstler den Blick auf das, was der Wahrnehmung gewöhnlich entgeht: die minimalen Unterschiede zwischen scheinbar identischen Objekten. Jedes einzelne Stück einer Verpackung – Nudeln, Bonbons, Kekse oder andere industriell gefertigte Produkte – wird mit derselben technischen Präzision einzeln fotografiert. Dabei treten feine Variationen in Form, Oberfläche und Proportion zutage. Die Wiederholung erzeugt somit keine Gleichförmigkeit, sondern eine Konstellation von Einzigartigkeiten. Der Titel bringt den Kern des Projekts auf den Punkt: Das „Thema“ steht für das serielle Modell, die gemeinsame Matrix, während die „Variation“ die Abweichung, die Unvollkommenheit und die unerwartete Individualität bezeichnet. Im visuellen Gedächtnis der Arbeit wird der Dialog mit der Serialität der Pop Art und insbesondere mit Andy Warhols Campbell’s Soup Cans spürbar. Während Warhol die Wiederholung als Mittel nutzte, um Konsum und industrielle Ikonen zu reflektieren, verwandelt Giovannini sie in ein poetisches Instrument, das die innere Differenz innerhalb des Vielfältigen sichtbar macht. Die Installation besteht aus einzelnen Fotografien, die sich im Raum zu monumentalen, für den jeweiligen Ausstellungsort entwickelten Bildensembles zusammenfügen. Alternativ werden sie als kleinere Teilkompositionen präsentiert, welche den Rhythmus und die visuelle Energie des Gesamtwerks verdichten. So entsteht eine Arbeit, die formale Strenge, ästhetische Kraft und eine Reflexion über Identität miteinander verbindet – und uns daran erinnert, dass das, was auf den ersten Blick homogen erscheint, bei näherem Hinsehen stets seine Unterschiede offenbart Eröffnung: Freitag, 25/09/2026 – 18:00 Uhr Ausstellungsdauer: vom 26/09/ bis zum 10/10/2026 Öffnungszeiten: Montag – Samstag 15:30 – 22:30 Uhr Eintritt frei

Kulturzentrum Meran Cavourstr., 1, Meran, BZ
Il canto delle filatrici
Art & Culture

Giulia Dal Mas presenta il suo ultimo romanzo. Friuli, anni Venti. A Maniago, un piccolo borgo ai piedi del monte Jôuf, crescono Nella, Adelina e Iolanda Santarossa, tre sorelle legate da un destino comune nella filanda, dove lavorano sin dall’infanzia. Iolanda è fidanzata con Pietro, un giovane operaio con grandi ideali e simpatie socialiste. Adelina vive un amore clandestino con il figlio di una famiglia altolocata, mentre Nella coltiva un profondo legame di amicizia con Luisa e una passione per i libri, sognando di lottare per i diritti e l’emancipazione delle donne. Ma nella piccola comunità di montagna, governata da regole taciute e immutate da generazioni, la relazione proibita di Adelina minaccia di spezzare fragili equilibri e compromettere il destino di tutta la famiglia. Così, mentre la guerra si avvicina, la ragazza fugge a Venezia in cerca di riscatto e libertà, lasciando dietro di sé dolore e sgomento. Anche Nella sceglie di lasciare Maniago e, insieme a Luisa, approda a Torino per partecipare alle lotte femminili. Iolanda, invece, resta al paese e continua a lavorare con dedizione alla filanda per guadagnarsi il ruolo più ambito, quello di passaseta. Tuttavia, quando il destino delle tre sorelle sembra ormai scritto, la vita irrompe con forza a rimescolare le carte: riusciranno a restare unite nonostante la distanza che le separa e le profonde ferite del passato? Tra l’ascesa del fascismo e l’ombra della guerra, le vite di Iolanda, Adelina e Nella si intrecciano in una storia di resistenza, affetti e coraggio, dove l’amore si rivela l’unica forza capace di superare i vincoli di sangue e mantenere viva la speranza in un futuro migliore. Giulia Dal Mas è nata a Pordenone e vive a Maniago con il marito, i tre figli e due cani. Laureata in Giurisprudenza, ha una grande passione per la lettura e la scrittura, oltre ad amare la cucina, i giardini, i vecchi edifici da rimettere in sesto e tutto ciò che sappia regalare emozioni. Autrice di numerosi romanzi, le sue storie hanno appassionato migliaia di lettori. Nell’ambito della rassegna letteraria Passirio incontra Entrata libera Foto di Lorenzo De Maria (dettaglio)

Centro per la Cultura Merano Via Cavour, 1, Merano, BZ
Il canto delle filatrici
Art & Culture

Lettura del Canto XXV del Paradiso. Dante spera che la sua Divina Commedia gli guadagni il rispetto dei suoi concittadini e gli permetta quindi di tornare alla sua Firenze. Gli si avvicina intanto un’altra anima, quella di San Giacomo, che Beatrice invita a interrogare Dante sulla speranza. Il santo pone tre domande: in che cosa consiste questa virtù, quale spazio occupa nella sua vita e da dove ha imparato a sperare. Alla prima domanda risponde Beatrice, che è l’oggetto della vera speranza di Dante, alle altre due risponde il Poeta: la speranza è una certezza che proviene dalla Bibbia e dalla preghiera, e consiste nel desiderio del Paradiso. Il Canto si conclude con lo splendore dell’anima di San Giovanni, fratello di Giacomo. A cura di Maria Carla Alessandrini Entrata libera

Centro per la Cultura Merano Via Cavour, 1, Merano, BZ
Radical
Cinema

di Christofer Zalla – Messico 2023- 125’- in lingua originale con sottotitoli in italiano Nel 2011, un nuovo insegnante, Sergio Juarèz Correa, arriva alla scuola elementare José Urbina López di Matamoros, gestita in modo inadeguato. In un ambiente opprimente, dilaniato dalla violenza dei cartelli della droga, gli alunni della scuola registrano alcuni dei risultati scolastici più bassi di tutto il Messico. A causa delle strutture fatiscenti e della mancanza di risorse didattiche come i computer, la maggior parte degli insegnanti è poco motivata e si concentra principalmente sul far superare alle proprie classi i test standardizzati imposti dal governo, che non contribuiscono affatto a stimolare un vero apprendimento. Nell’ambito della rassegna seminario Fino all’ultimo banco Entrata libera

Centro per la Cultura Merano Via Cavour, 1, Merano, BZ

Öffnungszeiten :

Notizen über die Uhrzeiten :

Domenica e lunedì chiuso.
Chiusure istituzionali: 1-2 maggio / 2 giugno / 8-17 agosto
31 ottobre / 8 dicembre / 24-31 dicembre
Sonntag und Montag geschlossen.
Sowie auch am: 1. und 2. Mai / 2. Juni / 8. - 17. August
31. Oktober / 8. Dezember / 24. - 31. Dezember

Von 1 Januar bis 31 Dezember

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