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Giancarlo Lamonaca - Nulla accade veramente - Veröffentlicht von ale inside

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Event-Informationen

Giancarlo Lamonaca beschäftigt sich in seinen großformatigen Fotografien mit einer vertiefenden Recherche rund um Raum-Zeit-Situationen. Er überlagert oder überblendet dabei Fotografien, und schafft somit Illusionen, die unsere Wahrnehmung an die Grenzen ihrer Möglichkeiten bringt. Ausgangsbasis für seine Überlagerungsarbeiten sind Bildmaterialien, die er in der Natur, aber auch in architektonischen Kontexten vorfindet, und die er je nach Bedarf mit unterschiedlichen Fotoapparaten festhält, von Großformat über Mittel- bis Kleinformat, sei es analog als auch digital. Diese Materialien bilden die Basis für eine fortgeführte Recherche, in der er anhand von Fotografie eine komplexe Welt von undefinierbaren räumlichen und zeitlichen Situationen entstehen lässt. Dabei macht sich Giancarlo Lamonaca die technischen Möglichkeiten digitaler Bildbearbeitung zunutze, indem er Fotografien in digitaler Form am Computer weiterbearbeitet. So werden auch mediale Zuordnungen aufgeweicht, und der Betrachter findet sich vor der Frage, ob diese Arbeiten eher dem Medium der Fotografie oder jenem der Malerei oder grafischen Techniken zugeordnet werden können. Durch den stark räumlichen Zugang erfahren Lamonacas Bildwelten, die immer ausschließlich als Einzelstücke produziert werden, sogar einen architektonischen und objekthaften Charakter. Die Galerie foto-forum zeigt mit dieser Einzelausstellung erstmals einen umfassenden Überblick über die künstlerische Recherche des Künstlers Giancarlo Lamonaca, und präsentiert verschiedene Werkserien aus den Jahren 2007 bis hin zu ganz aktuellen Arbeiten.
Das Medium der Fotografie beinhaltet grundlegend die Frage nach der Realität von Darstellungen, womit ganz eng auch die Frage nach der Überprüfbarkeit von räumlichen und zeitlichen Situationen und Abläufen verknüpft ist. Giancarlo Lamonaca will anhand einer experimentierenden Zugangsweise zur Fotografie der Frage nach dem Wahrheitsgehalt unserer Wahrnehmung auf die Spur kommen, und gleichzeitig die Vorstellung von einer linear verlaufenden Zeit in Frage stellen. Dabei vertieft er sich in philosophische Auseinandersetzungen, die seit der Antike über die Relativitätstheorie bis heute das Raum-Zeit-Kontinuum kritisch hinterfragen: Gibt es einen Raum „an sich“, unabhängig von Wahrnehmung und Vorstellung, oder ist er lediglich eine Anschauungsform des wahrnehmenden Subjekts? Ist der mathematisch berechenbare Raum mit dem Raum unserer Erfahrungen identisch? Und wenn wir die Zeit nicht als fortlaufendes Geschehen, sondern als ewiges Jetzt verstehen? Die daraus entstehende Vielfältigkeit sowie die Annahme, dass jenseits festgelegter Barometer keine allgemein vergleichbare Wahrnehmungsebene existiert, wird in den Bildern von Giancarlo Lamonaca deutlich.
Der Titel der Ausstellung platziert ein Statement, das unser Ordnungssystem gehörig auf die Probe stellt. Alles geschieht gleichzeitig – nichts geschieht wirklich – nulla accade veramente. In seinen Arbeiten konstruiert Lamonaca eine Form der Desorientierung, die wir durch gewohnte Erkenntnismuster und Ordnungssysteme wieder ins Lot zu bringen trachten. Aber gleichzeitig sind wir auch fasziniert von den neuen Welten, die in diesen Bildern entstehen. Naturabbildungen wandeln sich durch Rorschach-Collagen in ornamentale Teppichmuster, reale Räume erlangen durch Spiegelungen und Täuschungen eine verschachtelte Dichte, leere Räume stülpen sich nach außen, erdiger Boden wird durch Makroaufnahmen zum Universum. Wenn wir uns darauf einstellen, dann können wir eintauchen und uns treiben lassen, denn hier sind Kategorien von oben und unten, durchlässig und opak, schwer und leicht, vorne und hinten, gestern und morgen aufgehoben und in Frage gestellt, und wir befinden uns im Raum der vielen Möglichkeiten. Wenn sich gewohnte Systeme ändern, kommen wir zu neuen Erkenntnissen. Dies ist der inhaltliche Ansatz, der die künstlerische Strategie von Lamonaca auszeichnet. Giancarlo Lamonaca nelle sue fotografie di grande formato ci presenta un’approfondita ricerca intorno alle situazioni spazio-temporali. Sovrappone o dissolve foto e crea in questo modo illusioni che guidano la nostra percezione ai limiti del possibile. Punti di partenza per le sue sovrapposizioni sono immagini che trova nella natura, ma anche in ambienti architettonici e che fotografa a seconda delle esigenze con diverse macchine fotografiche, dal grande, medio fino al piccolo formato, sia analogico che digitale. Questi materiali costituiscono la base per una ricerca che, per mezzo delle fotografie, fa nascere un mondo complesso di situazioni spaziali e temporali. Giancarlo Lamonaca usa anche i mezzi dell’elaborazione digitale delle immagini, scansionando immagini realizzate con tecnica analogica per rielaborarle poi in maniera digitale al computer. In questo modo si confondono anche le attribuzioni tecniche e l’osservatore deve confrontarsi con la domanda, se questi lavori appartengono al mezzo della fotografia, della pittura o dell’elaborazione grafica. Per il suo approccio fortemente spaziale, le immagini di Lamonaca, che vengono prodotte sempre come pezzi unici, assumono a volte un carattere architettonico o oggettuale. La galleria foto-forum, con questa personale, presenta per la prima volta una panoramica completa della ricerca artistica di Giancarlo Lamonaca e mostra diverse serie di opera dagli anni 2008 fino ai giorni nostri.
L’utilizzo del mezzo della fotografia pone necessariamente la questione fondamentale della rappresentazione della realtà e a questa domanda è legata anche la questione della verifica delle situazioni e dei processi spaziali e temporali. Con un approccio sperimentale alla fotografia Giancarlo Lamonaca vuole indagare la questione del contenuto di verità delle nostre percezioni e vuole mettere in discussione la nostra idea di un tempo che corre linearmente. Per questo studia discussioni filosofiche che, all’antichità alla teoria della relatività, indagano criticamente fino ai tempi nostri il continuo spazio-tempo: esiste uno “spazio in sé”, indipendente dalla percezione e dalla rappresentazione, o questo è semplicemente una forma rappresentativa del soggetto percipiente? Lo spazio matematicamente calcolabile è identico allo spazio della nostra esperienza? E cosa succede se prendo in considerazione anche l'elemento temporale come quarta dimensione? E se comprendessimo il tempo non come un accadimento continuo ma come un presente eterno? La molteplicità che risulta da quest’approccio e l’ipotesi che, oltre i parametri già fissati, non esista un livello di percezione comune a tutti, viene esplicitata nelle immagini di Giancarlo Lamonaca.
Il titolo della mostra spara un giudizio che metta alla prova il nostro sistema abituale di pensare. Tutto succede contemporaneamente – niente accade veramente. Siamo in grado di stabilire attraversi i nostri sensi cosa succede nel mondo? Lamonaca costruisce nei suoi lavori una specie di disorientamento, che noi, attraverso i nostri modelli abituali di conoscenza e i nostri sistemi ordinati, cerchiamo di rimettere a posto. Allo stesso tempo rimaniamo però anche affascianti dai mondi nuovi che nascono in queste immagini. Immagini della natura mutano attraversi collage di Rorschach in motivi ornamentali di tappeti, spazi reali acquisiscono, attraversi specchiamenti, una densità intrecciata, spazi vuoti si rovesciano verso l’esterno, terreno sabbioso si trasforma, attraverso riprese macro, in un universo. Se entriamo in quest’ordine d’idee, ci possiamo immergere nei suoi lavori e lasciarci trascinare, perché qui categorie come sopra e sotto, trasparente e opaco, pesante e leggero, davanti e dietro, ieri e domani sono messe in questione e abolite, e noi ci troviamo in uno spazio delle infinite possibilità. Quando sistemi abituali mutano, si aprono nuove conoscenze. Questo è l’approccio contenutistico che contrassegna la strategia artistica di Giancarlo LamonacGiancarlo Lamonaca nelle sue fotografie di grande formato ci presenta un’approfondita ricerca intorno alle situazioni spazio-temporali. Sovrappone o dissolve foto e crea in questo modo illusioni che guidano la nostra percezione ai limiti del possibile. Punti di partenza per le sue sovrapposizioni sono immagini che trova nella natura, ma anche in ambienti architettonici e che fotografa a seconda delle esigenze con diverse macchine fotografiche, dal grande, medio fino al piccolo formato, sia analogico che digitale. Questi materiali costituiscono la base per una ricerca che, per mezzo delle fotografie, fa nascere un mondo complesso di situazioni spaziali e temporali. Giancarlo Lamonaca usa anche i mezzi dell’elaborazione digitale delle immagini, scansionando immagini realizzate con tecnica analogica per rielaborarle poi in maniera digitale al computer. In questo modo si confondono anche le attribuzioni tecniche e l’osservatore deve confrontarsi con la domanda, se questi lavori appartengono al mezzo della fotografia, della pittura o dell’elaborazione grafica. Per il suo approccio fortemente spaziale, le immagini di Lamonaca, che vengono prodotte sempre come pezzi unici, assumono a volte un carattere architettonico o oggettuale. La galleria foto-forum, con questa personale, presenta per la prima volta una panoramica completa della ricerca artistica di Giancarlo Lamonaca e mostra diverse serie di opera dagli anni 2008 fino ai giorni nostri.
L’utilizzo del mezzo della fotografia pone necessariamente la questione fondamentale della rappresentazione della realtà e a questa domanda è legata anche la questione della verifica delle situazioni e dei processi spaziali e temporali. Con un approccio sperimentale alla fotografia Giancarlo Lamonaca vuole indagare la questione del contenuto di verità delle nostre percezioni e vuole mettere in discussione la nostra idea di un tempo che corre linearmente. Per questo studia discussioni filosofiche che, all’antichità alla teoria della relatività, indagano criticamente fino ai tempi nostri il continuo spazio-tempo: esiste uno “spazio in sé”, indipendente dalla percezione e dalla rappresentazione, o questo è semplicemente una forma rappresentativa del soggetto percipiente? Lo spazio matematicamente calcolabile è identico allo spazio della nostra esperienza? E cosa succede se prendo in considerazione anche l'elemento temporale come quarta dimensione? E se comprendessimo il tempo non come un accadimento continuo ma come un presente eterno? La molteplicità che risulta da quest’approccio e l’ipotesi che, oltre i parametri già fissati, non esista un livello di percezione comune a tutti, viene esplicitata nelle immagini di Giancarlo Lamonaca.
Il titolo della mostra spara un giudizio che metta alla prova il nostro sistema abituale di pensare. Tutto succede contemporaneamente – niente accade veramente. Siamo in grado di stabilire attraversi i nostri sensi cosa succede nel mondo? Lamonaca costruisce nei suoi lavori una specie di disorientamento, che noi, attraverso i nostri modelli abituali di conoscenza e i nostri sistemi ordinati, cerchiamo di rimettere a posto. Allo stesso tempo rimaniamo però anche affascianti dai mondi nuovi che nascono in queste immagini. Immagini della natura mutano attraversi collage di Rorschach in motivi ornamentali di tappeti, spazi reali acquisiscono, attraversi specchiamenti, una densità intrecciata, spazi vuoti si rovesciano verso l’esterno, terreno sabbioso si trasforma, attraverso riprese macro, in un universo. Se entriamo in quest’ordine d’idee, ci possiamo immergere nei suoi lavori e lasciarci trascinare, perché qui categorie come sopra e sotto, trasparente e opaco, pesante e leggero, davanti e dietro, ieri e domani sono messe in questione e abolite, e noi ci troviamo in uno spazio delle infinite possibilità. Quando sistemi abituali mutano, si aprono nuove conoscenze. Questo è l’approccio contenutistico che contrassegna la strategia artistica di Giancarlo Lamonac

Kontakte :

Datum und Uhrzeit des Events :

Es gibt Termine vom 22 Okt. 2014 bis 22 Nov. 2014

Notizen über die Uhrzeiten :

Di-Fr - mar-ven ore 15.00-19.00 Uhr; Sa-sab ore 10.00-12.00 Uhr

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Doch es gibt ihr Bild, das heißt das Resultat der Arbeit, die Corrent geleistet hat, um es sichtbar zu machen, indem sie zugleich seine Sichtbarkeit einschränkt. Diese Bilder von ihr sind scharfgestellt, aber man könnte sagen „außerhalb des Lichts“. So gelingt es Corrent, das Licht als Rhythmus wiederzugeben. Doch wohlgemerkt: Es handelt sich nicht um eine bloße technische Lösung. Ein erheblicher Lichteinsatz führt dazu, dass ein Bild überbelichtet ist, während ein minimaler oder fehlender Einsatz es unterbelichtet erscheinen lässt. Anstatt dies auf ein technisches Kunstmittel zu reduzieren, vermag Corrent jene Kluft – zwischen dem, was sich innerhalb des fotografischen Perimeters befindet, und dem Licht, von dem wir bereit sind zu sagen, es sei nicht vorhanden – in die unverzichtbare Möglichkeitsbedingung ihrer Werke zu verwandeln. Was bedeutet das? 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Wir benötigen Licht (außerhalb der Fotografie), um beispielsweise jenes Auto zu erkennen, das in einer anderen ihrer Fotografien in Flammen steht. Mit dem Offenbarwerden des Lichts (innerhalb der Fotografie) nehmen wir den Rhythmus wahr, und dies geschieht auch beim Übergang von einem Bild zum nächsten (die Serie und die unterschiedlichen Präsentationsweisen sind dabei sicherlich hilfreich). Doch wenn das Licht einerseits bewirkt, dass immer etwas entgleiten kann, sorgt es andererseits dafür, dass der Blick gefesselt wird, um in einem Bild etwas zu entdecken, obwohl Corrent es an der Grenze der Sichtbarkeit zeigt.
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