La bellezza dei cocci rotti - L'arte della riparazione - Pubblicato da martin_inside

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Informazioni evento

La bellezza dei cocci rotti - L'arte della riparazione. L'esposizione a cura di Hans-Jürgen Hafner crea delle relazioni fra cose diverse: delle opere d'arte e delle cose attinte alla cultura quotidiana e artigianale rimandano a un'area di tensione in cui il danno e il valore sono correlati e che caratterizza il nostro rapporto con le cose e i sistemi.
Un'esposizione con Barbara Bloom, Revital Cohen & Tuur van Balen, Anna Franceschini, Paul Kindersley, Milan Knížák, Hubert Kostner, Claudia Kugler, MDMM, Kozan Makuzu, Walter Niedermayr, Siegfried Riegler, Alessandra Spranzi, By Walid e Jens Wolf.

Siamo lieti di poterVi dare il benvenuto all'esposizione autunnale di quest'anno del Comune di Appiano sulla Strada del Vino.

Riparare gli oggetti è considerata un’arte che meno si nota e più si ritiene riuscita. È una cosa che ha il suo prezzo. E aumenta la rabbia che comunque ci assale quando una cosa si è rotta. Con il “Kintsugi” la cultura giapponese conosce una particolare tecnica di riparazione per gli oggetti in ceramica, che sembra fare proprio il contrario. Essa fa vedere chiaramente l’intervento mettendo letteralmente in mostra il danno. Utilizzando materiali preziosi come l’oro e l’argento, si ricompongono delle crepe nelle ciotole da tè in maniera molto suggestiva o addirittura si sostituiscono interi cocci. Viene a crearsi così un rapporto molto diverso fra una cosa e il suo valore. Anziché condurre a una svalorizzazione, è proprio il danno a rendere visibile il valore di una cosa o anche di un sistema.

Anche la storia dell’arte europea conosce forme artistiche inquadrabili in un’estetica del difetto: per esempio, i frammenti, le rovine o i torsi. In questo caso, il danno rientra, per così dire, nel concetto dell’opera, si integra in essa. Il difetto è parte della progettazione e della creazione dell’opera d’arte, il cui successo artistico può essere definito un eccesso di ciò che è incompiuto o di ciò che è rimasto, per sottrarsi contemporaneamente alla tirannia del tempo. Ma sarebbe certo una fuga dalla storia rendere invisibili i danni, come se non fossero avvenuti, tramite una riparazione effettuata a regola d’arte.

Si può dunque dire che un danno ha senz’altro i suoi lati buoni: ci fa rendere conto del fatto che un piatto non era solo pratico, ma anche bello, che dei pantaloni non solo erano di una buona stoffa, ma ci stavano anche meglio di altri. Si tratta di cose non facili da sostituire nemmeno nei tempi della sovrapproduzione industriale.
Hans-Jürgen Hafner

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Date e orari evento :

Note sugli orari :

mar-ven·Di-Fr: 15:00-18:00, sab-dom·Sa-So: 10:00-12:00, 15:00-18:00

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