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Eventi

Dépôt. E luce fu!
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Venerdì, 15 Gen 2021
L'evento si terrà oggi, domani e ogni giorno fino a Dom 22 Ago 2021

La mostra al Museum Ladin rende fruibile e visibile ciò che normalmente è celato nel deposito museale; lo prende, lo "rispolvera" e lo ripropone a nuova osservazione. "E luce fu" è scritto nella Genesi della Bibbia, ed è proprio una nuova luce che la mostra "Dépôt. E luce fu!" intende puntare sulle biografie di alcuni artisti finora poco conosciuti. A questo scopo il Museum Ladin ha ripreso dal suo deposito dipinti, disegni e sculture che artiste e artisti delle valli ladine, più o meno noti, hanno realizzato dal XVII secolo ad oggi. La mostra presenta le opere di venti artiste e artisti ladini scomparsi. Le sale espositive sono state concepite dallo studio di architettura Campomarzio. Due forme archetipiche dell'architettura classica le caratterizzano: il cerchio e la struttura trilitica. La prima sala, circolare, è incentrata sulla figura umana e sulla corporeità. Essa avvolge il visitatore, lo circonda. La seconda sala è dedicata alla natura e all'architettura. La struttura a portale ricorda gli acquedotti romani riprodotti dall'architetto e teorico dell'architettura Giovanni Battista Piranesi, strutture in scala reale che si fondono con il paesaggio. Alle pareti le opere sono sistemate come finestre ideali attraverso le quali entrano nella pinacoteca scorci di natura. Alla base della mostra vi è l'idea che i musei non siano luoghi statici, tantomeno congelati. Piuttosto, la mostra intende il museo come un luogo di libertà e creatività, un luogo che ha in sé grandi potenzialità di espressione artistica.

Coraggio! Mut tut gut!
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Venerdì, 15 Gen 2021
L'evento si terrà oggi, domani e ogni giorno fino a Lun 01 Mar 2021

Le opere di undici artisti e artiste altoatesini esposte a rotazione nelle vetrine di Young Inside, nello Spazio di via Torino 31 a Bolzano. La mostra “Coraggio" si trasferisce sulla strada. Le limitazioni rese necessarie dall’emergenza Covid-19 hanno imposto, come noto, anche la chiusura dei musei e degli spazi espositivi. La cultura e l’arte, però, non si fermano, avventurandosi nelle zone residenziali, per costruire un dialogo con la comunità e contrastare l’isolamento sociale, che l’inverno porta con sé. Dopo “Liberi. Frei.”, la mostra che fra luglio e settembre ha invitato i bolzanini a viaggiare con il cuore e con la mente, le vetrine del presidio culturale del quartiere Europa – Novacella, gestito dalla cooperativa Young Inside, tornano a farsi luogo espositivo per un nuovo progetto. La nuova mostra si intitola Coraggio – Mut tut gut – For inant da snait e vuole essere un’esortazione a non arrendersi, a guardare avanti, a impegnarsi per superare insieme questo momento difficile. "La cultura è un veicolo di messaggi importanti, invita alla speranza e ha il potere di raccontare il coraggio di un territorio che vuole guardare oltre – sottolinea l’assessore Giuliano Vettorato – con questo progetto lanciamo un duplice segnale: promuovere alla cittadinanza un momento di condivisione importante, garantendo visibilità all’esposizione delle opere di artisti che si sono candidati al bonus di 2000 euro". "Già il nome della nuova mostra suggerisce ciò che attualmente è importante nel settore della cultura e dell'arte – evidenzia l’assessore alla cultura tedesca Philipp Achammer - non arrendersi e guardare sempre avanti. Mi congratulo con i promotori di questa mostra e con tutti gli artisti partecipanti, che continuano a fare arte, nonostante la difficile situazione, creando qualcosa di bello per tutti noi." "Promuovere progetti culturali è fondamentale specialmente anche in tempi di crisi – sottolinea l’assessore alla cultura ladina Daniel Alfreider - grazie a questo progetto che unisce tutti e tre i gruppi linguistici si è cercato di dare uno spazio nuovo per la cultura con vantaggi sia per gli artisti e anche per il pubblico." Undici espositori fino al prossimo febbraio A esporre sono undici artiste e artisti altoatesini: Egeon, Teseo La Marca, Gerald Moroder, Lorena Munforti, Sylvia Neulichedl, Monica Pizzo, Marius Romen, Andreas Senoner, Nikola Trafojer, Andreas Zagler e Chelita Zuckermann. I lavori sono prevalentemente pittorici, ma ci sono anche alcune sculture e un’opera calligrafica. Ci sono le figure stilizzate di Egeon, al secolo Matteo Picelli, che sulla tela si muovono condividendo testa e pensieri; c’è l’uomo in pietra di Gerald Moroder, sospeso su un filo ma con le braccia spalancate, come se andasse con fiducia incontro al futuro; c’è “Speranza”, la "scultura in movimento" che Chelita Zuckermann ha realizzato in risposta alla pandemia. Gli undici artisti e artiste si alterneranno a cadenza settimanale, fino a febbraio 2021.

Vetrine Young Inside Via Torino 31, Bolzano, BZ
Cristian Chironi: Picnic
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Venerdì, 15 Gen 2021
L'evento si terrà oggi, domani e ogni giorno fino a Dom 31 Gen 2021

Come durante un picnic si spilucca il cibo condiviso in uno spazio aperto, con lo stesso approccio Cristian Chironi (Nuoro, 1974. Vive e lavora a Bologna) ha vissuto il suo periodo di residenza a Bolzano. Per l’intero mese di ottobre 2020 l’artista ha utilizzato lo spazio del Cubo di Garutti come studio e punto di incontro per conoscere il quartiere e la città. Un tavolo costituito da un cavalletto e dal cofano di una Fiat 127, dipinto nella cromia decisa per la città di Bolzano, è la traccia del modus operandi che ha caratterizzato l’esperienza dell’artista a Bolzano.

Piccolo Museion CUBO Garutti Via Sassari 17b, Bolzano, BZ
ABEYANCE & CONCURRENCE Jessika Khazrik nor the Society of Fa
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Venerdì, 15 Gen 2021
L'evento si terrà oggi, domani e ogni giorno fino a Dom 31 Gen 2021

Jessika Khazrik nor the Society of False Witnesses Per la sua prima personale in Italia, Jessika Khazrik nor the Society of False Witnesses ha riconfigurato il suo lavoro conferendogli la forma di un’installazione stratificata e controllata a distanza, fruibile esclusivamente dalla strada per ovviare alle attuali restrizioni che impongono la chiusura dello spazio al pubblico. Abeyance & Concurrence (Quiescenza & concomitanza) è una risposta alla protratta temporalità del presente post-coroniale e dello scarto dal passato alla luce della recente esperienza collettiva e personale di ribellione, solidarietà e arresto dell’artista. È un tentativo di accostare le linee di frattura strutturale del diritto internazionale alla colossale eruzione di violenza lenta e alla concomitante ricerca di giustizia trasformativa attraverso un’azione collettiva dirompente. Costretta di recente a trasferirsi da Beirut a Berlino con il diritto di mobilità che tuttora le viene negato, Jessika Khazrik nor the Society of False Witnessesha ripensato la sede di ar/ge kunst e l’ha resa accessibile attraverso elementi che si accumulano progressivamente, trasformando la sua vetrina in una piattaforma rifrangente e multilingue che trasmette suoni, luci, fumo, codici e illusioni ottiche. Gli elementi multisensoriali sono attivati a distanza dallo studio berlinese dell’artista, con il supporto di alleati a Bolzano. Gli interni di ar/ge kunst rimarranno inaccessibili per tutta la durata della mostra.

ar/ge kunst Via Museo 29, Bolzano, BZ
il dolore del presente - una mostra di artisti sudtirolesi e
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Venerdì, 15 Gen 2021
L'evento si terrà oggi, domani e ogni giorno fino a Sab 06 Feb 2021

il dolore del presente - una mostra di artisti sudtirolesi e tirolesi La mostra di artisti sudtirolesi e del tirolo del nord nella Galleria Civica di Bressanone è ora accessibile come tour virtuale https://www.kuenstlerbund.org/it/events/e/il-dolore-del-presente_113. Con l'ultima mostra "il dolore del presente - una mostra di artisti sudtirolesi e tirolesi" Karin Pernegger conclude il suo lavoro per il Südtiroler Künstlerbund in qualità di curatrice ospite della Galleria Civica Bressanone. L'anno espositivo 2020 è stato segnato dalla pandemia e dalle necessarie misure di protezione, che hanno cambiato e strutturato in modo significativo la nostra vita privata e pubblica. Parole come sistemicamente rilevante e Lockdown hanno determinato gli eventi quotidiani dei media e ci hanno accompagnato nella dolorosa perdita delle numerose vittime della pandemia in Italia e nel mondo. Afferrata nel dolore di essere presente, la mostra cerca di tracciare anche quest'anno, per dare una conclusione al ciclo tematico delle precedenti mostre "ohne Euch geht gar nichts" e "Emphatisanten". Sulla base delle esperienze del primo Lockdown, è stato chiesto allo studio di architettura bergmeisterwolf di costruire una galleria d'arte per Bressanone senza elettricità e servizi igienici, che nel corso di un ulteriore Lockdown potrebbe essere aperta 24 ore su 24 per i dipendenti e i visitatori. Con l'aiuto della Fischnaller Stahl & Glas GmbH della Val di Funes, della barth innenausbau di Bressanone e della Lichtfabrik di Halotech Innsbruck, il Kunstwerfer – riflettore d'arte ha potuto prendere vita con tre sedi per Bressanone, che saranno occupate da una mostra inaugurale di Peter Senoner (1970, Bolzano). Le tre unità espositive mobili, il cui prototipo è visibile anche nella Galleria Civica di Bressanone, trasformano la mostra istituzionale in un box espositivo mobile che riprende le esperienze della pandemia del Covid 19 e permette di vivere lo spazio pubblico come luogo di incontro per l'arte - nel rispetto di tutte le misure di sicurezza. Un modello di centro culturale fittizio è stato sviluppato anche dall'artista e apicoltore Josef Rainer (1970, Bressanone) nel corso del primo Lockdown. Con le sue api ha costruito una struttura costituita da favi di cera, che esposta alla mostra e che sottolinea la necessità di un vivace scambio nel panorama artistico e culturale. Commenta inoltre l'assenza di arte nel dialogo degli eventi pubblici con la sua serie fotografica simultanea in b/n "Hidden sculptures", in cui ha ricreato figure antiche - Apollo di Piombino, Discolobus di Myron, Kroisos di Anavyssos e Poseidon di Capo Artemision - come monumenti viventi e temporanei in vari luoghi. Formalmente, le strutture a nido d'ape del Kulturzentrum di Rainer completano le tre opere su tela in bianco e nero di Christoph Hinterhuber (1969, Innsbruck). Essi tematizzano la famosa conferenza "Ornamento e delitto" (1908) di Adolf Loos, che festeggia il suo 150° compleanno a dicembre ed è considerato un'icona architettonica del suo tempo. Soprattutto sullo sfondo dell'attuale pandemia, l'esame dell'utopia sociale di Loos da parte di Hinterhubner diventa lo specchio della crisi globale, includendo la discussione sul valore del lavoro artistico come artigianato piuttosto che da misurare in termini di valore di mercato. "ICH BIN GANZ RUHIG" è scritto a lettere bianche su una bandiera rossa da Hans Knapp (1945, Bressanone) ed è appeso nella vetrina della Galleria Civica di Bressanone. Il rosso della bandiera segnala l'attenzione e sostiene il paradosso del testo della bandiera, non meglio commentando il tempo presente della nostra società. La comprensione dei diversi livelli temporali attraversa costantemente il suo lavoro e si condensa anche con il titolo della seconda bandiera "... ma non è sempre così semplice" il titolo della mostra come un'eco paradossale del dialogo attualmente impossibile tra arte e spettatore. La mostra si concentra in particolare sul mezzo pittorico, la proverbiale finestra dello studio sull'anima dell'artista. Questo raddoppio dello spazio di studio e di pittura determina le tele di Alessandro Del Pero (1979, Bolzano). Una figura femminile siede abbandonata in una stanza e solo il riflesso dell'immagine speculare di un quadro incorniciato accanto a lei lascia aperta l'ipotesi che un'altra persona stia entrando nella stanza. Anche se la tensione risiede nel momento dell'ingresso dell'ignoto, rimane il riferimento alle restrizioni di accesso che sono diventate per noi comuni e al numero di persone che hanno reso proverbialmente conteggiabile la vita pubblica e calcolano la nostra sola presenza a Covid 19 volte un rischio calcolabile. L'esperienza fisica tra trascendenza e spazio si amplia anche nelle altre opere pittoriche, che diventano l'immagine di sé della pratica artistica. Cornelia Lochmann (1985, Bolzano) esplora lo spazio pittorico con meticolosità psicologica nel suo ultimo quadro "Hellfire". Susanne Kircher Liner (1976, Schwaz) elabora l'attaccamento alla memoria e il lutto con "Apparat Exit 4 (Tod meiner Oma)" traducendo la trasformazione fisica di un addio a una persona amata in uno spazio pittorico. A questo si lega anche l'autoritratto come collezionista di farfalle, in quanto il motivo della vanitas della farfalla cita la fugacità del nostro essere fisico. Il cerchio psicologico che circonda l'esistenza umana vibra anche nelle opere grafiche di Benjamin Zanon (1981, Lienz), che usa l'inchiostro per far fluire parole come amore e solitudine in paesaggi cartografici, che nella loro struttura e percezione creano nuovi spazi per le parole. Un livello che anche Heidi Holleis (1974, Innsbruck) commenta con il suo lavoro „I wish it was“. Con il concetto di Hauntology di Jaques Derrida, utilizza mezzi pittorici per creare una sovrapposizione di livelli temporali che, in un campionario, riempie varie citazioni della nostra cultura pop con idee del passato, nelle parole di Derrida, come "ossessione" del presente. Il collettivo performativo EXPERIMENTAL SETUP di Innsbruck ha tematizzato l'assenza dello spazio di intervento artistico con la sua installazione "Seele" (Anima) e sta progettando una performance nello spazio espositivo chiuso nel senso di una mostra di scambio tra artisti altoatesini e tirolesi qui presentata, che però viene sospesa fino a nuovo avviso sulla base di restrizioni all'ingresso. Il dolore di essere qui presente commenta ancora una volta il riferimento dell'anno espositivo 2020. Infine, la mostra presenta anche il progetto di cooperazione tra il Südtiroler Künstlerbund e Coop. Soc. Turistica di Bressanone. A questo scopo, gli artisti delle due mostre precedenti sono stati invitati a progettare una busta d'arte in collaborazione con partner del commercio, della gastronomia e dell'industria alberghiera di Bressanone.

Galleria Civica Portici Maggiori 5, Bressanone, BZ
Studio Other Spaces. The Design of Collaboration
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Venerdì, 15 Gen 2021 10:00-18:00 |
L'evento si terrà oggi, domani e ogni giorno fino a Dom 17 Gen 2021

Artisti: Olafur Eliasson, Sebastian Behmann A cura di: Christiane Rekade Partner di progetto: Barth Innenausbau, Talking Water Society in cooperation with Pichler, Frener & Reifer Merano Arte ospita la prima mostra in uno spazio istituzionale dello Studio Other Spaces (SOS). SOS è stato fondato nel 2014 a Berlino dall’artista danese Olafur Eliasson e dall’architetto tedesco Sebastian Behmann con l’intento di coniugare arte e architetture a partire da un approccio sperimentale e interdisciplinare. Le ricerche approfondite e l’uso consapevole degli spazi e delle risorse che caratterizzano lo studio saranno illustrati attraverso una serie di progetti, modelli prototipi ed oggetti. In particolare per Merano Arte SOS ha appositamente formulato una forma di presentazione nuova, sostenibile e attuale, che ripensa le modalità espositive tradizionalmente dedicate all’architettura.

Kunst Meran Merano Arte Via Portici 163, Merano, BZ
AlpiMagia: riti, leggende e misteri dei popoli alpini
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Venerdì, 15 Gen 2021 10:00-16:00 |
L'evento si terrà oggi, domani e ogni settimana fino a Dom 25 Apr 2021 nei giorni di: Martedi Mercoledi Giovedi Venerdi Sabato Domenica

Un progetto fotografico di Stefano Torrione Aprirà al pubblico sabato 19 settembre 2020 la mostra “AlpiMagia: riti, leggende e misteri dei popoli alpini”, promossa e organizzata dalla sezione di Bolzano del CAI, con l’intento di festeggiare – con questa ed altre importanti iniziative – i 100 anni dalla sua costituzione che ricorre nel 2021. Le fotografie esposte nel Museo Civico di Bolzano testimoniano l’esperienza del fotografo valdostano Stefano Torrione, che indaga a fondo per immagini, riti, leggende e tradizioni popolari delle genti alpine, tra passato e presente. L’esposizione, curata da Augusto Golin, presenta 78 fotografie di grande formato che mettono in mostra più di settanta eventi, tra Liguria e Friuli, documentati dall’autore nei cinque anni di lavoro dedicati al progetto. La conferenza stampa di presentazione della mostra si terrà martedì 15 settembre 2020 alle ore 10.30 presso il Museo Civico di Bolzano, via Cassa di Risparmio 14. Il fotografo Stefano Torrione sarà presente. Interverranno inoltre Stefan Demetz, Direttore del Museo Civico, Anna Vittorio, Direttrice della Ripartizione Cultura del Comune di Bolzano, Juri Andriollo del Comune di Bolzano, Antonio Lampis, Direttore della Ripartizione Cultura Italiana della Provincia Autonoma di Bolzano, Riccardo Cristofoletti Presidente della sezione di Bolzano del CAI, Maurizio Veronese, referente per le attività culturali del CAI, Augusto Golin curatore della mostra.

Museo Civico Via Cassa di Risparmio 14, Bolzano, BZ
Lisa Ponti …così il disegno sa dove atterrare
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Venerdì, 15 Gen 2021 10:00-18:00 |
L'evento si terrà oggi, domani e ogni settimana fino a Dom 17 Gen 2021 nei giorni di: Martedi Mercoledi Giovedi Venerdi Sabato Domenica

La mostra a Kunst Meran Merano Arte propone, per la prima volta, una riesamina esaustiva dell’eredità artistica di Lisa Ponti (1922-2019), artista, scrittrice e per molti anni redattrice della rivista “Domus”. Nonostante abbia sempre disegnato, Lisa Ponti ha realizzato la sua prima personale soltanto all’età di 70 anni, nel 1992. Le sue opere su carta, con linee decise e dinamiche, sono caratterizzate da chiarezza e immediatezza, nonché da una meravigliosa dimensione poetica, da un umorismo raffinato e da una sobria eleganza. A Kunst Meran Merano Arte sarà proposta un’ampia selezione di queste opere eccezionali, sempre realizzate su fogli A4. L’artista aveva affermato: “È un bene usare un foglio sempre uguale, cosi il disegno sa dove atterrare”. I suoi disegni sembrano infatti dei voli del pensiero, fissati su carta in pochi minuti, combinando semplici tratti a matita, talvolta colorata, con acquarelli, collage minimali o sperimentando colorazioni su carta bruciata. La sua vita è stata plasmata dalle sue diverse attività. Tra il 1940 e il 1979, lavorò molto anche assieme al padre, il noto architetto e designer Gio Ponti, prima nella redazione della rivista “Stile” e quindi come caporedattrice di “Domus”, di cui ha curato anche le pagine dedicate all’arte fino al 1986. Ha scritto inoltre numerosi saggi e interviste dedicati all’arte, all’architettura e al design e ha realizzato libri per bambini. Le opere di Lisa Ponti sono state esposte in diverse mostre in Italia e all’estero, tra cui si possono ricordare quelle alla Galleria Franco Toselli, Milano (1992), alla Galleria Nazionale di Arte Moderna di Roma (2005), alla Victor Saavedra Gallery di Barcellona (2009), alla Palazzina Azzurra di San Benedetto del Tronto (2011), alla galleria Milano di Carla Pellegrini (2011) e alla Galleria Federico Vavassori di Milano (2017).

Merano Arte Via dei Portici 163, Merano, BZ
Studio Other Spaces. The Design of Collaboration
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Venerdì, 15 Gen 2021 10:00-18:00 |
L'evento si terrà oggi, domani e ogni settimana fino a Dom 17 Gen 2021 nei giorni di: Martedi Mercoledi Giovedi Venerdi Sabato Domenica

Artista/i: Olafur Eliasson, Sebastian Behmann a cura di: Christiane Rekade Partner di progetto: Barth Innenausbau, Talking Waters Societyin cooperation with Pichler, Frener & Reifer Studio Other Spaces è uno studio d’arte e di architettura fondato ne 2014 dall’artista OLAFUR ELIASSON e dall’architetto SEBASTIAN BEHMANN. Appendice dello studio Olafur Eliasson, SOS è nato dalla collaborazione tra l’artista e l’architetto. Studio Other Spaces persegue un approccio sperimentale nei confronti dello sviluppo dello spazio ed esplora i limiti e i confini dell’architettura. La mostra da Kunst Meran Merano Arte sarà la prima in uno spazio istituzionale, a livello internazionale, dedicata a questo studio e offrirà una panoramica completa relativa ai suoi progetti e alla sua ricerca che spazierà dalle prime realizzazioni, ad esempio con la Fjordenhus a Vejle, in Danimarca, fino ai lavori più recenti come il Meles Zenawi Memorial Park ad Addis Abeba. La particolarità del lavoro dello studio impone un ripensamento delle modalità espositive classicamente dedicate all’architettura: come si possono presentare i processi di ricerca di forme e sviluppi digitali o le discussioni tra i vari soggetti coinvolti, che caratterizzano questi progetti? Per questa occasione espositiva SOS proporrà una nuova forma, sostenibile e contemporanea, di presentazione del suo lavoro.

Merano Arte Via dei Portici 163, Merano, BZ
Dragons: Il fantastico mondo dei Sauri
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Venerdì, 15 Gen 2021 10:00-18:00 |
L'evento si terrà oggi, domani e ogni giorno fino a Dom 17 Gen 2021

Tutti i draghi dell’immaginario collettivo, delle leggende, del folklore, della mitologia così come dei film e dei videogiochi più recenti si ispirano e devono il loro aspetto ai sauri. Questa esposizione è l’occasione per osservare questi draghi in miniatura dal vivo, per scoprirne la biologia, l’anatomia, l’ecologia, il comportamento e la grande biodiversità. La mostra presenta quaranta specie di sauri: lucertole, varani, iguane, camaleonti, basilischi, mostri di Gila e gechi, provenienti da tutto il mondo. Tutti gli esemplari, ospitati in idonei terrari, sono nati in allevamenti specializzati. E chi volesse andare alla ricerca degli antenati di questi animali potrà ammirare, al primo piano della mostra permanente, il fossile della più antica lucertola nota al mondo, Megachirella wachtleri, vissuta circa 240 milioni di anni fa. Questa specie è considerata la madre di tutte le lucertole: le oltre 6.000 specie di sauri attualmente viventi discendono da organismi simili ad essa. La mostra è curata da Ales Mlinar di Reptiles Nest (Slovenia). ATTENZIONE: Per questa mostra temporanea sono sospesi tutti gli ingressi ridotti o gratuiti come Museum-Card, Teacher Card, etc.. Volete prenotare una guida? Chiamateci subito al numero +39 0471 412 964

Parents - Child
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Venerdì, 15 Gen 2021 16:00-19:00 |
L'evento si terrà oggi, domani e ogni giorno fino a Ven 05 Feb 2021

Mostra – „Genitore – Figlio“ Dal 11 dicembre 2020 al 5 febbraio 2021 presso la galleria “Vijion Art” ad Ortisei/Pontives 18 artisti ci illustrano i loro punti di vista in riguardo al rapporto genitore - figlio. Le posizioni artistiche rispecchiano sia relazioni generali delle loro generazioni, che anche esperienze personali vissute. È ormai indiscusso che l’educazione dei figli non sia solo compito delle donne. Oggigiorno s’impegnano sia i padri che le madri al loro meglio, nell’educazione dei loro figli. Anche il modo dell’educazione ha subito un enorme mutamento. Nelle generazioni precedenti era determinante la posizione autoritaria dei genitori. Oggi invece si vive fra genitori e figli un rapporto pressoché amichevole. Il dialogo è molto aperto e ci si confida le preoccupazioni e le gioie più intime. Questo scambio reciproco è un grande arricchimento, dal quale sia genitori che figli possono trarre benefici e vantaggi. Sono proprietà che animano e rafforzano la personalità per il futuro. Le relazioni positive tra genitori e figli sono fondamentali per tutti gli aspetti della vita. Maria Montessori annota in una sua citazione: “Se v’è pe (?) per l’umanità una speranza di salvezza e di aiuto, questo aiuto non potrà venire che dal bambino, perché in lui si costruisce l’uomo”. L’equilibrio fra dare e ricevere, nel rapporto genitori e figli, è molto delicato e provoca anche grandi tensioni. Al giorno d’oggi l’educazione è molto complessa, perché l’alto tenore di vita pretende grandi impegni. Sono esperienza ambivalenti che sia genitori che figli sperimentano nel loro rapporto reciproco. Il cambiamento rapido che ha subito il modo dell’educazione ha contribuito ad uno sviluppo più libero ed autonomo dei bambini. Sicuramente rimane discutibile, se tale transizione ha avuto solamente aspetti positivi. Un tempo erano i genitori a decidere sul destino dei loro figli, oggi invece sono i figli che molto spesso dirigono la vita dei loro genitori. Come viene vissuto questo rapporto, ma innanzitutto, come lo avvertono gli artisti? Nella mostra “Genitore – Figlio” vengono illustrati gli aspetti più svariati, a partire dall’amore più intimo, al sminuzzare della provvidenza, fino alle violazioni della privacy da parte dei genitori nei social network. Espongono gli artist: Gregor Prugger, Harald Plattner, Cornelia Lochmann, Mirijam Heiler, Gerhard Demetz, Josef Kostner, Julia Bornefeld, Sara Stuflesser, Simon Perathoner, Diego Perathoner, Karin Schmuck, Giuseppe Rivadossi, Bruno Vallazza, Klaus Rungger, Wilhelm Nikolaus Prachensky, Kurt Absolon, Herbert Boeckl e Flavio Senoner.

Robert Breer - TIME OUT
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Sabato, 16 Gen 2021 10:00-18:00 |
L'evento si terrà domani e ogni settimana fino a Sab 05 Giu 2021 nei giorni di: Sabato

La mostra personale di Robert Breer (Detroit, Michigan, USA, 1926 – Tucson, Arizona, USA, 2011) – dal titolo Time Out – ne ripercorre i sessant’anni di carriera e riunisce per la prima volta in Italia un’ampia selezione di dipinti, film sperimentali e sculture che l’artista ha realizzato dai primi anni Cinquanta del secolo scorso fino al 2011, anno della sua scomparsa. La mostra è curata da Vincenzo de Bellis e Micola Brambilla. Pioniere nelle tecniche di animazione, Robert Breer è stato uno dei fondatori dell’avanguardia americana ed è oggi considerato uno degli autori più innovativi nel cinema sperimentale. Lungo tutta la sua carriera l’artista ha eluso etichette formali, stilistiche e concettuali, focalizzandosi su una ricerca libera, ma allo stesso tempo estremamente coerente, espandendo la ricerca visiva ben oltre gli ambiti linguistici tradizionali. Ha portato avanti sperimentazioni diverse, dalla pittura astratta, al cinema strutturale, dal Fluxus al Pop al Minimalismo, senza però mai legarsi definitivamente ad alcuno di questi movimenti. Attraverso la selezione di più di settanta opere, la mostra alla Fondazione Antonio Dalle Nogare esplora i principali temi che percorrono l’arte di Robert Breer, partendo dalla pratica pittorica, muovendosi poi in quella filmica, per poi dare spazio a una corposa selezione di disegni e sculture. In questo modo la mostra esplora l’approccio formale e concettuale con cui Breer si è confrontato per oltre sessant’anni, celebrando l’eterogeneità che caratterizza la sua ricerca. La tensione che emerge tra immagine in movimento e immagine statica rivela una costante riflessione sulla possibilità di catturare il tempo, confondendo i confini tra rappresentazione astratta e figurata, movimento e staticità, oggetto e soggetto, nell’intento di mettere alla prova i limiti della nostra percezione. Una selezione di numerosi disegni racconta lo studio attento e meticoloso che l’artista dedica alla composizione e alla creazione di un sistema di associazioni nella fase che precede la realizzazione di film e sculture. I disegni offrono così allo spettatore la possibilità di esplorare ogni possibile interazione tra forme e colori e di soffermarsi a osservare quei dettagli che nei film scorrono troppo veloci per essere colti. Le diverse anime che compongono l’opera di Robert Breer sono raccolte in mostra con l’intento di celebrare la profondità e la complessità di una ricerca visionaria e di raccontare un’indagine costante sul concetto di tempo che – come suggerisce il titolo della mostra – vive sospeso, al limite tra il reale e l’astratto, tra la fissità e il movimento, tra la magia del fenomeno e l’assoluto. Robert Breer (Detroit, Michigan, USA, 1926 - Tucson, Arizona, USA, 2011), figlio di un ingegnere della Chrysler Corporation, inizialmente studia ingegneria per passare poco dopo alla facoltà di arte della Stanford University (California) di cui è uno dei primi studenti. Trascorre gli anni Cinquanta a Parigi, dove sviluppa una geometria visiva ispirata al neo-plasticismo di Piet Mondrian (1872-1944), ma allo stesso tempo profondamente innovativa e orientata all’idea di uno “spazio elastico”. I dipinti esposti, tra cui Time Out (1953) – da cui è tratto il titolo della mostra – Three Stage Elevator (1955) e Composition aux trois lignes (1950), rivelano un’interpretazione dell’astrazione che si distanzia dalla purezza formale di Mondrian, a favore di elementi irregolari e linee fluttuanti che alludono al movimento. Poco dopo l’esordio come pittore Breer elabora – a partire dal suo primo film From Phases I (1952) – l'idea di un cinema che consista in una sequenza di molteplici immagini, estranee l'una dall'altra, diretta conseguenza dell’idea di movimento presente nei suoi dipinti. Attraverso la sperimentazione con varie tecniche di animazione tra cui i flipbook (di cui cinque esemplari sono esposti in mostra), Breer realizza il desiderio di dare fisicità al movimento in modo che questo sia vissuto in tempo reale dallo spettatore. In film come Recreation (1956), A Man and His Dog Out for Air (1957), 69 (1968), Fuji (1974) e Swiss Army Knife With Rats and Pigeons (1980), lo spettatore è bombardato da oscillazioni di linee, colori, lettere, forme astratte e immagini che saltano e lampeggiano, appaiono e scompaiono, creando quella che Breer definiva “un’aggressione della retina” [“assault and battery on the retina”]. Con l’iniziale aiuto di Jean Tinguely (1925 - 1991) Breer comincia a realizzare negli anni Cinquanta una serie di “pre-cinematic objects” [oggetti precursori del cinema]. Espone prima a Parigi, poi a New York negli anni Sessanta, i Mutoscopes [Mutoscopi]. Questi dispositivi cinematografici rudimentali presentano una sequenza di singole immagini disposte su un rullo e – fatti scorrere alla velocità desiderata – mostrano allo spettatore la fenomenologia del movimento che si rivela nella sua origine e nel suo sviluppo. A partire dagli anni Sessanta Breer inizia la produzione di un altro importante corpus di opere, i Floats, sculture di diverse dimensioni, materiali e forme, che come descritto nel titolo della serie, fluttuano nello spazio. Esse sono la rappresentazione tridimensionale delle forme astratte e anti-narrative che caratterizzano la sua precedente ricerca pittorica e soprattutto cinematografica. Queste forme semplici – che sembrano alludere con ironia al Minimalismo – si muovono liberamente nello spazio, a una velocità quasi impercettibile e cambiano traiettoria in caso di collisione. L’ambiente circostante si aggiorna e si modifica continuamente, mentre le forme si scontrano e cambiano direzione. Opere come Switz (1965), Borne (1967), Porcupine (1967), Float (1970) e Tambour (1972), circondano lo spettatore, come fossero presenze animate e, rivelando gradualmente il proprio movimento, agiscono sulla percezione dell’istante e della presenza dei nostri corpi nello spazio fisico che ci circonda.

Fondazione Antonio Dalle Nogare Via Rafenstein 19, Bolzano, BZ
Sonia Leimer - Space Junk
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Domenica, 17 Gen 2021 10:00-18:00 |
ogni settimana fino a Dom 17 Gen 2021 nei giorni di: Martedi Mercoledi Giovedi Venerdi Sabato Domenica

Nel suo lavoro Sonia Leimer (Merano, 1977) si interroga sui fondamenti della nostra percezione, che si basano su modelli di esperienza individuali, storici e mediali. Le sue sculture, video e installazioni si muovono tra luoghi reali, contesti immaginari dell’industria cinematografica e dimensioni indefinite come quelle galassie cosmiche, così lontane da assumere dimensioni virtuali. Oggetto della sua personale a Museion, sono, tra l’altro, i rifiuti spaziali – tema a cui Leimer si è dedicata ripetutamente nelle sue ricerche. In mostra ci saranno quindi delle sculture di metallo, create come detriti spaziali precipitati sulla terra e che l’artista ha ricostruito dettagliatamente. A cura di Letizia Ragaglia e Frida Carazzato

Museion Piazza Piero Siena 1, Bolzano, BZ
Jette Christiansen - SGUARDO DIETRO LE COSE
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Exhibitions
Lunedì, 18 Gen 2021 10:00-12:00 | 16:00 - 19:00
ogni settimana fino a Sab 23 Gen 2021 nei giorni di: Lunedi Martedi Mercoledi Giovedi Venerdi Sabato

Dipinti ad olio di piccolo formato Si vede che soprattutto nelle sue ultime tele Jette Christiansen è capace di creare con la natura morta un’atmosfera rarefatta, magica, estraniante: “natura morta” qui è l’espressione adatta, perché si tratta infatti di una realtà estratta dalla natura, di una messa in scena di oggetti combinati per contrastarsi o sovrapporsi come concetti, o rafforzarsi tra di loro. Il messaggio che ci viene trasmesso è dunque quello della transitorietà, proprio in senso barocco – simbologia perenne e ben chiara a tutti, che soltanto cerchiamo di bandire dal nostro immaginario attuale. È questa la chiave di lettura delle composizioni sapienti della pittrice che sembrano così facili da capire: simbolica, ad effetto surreale. Paul Klee : “L’arte non riproduce il visibile, ma rende visibile”. Edith Moroder

Galleria Dell‘ Associazione Artisti Via Bottai 4, Bolzano, BZ
Walking. Movements North of Bolzano – Erling Kagge
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Exhibitions
Martedì, 19 Gen 2021 10:00-18:00 |
ogni settimana fino a Dom 14 Feb 2021 nei giorni di: Martedi Mercoledi Giovedi Venerdi Sabato Domenica

Museion presenta per la prima volta in Italia la collezione di Erling Kagge. Il celebre esploratore norvegese, noto per le sue imprese estreme, è infatti anche un appassionato collezionista d’arte contemporanea – che dice di collezionare con lo stesso spirito d’avventura che ha da esploratore. La curiosità è quindi il filo conduttore della mostra, che guiderà il pubblico attraverso un percorso di figure artistiche più o meno note della creatività del Nord Europa, con particolare attenzione alla pittura. Una sezione della mostra è inoltre dedicata a Raymond Pettibon con opere dalle Collezioni Kagge e Museion. Mercoledì 16 settembre dalle ore 14 :00 alle ore 18:00 e giovedì 17 settembre dalle ore 10:00 alle ore 22:00 la mostra “Walking. Movements North of Bolzano” sará chiusa al pubblico a causa dello svolgimento di Transart.

Museion Piazza Piero Siena 1, Bolzano, BZ
Fondazione Provincia

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