banner inside 01 it

Ricerca per:

3 mesi

Eventi Exhibitions

Eventi suggeriti

Techno
0
Exhibitions
Venerdì, 21 Gen 2022 10:00-18:00 |
L'evento si tiene dal 11 Set 2021 al 16 Mar 2022

Museion presenta TECHNO, il primo capitolo di TECHNO HUMANITIES, un programma a lungo termine che toccherà tutti gli spazi, gli aspetti e i componenti di questa istituzione. TECHNO mette insieme temi emersi dai confronti tra umanità, ecologia, tecnologia ed economia e include una mostra collettiva internazionale che occuperà tutto l’edificio di Museion, un public program, un rave diurno e il TECHNO Reader — un’antologia di testi critici commissionati per l’occasione sulla techno e la globalizzazione. La mostra si articola su tre temi — Libertà, Compressione ed Esaurimento — e mette al centro l’esperienza della techno, scegliendola come lente con cui esaminare una condizione umana e un ordine sociale contemporanei. Museion invita un gruppo internazionale di artisti e artiste, teorici e teoriche e produttori e produttrici a esplorare in che modo i fenomeni culturali legati alla techno si siano intrecciati alla maniera con cui oggi sperimentiamo le nostre identità. Accostando la deriva mainstream della techno di metà anni ottanta ai processi geopolitici e ai progressi economici di quell’epoca, TECHNO vuole riflettere su questo genere musicale al di là della sua definizione di subcultura. L’attuale pandemia è diventata una potente metafora della globalizzazione, e al tempo stesso ha gettato una luce nuova sull’industria multimiliardaria della musica techno, rivelando aspetti paralleli: ingiustizia sistematica, sfruttamento e incuria. TECHNO può essere considerato un appello a opporsi allo status quo e a mettere in rilievo i cambiamenti a livello sociale. Bart van der Heide, curatore di TECHNO: “Quando si parla di sottoculture, l’immersione totale è fondamentale. Non è mai esistito un movimento punk part-time. Eppure nel caso della subcultura techno si può entrarne e uscirne in qualsiasi momento. Mediata dalle nuove tecnologie, la musica techno è diventata la colonna sonora della liberazione e della fuga. La compressa architettura sonica del locale techno club ha costruito legami significativi con la propria comunità, attraverso esperienze collettive e interconnesse fatte di gioia, esaurimento e sfogo calcolato. In un certo senso, l’esperienza techno è riuscita ad adattarsi perfettamente alle richieste dei lavoratori e lavoratrici freelance di un’era post-industriale.” Artisti/e coinvolti/e: Riccardo Benassi, Paul Chan, Nicolò Degiorgis, Karin Ferrari, Massimo Grimaldi, CC Hennix, Tishan Hsu, Mire Lee, Ghislaine Leung, Isabel Lewis, Piero Martinello in Zusammenarbeit mit/in collaborazione con/in collaboration with Franco Ruaro, Sandra Mujinga, Nkisi aka Melika Ngombe Kolongo, Emeka Ogboh, Yuri Pattison, Daniel Pflumm, James Richards und/e/and Steve Reinke, James Richards, Jacolby Satterwhite, Leander Schwazer, Sung Tieu, Jan Vorisek e molti altri. TECHNO è curata da Bart van der Heide, direttore di Museion, in collaborazione con un team di ricerca internazionale composto tra gli altri da Francesco Tenaglia, critico d’arte e curator, Florian Fischer, direttore di palcoscenico, e Frida Carazzato, assistente curatoriale di Museion. In TECHNO Reader compaiono testi di Caroline Busta & Lil Internet, Matthew Collin, Anna Greenspan, Bart van der Heide e Matthew Herbert. Il volume verrà pubblicato da Hatje Cantz Verlag e sarà disponibile all’inaugurazione della mostra. Florian Fischer produrrà un audiopiece alla mostra e Francesco Tenaglia un podcast. Alcuni e alcune DJ e produttori e produttrici internazionali svilupperanno per la mostra una colonna sonora esclusiva. Architettura della mostra: Diogo Passarinho Studio, Berlino. Con il sostegno di Pro Helvetia Schweizer Kulturstiftung. Evento inaugurale in due parti. Venerdì 10 settembre 2021: 17:00 – “Day Rave”, performance site-specific di Isabel Lewis & Margherita D’Adamo in una ex centrale idroelettrica, ALPERIA St. Anton/S. Antonio, Bolzano, Via Sant’Antonio 12. In collaborazione con TRANSART. Powered by ALPERIA. 19:30 – Inaugurazione mostra TECHNO a Museion, Piazza Piero Siena 1, Bolzano, Italia. In collaborazione con TRANSART. Powered by ALPERIA. Museion Sarah Greenwood Tel. +39 0471 22 34 30 sarah.greenwood@museion.it

Pub Ins Ita

Eventi

Vietato vietare - Arte a piede libero a Bressanone
0
Exhibitions
Venerdì, 21 Gen 2022
L'evento si tiene dal 27 Nov 2021 al 23 Gen 2022

L’arte a piede libero Bressanone - Con il progetto "Vietato Vietare", la città dimostra che l'arte non può (più) essere vietata, ma occupa spazi pubblici Dal 27 novembre 2021 al 23 gennaio 2022, nel centro di Bressanone si possono ammirare le opere di sette artisti. "Vietato Vietare" è il titolo e il motto del progetto, finanziato dal Comune e frutto di una collaborazione tra il Südtiroler Künstlerbund, la Galleria Civica di Bressanone e la Bressanone Turismo Cooperativa. Leonhard Angerer, Marlies Baumgartner, Hans Knapp, Sophie Lazari, Karin Schmuck, Paul Thuile e Clemens Tschurtschenthaler hanno installato le loro opere in tutta la città e nei suoi spazi pubblici, utilizzando mezzi e tecniche tipiche della pubblicità, della street art e del guerrilla marketing. I luoghi non destinati all'arte diventano il loro luogo di esposizione, le aree vietate vengono prese, proibire è proibito e il confronto con le opere è quindi inevitabile. Il progetto è curato da Elisa Barison, che seguirà il programma della Galleria civica di Bressanone fino alla fine del 2022. A causa della pandemia, il suo programma non ha potuto iniziare come previsto all'inizio del 2021, motivo per cui questa collaborazione dovrebbe anche essere una reazione ai mesi di assenza di arte nella nostra vita quotidiana. Il titolo del progetto ricorda gli slogan dei situazionisti francesi del 1968 e intende, anche se solo per un breve momento, abbattere i confini tra arte e vita.

Ufficio informazioni Bressanone Turismo Viale Ratisbona 9, Bressanone, BZ
Vietato Vietare - Arte a piede libero a Bressanone
0
Exhibitions
Venerdì, 21 Gen 2022
L'evento si tiene dal 27 Nov 2021 al 23 Gen 2022

Dal 27 novembre 2021 al 23 gennaio 2022, nel centro di Bressanone si possono ammirare le opere di sette artisti. "Vietato Vietare" è il titolo e il motto del progetto, finanziato dal Comune e frutto di una collaborazione tra il Südtiroler Künstlerbund, la Galleria Civica di Bressanone e la Bressanone Turismo Cooperativa. Leonhard Angerer, Marlies Baumgartner, Hans Knapp, Sophie Lazari, Karin Schmuck, Paul Thuile e Clemens Tschurtschenthaler hanno installato le loro opere in tutta la città e nei suoi spazi pubblici, utilizzando mezzi e tecniche tipiche della pubblicità, della street art e del guerrilla marketing. I luoghi non destinati all'arte diventano il loro luogo di esposizione, le aree vietate vengono prese, proibire è proibito e il confronto con le opere è quindi inevitabile. Il progetto è curato da Elisa Barison, che seguirà il programma della Galleria civica di Bressanone fino alla fine del 2022. A causa della pandemia, il suo programma non ha potuto iniziare come previsto all'inizio del 2021, motivo per cui questa collaborazione dovrebbe anche essere una reazione ai mesi di assenza di arte nella nostra vita quotidiana. Il titolo del progetto ricorda gli slogan dei situazionisti francesi del 1968 e intende, anche se solo per un breve momento, abbattere i confini tra arte e vita.

Ingrid Hora & Heinz von Perckhammer – Kodak Shop
0
Exhibitions
Venerdì, 21 Gen 2022 15:00-19:00 |
L'evento si tiene dal 04 Gen 2022 al 29 Gen 2022

Le fotografie di Perckhammer (1895-1965) sono allo stesso tempo un resoconto soggettivo di un destino individuale e una documentazione storica del tempo e dello spazio. Mezzo secolo dopo la sua morte, in un chiosco in Alto Adige, Ingrid Hora (nata nel 1976) trova una cartolina ingiallita con sopra un collage colorato. Incuriosita, decide di indagare sull’autore della foto e scopre il ricco lavoro di Perckhammer. Rimane affascinata dalla vita singolare del fotografo e dalla sua acutezza formale. Oltre ad essere entrambi nati in Alto Adige, i due artisti hanno in comune il fatto di aver viaggiato molto in Cina e di aver vissuto a Berlino, tutto ciò però a un secolo di distanza. La mostra al Foto Forum Bolzano può essere vista come un dialogo tra i due artisti. Più precisamente è un dialogo inscenato dove solo Ingrid Hora è responsabile di quello che succede. L’artista non ha la pretesa di presentare “realmente” il lavoro di Perckhammer. Al contrario, si concede una totale licenza artistica di selezionarlo liberamente, riformularlo, installarlo nello spazio e metterlo a confronto con le proprie sculture. Così facendo innesca nuove storie, che lo spettatore può continuare a scrivere. In conclusione la mostra affronta il ruolo del destino nella vita di un artista, così come nella vita di un’opera d’arte, che continua a evolversi e a produrre nuovi significati anche molto tempo dopo la morte dell’artista.

Foto Forum Via Weggenstein 3F, Bolzano, BZ
Shoah - Come è stato umanamente possibile?
0
Exhibitions
Venerdì, 21 Gen 2022
L'evento si tiene dal 12 Gen 2022 al 03 Feb 2022

L'esposizione, allestita dall'associazione Zusammen.it su gentile concessione del Museo della Memoria "Yad Vashem" di Gerusalemme per promuovere il dialogo sull'Olocausto, ne affronta i principali aspetti storici a partire dalla vita ebraica nell'Europa pre-Olocausto per concludersi con la liberazione dei campi di concentramento e sterminio nazisti in tutto il continente ed il ritorno alla vita dei sopravvissuti. L'evento ,come ha sottolineato l'Assessora Rabini, apre di fatto gli appuntamenti inseriti nel programma di "Bolzano Città della Memoria 2022", riconoscimento attribuito dal Ministero della Cultura e dalla Fondazione CDEC (Centro di Educazione Ebraica Contemporanea) al capoluogo altoatesino in considerazione del grande impegno che sin dagli anni '90 la Città di Bolzano, attraverso l'Archivio Storico, promuove sui temi della Memoria. "La mostra sulla Shoah in Galleria Civica propone immagini forti che riportano all'orrore di quanto avvenuto nel cuore dell'Europa. Sono rimasta profondamente colpita dalla drammaticità di alcuni scatti che testimoniano i crimini efferati prodotti da un'ideologia nazista criminale. E' nostro compito non dimenticare, vigilare e non essere mai indifferenti a nessuna violazione dei diritti battendoci contro odio, discriminazioni, razzismi. Il compito di non dimenticare appartiene sempre ogni giorno di più alle nuove generazioni: invito pertanto le scuole a visitare la mostra illustrata nelle lingue italiano e tedesco o ad esporla presso gli istituti cittadini nel corso dell'anno. Spero - ha detto ancora Chiara Rabini - in un'Europa che agisca per evitare il ripetersi di quanto accaduto allora o piu' recentemente anche in Bosnia, dove proprio in questo momento il conflitto e le tensioni si stanno riaccendendo ed é necessario un intervento per promuovere pace e dialogo". L'Olocausto è stato un genocidio senza precedenti, totale e sistematico, perpetrato in Europa dal 1933 al 1945, dalla Germania nazista e dai suoi collaboratori, con l'obiettivo di annientare il popolo ebraico dalla faccia della Terra. I pannelli presentano testi esplicativi, intervallati da citazioni delle vittime ebree, dei sopravvissuti, dei Giusti tra le Nazioni e degli astanti, oltre a fotografie originali, opere d'arte e documenti.

Galleria Civica Piazza Domenicani, Bolzano, BZ
CANOVA | Fabio Zonta
0
Exhibitions
Venerdì, 21 Gen 2022 07:00-20:00 |
L'evento si tiene dal 20 Nov 2021 al 04 Mar 2022

Fabio Zonta's Canova Fotografare Canova è come fotografare Venezia, tanto il soggetto è sfruttato come immagine. Si tratta di una sfida all'ovvio e al banale, peggio, al non significativo per occhi rapiti solo dal gusto della novità. Una sfida che Zonta ha accettato alcuni anni fa fotografando i modelli in gesso, conservati alla Gipsotheca di Possagno, delle sculture in marmo sparse in tutto il mondo e parte immortale dell'iconografia artistica occidentale da due secoli. Il risultato; una mostra a New York, presso il Consolato d’Italia, che ha conquistato l'attenzione di molti nuovi cultori del "classico" Fabio Zonta, fotografo. Una selezione dei lavori esposti a New York, dalla prossima primavera in mostra in alcuni importanti musei nazionali, è proposta nel Kunstraum Cafè Mitterhofer, secondo una tradizione di eccellenza nella scelta degli autori. Vita FABIO ZONTA è nato nel 1958 a Bassano del Grappa dove vive e lavora. Ha iniziato la sua carriera giovanissimo, a Milano nel 1977 nell’agenzia Publifoto, lavorando con alcuni dei più noti fotografi internazionali dell'epoca. Dopo molti anni di collaborazioni con importanti riviste di architettura e design e alcuni significativi architetti, Aldo Cibic, Matteo Thun ed Ettore Sottsass (per restare in area mitteleuropea), ha iniziato un percorso di ricerca autonomo con il libro Palingenesi e concretizzato in numerose mostre personali e collettive, in Italia e all’estero. Antonio Canova (1757-1822) è stato uno scultore italiano, ritenuto il massimo esponente del Neoclassicismo in scultura

Kunstraum Café Mitterhofer Via Peter Paul Rainer 4, San Candido, BZ
Presenze: quando il legno interpreta la roccia dolomitica
0
Exhibitions
Venerdì, 21 Gen 2022 08:00
L'evento si tiene dal 20 Gen 2022 al 23 Feb 2022

Quando il legno interpreta la roccia dolomitica: le suggestive figure di Matthias Sieff aprono il 2022 al Four Points by Sheraton L’anno appena iniziato porta subito la prima esposizione artistica dal 20 gennaio al 23 febbraio nello spazio-incontri dell’Hotel di via Bruno Buozzi 35 a Bolzano Continuità nel segno dell’arte. Il nuovo anno è appena iniziato e se per tutti la speranza è sempre quella di un rinnovamento, di un cambiamento, con miglioramento delle cose rispetto al precedente, c’è in Alto Adige un ambito per il quale la continuità non può che essere accolta positivamente. L’ambito è quello dell’arte e in particolare il riferimento è alle esposizioni in contesti “extra Galleria”, che ormai da diversi anni caratterizzano le iniziative pensate per il pubblico, non solo per la clientela alberghiera, dall’Hotel Four Points by Sheraton, in via Bruno Buozzi 35 nel capoluogo. Ancora una volta lo spazio incontri al pianterreno dell’albergo bolzanino, l’ampia e luminosa area attigua al B-Bar, ospiterà (apertura per i visitatori negli orari di apertura dello stesso B-Bar del Four Points) le creazioni di un artista della nostra regione, confermando la volontà di dare meritata attenzione al talento creativo made in Trentino Alto Adige. E si può aggiungere che in questo caso si darà spazio all’arte della Ladinia, visto che l’esposizione intitolata “Presenze”, in programma dal 20 gennaio (inaugurazione alle ore 18) al 23 febbraio 2022, avrà come protagoniste assolute le sculture in legno realizzate dall’artista fassano Matthias Sieff. Nato a Mazzin di Fassa, dunque sul fronte trentino della Ladinia, Sieff di fatto inizia con questa mostra i festeggiamenti per un traguardo di vita importante come quello dei quarant’anni, portando alcune delle sue celebri e suggestive figure nello spazio incontri del Four Points by Sheraton. Matthias Sieff: dal talento al percorso formativo-accademico. Classe 1982, Matthias Sieff nasce e vive nel cuore della Ladinia trentina, a Mazzin di Fassa. Si potrebbe dire che non è un caso, visto che il piccolo comune ormai da oltre quattro secoli è noto come il paese dei “pitores”, intesi all’epoca come gli artigiani–decoratori, molti dei quali migrarono portando la loro perizia artistico-artigiana al nord. Matthias ha iniziato la sua formazione creativa frequentando il Liceo artistico di Pozza di Fassa; ottenuto il diploma di “Maestro d’arte” ha poi frequentato il triennio presso la Scuola professionale di scultura a Selva Gardena, ottenendo il diploma di “Scultore del legno” ma soprattutto apprendendo quelle che lui stesso definirà “delle basi tecniche fondamentali, oltre che un’ottima conoscenza anatomica, approfondita anche ai corsi serali di disegno e di plastica con modelli viventi”. Una formazione importante sotto il profilo tecnico ma che ha anche iniziato a trasmettergli quella sensibilità che lo ha portato a frequentare musei, a vedere collezioni d’arte e ad approfondire le nozioni sul patrimonio storico-artistico. Tutte esperienze che lo hanno spinto a proseguire gli studi, con l’obiettivo di frequentare un percorso che lo facesse crescere nelle sue passioni: scolpire, lavorare, plasmare la materia. Così dopo aver superato un esame d’ammissione molto selettivo presso l’Università delle arti applicate di Vienna (Austria), ha intrapreso il ciclo di studi di scultura, “Richtung Bildhauerei”, nella master-class composta da non più di cinque studenti per anno, con colleghi provenienti da diversi Paesi. Quindi, sotto la guida della docente, la professoressa Gerda Fassel, si è laureato brillantemente nel 2006. La ricerca, la figura umana e le montagne. Il cammino creativo di Matthias Sieff si focalizza in particolare su una tipologia di scultura che ormai identifica automaticamente, alla prima occhiata, l’opera dell’artista fassano. Una caratteristica che ben si vedrà nei suggestivi lavori che saranno esposti nella sala incontri dell’Hotel Four Points by Sheraton di Bolzano. La sua ricerca plastica si basa sullo studio del corpo femminile e maschile. Le figure principalmente erette hanno i capi quasi sempre “inespressivi”, un torace voluminoso ben sorretto dalle gambe. “Spesso – è lo stesso Matthias Sieff a spiegare il suo pensiero artistico - le mie figure non presentano le braccia, perché tutto ciò che devono dire, l’essenzialità, è già presente”. Si tratta di figure molto statiche e stabili, con una costruzione nella quale ogni singolo elemento sorregge ed è sorretto, così come un edificio, costruito piano su piano. E alla base di questa filosofia strutturale c’è quasi un piano scientifico-ingegneristico, potremmo dire cartesiano. Lo chiarisce bene l’artista fassano: “Le mie figure – ci dice Matthias Sieff - presentano una costruzione basata sull’incrocio dell’asse orizzontale (X) e l’asse verticale (Y) perpendicolari, che nel solo caso delle recenti “contrapposizioni” si squilibrano, acquisendo angolature oblique, come si vede spesso anche negli edifici moderni e contemporanei. Stessa “storpiatura” degli assi si riscontrano nelle “Liegende Figuren “, tema che ho affrontato e approfondito durante il ciclo di studi e che di recente ho nuovamente ripreso”. Talvolta le sculture di Matthias Sieff, come si potrà vedere bene nei lavori esposti al Four Points by Sheraton di Bolzano, presentano braccia aperte (come ad esempio i vari “Giullari”), per evidenziare maggiormente l’orizzontalità dell’asse X e quindi il contrasto che si crea tra orizzontalità e verticalità. Ma ancora in apertura abbiamo fatto riferimento alle montagne come ispirazione e rilettura della roccia dolomitica nel legno. Per quale motivo? Lasciamo la spiegazione ancora a Matthias Sieff: “Il carattere dominante dei massicci dolomitici – è la descrizione dell’artista - condiziona indirettamente le mie opere. Infatti queste barriere coralline hanno un carattere ben preciso, una monumentalità, una dominanza su ciò che le circonda, elementi che si ritrovano nelle mie sculture. Stesso carattere che si riscontra nei Moai dell’Isola di Pasqua, nelle sculture arcaiche dei “Kuroi” oppure nelle importanti sculture egizie, che presentano dominanza, freddezza, sicurezza”. Consapevolmente Sieff rappresenta le sue figure in una posizione assai statica, in modo che la monumentalità e la solidità sia marcata. Per raggiungere ed elaborare tale risultato, per lui la raffigurazione del corpo deve oltrepassare le proporzioni, ma le forme devono comunque sempre essere in simbiosi tra loro e basarsi sulla natura umana. La forma è semplificata, geometrizzata, deformata, potenziata, ma sempre ancora organica. Le figure devono mantenere la giusta tensione. Dipinge inoltre le opere con colori molto coprenti e brillanti, in modo che anche la superficie esterna assuma la sua importanza. E questo, ecco la conclusione che ci riporta all’inizio, alle radici, è anche un fattore che tiene legato Matthias Sieff alla tradizione locale della sua terra, in quanto i pittori fassani dell’ottocento erano conosciuti per i loro “color da fascian”, ovvero colori molto vivaci e brillanti. La descrizione della mostra “Presenze” nelle parole di Fiorenzo Degasperi. Ecco di seguito, a disposizione dei colleghi giornalisti, la presentazione e l’analisi della mostra “Presenze”, da parte del critico d’arte Fiorenzo Degasperi (che vi prego di citare, in caso di utilizzo anche solo di parte del suo testo). “Le sculture di Matthias Sieff sono presenze lignee, solide, resistenti e materialmente visibili, coinvolgenti il tatto oltre che lo sguardo. Sono presenze vive e mutanti nel tempo, perché il legno – in Grecia definito con la parola hyle, la materia prima – si lascia andare ai cambiamenti della temperatura, modificandosi con il caldo e con il freddo. Queste sculture dall’immediatezza figurativa occupano uno spazio fisico, dilatando l’aura che le circonda, perché il legno è il depositario dello scorrere del tempo e come tale crea una superficie dove sguardo e mente devono entrare con circospezione. Sono figure di animali, figure di persone, figure nate dalla mitologia ladina, dalla natura e dalle molteplici realtà di cui è composto l’universo dell’artista. È questo bagaglio di tradizione e di innovazione che permette a Matthias Sieff di raccontare gli accadimenti del mondo, di far uscire dal legno quelle immagini che sentiamo vicine, in sintonia con il mondo attorno a noi. Perché il legno è sostanza primordiale viva. E ha anche un ruolo sonoro oltre che di “pelle”/corteccia su cui gli antichi druidi scolpivano le loro storie, chiamate altresì ogam. Racchiude i suoni della foresta, accoglie ed espande come un eco gli accadimenti del territorio, assommandoli ai suoi fruscii, battiti e colpi secchi. Anche quando brucia si sentono cantilenare l’agonia e gli ultimi sussulti prima della morte. Dopo, quando è cenere, arricchisce la Madre Terra, contribuendo al sottile gioco universale dell’eterno ritorno, del ciclo della morte e della rinascita. Ben lo sanno i musicisti che ne traggono virtuosismi amplificati da Eco, la ninfa delle montagne perdutamente innamorata di Narciso, trasformata in silenziosa roccia dalla gelosia di Era e costretta a ripetere soltanto le ultime parole. Altresì il legno ha un profondo valore olfattivo: la linfa di alcuni alberi produce oleoresina che, una volta estratta ed essiccata, diventa incenso, caro agli dèi e ai Santi. I principi della menzogna, i demoni, e in particolare quelli malvagi, disdegnano e rifuggono i vapori dell’incenso. Inoltre il profumo aromatico dell’anima del legno diventa memoria olfattiva e, indipendentemente dai contesti, possiede un’insolita forza evocativa e immaginativa. Matthias Sieff è un sapiente manipolatore della materia lignea, figlio di una tradizione ricchissima – i ladini costruttori di giocattoli (chiena), di statue di Santi e di Cristi pensanti che sono diventati Crocifissi sugli impervi sentieri di montagna –, una tradizione che affonda le radici nell’arcaico mondo medioevale. Ma oltre che scolpire, incidere e tagliare, l’artista sa interpretare il cuore e l’anima intuendo che il legno racchiude in sé la memoria del luogo: scolpisce sulla pelle – la corteccia, che nelle sue rugosità racchiude sentieri che si biforcano, incroci, aperture e chiusure – forme che diventano storie e leggenda, testimoni silenziosi dello Zeitgeist, lo spirito del tempo. L’arte comporta sempre una tecnica e una scienza. Quest’ultima implica un aspetto di saggezza che unisce i dati razionali a dei principi universali. Sieff artista e artigiano unisce e ci restituisce attraverso la lavorazione, intelligentemente e concettualmente, le potenzialità insite nel legno, scavalcando separazioni formali frutto di pregiudizi rinascimentali. Un tempo si chiamava artigiano ogni artista che produceva un oggetto, e ogni disciplina che esigeva non soltanto un sapere teorico ma anche un sapere pratico era un’“arte”. La saggezza sta nel riunire quelli che oggi sono diventati due mondi. E Sieff è riuscito a coniugare ciò che il moderno ha separato”.

Four Points By Sheraton Via B. Buozzi 35, Bolzano, BZ
Sacro e Santo oltre il passo
0
Exhibitions
Venerdì, 21 Gen 2022 10:00-17:00 |
L'evento si tiene dal 19 Mar 2021 al 06 Nov 2022

In una mostra organizzata insieme dalla Hofburg Brixen, l'Augustinermuseum Rattenberg e il Museum Rablhaus Weerberg, i visitatori saranno mandati in un pellegrinaggio (museale) per rintracciare le forme della mobilità religiosa. Nel Museo Diocesano di Bressanone, l'attenzione principale è rivolta alla venerazione locale dei santi, con un accento particolare sui "santi esotici" la cui venerazione è meno diffusa in Tirolo. I percorsi di pellegrinaggio dei Santi selezionati sono illustrati sulla base di una mappa grafica. Sono esposte opere d'arte che datano dal Medioevo ai giorni nostri.

Hofburg di Bressanone Piazza Palazzo Vescovile, 2, Bressanone, BZ
MOUNTAIN MAN.BERGMENSCH.UOMO DI MONTAGNA.PERSONA DA MONT.
0
Exhibitions
Venerdì, 21 Gen 2022 10:00-18:00 |
L'evento si tiene dal 20 Ott 2021 al 25 Apr 2022

COOPERAZIONE LUMEN & MESSNER MOUNTAIN MUSEUM RIPA Mostra al MESSNER MOUNTAIN MUSEUM RIPA Brunico! Già diecimila anni fa i territori montuosi erano abitati da cacciatori e successivamente anche da pastori nomadi. Oggi gli uomini che vivono in montagna con le loro famiglie si dedicano all’agricoltura e all’allevamento del bestiame oppure lavorano come guide alpine o sherpa. La mostra “Uomo di montagna”, realizzata dal LUMEN e dal MESSNER MOUNTAIN MUSEUM RIPA in collaborazione con il National Geographic, è un viaggio nel mondo delle popolazioni montane e ne illustra la vita quotidiana nelle due mostre allestite in entrambe le sedi. Il viaggio va dai contadini dell’India, del Bhutan e della Namibia a un cacciatore di aquile in Mongolia, dai guerrieri Samburu del Kenya ai Whakis in Afghanistan. Lungo il percorso incontriamo una ragazza di Haiti, uno sherpa del Nepal e pellegrini in Cina, viviamo l’esperienza della raccolta del riso nelle Filippine e impariamo a conoscere la cerimonia giapponese dello Shinto Misogi. Una mostra con NATIONAL GEOGRAPHIC.

MMM Ripa Via Castello 2, Brunico, BZ
THE POETRY OF TRANSLATION
0
Exhibitions
Venerdì, 21 Gen 2022 10:00-18:00 |
L'evento si tiene dal 13 Nov 2021 al 13 Feb 2022

Artisti e artiste: Amelia Etlinger, Anna Esposito, Annika Kahrs, Anri Sala, Augusto De Campos, Babi Badalov, Ben Vautier, Carla Accardi, Cerith Wyn Evans, Christine Sun Kim & Thomas Mader, Elisabetta Gut, Ettore Favini, Franco Marini, Franz Pichler, Freundeskreis, Jorel Heid & Alexandra Griess, Heinz Gappmayr, Irma Blank, Johann Georg Hettinger, Jorinde Voigt, Kader Attia, Katja Aufleger, Ketty La Rocca, Kinkaleri, Lawrence Abu Hamdan, Lawrence Weiner, Leander Schwazer, Lena Iglisonis, Lenora De Barros, Lucia Marcucci, Maria Stockner, Marilla Battilana, Michele Galluzzo & Franziska Weitgruber, Mirella Bentivoglio, Otto Neurath, Siggi Hofer, Slavs and Tatars, Tomaso Binga a cura di: Judith Waldmann Quest’autunno THE POETRY OF TRANSLATION indagherà l’appassionante fenomeno della traduzione attraverso una mostra collettiva. 30 importanti artisti e artiste, nazionali e internazionali, proporranno oltre 70 lavori capaci di far luce sul processo della traduzione da prospettive inedite. Traendo ispirazione dalla condizione multilingue vissuta in Alto Adige e dalla sua complessa storia di convivenza interetnica, Kunst Meran Merano Arte si pone come il contesto ideale per una mostra dedicata alla traduzione, che intende porre interrogativi su concetti quali l’identità, il multiculturalismo, la diversità. THE POETRY OF TRANSLATION guarda al complesso processo della traduzione tanto in qualità di fonte di partecipazione, comprensione internazionale, creatività, genio e poesia quanto come possibile causa di incomprensioni ed esclusioni. La traduzione è intesa come un processo creativo da cui scaturisce sempre qualcosa di nuovo. A partire dalla traduzione di tipo linguistico, la mostra allarga l’indagine alla trasposizione di ulteriori sistemi segnici (artistici) come la musica, il canto, la danza, la luce, i codici digitali o la pittura. Attraverso alcune opere esposte, in cui unità di codice morse sono tradotte in segnali luminosi (Cerith Wyn Evans, Goodnight Eileen, 1982) o la musica in disegno (Jorinde Voigt, Ludwig van Beethoven - Sonate Nr. 1 bis 32, 2012), l’esposizione intende porre interrogativi come: cosa succede quando un sistema viene trasferito in un altro? E cosa accade quando un visitatore non è in grado di decifrare il codice di un sistema di segni e si ritrova a confrontarsi con degli schemi astratti? Le ricerche contemporanee sono inoltre accompagnate da due excursus storici: una sala è dedicata alle lingue artificiali. Tanto l’esperanto che il linguaggio internazionale per immagini isotype (sviluppati, rispettivamente, nel 1887 da Ludwik Zamenhof e nel 1925 da Otto Neurath) ci raccontano il desiderio di un mondo antinazionale e senza traduzioni. Una seconda sala si confronta con la poesia visiva e concreta degli anni ’60 e ’70, dando spazio – in particolare – a un gruppo di artiste che erano state riunite da Mirella Bentivoglio in occasione della mostra Materializzazione del Linguaggio, realizzata in occasione della Biennale di Venezia del 1978, che aveva aperto prospettive inedite e dato spazio alla visione femminile del linguaggio e alla traduzione del linguaggio in forme visive. La mostra prevede un ampio programma di iniziative, di offerte didattiche, visite guidate e incontri, tra cui un artist talk di Francesca Grilli, un concerto di Alessandro Bosetti, in collaborazione con Ensemble Conductus, e una performance di Kinkaleri. Il percorso espositivo è completato da due opere di arte pubblica realizzate da Lawrence Weiner e Heinz Gappmayr presso l’ospedale di Merano. È attesa per dicembre 2021 la pubblicazione di un volume edito da Mousse Publishing con una raccolta di testi inerenti alle opere in mostra. -- THE POETRY OF TRANSLATION è la prima mostra curata a Kunst Meran Merano Arte da Judith Waldmann, la nuova curatrice responsabile delle mostre di arte contemporanea dal dicembre del 2020. Prima di assumere questo incarico in Alto Adige, Judith Waldmann ha lavorato come vicedirettore alla Adrian Piper Research Archive Foundation Berlin e come curatrice indipendente, collaborando con istituzioni come la Kasseler Kunstverein e le OGR di Torino. In collaborazione con: Ensemble Conductus, Art Verona Level 0 (The Gallery Apart) e ÓPLA – Archivio del libro d'artista per bambini. Babi Badalov e stato selezionato da Judith Waldmann nell’ambito del format Level 0 promosso da ArtVerona. La mostra è sostenuta da: Ifa - Institut für Auslandsbeziehungen, GALERIE POGGI, Paris Un particolare ringraziamento a: Paolo Cortese, Gramma_Epsilon Gallery, Roma/Atene; Bernhard Tuider, Sammlung für Plansprachen und Esperantomuseum, Österreichische Nationalbibliothek, Vienna

Merano Arte Portici, 163, Merano, BZ
Stone Age Connections. Mobilità ai tempi di Ötzi
0
Exhibitions
Venerdì, 21 Gen 2022 10:00-18:00 |
L'evento si tiene dal 22 Nov 2021 al 07 Nov 2022

Già nell’Età del Rame le persone erano sorprendentemente mobili. Commerciavano selce e rame e non scambiavano soltanto merci, ma anche nuove conoscenze e tecniche artigianali. A piedi, con le ciaspole in montagna o con la piroga sull’acqua: così le persone coprivano tragitti sorprendentemente lunghi per tutta l’Europa. Il rame utilizzato per l’ascia di Ötzi proviene dall’odierna Toscana, alcuni dei suoi strumenti in selce dalla zona intorno al Lago di Garda. Proprio come oggi, anche nell’Età del Rame le persone si spostavano per cercare una vita migliore. Colonizzavano nuovi territori, incontravano altri gruppi, ma cominciavano anche a scontrarsi per il terreno coltivabile, le risorse minerarie e i luoghi di insediamento. Si formavano nuovi gruppi culturali, le concezioni religiose trovavano più rapida diffusione. Sulle tracce della mobilità Le analisi del DNA ci aiutano a ricostruire i movimenti migratori, la ceramica ci racconta il trasferimento di conoscenze e le analisi scientifiche delle materie prime ci consentono di risalire al loro luogo di provenienza. Attraverso importanti reperti dell’arco alpino la mostra temporanea cerca di comprendere i percorsi e i rapporti commerciali nel IV e nel III millennio a.C.

Museo Archeologico dell'Alto Adige Via Museo, 43, Bolzano, BZ
PLANT PLANT
0
Exhibitions
Venerdì, 21 Gen 2022 10:00-13:00 | 15:00 - 19:00
L'evento si tiene dal 26 Nov 2021 al 12 Feb 2022

26.11.2021 – 12.02.2022 Inaugurazione: 26. Novembre, ore 19 ar/ge kunst e BAU hanno invitato l’artista Katrin Hornek per un progetto di collaborazione che intreccia i loro programmi, rispettivamente il One Year-Long Research project/Fifth edition di ar/ge kunst e BAU residency. Il focus della ricerca dell’artista negli ultimi anni è stato l’atto del “respirare” a partire dallo studio molecolare del CO2, come sostanza attraverso cui pensare il legame tra corpo umano, risorse naturale e attività umana. Per la sua ricerca in Sud Tirolo, Hornek sposta l’attenzione sull’atto del “digerire”. Qui Hornek guarda alla storia di Sinigo, distretto di Merano, dove Mussolini eresse una fabbrica di ammoniaca come parte del suo piano per l’autarchia per l’Italia e programma di industrializzazione dell’Alto Adige (al tempo la seconda fabbrica più grande d’Europa dopo la tedesca IG Farben). Hornek segue questa traccia per arrivare all’utilizzo attuale dell’ammoniaca e alle sue molteplici conseguenze, che hanno prodotto terreno fertile per l’espansione della industria chimica. La ricerca di Katrin Hornek si svilupperà nel corso di tutto l’anno. Katrin Hornek è un'artista visiva che vive a Vienna. Da molti anni si occupa delle trasformazioni e delle fratture delle società contemporanee nella (cosiddetta) epoca dell'Antropocene. La sua ricerca che si articola attraverso installazioni, video e progetti curatoriali, sostiene una comprensione più complessa dell'intreccio tra natura e cultura – recentemente ha partecipato alla Biennale di Riga (2020), e alla mostra Hysterical Mining presso la Kunsthalle Wien (2019); fino al 2022 è parte del progetto di ricerca interdisciplinare "The Anthropocene Surge" (insieme a Michael Wagreich, membro dell'Anthropocene Working Group).

ar/ge Kunst Via Museo, 29, Bolzano, BZ
Un ritorno al dolce far niente
0
Exhibitions
Venerdì, 21 Gen 2022 10:00-12:00 | 16:00 - 18:00
L'evento si tiene dal 26 Nov 2021 al 05 Feb 2022

a cura di Elisa Barison per il Südtiroler Künstlerbund “Esiste un grande eppur quotidiano mistero. Tutti gli uomini ne partecipano ma pochissimi si fermano a rifletterci. Quasi tutti si limitano a prenderlo come viene e non se ne meravigliano affatto. Questo mistero è il Tempo.” Con questa frase Michael Ende inizia il sesto capitolo del suo capolavoro "Momo". A questo punto appaiono i Signori Grigi, il cui scopo è quello di rubare il tempo alle persone convincendole a risparmiare tempo. Un po' come quando vogliamo leggere un articolo online e il rispettivo sito web ci indica il tempo medio di lettura. O quando siamo bloccati nel traffico e la radio o il navigatore ci informano su quanti minuti perdiamo effettivamente rallentando o stando fermi. Eppure, anche in questi casi, l'uomo post-moderno in una società neoliberale non si deve disperare. Esistono numerose possibilità per sfruttare al meglio il tempo rimanente. Qualsiasi applicazione o attività analogica che può aiutarci a riempire il nostro tempo, infine, serve allo scopo ultimo dell'auto-ottimizzazione totale e dell’aumento della nostra efficienza e produttività. Soltanto una cosa non dovrebbe mai accadere senza eccezione e senza considerazione (per se stessi): il non fare nulla. Se il titolo si legge come un invito, la mostra Blau machen - Un ritorno al dolce far niente osa proporre un momento di pausa in una società del consumo globalizzata. Dal 25.11.21 al 5.2.22, Mirijam Heiler, Simon Platter e Lilian Polosek presentano lavori che trattano il tema astratto del tempo. Gli artisti riflettono su concetti assurdi come il tempo libero, la noia e la possibilità quasi inconcepibile della semplice esistenza nel momento presente. La mostra esorta a riflettere sulla gestione del tempo dissociandosi dal concetto di “cattiva gestione” la quale prevede inevitabilmente di tornare alla produzione con le doppie delle forze. Piuttosto, le riflessioni fatte dagli artisti in mostra creano una prospettiva alternativa che ci invita a soffermarci e nella quale i Signori Grigi non hanno alcuna possibilità di esistere.

Galleria Civica Bressanone Portici Maggiori 5, Bressanone, BZ
Plant Plant
0
Exhibitions
Venerdì, 21 Gen 2022 10:00-13:00 | 15:00 - 19:00
L'evento si tiene dal 27 Nov 2021 al 12 Feb 2022

PLANT PLANT KATRIN HORNEK 27.11.2021 – 12.02.2022 Programma collaterale: Factory Walk: 5 Febbraio 2022 ar/ge kunst e BAU presentano Plant Plant, un progetto dell’artista Katrin Hornek che emerge dalla sua ricerca in Alto Adige tra il 2020 e il 2021 nel contesto del One Year-Long Research Project/Fifth edition di ar/ge kunst e della BAU Residency. Plant Plant si articola nella mostra personale di Katrin Hornek e nell’intervento coreografico alla ex fabbrica Montecatini con la performer Sabina Holzer (Factory Walk). La mostra presenta un nuovo film e una serie di sculture che situano l’elemento chimico dell’azoto come prisma attraverso cui guardare la storia della produzione di fertilizzanti e le sue correlazioni più immediate così come su scala planetaria. Hornek radica la sua ricerca nel sito dell’ex fabbrica Montecatini a Sinigo, Merano, un impianto di produzione fondato da Benito Mussolini nel 1924 per produrre ammoniaca – un elemento base nei fertilizzanti e negli esplosivi. Al momento della costruzione, questa fabbrica era la seconda più grande d’Europa dopo la tedesca IG Farben e faceva parte di un rigido programma di industrializzazione dell’Alto Adige e di autosufficienza per l’Italia. Utilizzando un approccio speculativo, Hornek segue gli sviluppi tecnologici che hanno portato all’invenzione dell’azoto sintetico nel 1911, intrecciandoli con le cronache e le vicissitudini dei lavoratori della fabbrica – sia negli anni ’20 che negli anni ’70 del secolo scorso. La scelta di assumere una doppia prospettiva, molecolare e terrestre, per narrare questa storia, rende afferrabile l’altrimenti invisibile reciprocità e continuità tra corpi umani, terreni, animali e tecnologici. “Li facciamo viaggiare, questi fertilizzanti. Dall’atmosfera alle fabbriche. Dalle fabbriche ai campi. Dai campi alle piante. Dalle piante ai corpi umani. E nei corpi degli animali che alleviamo…Creare tutte le proteine, tutti gli ormoni, tutto il DNA delle popolazioni del mondo” racconta la voce fuori campo. Plant Plant si muove lungo questa traiettoria per arrivare agli usi attuali dell’ammoniaca e alle conseguenze della sua produzione che rendono il terreno fertile all’espansione dell’industria chimica. FACTORY WALK Su invito di Katrin Hornek la performer Sabina Holzer coreograferà un evento pubblico, una passeggiata nella fabbrica (Factory Walk) per invitare ad un’esperienza corporea, incorniciata dall’architettura e dalle attrezzature della ex fabbrica Montecatini a Sinigo, Merano. Factory Walk emerge dalla ricerca di Plant Plant e intreccia il suo doppio punto di vista, molecolare e terrestre, con l’incontro fisico con il sito per aprire i sensi e l’immaginazione. Rintraccerà le corrispondenze tra la materia organica e inorganica, tra il naturale, il culturale e l’industriale come corpi interconnessi, che condividiamo e di cui siamo parte. Credits PLANT PLANT è un progetto di Katrin Hornek A cura di: Emanuele Guidi e BAU In collaborazione con: Sabina Holzer (Testo/Video, Intervento coreografico), Bruno Szenk (assistenza tecnica, scultura), TE-R (3D Modeling e Animazione, Suono), Rachel Müller (Voce). Un ringraziamento speciale a: REM-TEC, Sinigo – Merano Questo progetto è prodotto in collaborazione con Phileas – A Fund for Contemporary Art Katrin Hornek è un’artista che vive a Vienna. Da molti anni si occupa della trasformazione e della frattura delle società contemporanee nell’epoca dell’Antropocene. Le sue installazioni basate sulla ricerca, i video e i progetti curatoriali promuovono una comprensione più complessa dell’intreccio tra natura e cultura – recentemente alla Biennale di Riga (2020), alla mostra Hysterical Mining alla Kunsthalle Wien (2019) e, fino al 2022, nel progetto di ricerca interdisciplinare ‘The Anthropocene Surge’ (insieme a Michael Wagreich, membro dell’Anthropocene Working Group). È la destinataria del Msgr. Otto Mauer Preis 2021. Obbligo di Green pass. ar/ge kunst Via Museo 29 I-39100 Bolzano www.argekunst.it Con il gentile sostegno di: Phileas - A Fund for Contemporary Art Bundesministerium Kunst, Kultur, öffentlicher Dienst und Sprot Wiener Wissenschafts-, Forschungs- und Technologiefonds (WWTF) Regione Autonoma del Trentino Alto Adige Provincia Autonoma Bolzano, Ripartizione Cultura Fondazione Cassa di Risparmio Comune di Bolzano, Ripartizione Cultura Dr. Schär

ar/ge Kunst Via Museo, 29, Bolzano, BZ
Le macchine di Leonardo
0
Exhibitions
Venerdì, 21 Gen 2022 10:00-18:00 |
L'evento si tiene dal 07 Dic 2021 al 06 Mar 2022

Scoprite Leonardo come non l’avete mai visto prima. Macchine terrestri, imbarcazioni e avveniristiche macchine volanti: nel mondo di Leonardo da Vinci la creatività, l’innovazione, lo studio e la tecnica si fondono in un sogno visionario. Allo scienziato, inventore e artista, uomo d’ingegno e talento universale del Rinascimento, considerato uno dei più grandi geni dell’umanità, il Museo di Scienze Naturali dell’Alto Adige dedica la nuova mostra temporanea “Le macchine di Leonardo”. La mostra di appartenenza del Centro studi Leonardo3 di Milano, visitabile dal 7 dicembre, presenta ricostruzioni fisiche funzionanti, versioni multimediali dei codici leonardeschi più affascinanti, una vasta raccolta di progetti e stazioni interattive, dove poter cimentarsi nella ricostruzione delle macchine. Mostra nell’ambito dell’anno dei musei euregio 2021 seguendo il motto “trasporto-mobilità-traffico”.

Museo di Scienze Naturali dell'Alto Adige via Bottai, 1, Bolzano, BZ
GIANNI DESSI' nel flusso del giallo del blu nero inchiostro
0
Exhibitions
Venerdì, 21 Gen 2022 10:00-12:00 | 15:00 - 19:00
L'evento si tiene dal 14 Dic 2021 al 28 Gen 2022

Scorrono i disegni dell’artista Gianni Dessì nella mostra allestita alla galleria d’arte Antonella Cattani – seguono il flusso del nero inchiostro di china, accompagnato da lievi pennellate di giallo e blu fino a delineare le forme del corpo o di singoli particolari. Sono opere che creano un effetto di mise en abyme dell’immagine costringendo il nostro sguardo a immergersi lentamente in profondità inusuali per la pittura. Il progetto nasce da un viaggio dell’artista in Cina e prende forma seguendo una ricerca volta a realizzare immagini che siano una apparizione, un attimo in cui la realtà si rivela in forma essenziale ma al tempo stesso carica delle molteplici relazioni / azioni che le hanno generate. Il fluido ingrossamento del tratto acquoso dell’inchiostro, assorbito dal foglio di carta cinese dal colore leggermente ambrato, crea così l’apparizione di frammenti di esistenza. Il disegno viene praticato dall’artista romano non come quel segno che sistematizza e dà forma e ordine al pensiero, ma costituisce il corpo stesso dell’opera. Dal contatto di Dessì con la cultura cinese emerge poi la figura di un grande saggio del sesto secolo a.C.; è la scultura in ceramica raku raffigurante il volto di Confucio che domina sulla mostra come simbolo di una interiorità che si proietta all’esterno. IN PARALLELO ALLA MOSTRA: “P e r f o r ME” un progetto a cura di Corinna Conci, che si avvale della pratica della performance e della scienza della psicologiaper entrare nel tema delle relazioni interpersonali. L’iniziativa si presenta in una Video- Performance dove le azioni performative di Corinna Conci e Anika Schluderbacher dialogano con le opere pittoriche di Gianni Dessì. La parola poetica è integrata nelle immagini video insieme a musiche ad hoc, risultando un’opera intermediale che presenta nuovi modi di concepire la relazione umana. Nell’ultimo periodo il contatto sociale ha modificato le sue caratteristiche e il concetto necessita di nuovi modi di essere vissuto. “PerforME” intende offrire prospettive diverse e ulteriori consapevolezze relazionali attraverso il linguaggio del corpo che contribuisce all’approfondimento di argomenti quali quello delle percezioni e delle emozioni umane. Corinna Conci è artista e psicoterapeuta ad indirizzo analitico transazionale. Si occupa delle dinamiche relazionali e intrapsichiche dell’arte. Anika Schluderbacher è attrice, regista e direttrice artistica. Musiche composte da Salvatore Dante Il progetto video è realizzato con il sostegno della Provincia Autonoma di Bolzano/Alto Adige, Ripartizioni Cultura Italiana, Tedesca e Ladina.

Galleria d'arte Antonella Cattani contemporary art Via Catinaccio 1/a, Bolzano, BZ
Christian Murillo - Cascade Mountains
0
Exhibitions
Martedì, 01 Feb 2022 10:00
L'evento si tiene dal 01 Feb 2022 al 28 Feb 2022

Christian Murillo // Cascade Mountains: Americas Range Of Fire And Ice La catena delle Cascade Mountains, che si estende per pi? di 1000 chilometri dal nord della California alla Columbia Britannica, ? una delle catene montuose pi? spettacolari del mondo. Pi? di 400 milioni di anni d’instabilit? geologica hanno sviluppato e modellato questo paesaggio aspro e vario. Le cime frastagliate di granito formatesi centinaia di milioni di anni fa si ergono vicino ad altissimi vulcani, alcuni dei quali hanno solo 50.000 anni. Insieme costituiscono la Catena delle Cascade. Durante l’ultima era glaciale sulle montagne si sono formati ghiacciai che hanno ricoperto gran parte della regione. Oggigiorno pi? del 70 per cento dei ghiacciai ancora esistenti nelle vicine regioni degli Stati Uniti si trova nella Catena delle Cascade. Questi ghiacciai sono stati attentamente presi in esame solo di recente. Ci possono dire molto sulla storia e sul futuro di questa catena. Tuttavia il ghiaccio sulle Cascade si sta sciogliendo rapidamente. Si prevede che fino al 90 per cento dei ghiacciai della regione scomparir? entro la fine di questo secolo. Al momento gli scienziati stanno cercando di capire il ruolo dei ghiacciai delle Cascade negli ecosistemi della regione prima che il ghiaccio scompaia. Per raccontare la storia della splendida catena montuosa, il fotografo Christian Murillo di Bend, Oregon, si ? immerso in questo paesaggio selvaggio. In qualit? di esperto escursionista, scalatore e alpinista Murillo ? riuscito a immortalare i pi? suggestivi punti di osservazione della regione. Il suo obiettivo cattura paesaggi che pochi riescono a osservare in modo tanto dettagliato e ancora meno riescono a fotografare. Il proposito di questo progetto ? quello di realizzare ritratti artistici di montagna e viste meravigliose cos? da incoraggiare la relazione tra lo spettatore e la Catena delle Cascade. La potente e spietata natura di queste vette ? inconfondibile. Cos? come la sua fragilit? e la sua suscettibilit? ai capricci dell’ attivit? vulcanica e del clima che muta velocemente. Questo paradosso ? il tema centrale della raccolta fotografica, grazie alla quale si spera che lo spettatore possa essere coinvolto nelle storie passate di fuoco e ghiaccio, meravigliandosi della maestosit? di queste montagne e comprendendo l’ incertezza del loro destino.

Gregor Sailer The Polar Silk Road
0
Exhibitions
Martedì, 01 Feb 2022 10:00
L'evento si tiene dal 01 Feb 2022 al 28 Feb 2022

Durante un periodo di quattro anni, il fotografo austriaco Gregor Sailer ha intrapreso diversi viaggi verso gli avamposti umani del nord, affrontando temperature fino a 55 gradi sotto lo zero, visitando zone di esclusione militare, conducendo ricerche approfondite, lavorando con un banco ottico analogico e navigando nell'imprevedibilit? dell'Artico - tra le esperienze che hanno permesso all'autore di plasmare gli impressionanti mondi visivi fuori dall'ordinario raffigurati in questo lavoro. The Polar Silk Road si sofferma sullo sfruttamento economico delle regioni artiche, cos? come sulle rivendicazioni territoriali dei rispettivi stati confinanti e ne mostra le conseguenze: tensioni geopolitiche, espansione, riattivazione di strutture militari e stazioni di ricerca.

Fondazione Museum Lumen Via funivia 10, Brunico, BZ
The Invisible Light. Ambrotypien Von Lightcatcher
0
Exhibitions
Martedì, 01 Feb 2022 10:00
L'evento si tiene dal 01 Feb 2022 al 28 Feb 2022

Ambrotos in greco significa “immortalit?” e di questa tecnica si serve LIGHTCATCHER, in particolare Barbara Holzknecht e Kurt Moser. Utilizzando questo procedimento fotografico – del 1850 – con grandi e storiche fotocamere a soffietto vengono creati pezzi unici su nobile vetro nero. Ogni immagine ? un positivo analogico di luce invisibile e argento puro, non ci sono quindi nè?ingrandimenti nè? stampe o copie ma pezzi unici, una rarit? nel nostro frenetico mondo della fotografia digitale. Nell’esposizione all’interno della sala Dolomitica del museo il visitatore pu? guardare attraverso una di queste fotocamere storiche osservando da vicino la ricchezza di dettagli e la profondit? di tali immagini.

Mountain Man.Bergmensch.Uomo di Montagna.Persona da Mont.
0
Exhibitions
Mercoledì, 02 Feb 2022
L'evento si tiene dal 02 Feb 2022 al 28 Feb 2022

COOPERAZIONE LUMEN & MESSNER MOUNTAIN MUSEUM RIPA Mostra al MESSNER MOUNTAIN MUSEUM RIPA Brunico! Gi? diecimila anni fa i territori montuosi erano abitati da cacciatori e successivamente anche da pastori nomadi. Oggi gli uomini che vivono in montagna con le loro famiglie si dedicano all’agricoltura e all’ allevamento del bestiame oppure lavorano come guide alpine o sherpa. La mostra “Uomo di montagna”, realizzata dal LUMEN e dal MESSNER MOUNTAIN MUSEUM RIPA in collaborazione con il National Geographic, ? un viaggio nel mondo delle popolazioni montane e ne illustra la vita quotidiana nelle due mostre allestite in entrambe le sedi. Il viaggio va dai contadini dell’India, del Bhutan e della Namibia a un cacciatore di aquile in Mongolia, dai guerrieri Samburu del Kenya ai Whakis in Afghanistan. Lungo il percorso incontriamo una ragazza di Haiti, uno sherpa del Nepal e pellegrini in Cina, viviamo l’esperienza della raccolta del riso nelle Filippine e impariamo a conoscere la cerimonia giapponese dello Shinto Misogi. Una mostra con NATIONAL GEOGRAPHIC.

MESSNER MOUNTAIN MUSEUM RIPA - Brunico Vicolo Castello, 2, Brunico, BZ
Friedrich Plahl
0
Exhibitions
Sabato, 12 Feb 2022 10:00-12:00 |
L'evento si tiene dal 12 Feb 2022 al 12 Mar 2022

Con la prima retrospettiva postuma di Friedrich Plahl (1926 Kitzbühel - 2018 Vienna), il Museo Civico di Brunico affronta una posizione artistica che è diventata rara nel mondo dell'arte di oggi e che ha preso forma nel lavoro di questo artista: Astrazione basata sugli oggetti. La natura morta, il nudo, il paesaggio, le forme di genere tradizionali, hanno offerto a Plahl l'opportunità di sviluppare un linguaggio pittorico astratto a contatto con motivi semplici ed evidenti, che non si concentra sui dettagli ma chiarisce i riferimenti spaziali. La scelta di soggetti tradizionali e poco spettacolari rivela anche una visione del mondo che vede la bellezza nel semplice e la verità nel vivente.

Museo Civico di Brunico Via Bruder Willram, 1, Brunico, BZ
Culture Lost and Learned by Heart
0
Exhibitions
Venerdì, 25 Feb 2022 10:00-13:00 | 15:00 - 19:00
L'evento si tiene dal 25 Feb 2022 al 30 Apr 2022

La mostra di Adji Dieye porta avanti la ricerca intitolata Culture Lost and Learned by Heart, in cui si confronta con il ruolo che le istituzioni imperialiste hanno ancora oggi nel Senegal post-indipendenza. Nella scultura e nelle stampe su seta prodotte per questa occasione, Adji Dieye rielabora e mette in relazione la collezione iconografica proveniente dagli Archivi Nazionali del Senegal, fondato dall'ex regime coloniale francese nel 1913, con il suo archivio personale di immagini che racconta l’attuale sviluppo infrastrutturale supportato dall’economia cinese. Adji Dieye è un artista italiana nata nel 1991. Vive e lavora tra Zurigo, Milano e Dakar. Dieye ha conseguito un BA in Nuove Tecnologie delle Arti presso l'Accademia di Belle Arti di Brera a Milano e un MFA presso l'Università delle Arti di Zurigo, ZHDK. Dal 2018 Adji Dieye ha esposto in diverse sedi internazionali: Lagos PhotoFestival, Les Rencontres de la photographie African Bamako, Kunsthalle Wien, Dak'art Biennale 2020, Clarck House Mumbai. Nel 2021 ha ricevuto il C/O Berlin Talent Award.

ar/ge Kunst Via Museo, 29, Bolzano, BZ
Fondazione Provincia

I migliori eventi Exhibitions!

Scopri i migliori eventi Exhibitions per sapere cosa fare oggi, domani o nel fine settimana!
Risultati 1 - 22 di 22