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Eventi

STAY
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Lunedì, 27 Giu 2022
L'evento si tiene dal 28 Mag 2022 al 31 Ott 2022

Fiè - mostra temporanea sulla piazza del paese - Arte nello spazio pubblico Oltre a essere sensualmente inquisitorie e sperimentali, le opere dei quattro artisti Elisa Grezzani, Hubert Kostner, Karin Schmuck e Alois Steger, esposte alla mostra STAY sulla piazza del paese, coinvolgono attivamente lo spettatore. Curatrice: Eva von Ingram Harpf

Una mostra di Sara Lautizi - ANAM
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Lunedì, 27 Giu 2022
L'evento si tiene dal 03 Giu 2022 al 02 Lug 2022

Cafè de la Paix, Trento Una mostra di Sara Lautizi - ANAM A cura di Stefania Rossi Sara Lautizi, in arte Anam, nasce nel 1990 in provincia di Fermo, in un paese rurale dell'entroterra marchigiano. La sua opera, di matrice figurativa, affronta i grandi temi della vita, della morte, delle relazioni, della femminilità, catalizzando “energia, caos, vita”. Figure mitologiche e divinatorie insieme a corpi androgini sembrano emergere come una rappresentazione archetipica. Le sue varie forme espressive spaziano dai dipinti ad olio, che manifestano tutta la sua energia e forza comunicativa, alla delicatezza e leggerezza di segni chiari e forme lineari di disegni a penna e inchiostro. L’inaugurazione si terrà venerdì 3 giugno alle ore 18:30. La mostra sarà visitabile fino a sabato 2 luglio. - NB: Per accedere al circolo e agli eventi organizzati è necessario essere soci ARCI con tessera in corso di validità. -

Trento Passaggio Teatro Osele,8, Trento, TN
Walter Pichler. Architettura – Scultura
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Lunedì, 27 Giu 2022
L'evento si tiene dal 17 Giu 2022 al 18 Set 2022

Il 2022 segna il decimo anniversario della morte dell’artista e architetto austriaco di origini altoatesine Walter Pichler (1936-2012), considerato uno dei grandi solitari dell’arte internazionale degli Anni Sessanta. La sua attività artistica è caratterizzata da una vasta produzione di disegni, sculture e costruzioni architettoniche, in cui i confini tra le varie arti restano totalmente fluidi. Per molti anni Pichler si concentra sulla progettazione di un edificio in cui poter vivere in Val d’Ega, la valle della sua infanzia. Lo testimonia Haus in einer Schlucht (Casa in una gola) (1991), un corpus di 11 disegni appartenenti alla Collezione Museion – cuore della mostra Walter Pichler. Architettura–Scultura, esposti insieme ad alcune opere di proprietà della famiglia che mostrano invece un altro edificio, Haus neben der Schmiede (Casa vicino alla fucina) realmente realizzato dall’artista in Val d’Ega. Nel 2002 Pichler realizza infatti il sogno di una casa accanto alla fucina del nonno fabbro. L’edificio, immaginato inizialmente come una torre nella gola della valle, successivamente diventa una casa bassa, un seminterrato accanto alla bottega. Ciò che accomuna il lavoro preparatorio e la casa realizzata è la luce che arriva esclusivamente dall’alto attraverso un tetto di vetro, mentre, poco prima della morte, l’artista firma anche i piani di esecuzione per una piattaforma d’acciaio sugli argini del fiume, una costruzione scultorea concepita con la casa fin dall’inizio. Questa casa – progettata in tutti i dettagli, dalla costruzione agli arredi – doveva servire come buen retiro per Pichler e come luogo per riunire la famiglia altoatesina. Circa 20 disegni dell’edificio e dei suoi dintorni, presentati lungo la parete interna, rendono questa casa nello stesso tempo un piccolo museo e una scultura. Con Walter Pichler. Architettura-Scultura, Museion persegue l’obiettivo di segnalare queste straordinarie e ancora troppo poco conosciute architetture scultoree dell’artista, facendo da ponte tra le opere conservate nel museo e la posizione dell’edificio in Val d’Ega. Walter Pichler Architettura – Scultura A cura di Andreas Hapkemeyer Walter Pichler Scultore, architetto e disegnatore austriaco, Walter Pichler nasce nel 1936 a Deutschnofen in Val d’Ega, Alto Adige, lo stesso anno in cui la sua famiglia decide di trasferirsi in Austria. Nel 1955 si diploma alla Hochschule für Angewandte Kunst di Vienna. Nel 1963 insieme ad Hans Hollein realizza la mostra Architektur alla Galerie nächst St. Stefan di Vienna: progetto con cui vogliono liberare l’architettura dalle costrizioni del costruire e la scultura dalle costrizioni di un astrattismo diventato arido. Nel 1967 con Visionary Architecture espone al MoMA di New York con Hans Hollein e Raimund Abraham. Nel 1968 partecipa a documenta 6, Kassel. Nel 1972 Pichler compra un terreno a St. Martin (Burgenland – Val d’Ega) in cui allestisce le sue sculture all’interno di costruzioni architettoniche realizzate ad hoc. Nel 1975 è nuovamente al MoMA con Projects, e nel 1982 partecipa alla Biennale di Venezia. Nel 1998 espone allo Stedelijk Museum, Amsterdam. Nel 2002 realizza Haus neben der Schmiede (Casa accanto alla fucina) in Val d‘Ega. Muore nel 2012. Nel 2015 tuttavia viene realizzata postuma la Plattform über dem Bach (Piattaforma sopra il ruscello) che completa il progetto della casa in Val d’Ega.

Museion Passage Piazza Piero Siena 1, Bolzano, BZ
Arte in giardino
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Lunedì, 27 Giu 2022 07:00-21:00 |
L'evento si tiene dal 01 Apr 2022 al 30 Giu 2022

Da aprile a giugno, la tenuta Gaudententurm di Parcines si trasforma in un punto d’incontro per gli appassionati d’arte. In questo periodo, infatti, le opere di artisti altoatesini si mescolano alle aiuole fiorite e agli alberi di mele del nostalgico giardino che si estende intorno alla residenza storica e alla sua distilleria. Sculture, quadri e creazioni artistiche di diverso stile e carattere fanno a gara con il tripudio di colori della natura, dando vita a uno scenario unico nel suo genere, che fa da sfondo a una passeggiata artistica all’insegna del gusto, magari in combinazione con un assaggio dei nettari o dei distillati dei padroni di casa.

Podere Gaudententurm Via Gaudentenurm 7, Parcines, BZ
Edith Insam - Tracce figurative
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Lunedì, 27 Giu 2022 08:00-12:00 |
L'evento si tiene dal 09 Mag 2022 al 19 Ago 2022

Colore, forma e struttura sono gli elementi dominanti nelle opere di Edith Insam. Ma un soggetto importante del suo lavoro, influenzato anche dalla scultura del padre, è il corpo umano, di cui si è occupata intensamente nei suoi numerosi disegni di nudo. Questi studi grafici vengono integrati dall’artista nei suoi dipinti acrilici, creando un contrasto con le elaborazioni cromatiche. Spesso, però, tali studi sono solo il punto di partenza per la strutturazione di colori e forme. Tramite la stesura dei colori e l’applicazione di materiali, la corporeità viene ridotta ad astrazione, dove solo i contorni sfumati mettono in risalto la forma umana. Slegati dalla rappresentatività, prendono il via liberi mondi cromatici e formali, guidati da intuizione ed emozione. (Testo: Richard Firler) Nata nel 1946 a Ortisei, Edith Insam vive e lavora come pittrice freelance a Ortisei; frequenta svariati corsi presso il liceo artistico statale locale e le accademie estive di Brunico e Novacella.

Municipio Via Walther-von-der-Vogelweide 30/A, Laion, BZ
Borse, trolley e valigie - Viaggio nella storia dei bagagli
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Lunedì, 27 Giu 2022 09:00-19:00 |
L'evento si tiene dal 01 Apr 2022 al 06 Nov 2022

C'è chi si sposta armi e bagagli, c'è chi preferisce viaggiare leggero. C'è chi si serve del facchino, e c'è chi fa da sé. Cosa rivelano borse e valigie dei loro proprietari? La mostra temporanea del Touriseum, visitabile dal 1° aprile a Castel Trauttmansdorff a Merano, indaga l’universo dei bagagli da viaggio. Che cosa portare in viaggio? Quanto spazio rimane in valigia? Sono domande che ci poniamo ad ogni partenza. La risposta dipende dai dettami dell’etichetta, dal momento storico, e dal carattere del viaggiatore. Ma al di là del loro contenuto e del loro volume che dovranno garantire certe comodità al viaggiatore, borse e valigie sono l’emblema del viaggiare per eccellenza. In 200 anni di storia del turismo, la fattura di borse e valigie ha accompagnato l’evoluzione del settore dei trasporti e i mutamenti delle esigenze dei diversi strati sociali. Nel tempo, ai bauli da carrozza con il coperchio bombato si sono sostituiti i bauli armadio squadrati e dunque facilmente impilabili nei vagoni bagagli dei treni, poi i borsoni per l’automobile e, infine, le valigette su due ruote, ideali per i viaggi in aereo. Nella mostra „Borse, trolley e valigie. Viaggio nella storia dei bagagli”, il Touriseum presenta una cinquantina di esemplari della propria collezione finora mai esposti. Bauli da carrozza, bauli armadio, sacche da viaggio, cappelliere, nécessaire, zaini, borse per automobilisti e trolley narrano di romanzesche corse in diligenza attraverso le Alpi, eleganti villeggiature in grand hotel, avventurosi giri del mondo in bicicletta e partenze verso una nuova vita, senza trascurare le quotidiane fatiche dei facchini, i sacrifici di chi parte soldato e la disperazione di chi è costretto a una fuga precipitosa. In occasione della mostra, il Touriseum raccoglie storie di valigie vissute. Il pubblico è invitato a condividere con il museo un ricordo o un’esperienza legati a un pezzo di bagaglio, approfondendo aspetti quali il personale approccio al fare le valigie, o il valore simbolico attribuito alla valigia. Per ulteriori informazioni, gli interessati potranno rivolgersi al numero 0473 255659. Testi e fotografie andranno inviati a info@touriseum.it. Il materiale raccolto sarà pubblicato sul sito del Touriseum. I racconti più avvincenti usciranno anche sotto forma di podcast e di libro. La mostra „Borse, trolley e valigie. Viaggio nella storia dei bagagli“ nella rimessa di Castel Trauttmansdorff rimarrà aperta fino al 6 novembre. L’ingresso al Touriseum e alla mostra temporanea è compreso nel biglietto die Giardini di Castel Trauttmansdorff.

La via delle formiche
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Lunedì, 27 Giu 2022 09:00-12:30 | 15:00 - 18:30
L'evento si tiene dal 10 Giu 2022 al 02 Lug 2022

OKGO Art Gallery 10.06.22 – 02.07.22 Via dei Vanga 12/B, Bolzano Una mostra di Sara Di Nasso A cura di Samira Mosca Dopo “Stesso Segno" di Laura Pan, la collaborazione tra lasecondaluna e OKGO Vision Optik Bolzano continua con la mostra “La via delle formiche” dell’artista Sara Di Nasso. Le opere esposte, a olio e ad acrilico, nascono da immagini e fotografie d’infanzia dell’artista. Le grandi tele sembrano così riportare in vita momenti e sensazioni del passato che si mescolano con il presente e l’atto pittorico stesso. Il tempo si riconnette sulla tela che accorcia le distanze di spazio e tempo. “La via delle formiche” fa parte del progetto OKGOvision4art, una serie di esposizioni che ha l’obiettivo di valorizzare gli artisti locali e di creare un ambiente che armonizzi il design dell’occhiale con l’arte e la cultura. La mostra sarà visitabile fino a sabato 2 luglio nei seguenti orari: da lunedì a venerdì: 9.00 - 12.30 / 15.00 - 18.30 sabato: 9.00 - 12.30 Mostra a ingresso libero.

OKGO Art Gallery Via dei Vanga 12/B, Bolzano, BZ
Sacro e Santo oltre il passo
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Lunedì, 27 Giu 2022 10:00-17:00 |
L'evento si tiene dal 19 Mar 2021 al 06 Nov 2022

In una mostra organizzata insieme dalla Hofburg Brixen, l'Augustinermuseum Rattenberg e il Museum Rablhaus Weerberg, i visitatori saranno mandati in un pellegrinaggio (museale) per rintracciare le forme della mobilità religiosa. Nel Museo Diocesano di Bressanone, l'attenzione principale è rivolta alla venerazione locale dei santi, con un accento particolare sui "santi esotici" la cui venerazione è meno diffusa in Tirolo. I percorsi di pellegrinaggio dei Santi selezionati sono illustrati sulla base di una mappa grafica. Sono esposte opere d'arte che datano dal Medioevo ai giorni nostri.

Hofburg di Bressanone Piazza Palazzo Vescovile, 2, Bressanone, BZ
Peppi Tischler. Via Crucis
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Lunedì, 27 Giu 2022 10:00-18:30 |
L'evento si tiene dal 19 Mar 2022 al 06 Nov 2022

Peppi Tischler è diventato conosciuto in tutto l'Alto Adige con le sue caricature per i giornali "Dolomiten" e "Neue Südtiroler Tageszeitung". Il leggendario "Schnauzer" disegnato da Tischler ha accompagnato i lettori del "Dolomiten" per decenni. In sintonia con il periodo quaresimale, la Via Crucis di Peppi Tischler, già esposta nel 1992 nel chiostro dell'ex monastero certosino a Certosa di Senales, viene presentata alla Hofburg di Bressanone. Tischler ha concepito la Via Crucis su tavole di legno massiccio di larice. Le stazioni sono caratterizzate da un dialogo tra i protagonisti, che sono rappresentati in forma ridotta, attraverso le loro espressioni e gesti. Gli spettatori della Via Crucis sono inclusi in questo dialogo semplicemente attraverso il linguaggio dei segni e diventano così parte dell'evento, che viene così trasportato nel qui e ora.

Hofburg di Bressanone Piazza Palazzo Vescovile, 2, Bressanone, BZ
My favourite work - group show
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Lunedì, 27 Giu 2022 10:00-12:30 | 15:00 - 19:00
L'evento si tiene dal 09 Giu 2022 al 10 Set 2022

"Ciò che non è assolutamente possibile è non scegliere", recitava il filosofo francese Jean-Paul Sartre. Così nasce l’idea di una mostra collettiva dal tema inedito, la scelta della propria opera preferita. Una richiesta tutt’altro che semplice quella che gli artisti del territorio, invitati a esporre un lavoro che fra tutti possa essere definito “favorito”, sono chiamati a fare in questa mostra alla galleria Alessandro Casciaro. Perché nel vortice creativo in continua progressione, difficilmente ci si sofferma su quel lavoro che è stato determinante nel proprio processo artistico, così come ammettere pubblicamente che quella determinata opera inconsciamente o no ha sempre avuto un posto speciale nel proprio cuore. Che si tratti di tecnica, come per l’opera Nur die Winter zählend di Aron Demetz, contenuti o sentimento, ad ogni modo, scegliere è tutt’altro che semplice. Le stesse vicissitudini della vita a volte però lo fanno per noi, come nel caso di Sissa Micheli e del suo I Want to Be a Volcano, un lavoro fotografico che ritrae un cappello fumante, il quale prese fuoco veramente, anche più volte, suscitando l’ira e il terrore del vicinato che pensava che il palazzo andasse a fuoco. O quella Nascita di Venere tenuta segreta nella camera da letto di Margareth Dorigatti per oltre ventisei anni e che per la prima volta si mostra in pubblico sconsacrando l’intimo legame. Ma perché no anche la più ignorata dalla massa di sguardi, eppure così amata dallo scultore Lois Anvidalfarei, “affascinato dalla bellezza della natura, dalla sua continua sorpresa, lontana dagli stereotipi creati anche da noi artisti”. Contro la demagogia, richiamando la presa di posizione degli stessi esponenti dell’arte e della cultura, l’opera di Gotthard Bonell vuole essere un esplicito attacco morale alla situazione sociopolitica attuale. E se di questi tempi non ci si può sottrarre al divagante moralismo di facciata, ecco che la scultura di Peter Senoner diventa il simbolo degli sconvolgimenti sociali e climatici, un matrimonio tra tecnologia e natura ed essenza stessa della via d’uscita che l’arte ci offre. Rispetto per l’ambiente e coabitazione l’alternativa proposta da Josef Rainer, il quale consente alle sue api di interagire con i suoi lavori, modificandoli. Il risultato è sorprendentemente innovativo. Figurativo invece il richiamo alle api nella scultura-bozzolo di Leander Schwazer, la quale sembra un gigante alveare a soffitto e simboleggia l’inizio della sua carriera artistica professionale. Di speranzosa spiritualità è invece la scelta di Eduard Habicher, che invita a guardare il futuro con fiducia e ottimismo nella sua installazione in metallo dal titolo RialzaMento nel Parco dei Cappuccini. Come non farsi venire in mente la recente e famosissima produzione cinematografica Don't Look Up e i suoi antagonisti che invitano ad alzare lo sguardo per osservare il cielo, anche se per contemplarne il catastrofico e imminente destino della terra.  “Quando tutto è detto, le parole esaurite, il visto accatastato, l'eco che svanisce, cosa rimane?”, l’imponente installazione di Arnold M. Dall’O riflette al contrario sul passato e i suoi ricordi frammentati. Quasi sacrale invece la scelta di Robert Pan di mettere a nudo, in una poetica installazione, i suoi indumenti e strumenti di lavoro, frutto delle fatiche e del successo, dove ciascun sedimento di resina richiama a ciò che è a lui più caro, la filosofia stessa del lavoro. La mostra inaugura il 9 giugno alle ore 17 con una performance dell’artista Hubert Kostner e che coinvolge gli stessi artisti in esposizione. Perché per Kostner questa mostra deve essere esempio di condivisione.  La mostra ha luogo in galleria e nell’adiacente Parco dei Cappuccini ed è visitabile fino al 10 settembre. testo Sara Salute

Galleria Alessandro Casciaro Via Cappuccini, 26/A, Bolzano, BZ
Mostra commemorativa di Christian Folie
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Lunedì, 27 Giu 2022 11:00-16:00 |
L'evento si tiene dal 01 Mag 2022 al 30 Giu 2022

A maggio e giugno si tiene una mostra commemorativa di CHRISTIAN FOLIE (1927-2013), visitabile nell'ambito di una visita guidata. L'artista, nato in Val Venosta, ha vissuto e lavorato a Fiè allo Sciliar ed è stato per 50 anni membro dell'Associazione degli artisti altoatesini. Christian Folie ha preso parte a varie mostre collettive e individuali in patria e all'estero ed è stato particolarmente legato a Karl Plattner e Willi Valier. Tecniche pittoriche preferite: acquarello, olio e tempera all'uovo. La mostra si intitola: LUCE E COLORE

Castel Prösels Via Presule, 2, Fiè allo Sciliar, BZ
Escape. Fuga dall’ordinario attraverso un viaggio
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Lunedì, 27 Giu 2022 10:00-12:30 | 14:30 - 18:30
L'evento si tiene dal 26 Mag 2022 al 01 Lug 2022

Mediateca Multilingue di Merano Piazza della Rena 10 Una mostra di Anna Cerrato A cura di Samira Mosca In collaborazione con la Mediateca Multilingue di Merano e nell’ambito del progetto “lasecondaluna for artists”, lasecondaluna presenta la mostra “Escape. Fuga dall’ordinario attraverso un viaggio”. L’esposizione, a cura di Samira Mosca, raccoglie le fotografie realizzate da Anna Cerrato durante un viaggio a Vienna, scattate con una piccola macchina fotografica rotta che rende imprevedibili i risultati. Gli effetti di luce che si creano casualmente contribuiscono a dare una dimensione estraniante ed onirica alle immagini che trasportano l’osservatore in un mondo surreale, lontano dalla propria realtà. L’inaugurazione della mostra “Escape. Fuga dall’ordinario attraverso un viaggio” si terrà giovedì 26 maggio alle ore 17:30 presso la Mediateca Multilingue di Merano. La mostra sarà visitabile fino a venerdì 1° luglio nei seguenti orari: da lunedì a giovedì: 10.00 - 12.30 e 14.30 - 18.30 venerdì 10.00 - 12.30 Mostra e inaugurazione a ingresso libero.

Mediateca Multilingue Merano Piazza della Rena 10, Merano, BZ
Stone Age Connections. Mobilità ai tempi di Ötzi
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Martedì, 28 Giu 2022 10:00-18:00 |
L'evento si tiene dal 22 Nov 2021 al 07 Nov 2022

Già nell’Età del Rame le persone erano sorprendentemente mobili. Commerciavano selce e rame e non scambiavano soltanto merci, ma anche nuove conoscenze e tecniche artigianali. A piedi, con le ciaspole in montagna o con la piroga sull’acqua: così le persone coprivano tragitti sorprendentemente lunghi per tutta l’Europa. Il rame utilizzato per l’ascia di Ötzi proviene dall’odierna Toscana, alcuni dei suoi strumenti in selce dalla zona intorno al Lago di Garda. Proprio come oggi, anche nell’Età del Rame le persone si spostavano per cercare una vita migliore. Colonizzavano nuovi territori, incontravano altri gruppi, ma cominciavano anche a scontrarsi per il terreno coltivabile, le risorse minerarie e i luoghi di insediamento. Si formavano nuovi gruppi culturali, le concezioni religiose trovavano più rapida diffusione. Sulle tracce della mobilità Le analisi del DNA ci aiutano a ricostruire i movimenti migratori, la ceramica ci racconta il trasferimento di conoscenze e le analisi scientifiche delle materie prime ci consentono di risalire al loro luogo di provenienza. Attraverso importanti reperti dell’arco alpino la mostra temporanea cerca di comprendere i percorsi e i rapporti commerciali nel IV e nel III millennio a.C.

Museo Archeologico dell'Alto Adige Via Museo, 43, Bolzano, BZ
Jorge Otero-Pailos: The Ethics of Dust
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Martedì, 28 Giu 2022 10:00-18:00 |
L'evento si tiene dal 25 Mar 2022 al 18 Set 2022

Museion Passage è un formato espositivo sperimentale che periodicamente ridisegna il piano terra di Museion presentando opere della collezione, accessibili gratuitamente e indipendentemente dalle mostre in corso, sottolineando l’idea di base degli architetti che interpretano il museo come passaggio tra la parte storica e moderna della città, come metafora per stimolare un dialogo consapevole tra generazioni, settori di attività e comunità. Dal 25 marzo 2022 protagonista di questo spazio è Jorge Otero-Pailos (Madrid, 1971), artista che lavora tra arte, architettura e conservazione e che crea opere che affrontano i temi della memoria e della storia. La sua serie The Ethics of Dust è il frutto di un’indagine decennale, ancora in corso, che nasce dalla pulizia dalle polveri e residui dell’inquinamento da monumenti come Palazzo Ducale a Venezia, la Houses of Parliament di Londra e la Colonna Traiana al Victoria & Albert Museum. Invitato nel 2008 dai Raqs Media Collective (curatori della sezione bolzanina della settima edizione di Manifesta nel 2008) a riflettere sul significato del restauro dell’Alumix, un’ex fabbrica di alluminio in disuso scelta come sito della manifestazione, Otero-Pailos risponde realizzando un’installazione monumentale composta da 175 pannelli di lattice: un’operazione di restauro riconvertita in opera d’arte. Negli spazi del museo viene esposta una parte dell’installazione site-specific The Ethics of Dust, attualmente parte della collezione museale, sulla quale nel 2008 è stata trasferita la patina estratta dalla parete della fabbrica abbandonata: un’opera che rivela i monumenti quali potenti agenti di connessione culturale, attivatori di domande e indagini sul passato e la sua comprensione. Con questa installazione Museion intende riflettere sul ruolo e l’importanza del patrimonio culturale, su cosa e perché conservare, stimolando così una conversazione attiva con il pubblico. Jorge Otero-Pailos Jorge Otero-Pailos (Madrid, 1971) lavora tra arte, architettura e conservazione. È professore e Direttore del dipartimento Historic Preservation presso GSAPP (Graduate School of Architecture, Planning and Preservation) alla Columbia University. Otero-Pailos attinge alla sua formazione di architetto e di conservatore per creare opere d’arte che affrontano i temi della memoria e della storia, considerando i monumenti come potenti agenti di connessione culturale, attivatori di domande e indagini sul passato e la sua comprensione. Utilizza tecniche sperimentali di pulizia conservativa degli edifici storici e metodologie di rievocazione come processo creativo delle sue opere che racchiudono in sé elementi residui della storia come tracce di polveri, intonaci, inquinamento ecc. La sua serie site-specific, The Ethics of Dust, è un’indagine in corso, decennale, risultante dalla pulizia della polvere e dei residui di inquinamento da monumenti come il Palazzo Ducale di Venezia, Westminster Hall nella Houses of Parliament, Londra, la U.S. Old Mint a San Francisco, la Colonna Traiana al Victoria & Albert Museum, Londra. I suoi ultimi progetti includono la conservazione della polvere nell’aria nell’atmosfera (Far Above, Cornell University, Ithaca), il salvataggio della recinzione di sicurezza perimetrale dell’ex Ambasciata degli Stati Uniti a Oslo trasformandola in sculture (American Fence, Oslo, Norvegia) e l’immersione dei corpi dei visitatori in un paesaggio sonoro presso la storica piscina della Lyndhurst Mansion Otero-Pailos attualmente, sta partecipando alla Residenza in arti visive 2021-22 presso l’American Academy in Rome

Museion Passage Piazza Piero Siena 1, Bolzano, BZ
Bird Flight. Erika Giovanna Klien
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Martedì, 28 Giu 2022 10:00-18:00 |
L'evento si tiene dal 08 Apr 2022 al 07 Set 2022

Artisti: Erika Giovanna Klien in dialogo con Mark Adrian, Alberto Biasi, Dadamaino, Fortunato Depero, Spencer Finch, Ceal Floyer, Ludwig Hirschfeld-Mack, Elisabeth Karlinsky, Liliana Moro, Max Oppenheimer, Otto Piene, Eva Schlegel, Benjamin Tomasi, Günther Uecker. Bird Flight prende il titolo da una serie di opere pittoriche realizzate dall’artista austriaca Erika Giovanna Klien (1900-1957), in cui il volo degli uccelli viene espresso attraverso movimento e luce, temi centrali della sua pratica artistica. Trascurata dalla storia dell’arte come tante altre artiste del Novecento, parte dell’altra metà dell’Avanguardia teorizzata da Lea Vergine negli anni Ottanta, la Klein è stata una delle esponenti più interessanti del movimento del Cinetismo, fondato a Vienna da Franz Cizek dopo la Grande Guerra. Il Cinetismo delle origini si sviluppa attorno a un’educazione all’arte capace di liberare le energie individuali dei e delle giovani dalle incrostazioni della tradizione: si tratta di un’avanguardia umanistica, che collega il dinamismo con il movimento sensoriale e psichico, rinunciando al mito aggressivo della velocità e del movimento incarnato invece dal Futurismo. “La parola Avanguardia proviene direttamente dal gergo militare e bellico – sottolinea Bart van der Heide – e definisce la necessità permanente di cambiamento e rinnovamento radicale caratteristica del Modernismo. Tuttavia il cambiamento non deve sempre e necessariamente avvenire in modo violento. Il pensiero di Erika Giovanna Klien e dei Cinetisti apre la strada a una concezione alternativa di cambiamento che non si attua a scapito di altri. A loro modo radicali, i CInetisti affermano tuttavia che il cambiamento viene da dentro e che si basa sull’effetto fondamentale dell’esperienza umana.” Le utopie associate al tema del volo convergono nell’esposizione con due pilastri dell’arte moderna e contemporanea – il movimento e la luce – entrambi al centro della pratica artistica visionaria della Klien, di cui la mostra non si limita a raccontare ed esporre il lavoro. Bird Flight mette infatti in dialogo opere dell’artista austriaca con alcune opere di luce e cinetiche della collezione di Museion, tra cui quattro lavori giovanili della Klien, con l’obiettivo di rendere visibile il suo personale contributo all’Avanguardia, facendone emergere l’attualità e l’influenza sulle generazioni successive. Accanto a prestiti dalle collezioni del Belvedere Wien, dell’Università di arti applicate di Vienna, del Wien Museum e del Museo Eccel Kreuzer di Bolzano, Bird Flight espone opere degli anni Venti di Max Oppenheimer, Ludwig Hirschfeld-Mack, Elisabeth Karlinsky e Fortunato Depero, degli anni Sessanta di Dadamaino, Mark Adrian, Otto Piene, Günther Uecker e Alberto Biasi, e opere di Eva Schlegel, Spencer Finch, Ceal Floyer, Benjamin Tomasi e Liliana Moro realizzate dalla fine degli anni Novanta. Bird Flight. Erika Giovanna Klien in dialogo con posizioni artistiche contemporanee a cura di Bart van der Heide, Andreas Hapkemeyer e Brita Köhler Progetto espositivo a cura di Matilde Cassani Artisti e artiste: Erika Giovanna Klien in dialogo con Mark Adrian, Alberto Biasi, Dadamaino, Fortunato Depero, Spencer Finch, Ceal Floyer, Ludwig Hirschfeld-Mack, Elisabeth Karlinsky, Liliana Moro, Max Oppenheimer, Otto Piene, Eva Schlegel, Benjamin Tomasi, Günther Uecker. Con il generoso sostegno dell’Austrian Cultural Forum Milano

Museion Piazza Piero Siena 1, Bolzano, BZ
David Medalla - Parables of Friendship
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Martedì, 28 Giu 2022 10:00-18:00 |
L'evento si tiene dal 09 Apr 2022 al 14 Set 2022

David Medalla: Parables of Friendship è la prima grande mostra internazionale dedicata all’opera dell’artista, poeta e attivista filippino David Medalla dopo la sua improvvisa scomparsa nel dicembre 2020. Realizzata da Museion insieme al Bonner Kunstverein (18 settembre 2021 – 30 gennaio 2022) e in stretta collaborazione con il David Medalla Archive di Berlino, la mostra racconta l’eredità vitale, lo spirito, l’energia e la radicalità della pratica dell’artista. Disegni, dipinti, collage, sculture, neon, opere di arte cinetica, partecipativa e performance realizzati in oltre settant’anni di carriera: accanto a importanti prestiti e nuove commissioni, Museion esporrà molti lavori inediti e alcune opere fragili, restaurate per l’occasione e presentate al pubblico per la prima volta, in una mostra che si preannuncia essere una pietra miliare per lo studio del lavoro di questo grande ed eclettico artista. L’opera di Medalla, caratterizzata da un’assoluta libertà di espressione, esplora le possibilità di scambio e intersezione tra arte e vita, mixando grandi temi del presente come l’ecologia, l’identità culturale, la sessualità, l’etica del lavoro, senza mai preoccuparsi delle compartimentazioni attuate dalla società. Dandy e viaggiatore, dopo essere arrivato a Marsiglia da Manila già negli anni Sessanta Medalla ha vissuto a Londra, Parigi, Venezia, Berlino, New York e ancora a Manila, portando le esperienze di viaggio e di transizione all’interno del suo lavoro, spesso effimero e deperibile perché realizzato con materiali trovati, a ulteriore riprova della natura libera della sua pratica. Fortemente influenzato dall’arte e dalla letteratura europea del XIX e XX secolo, figura attiva nella Swinging London, Medalla è stato determinante nella breve ma pionieristica esperienza della Signals Gallery (1962–64) di Londra, nel collettivo di performance sperimentali The Exploding Galaxy (1967–68) e in quello politicamente impegnato degli Artists for Democracy di cui è stato presidente (1974-1977). In collaborazione con l’artista Adam Nankervis (1994) fonda The Mondrian Fan Club e la Biennale di Londra (2000), dove i processi di collaborazione e scambio hanno continuato a essere centrali. Come suggerisce il titolo, Parables of Friendship comprende ugualmente impegno sociale e trascendenza, le due caratteristiche principali della pratica di Medalla: la molteplicità della sua produzione instancabile e la sua continua ricerca di connessioni rivelano una ricerca di “unicità del tutto” attraverso le differenze e una relazione con l’essere profondamente esperienziale e sentimentale. Nella sua opera si riflettono paradossi e traumi parte dell’identità culturale, identità che per lui resta un processo multitemporale e multidirezionale. David Medalla: Parables of Friendship a cura di Steven Cairns e Fatima Hellberg allestimento a cura di Michael Kleine La mostra è stata realizzata con il Bonner Kunstverein in collaborazione con il David Medalla Archive, Berlino.

Museion Piazza Piero Siena 1, Bolzano, BZ
Unruly Connections
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Exhibitions
Martedì, 28 Giu 2022 10:00-13:00 | 15:00 - 19:00
L'evento si tiene dal 14 Mag 2022 al 30 Lug 2022

Alessandra Ferrini 13.05 – 30.07.2022 A cura di Emanuele Guidi Alessandra Ferrini si occupa da tempo dell’archivio della colonialità italiana concentrandosi sulle relazioni tra Italia e Libia. A partire da una riflessione sulla cosiddetta “penetrazione pacifica” come pratica di insediamento che collega il colonialismo interno ed esterno italiano – in particolare l’Alto Adige e la Libia - Unruly connections analizza pratiche di resistenza alla violenza coloniale. Partendo dalla definizione di “untidy connections” coniata da Ann Laura Stoler e Carole McGranahan, una serie di personaggi e opere letterarie che hanno sfidato la censura relativa alla documentazione del genocidio italiano in Libia, portano alla luce relazioni tra i margini imperiali. Al centro di questa opera è la traduzione in italiano, per la prima volta, del breve romanzo “Il coscritto” di Gebreyesus Hailu. Scritto nel 1927, fu tramandato oralmente a causa della censura italiana e fu finalmente pubblicato nel 1953. Primo romanzo in lingiua tigrina e uno dei primi esempi di letteratura anticoloniale, rimane praticamente sconosciuto poiché è stato tradotto in inglese solo nel 2013. La traduzione italiana, a cura dello storico Uoldelul Chelati Dirar, offrirà una riflessione su pratiche militanti di scrittura e traduzione. La mostra opererà quindi anche come spazio di lettura e approfondimento. Questa storia si intreccerà anche con la vicenda della coscrizione forzata in Alto Adige durante l’occupazione dell’Etiopia nel 1935-41 evidenziando la complicata relazione tra il processo di italianizzazione e le gerarchie razziali che contraddistinguono l’imperialismo europeo.

ar/ge Kunst Via Museo, 29, Bolzano, BZ
Vita, morte e miracoli
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Exhibitions
Martedì, 28 Giu 2022 10:00-18:00 |
L'evento si tiene dal 11 Giu 2022 al 08 Gen 2023

Il 10 giugno del 1315 come per miracolo rintoccarono tutte le campane della città di Treviso e annunciarono la morte di Enrico da Bolzano. Donne e uomini si riversarono nelle strade e raggiunsero la cattedrale e per giorni vegliarono la salma di colui che per tanti anni era vissuto tra loro come semplice bracciante. Ben presto i fedeli vennero da ogni dove, da Brescia, Chioggia, Feltre, Ferrara, Padova, Perugia, Venezia o Verona, per pregare alla sua tomba. Entro breve si verificarono i primi eventi miracolosi; la città e la chiesa decisero di erigere una cappella in onore del defunto. Vita, virtù e prodigi del povero lavoratore sarebbero state documentate e una delegazione venne inviata ad Avignone presso il papa per chiedere la canonizzazione. Nell’anno 1750 Enrico venne proclamato beato da papa Benedetto XIV. Nel 1759 Bolzano ricevette alcune reliquie con approvazione del capitolo del Duomo di Treviso e del senato della Repubblica di Venezia. Queste vennero poi accompagnate da una sontuosa processione, alla quale parteciparono tutti i ceti sociali della città, dalla Cappella della Madonna di Loreto presso il ponte sull’Isarco fino all’odierno Duomo di Bolzano. Con questo festoso evento prese inizio la storia di Enrico di Bolzano come patrono della sua città natale. Visite guidate Siete curiosi di sapere tutto sulla storia di Castel Roncolo e il suo ciclo di affreschi? Allora prenotatevi subito per una delle nostre visite guidate che proponiamo tutti i giorni alle ore 15.30.

Castel Roncolo S. Antonio 15, Bolzano, BZ
TOGETHER. Interact – Interplay – Interfere
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Exhibitions
Martedì, 28 Giu 2022 10:00-18:00 |
L'evento si tiene dal 25 Giu 2022 al 25 Set 2022

a cura di: Judith Waldmann Dopo oltre due anni di pandemia, di distanziamento e di restrizioni sociali, Merano Arte intende porre al centro della sua programmazione il tema della comunità. Che significato ha la comunità nella società contemporanea e quali tipi di comunità esistono? Quali possibilità si aprono e quali pericoli si corrono quando il potere d’azione individuale si unisce a quello di molti, formando un collettivo? La mostra intende indagare le differenti forme di comunità attraverso l’arte. Da una parte, comprenderà una serie di opere che raccontano come in gruppo si possa crescere al di là di se stessi e raggiungere obiettivi significativi, mentre dall’altra metterà in discussione la tendenza dei gruppi a reprimere differenze e individualità. TOGETHER sarà articolata in differenti sezioni: INTERACT - sta per azioni collettive e progetti partecipati realizzati in loco, come ad esempio la progettazione di un orto comunitario sulla terrazza del Kunsthaus. INTERPLAY - sta per opere in cui i visitatori e le visitatrici possono interagire tra loro in modo ludico. INTERFERE - sta per arte che fa appello all'impegno politico e sociale, all'empatia e al senso di responsabilità dei visitatori e delle visitatrici. La mostra riflette l’intenzione di Merano Arte di proporre tipologie artistiche che possano essere fruite, anziché in forma passiva, attraverso una partecipazione attiva e consapevole.

Merano Arte Via dei Portici 163, Merano, BZ
Léonie Hampton from the Artist Collective Still/Moving - Mat
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Exhibitions
Martedì, 28 Giu 2022 15:00-19:00 |
L'evento si tiene dal 01 Giu 2022 al 02 Lug 2022

Léonie Hampton from the Artist Collective Still/Moving - Matter at Hand Si tratta semplicemente di una chiave che permette di accedere a un universo. Per evitare di diventare ciechi e indifferenti, per tenere i nostri sensi all'erta. Si tratta di un dono semplice e generoso a un mondo che è capace di evolversi da solo non appena noi saremo in grado di connetterci con esso, e questo significa fare attenzione. ?Christian Cajoulle scrive sul lavoro di Léonie Hampton La pratica di Léonie attira l'attenzione su problemi e tensioni che orbitano attorno a lei. Utilizzando la macchina fotografica per farsi strada, le sue fotografie sono coinvolte in un costante processo di metamorfosi, tracciando vie attraverso terreni emotivi complessi. Inclinando lo specchio direttamente verso la sua vita, ci offre un'interazione con un altro mondo. Léonie segue l'invito che Donna Haraway fa a noi tutt* di "restare a contatto con il problema", cercando di spostare la percezione della realtà, offrendo altre possibilità e modi di essere. È la questione, non sarà mai il "soggetto". In Escape in Israel (2004) si vede l’inquieta vicinanza tra i/le militari, i/le laici/he e i/le religios* che permea questa parte del mondo tormentata dal conflitto. Un luogo in cui i confini e il territorio sono soggetti mortali, dove i riti quotidiani continuano, trascendendo la minaccia reale e perpetua della violenza. Dopo aver fotografato numerose famiglie in tutto il mondo, nella fotografia e nei film In the Shadow of Things (2011), Handwashing (2017) e Bron Folding (2017) Léonie rivolge la sua attenzione alla propria famiglia. La casa di sua madre, sottoposta alle leggi irrazionali e caratteristiche del DOC (disturbo ossessivo compulsivo), è "come un universo fiabesco, contemporaneamente attraente e forse inquietante. Il DOC la spinge a mettere ossessivamente le cose nell'ordine più perfetto possibile per poi riportarle d’improvviso a uno stato di disordine, essendo lei stessa l'unica a conoscere e inventare una logica alla base. Con la Commissione di Roma, Mend (2018), l'artista ha individuato un'opportunità unica per esplorare le sue ansie su come il mondo contemporaneo possa sentirsi dislocato. Includendo i suoi timori per le prossime generazioni, dalla paralisi mostrata dall'umanità di fronte alla distruzione dell'ambiente alla crescente divisione della ricchezza che ora incoraggia così tanti a rischiare la vita per attraversare confini pericolosi. Léonie ha provato a capire come dovrebbe interpretare questa visione di un mondo spezzato. Ha cercato gli edifici semi finiti e i progetti urbani abbandonati di Roma, le sue terre incolte che tornano a essere selvagge e le città temporanee di cartone sulle rive del Tevere, costruite da migranti intrappolati in un limbo legale. Attraverso le fotografie della sua famiglia, dei suoi figli giovani e del loro giardino, A Language of Seeds (2020), esplora la saggezza arcaica dei semi. I semi come "pietre di paragone botaniche che impongono un radicamento, un ritorno alla terra." (Christian Keeve). Nel Candido, Voltaire afferma che "dobbiamo curare i nostri giardini". Rebecca Solnit chiede: "È una dichiarazione di sconfitta o è un manifesto per la cura del giardino come un insieme più ampio di intenzioni e interventi? Se piantare ortaggi permette l’isolamento dai supermercati e dall’agricoltura industriale, è un atto politico e una vittoria politica, forse anche un attacco con le sembianze di una ritirata". La mano nera di carbone di un uomo ci mostra una spirale, come una sorta di scappatoia nel tempo. Bambini e piante diventano le nostre guide. Il film Worlding (Still/Moving 2021) esplora come potrebbe esserci un rapporto diverso con la terra, la natura e il luogo, offrendo nuove possibilità guidate da voci spesso ignorate. Our body is a planet (2022) esplora la maniera in cui i funghi ri-tessono la morte nella vita. Il film sfida il modo in cui pensiamo a noi stessi come entità individuali geneticamente stabilite, indipendenti dall'ambiente circostante. I percorsi simbiotici e patogeni dei funghi mettono in discussione il nostro immaginario animale e i sistemi di vita moderni e meccanici. E’ adesso il momento giusto per ricalibrarci? Per ri-incantarci tra di noi e con i nostri partner “più che umani”, "perché noi siamo umani solo nel contatto e nella convivialità, con quello che non è umano" (David Abram).

Galleria Foto Forum Via Weggenstein 3F, Bolzano, BZ
Fondazione Provincia

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