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Eventi suggeriti

L'Abécédaire – A comme Animal
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Exhibitions
Sabato, 28 Mar 2020 16:00-19:00 |
L'evento si terrà oggi, domani e ogni giorno fino a Sab 04 Apr 2020

Mostra personale dell‘artista Diego Perathoner Sabato 7 marzo Diego Perathoner presenterà nella Vijion Art Gallery di Ortisei le sue nuove opere grafiche, che affondano le proprie radici in un mondo faunistico. Le considerazioni di Gilles Deleuze e Vilém Flusser assegnano una nuova comprensione del mondo zoologico. Diego Perathoner cerca di svelare queste affermazioni tramite una frammentazione mirata del riconoscibile. Egli trasforma immagini preesistenti e ne fa emergere nuove configurazioni di senso. Indaga gli aspetti della rappresentazione ordinaria animalesca, trasformandola in qualcosa di incomprensibilmente soggettivo. Con l’intervento che Perathoner propone, si aprono nuove relazioni e rapporti con gli animali. I suoi disegni ispirano la cognizione per la totalità dell’esistenza e dunque anche alla consapevolezza della nostra somiglianza con l’animale: ruvidità, addomesticamento, vulnerabilità – ma è soprattutto la diversità intangibile della nostra specie che affrontiamo nella serie dei suoi disegni. Con questa mostra l’artista richiama l’uomo alle sue responsabilità, riportandolo a una concezione più umana dell’esistenza, ma anche a un impulso ecologico di riduzione per tornare a un principio più sano di vita personale e collettivo. Diego Perathoner, nato il 08.08.1981 a Bressanone 2004 al 2011 studio all’Accademia di belle Arti a Monaco di Baviera con Prof. Stephan Huber 2010 titolo di maestro 2012 diploma vive e lavora a Ortisei e a Monaco di Baviera

Vijion Art Gallery Pontives 26 Val Gardena, Ortisei, BZ

Eventi

Peter Wächtler
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Exhibitions
Sabato, 28 Mar 2020
L'evento si terrà oggi, domani e ogni giorno fino a Sab 09 Mag 2020

La mostra personale di Peter Wächtler è la seconda commissione che la Fondazione Antonio Dalle Nogare affida ad un artista emergente e che occupa tutto il piano terra degli spazi di via Rafenstein. Invitato a pensare ad un progetto site-specific per gli spazi e per il contesto sia della città sia della regione, Wächtler è tornato in visita più volte durante l’anno e ha analizzato luoghi fisici e di produzione che lo hanno ispirato nella realizzazione di un progetto composto di opere scultoree, fotografiche, pittoriche e video. Il risultato è una mostra complessa nella quale l’artista mette in evidenza alcuni aspetti caratteristici della sua pratica: l’interesse per tecniche artistiche tradizionali e artigianali; la necessità di costruzione narrativa simile a quella di un racconto (Wächtler è anche uno scrittore) e la capacità di muoversi liberamente tra diversi mezzi espressivi. Tutti questi mezzi diventano tappe di un racconto nel quale il personale si mescola all’impersonale, il soggettivo all’oggettivo, il reale al surreale o all’irreale.

Fondazione Antonio Dalle Nogare Via Rafenstein 19, Bolzano, BZ
Mostra fotografica: Isabelle Bacher | Im Norden
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Sabato, 28 Mar 2020 07:00-20:00 |
L'evento si terrà oggi, domani e ogni giorno fino a Ven 05 Giu 2020

Isabelle Bacher, nata nel 1976 a Lienz, Austria, madre norvegese, padre austriaco, nel 2013 decide di trasferirsi per cinque anni in Norvegia del Nord (Artico). La sua professione di architetto permette flessibilità geografica e la possibilità di vivere la sua passione per la fotografia di paesaggio. Ritrae l’immensità dei fiordi solitari, la bellezza incredibile dei ghiacciai, le maestose montagne e la luce mozzafiato dell’estremo Nord. La sua passione è rendere visibile l’architettura e le forme create dalla natura dall’era glaciale fino ai nostri giorni. Le sue fotografie sono state esposte in Norvegia, Austria Francia e Gran Bretagna e pubblicate da riviste di fotografia internazionali come National Geographic e The Times. In ottobre del 2019 ha pubblicato il suo libro “Im Norden” in collaborazione con Red Bull, Terra Mater e Benevento publishing. Isabelle Bacher si è avventurata in questo viaggio al Circolo Polare ed oltre, in una terra mistica, selvaggia, aspra, gelida e meravigliosa. Il libro raccoglie le sue fotografie straordinarie della Scandinavia e racconta le sue avventure e esperienze molto personali.

Kunstraum Café Mitterhofer Via Peter Paul Rainer 4, San Candido, BZ
R FOR RESONANCE
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Sabato, 28 Mar 2020 10:00-13:00 | 15:00 - 19:00
L'evento si terrà oggi e ogni settimana fino a Sab 09 Mag 2020 nei giorni di: Martedi Mercoledi Giovedi Venerdi Sabato

21 Febbraio – 9 Maggio 2020 A cura di Emanuele Guidi Con R for Resonance, ar/ge kunst è lieta di presentare la prima mostra personale in Italia dell’artista Ho Tzu Nyen. Questa installazione in VR (realtà virtuale) è l’ultimo capitolo del suo progetto a lungo termine e tutt’ora in corso The Critical Dictionary of Southeast Asia (2012 - ). R for Resonance indaga il Gong come strumento che, attraverso la musica rituale, lega la società, l’individuo e il paesaggio. La prima installazione virtuale di Ho Tz Nyen, studia quindi le implicazioni concettuali e materiali del bronzo e la sua “risonanza” con l’identità ecologica, storica e politica del Sud Est Asiatico e della contemporaneità. Ho Tzu Nyen (*1976 vive e lavora a Singapore,) lavora con il film, il video, la performance e il teatro. Le sue mostre personali includono: Artspace, Sydney (2011); Mori Art Museum, Tokyo (2012); Asia Art Archive, Hong Kong (2017); McaM, Shanghai (2018); TPAM, Yokohama (2018); Edith Russ Haus, Oldenburg (2019).

ar/ge kunst Via Museo 29, Bolzano, BZ
R for Resonance
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Sabato, 28 Mar 2020 10:00-13:00 | 15:00 - 19:00
L'evento si terrà oggi e ogni settimana fino a Sab 09 Mag 2020 nei giorni di: Martedi Mercoledi Giovedi Venerdi Sabato

21.02. – 09.05.2020 Inaugurazione 21 Febbraio, ore 19 A cura di Emanuele Guidi Nella sua prima mostra personale in una istituzione italiana, l’artista Ho Tzu Nyen presenta R for Resonance, l’ultima integrazione al suo progetto in divenire dal titolo The Critical Dictionary of Southeast Asia (CDOSEA). Iniziato nel 2012, CDOSEA è un progetto di ricerca a lungo termine sul “Southeast Asia”, il Sudest asiatico, regione di provenienza dell’artista e identità geografica forgiata e imposta dai poteri coloniali Britannici negli anni ’40 come modo per unire ed amministrare un vasto territorio popolato da comunità con lingue, credenze e organizzazioni sociopolitiche differenti. Espandendo costantemente il CDOSEA Ho Tzu Nyen produce un approccio metodologico sostenibile che gli permette di portare avanti un’indagine critica continua sull’identità di una regione modellata da confini confusi. R for Resonance si articola in un’esperienza di realtà virtuale (VR), un audio-video installazione ed un wall text editato appositamente per l’iterazione ad ar/ge kunst: un ambiente composito che scandisce l’incontro del pubblico con i diversi livelli di significato dell’opera e con la complessità della pratica artistica che attraversa vari media e discipline come film, teatro, musica e scrittura. Ho Tzu Nyen esplora il fenomeno della risonanza come qualità associata con il suono del gong, uno strumento in bronzo utilizzato in tutta la regione per accompagnare musicalmente i rituali spirituali e sociali. La risonanza è proposta quindi come “motore concettuale principale” attraverso cui poter pensare il Sudest asiatico e le relazioni tra tutti i suoi elementi. In questo contesto la realtà virtuale opera come una macchina editoriale immersiva che favorisce forme di comprensione “altre” rispetto all’intelletto; si tratta di una tecnologia che asseconda una forma di conoscenza fisica, cognitiva ed empatica e permette di muoversi attraverso il groviglio di soggetti, viventi e non, paesaggi e materiali, climi e storie che popolano e costituiscono il Southeast Asia. Biografia Ho Tzu Nyen ha studiato arti figurative al Victorian College of the Arts di Melbourne e Studi sul Sudest asiatico alla National University di Singapore. Mostre personali includono, tra le altre: Artspace, Sydney (2011); Mori Art Museum, Tokyo (2012); Asia Art Archive, Hong Kong (2017); McaM, Shanghai (2018); TPAM, Yokohama (2018); Edith Russ Haus, Oldenburg (2019). Nel 2011 Ho Tzu Nyen ha rappresentato Singapore alla 54esima Biennale di Venezia. Recenti mostre collettive comprendono: 10. Shanghai Biennial (2014); Guggenheim, Bilbao (2015); Guggenheim, New York (2016); QAGOMA, Brisbane (2016); House of World Cultures, Berlin (2017); Dhaka Art Summit, Dhaka (2018); Gwangju Biennial, Gwangju (2018); National Gallery, Singapore (2018); Sharjah Biennial 14 (2019). Nel Dicembre 2019 Ho Tzu Nyen è stato menzionato nella Power 100 di Artreview, la classifica delle personalità più influenti nel mondo dell’arte contemporanea. Con il gentile supporto di: Provincia Autonoma di Bolzano, Ripartizione Cultura dr. Schaer Fondazione Cassa di Risparmio, Sudtirolo Comune di Bolzano, Ripartizione Cultura

ar/ge kunst Via Museo 29, Bolzano, BZ
Studiato a Innsbruck
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Sabato, 28 Mar 2020 10:00-16:00 |
L'evento si terrà oggi, domani e ogni settimana fino a Dom 03 Mag 2020 nei giorni di: Martedi Mercoledi Giovedi Venerdi Sabato Domenica

Ricordi di studentesse e studenti altoatesini: Un progetto espositivo partecipativo in occasione dei 350 anni dell’Università di Innsbruck Nel 2019 l’Università di Innsbruck festeggia il 350° anniversario della sua fondazione con un ricco programma annuale che ha preso il via il 31 gennaio con la première della compositrice altoatesina Manuela Kerer al Kongresshaus di Innsbruck. Come Kerer – legata a doppio filo a questa università per i suoi studi di giurisprudenza e psicologia assolti contemporaneamente allo studio di composizione musicale – molte studentesse e molti studenti altoatesini hanno mantenuto un legame professionale ed emotivo con l’Università di Innsbruck anche dopo aver terminato gli studi. Questo legame sarà il tema della mostra Studiato a Innsbruck. Ricordi di studentesse e studenti altoatesini.

Forte di Fortezza Via Brennero, Fortezza, BZ
Risentimento / Ressentiment
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Sabato, 28 Mar 2020 10:00-18:00 |
L'evento si terrà oggi, domani e ogni settimana fino a Dom 14 Giu 2020 nei giorni di: Martedi Mercoledi Giovedi Venerdi Sabato Domenica

Artista/i: Teodora Axente, Francesca Grilli, Massimo Grimaldi, Klara Lidén, Christian Niccoli, Riccardo Previdi, Liesl Raff, Monika Sosnowska, Barbara Tavella, Wolfgang Tillmans, Beatrice Volpi, Raul Walch, Gernot Wieland a cura di: Christiane Rekade “Il risentimento è come bere del veleno ed attendere che l'altra persona muoia” (Malachy McCourt). “Risentimento”, dal francese ressentir, indica letteralmente un sentimento che si protrae nel tempo, che si ripete, una forma di rancore recondito e reiterato. Il dizionario tedesco Duden lo definisce come «un pregiudizio, un senso di inferiorità o affine, basato su un’avversione emotiva spesso inconscia». Il risentimento viene così assunto a stato emotivo che, come pochi altri, caratterizza il nostro tempo. Non si tratta solo di una sensazione individuale ma descrive piuttosto una condizione sociale e una strategia politica con particolari forza e dinamismo. La mostra è parte di una collaborazione interdisciplinare tra KUNST MERAN MERANO ARTE, l’associazione Conductus e la casa editrice Alpha Beta. A partire da una riflessione su quale sia nel nostro tempo il significato più profondo di questo termine, le tre istituzioni intendono indagarlo da un punto di vista letterario, musicale e artistico, pianificando una serie di eventi e progetti che vanno al di là delle distinzioni tra le diverse discipline. Il punto di partenza del progetto, ideato da Aldo Mazza della casa editrice Alpha Beta, è una collana che ha visto 10 diversi autori contemporanei (5 di lingua italiana, 5 di lingua tedesca) cimentarsi con questo tema realizzando dei racconti, che saranno tradotti nell’altra lingua a marzo 2020. Ensemble Conductus, sotto la direzione di Marcello Fera, dedicherà la prossima edizione del festival annuale Sonora al tema del Risentimento/ Ressentiment e proporrà nuove produzioni e concerti appositamente realizzati per questa occasione. La mostra ospitata da KUNST MERAN MERANO ARTE intende dunque approfondire questo sentimento nei suoi aspetti e meandri più reconditi, tanto nel significato peculiare di ciascun individuo quanto nelle sue valenze sociali e politiche. Quali forme e quali espressioni può assumere questo sentimento? Quali posizioni possono prendere gli artisti in relazione a questa tematica? Inoltre, la mostra proverà a indagare questa sensazione di “avvelenamento volontario” che rende la vita impossibile da un’altra prospettiva, cercando delle alternative al circolo vizioso innescato dal risentimento.

Merano Arte Via dei Portici 163, Merano, BZ
Elisa Alberti fragments
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Sabato, 28 Mar 2020 10:00-12:00 | 16:00 - 18:00
L'evento si terrà oggi e ogni settimana fino a Sab 04 Apr 2020 nei giorni di: Martedi Mercoledi Giovedi Venerdi Sabato

Nella mostra fragments, ospitata alla Galleria Prisma, Elisa Alberti espone in diversi formati opere di nuova creazione. Muovendosi fra pittura e disegno, Elisa Alberti congiunge fra loro elementi delle due arti. Il linguaggio astratto-formale dei suoi lavori prende spunto dall’oggettività del quotidiano. Come su un campo da gioco, Elisa Alberti sparge colori, forme e linee sulla tela, sulla carta o sul legno. Sovrapponendo e stratificando alternanze di forme e frammenti grafici e organici, lo sfondo e il primo piano diventano equi protagonisti del suo processo creativo. Le sue composizioni sono limitate a poche tonalità cromatiche, ampliate e arricchite da gradazioni e sfumature. Ne nascono dipinti e disegni, per lo più creati nello stesso formato, accomunati dall’aderire a un principio formale affine. Alla Galleria Prisma sono esposte alcune serie di piccolo formato, provenienti da diversi cicli, e dipinti, più grandi, su tela. A creare in questo contesto un nuovo piano di osservazione sono i supporti in acciaio inseriti dall'artista nella sala e recanti opere su ambedue i lati. I lavori si staccano così dalla parete per spingersi nello spazio, aprendo all’osservatore prospettive cangianti sulla mostra. L'installazione audiovisiva "flying fragments", realizzata appositamente per la mostra, nasce da una collaborazione tra Elisa Alberti e Alexander Ebner e, nella seconda parte del percorso espositivo, propone un susseguirsi di frammenti dipinti e digitalizzati delle opere dell'artista. In collaborazione con Alexander Ebner / video & sound design. La mostra ospitata negli ambienti della Galleria Prisma rimarrà aperta fino al 4 aprile 2020. ELISA ALBERTI Nata a Kiel, in Germania, il 9 giugno 1992 e cresciuta a Brunico (BZ). All’Accademia di Belle Arti di Vienna ha studiato Grafica e Tecniche tipografiche nelle classi dei professori Gunter Damisch e Christian Schwarzwald. PARTECIPAZIONI A MOSTRE 2013 “Why should I be original” Galleria Prawneg & Wolf, Brunico 2015 “Absberggasse voraus”, HilgerBROTKunsthalle, Vienna 2015 “Die From”, spazio d’arte HERR LEUTNER, Vienna 2016 Mostra collettiva con Johannes Bosisio, spazio d’arte Variatio, Brunico 2016 “Punkt.Strich”, spazio progettuale das Manfred, Vienna 2018 “Druckgraphik am Brillantengrund”, Hotel am Brillantengrund, Vienna 2018 "GENESIS", Tryfon Art Residency, Lesbo (Grecia) 2018 "19/Kunstakt/Handle with care”, studio legale associato Fellner Wratzfeld Partner, Vienna 2019 "New Tradition" nell'ambito della settimana internazionale dell'architettura Bina19, Likovna Galerja, Belgrado, tramite il Südtiroler Künstlerbund 2019 "Between the lines", Xhibit, Vienna 2019 “Augenlust”, Galleria Sophiavonhier, Salisburgo 2019 Artist Statement Parallel Vienna con la Galleria Sophiavonhier, Vienna 2019 "Relation", Galleria Paul Hafner, St. Gallen 2019 "Living Studio", Freiraum Q21, Vienna (a cura e organizzato dalla Jan Arnold Gallery)

Galleria Prisma Via Weggenstein 12, Bolzano, BZ
Bressanone nelle vedute del passato
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Sabato, 28 Mar 2020 10:00-17:00 |
L'evento si terrà oggi, domani e ogni giorno fino a Dom 08 Nov 2020

Bressanone, la città sede del Principato vescovile solcata dai fiumi Isarco e Rienza, è al centro di questa mostra. Numerosi disegni e stampe mostrano le sue vedute, singoli edifici e svariati motivi tratti dai suoi dintorni. I fogli esposti si distendono lungo l’arco di secoli, dalla più antica veduta incisa a stampa di Bressanone, del 1588, sino all’inizio del XX secolo. Molto di ciò che mostrano rimane invariato per circa 300 anni, ma numerosi sono anche i cambiamenti che vi vengono registrati.

Hofburg di Bressanone Piazza Palazzo Vescovile 2, Bressanone, BZ
A tavola con il Principe Vescovo
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Sabato, 28 Mar 2020 10:00-17:00 |
L'evento si terrà oggi, domani e ogni giorno fino a Dom 08 Nov 2020

Porcellane viennesi, argenteria tirata a specchio, vino pregiato e raffinate prelibatezze. Documenti e oggetti esposti nell’appartamento imperiale ci raccontano la cultura della tavola alla corte del principe vescovo di Bressanone. La mostra fa parte del progetto di collaborazione “Alla salute!”, promosso dall’Associazione musei Alto Adige. Attraverso mostre e raccolte, i musei che aderiscono al progetto raccontano la storia e la cultura del cibo e dei rimedi tradizionali nel Tirolo meridionale.

Hofburg di Bressanone Piazza Palazzo Vescovile 2, Bressanone, BZ
Tra Augusta e Venezia. La scuola pittorica della Val Passiri
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Sabato, 28 Mar 2020 10:00-17:00 |
L'evento si terrà oggi, domani e ogni settimana fino a Dom 07 Giu 2020 nei giorni di: Martedi Mercoledi Giovedi Venerdi Sabato Domenica

Nel corso di tre generazioni, tra il 1719 e il 1845 circa, una bottega di pittori attiva a San Martino in Passiria ha fornito dipinti alle chiese dell’omonima valle e dei dintorni. L’insediamento del pittore meranese Nikolaus Auer, fondatore di tale bottega, in un villaggio lontano dai centri artistici urbani è dovuto all’iniziativa di Michael Winnebacher, sacerdote amante dell’arte, attivo anche come poeta. Presso la bottega di Auer svolsero il loro apprendistato non solo i tre figli del maestro, ma anche diversi altri pittori barocchi, alcuni dei quali di importanza sovraregionale. Gli allievi più talentuosi, Johann Evangelist Holzer di Burgusio in Alta Val Venosta e Joseph Haller di San Martino, proseguirono la loro formazione nell’allora metropoli artistica di Augusta, proprio come a suo tempo aveva fatto il loro primo maestro. Mentre Holzer rimase ad Augusta affermandosi come uno degli artisti più celebrati della Germania meridionale, Haller, dopo il suo ritorno nella sua valle natale, realizzò numerosi dipinti ad olio di rara luminosità e raffinatezza cromatica. Il figlio di Nikolaus Auer, Johann Benedikt, invece, ricevette la sua formazione a Venezia e lavorò come incisore a Bolzano e a San Martino. A circa 300 anni dalla sua fondazione, per la prima volta una grande mostra è dedicata alla cosiddetta scuola pittorica passiriana. Le circa 80 opere esposte - per lo più dipinti e stampe, ma anche sculture e libri scritti da Michael Winnebacher - provengono sia da chiese e musei altoatesini, sia da collezioni austriache e germaniche. La mostra verrà inaugurata il 20 marzo alle ore 17.

Castel Tirolo Via del Castello 24, Tirolo, BZ
perspectives * ART spaces
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Sabato, 28 Mar 2020 10:00-16:00 |
L'evento si terrà oggi, domani e ogni settimana fino a Mar 02 Giu 2020 nei giorni di: Martedi Mercoledi Giovedi Venerdi Sabato Domenica

Il nuovo progetto di FabrikAzzurro presenta degli spazi d’arte all’interno di container mobili nel Forte Basso che intendono confrontarsi in vario modo con prospettive differenti, con lo spostamento del punto d’osservazione tra spazio e tempo. Chi visita la mostra si immerge in un’avventura sensoriale, diventano artefice dell’esplorazione di percezioni insolite. Un’esperienza contro la cecità del quotidiano. Un’installazione scenica che vuole collegare il viaggio onirico con la sospensione spazio-temporale.

Forte di Fortezza Via Brennero, Fortezza, BZ
Hermann Mahl – Autochrome
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Sabato, 28 Mar 2020 15:00-19:00 |
L'evento si terrà oggi e ogni settimana fino a Ven 10 Apr 2020 nei giorni di: Martedi Mercoledi Giovedi Venerdi Sabato

Di ritorno dal servizio militare intorno al 1883, Hermann Mahl (1860-1944) si dedicò con passione, come autodidatta e fotografo dilettante alla realizzazione di “diapositive” che presentava poi negli ambienti della borghesia brunichense. Mahl lavorava soprattutto con lastre fotografiche di vetro nei formati 13×18 cm e 9×12 cm. Ancor prima della fine del secolo si procurò un secondo apparecchio fotografico, probabilmente portatile, ed utilizzò per la produzione di fotografie anche delle pellicole di celluloide, soprattutto nel formato 6×9 cm. Le prime fotografie a colori realizzate con il procedimento “Autochrome” furono presentate al pubblico a Parigi il 10 giugno 1907 dagli inventori, i fratelli Lumière di Lione. Appena quattro mesi più tardi (!), nell’ottobre del 1907, si tenne già la prima mostra di fotografie a colori di Hermann Mahl, (realizzate con il procedimento “Autochrome” dei fratelli Lumière) nella sua libreria in Via Centrale a Brunico. Come Mahl sia venuto a conoscenza di queste “rivoluzionarie” lastre fotografiche a colori non è dato sapere. È certo però che in quanto rappresentante della borghesia colta brunicense era aperto al mondo e interessato all’arte, che aveva viaggiato molto negli anni precedenti e che intratteneva evidentemente buoni contatti con gli ambienti artistici e fotografici europei. Grazie alle lastre Autochrome (lastre fotografiche al bromuro d’argento) si può realizzare un’immagine su vetro con una sola ripresa, diretta e positiva nei colori giusti. Proprio il decennio che precedette lo scoppio della Prima Guerra Mondiale fu un periodo di cambiamenti, segnato anche dai lati negativi della civiltà tecnologica. Nelle fotografie di paesaggi nel trascorrere delle stagioni, realizzate da Mahl soprattutto in autocromia, si rispecchiano una sospensione ed una conservazione di un mondo considerato intatto che stava per scomparire. Era soprattutto l‘ambiente alpino ad essere considerato sinonimo di natura e libertà, simbolo della lontananza dalla vita cittadina che diventava sempre più frenetica. Fra i soggetti preferiti di Hermann Mahl c’erano i paesaggi, soprattutto le montagne che circondano la conca brunicense e quelle della Val Badia oltre a diverse vedute delle città di Brunico e Bolzano e dei dintorni. Alcune di queste immagini servivano tra l’altro come originali per cartoline e illustrazioni su giornali e per altri prodotti tipografici, quali ad esempio le guide turistiche. Un ulteriore ambito importante è rappresentato dalle fotografie di famiglia e da quelle di gruppo con amici e conoscenti. Hermann Mahl nacque nel 1860, figlio del tipografo e sindaco pro tempore di Brunico Johann Georg Mahl. Svolse un apprendistato quadriennale nell’azienda paterna prima di proseguire la sua formazione come compositore tipografico a Monaco di Baviera, Linz, Amburgo ed in altre località. Nel 1879 concluse a Stoccarda il suo apprendistato itinerante. Dopo il servizio militare lavorò come direttore tecnico nella tipografia a Brunico. Alla morte del padre assunse la direzione dell’intera azienda e continuò l’attività anche dopo fine della Prima Guerra Mondiale e il collasso della monarchia asburgica. Nel 1934 Hermann Mahl festeggiò solennemente i 60 anni di attività professionale. Morì nel 1944 all’età di 84 anni.

foto-forum Via Weggenstein 3f, Bolzano, BZ
Carlo Mussner - Formazioni cromatiche
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Lunedì, 30 Mar 2020 08:00-12:00 |
ogni settimana fino a Ven 15 Mag 2020 nei giorni di: Lunedi Martedi Mercoledi Giovedi Venerdi

La mostra espone una serie di quadri che, a prima vista, ricordano paesaggi rurali. Ma, nelle opere di Carlo Mussner, i gruppi di edifici e di case sono solo punti di partenza per le sue formazioni cromatiche. Con processi creativi ben ponderati, attraverso la semplificazione e la modulazione delle superfici, l’artista sviluppa paesaggi cromatici che, come un mosaico rasentano in parte l’astrazione. È il colore a dominare le opere, realizzate prevalentemente a olio. Indifferente alle tendenze moderne, Mussner costruisce la realtà in modo nuovo, evocando nell’osservatore impressioni raffinatamente ottiche ed emotive, unite talvolta a una nota lievemente critico-nostalgica sulla sua terra. Pittore e doratore di sculture in legno, nato a Ortisei nel 1938, Carlo Mussner frequenta la Scuola professionale in Val Gardena, scoprendo, grazie a Milli Schmalzl, la sua passione per la pittura. Dal 1954 è membro del Circolo Artistico Culturale di Ortisei, di cui è presidente dal 1965 al 1969. Le sue opere di vario genere sono state esposte in varie mostre in Italia e all’estero.

Municipio Via Walther-von-der-Vogelweide 30/A, Laion, BZ
Pazzi per la Luna
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Martedì, 31 Mar 2020 10:00-18:00 |
ogni settimana fino a Mar 02 Giu 2020 nei giorni di: Martedi Mercoledi Giovedi Venerdi Sabato Domenica

Il 21 luglio 1969 segna una tappa fondamentale nella storia dell’umanità. Per la prima volta un abitante della Terra, un essere umano, ha potuto camminare su un altro corpo celeste. “Pazzi per la Luna” racconta come un sogno si è trasformato in realtà. Partite con noi in un viaggio spazio-temporale, immergendovi nel contesto storico, nelle conquiste tecniche e in quell’euforia scientifica necessarie alla missione e scoprite il paesaggio lunare: un ambiente estraneo, invivibile, meraviglioso, che da 50 anni rappresenta una grandiosa sfida in un’esplorazione che non è ancora terminata.

Museo di Scienze Naturali dell'Alto Adige Via Bottai 1, Bolzano, BZ
Intermedia. Archivio di Nuova Scrittura
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Martedì, 31 Mar 2020 10:00-18:00 |
ogni settimana fino a Dom 07 Giu 2020 nei giorni di: Martedi Mercoledi Giovedi Venerdi Sabato Domenica

Museion Bolzano e Mart Rovereto presentano una doppia mostra sull’Archivio di Nuova Scrittura (ANS), la collezione di Paolo Della Grazia dedicata alle ricerche tra parola e immagine, con particolare attenzione ai movimenti della Poesia visiva e visuale, Poesia concreta e Fluxus. Nel 1998 il collezionista decise di collocare la sua raccolta, tra le più importanti del settore a livello mondiale, a Rovereto e Bolzano, per favorirne lo studio e la valorizzazione. Nasce da qui la doppia esposizione – Intermedia. Archivio di Nuova Scrittura, che si sviluppa contemporaneamente nei due musei. La mostra a Museion Intermedia presenta quasi duecento lavori di settanta artiste e artisti, in un percorso che, prendendo le mosse dalla storia e dall’attività dell’Archivio di Nuova Scrittura, ne lega i diversi nuclei di opere – dalla Poesia concreta al Fluxus alla Poesia visiva e visuale – alla luce del concetto di intermedialità. Utilizzato nel 1965 dall’artista Dick Higgins, il termine intermedia definisce forme artistiche fluide, che superano la tradizionale separazione tra i generi. In questo senso, Intermedia assume la connotazione di una terra inesplorata, che si trova tra collage, musica, teatro, arti visive. Al contempo, la mostra intende contestualizzare la produzione artistica delle esperienze verbo-visuali sottolineandone il respiro internazionale e la connessione con altre ricerche artistiche contemporanee. “Negli anni dal 1960 al 1980 il Paese è stato percorso dal boom economico, dalla contestazione del ’68 e poi dal periodo drammatico del terrorismo. Pensavo che i lavori e gli scritti degli artisti verbovisuali italiani e stranieri riflettessero quei momenti e li rappresentassero secondo una prospettiva inedita e profonda, diversa da quella della società borghese e imprenditoriale nella quale ero cresciuto, vivevo e lavoravo.” Così Paolo Della Grazia a proposito della sua raccolta. “Con le loro fratture, dissonanze, contaminazioni e contro-narrazioni i linguaggi della poesia visiva rappresentavano e rappresentano degli spazi di libertà dal conformismo. In un momento storico di facili slogan, credo che il compito di un’istituzione culturale risieda proprio nella capacità di attirare l’attenzione su questo tipo di interstizi e rendere apprezzabili le zone di grigio: quell’idea di un “in-between” professata dal filosofo creolo Eduard Glissant, a cui Museion si è ripetutamente votata. In questo senso, la mostra non è solo un omaggio alla figura di Paolo Della Grazia e alla sua visionarietà come collezionista, ma ribadisce come la rivoluzione linguistica italiana e internazionale degli anni Sessanta e Settanta sia più attuale che mai” – così Letizia Ragaglia, direttrice di Museion. A cura di Letizia Ragaglia, in collaborazione con Andreas Hapkemeyer, Elena Bini, Frida Carazzato, Giorgio Zanchetti

Museion Piazza Piero Siena 1, Bolzano, BZ
Mercedes Azpilicueta, Bestiario de Lengüitas
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Martedì, 31 Mar 2020 10:00-18:00 |
ogni settimana fino a Mer 13 Mag 2020 nei giorni di: Martedi Mercoledi Giovedi Venerdi Sabato Domenica

Museion presenta, nell’ambito di un progetto di collaborazione internazionale, la prima personale in Italia di Mercedes Azpilicueta (La Plata, Argentina, 1981). In un mondo che richiede ordine, efficienza e trasparenza il progetto di Azpilicueta si muove sul filo del caos e dell’eccesso. Bestiario de Lengüitas prende infatti le mosse da una sceneggiatura scritta dall’artista per una performance futura che potrebbe o meno accadere. Disegni, costumi, sculture, installazioni audio e video, wallpaper e un coro di personaggi grotteschi abitano lo spazio espositivo, che si presenta come un palcoscenico – anche il pubblico è coinvolto con tutti i sensi in questa esperienza. Attraverso la combinazione di strategie visive e teatrali e una forte componente umoristica, l’artista ci invita così a mettere in discussione i modi in cui abitiamo questo mondo. A cura di Virginie Bobin In collaborazione con CentroCentro di Madrid e CAC Brétigny

Museion Piazza Piero Siena 1, Bolzano, BZ
Jugendschauspielstück TSCHICK
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Venerdì, 03 Apr 2020 20:00-22:00 |
Venerdì 03 Apr 2020

TSCHICK Ein Jugendschauspielstück von Wolfgang Herrndorf Es ist der erste Tag der Sommerferien. Die Mutter des 14-jährigen Maik ist beim jährlichen Entzug, sein Vater mit jugendlicher Geliebter auf Geschäftsreise, der Rest der Klasse eingeladen bei der Geburtstagsfeier der Jahrgangsschönsten. Und Maik allein mit Villa, Pool und 200 Euro Taschengeld. Da taucht Tschick vor Maiks Haustür auf, in einem geklauten Auto…? im Keller des Binderhof Eppan Kaltererstraße 5, 39057 Eppan Vorstellungen Premiere: 03.04.20 um 20:00 Uhr 04.04.2020 um 20:00 Uhr 05.04.2020 um 17:00 Uhr 09.04.2020 um 20:00 Uhr 10.04.2020 um 20:00 Uhr 11.04.2020 um 20:00 Uhr Regie Christian Mair Mit Valentina Bozzetta Aaron Kerschbaumer Fabian Kiener Nora Viehweider Julia Wieser TICKET HOTLINE +39 333 8005887 ticket@murx.it Eintrittspreis 10€ Freie Platzwahl

Binderhof, Via Caldaro 5, Appiano VIA BOLZANO 8, Appiano s.s.d.v, BZ
Peter Fellin. Meditazioni
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Exhibitions
Sabato, 04 Apr 2020 10:00-17:00 |
ogni giorno fino a Dom 08 Nov 2020

La Hofburg di Bressanone e il Museion rendono omaggio all’artista Peter Fellin (Revò 1920 – Merano 1999) in occasione dei cento anni della sua nascita. La mostra si svolge come un dialogo tra i lavori di Fellin, provenienti dalla Collezione Museion e alcune opere della Collezione della Hofburg. Il confronto con le “cose ultime” della vita umana, come la morte, il giudizio e l’eternità, è il livello su cui le opere dell’artista e l’arte religiosa si incontrano. In questo senso, la scelta dei dipinti e delle installazioni in mostra si riferisce a importanti fasi nell’opera di Peter Fellin: gli Schreiber (Scriventi), gli Evangelisten (Evangelisti), le Schriften (Scritture) ed i Meditationsbilder (opere meditative). Questi lavori sono in dialogo con sculture medioevali, immagini devozionali, manoscritti e frammenti di un affresco di Paul Troger.

Hofburg di Bressanone Piazza Palazzo Vescovile 2, Bressanone, BZ
Peter Fellin Meditazioni
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Exhibitions
Domenica, 05 Apr 2020 10:00-17:00 |
ogni giorno fino a Sab 31 Ott 2020

Museion e il Museo diocesano di Bressanone rendono omaggio all’artista Peter Fellin (Revò 1920–Merano, 1999) in occasione dei cento anni dalla sua nascita. La mostra si svolge come un dialogo tra i lavori di Fellin, provenienti dalla Collezione Museion e alcune opere della Collezione del Museo Diocesano. Il confronto con le “cose ultime” della vita umana, come la morte, il giudizio e l’eternità, è il livello su cui le opere dell’artista e l’arte religiosa si incontrano. In questo senso, la scelta dei dipinti e delle installazioni in mostra si riferisce a importanti fasi nell’opera di Peter Fellin: gli Schreiber (Scriventi), gli Evangelisten (Evangelisti), le Schriften (Scritture) ed i Meditationsbilder (opere meditative). Questi lavori sono in dialogo con sculture medioevali, immagini devozionali, manoscritti e frammenti di un affresco di Paul Troger.

Museo Diocesano Palazzo Vescovile Piazza Palazzo Vescovile 2, Bressanone, BZ
Fondazione Provincia

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