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Eventi Exhibitions

Eventi

ArteSport - Nel cerchio dell’arte
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Exhibitions
Sabato, 23 Feb 2019
L'evento si terrà oggi e ogni settimana fino a Gio 28 Feb 2019 nei giorni di: Lunedi Martedi Mercoledi Giovedi Venerdi Sabato

Opere d’arte, mito e prestazioni atletiche, giochi e discipline sportive in un percorso narrato attraverso immagini virtuali e opere reali. Percorso multimediale ed espositivo dedicato ai temi di arte e sport, dal contemporaneo all’antichità. La proiezione circolare, le postazioni interattive, il tour in realtà virtuale del Museo Archeologico di Napoli e un videogame per smartphone/tablet ripercorrono oltre venti secoli di atletismo e arte attraverso i momenti più appassionanti di questo binomio. In prestito dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli, è esposta la statua bronzea del I secolo a.C. “Corridore o lottatore”.

La scuola nelle valli ladine
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Exhibitions
Sabato, 23 Feb 2019
L'evento si terrà oggi, domani e ogni giorno fino a Dom 26 Mag 2019

Con questa mostra il Museum Ladin celebra i 70 anni di “scuola paritaria” nelle valli ladine. La mostra è organizzata in collaborazione con la Ripartizione Scuola e Cultura ladina, l’Intendenza scolastica ladina e le direzioni scolastiche. Coinvolge – e tematizza – anche le scuole ladine di Livinallongo, Ampezzo e della Val di Fassa.

Juri Nesterov | A Life: pictures from Ukraine
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Exhibitions
Sabato, 23 Feb 2019 07:00-20:00 |
L'evento si terrà oggi e ogni settimana fino a Ven 29 Mar 2019 nei giorni di: Lunedi Martedi Mercoledi Giovedi Venerdi Sabato

Juri Nesterov | A Life: Pictures from Ukraine Quando guardo nel mirino della mia macchina fotografica, mi succede una cosa inspiegabile. La mia memoria ricorda migliaia di immagini già viste e il mio cuore sente migliaia di melodie già sentite nel passato. È solo un attimo. Dopo voglio spiegare con le parole. Penso che il mondo che mi circonda diventi uno specchio del mio stato interiore. Vedo una messa in scena con i passanti che cercano il loro posto. È un teatro dove gli uomini fanno parte di uno spettacolo sorprendente e banale che si chiama “vita”. Quando osservo le fotografie stampate, ho l’impressione che siano elettrizzate. Spesso la gente vuole sapere dove ho scattato quella foto, con quale macchina fotografica, con quale obiettivo. E mi viene voglia di rispondere: “Nel mondo degli uomini, con i loro pensieri, delusioni e speranze”. Ma preferisco tacere. La gente vuole sentire solo quello di cui ha bisogno. Che importanza ha sapere dove ho premuto il pulsante della camera? Quando l’osservatore sente l’energia che trasmetto con le mie immagini visuali, ogni spiegazione diventa superflua. Guarda il mondo, vediamo tutti lo stesso cielo stellato! Sono nato nel 1954 nell’Unione Sovietica, a Krasnyj Lutsch. Ora è diventata una zona di conflitto nell’Est dell’Ucraina. Ho un diploma di ingegnere. Da 45 anni mi dedico alla fotografia, anche se la prima macchina fotografica di plastica l’ho ricevuta tanto tempo prima. Mi piaceva l’odore particolare della camera oscura. Mio padre, appassionato di fotografia, mi regalò la sua Zenit. Ormai sono tanti anni che vivo a Kiew, nella capitale dell’Ucraina, dove avevo trovato lavoro presso un giornale. Negli anni 1970 ho partecipato a mostre collettive in Jugoslavia, Cecoslovacchia, Polonia, Unione Sovietica e Messico, seguite da varie mostre personali in Italia (tra cui anche nel Kunstraum Cafè Mitterhofer), Spagna, Inghilterra e Ucraina. Alcuni dei miei lavori sono conservati in collezioni private, altri nei musei dell’Ucraina. Uno è stato distrutto duranti i bombardamenti. Mi piace ancora l’odore del liquido di sviluppo e continuo a fotografare con la pellicola. Sviluppo e stampo le fotografie nella mia cucina. Questa è la mia vita.

Ghiacciai
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Sabato, 23 Feb 2019 10:00
L'evento si terrà oggi, domani e ogni giorno fino a Sab 23 Mar 2019

Il ghiacciaio è l'immagine più compiuta della nostra vita. Ci rappresenta in ciò che abbiamo di eterno e di effimero, di permanente e di mutevole.(Juremir Machado da Silva) Masse di ghiaccio, riserve d'acqua dolce, attrazione turistica, laboratori scientifici a cielo aperto, termometri del riscaldamento medio globale, testimoni dell'impronta dell'uomo sull'ambiente. I ghiacciai sono tutto questo e molto di più. La mostra offre una fotografia dei ghiacciai che ricoprono il nostro pianeta da quattro prospettive: l'ambiente naturale glaciale e le dinamiche che lo mantengono in equilibrio; le attività scientifiche e i rilievi che permettono di quantificare lo stato di salute dei ghiacciai e di studiare i cambiamenti climatici degli ultimi secoli; le avventurose esplorazioni sui sentieri glaciologici; le vicende storiche e i miti legati ai luoghi più inospitali dell'ambiente montano.Il visitatore ha la possibilità di scoprire diverse realtà dell'attività glaciologica grazie a contenuti multimediali inseriti in strutture lignee, dalle linee essenziali e curiose. Le forme e le trasparenze trasmettono una leggerezza che caratterizza anche lo stile narrativo della mostra, che affronta l'emergenza climatica e il ritiro dei ghiacciai in modo delicato ma diretto.I video protagonisti della mostra sono: 1. Natura: Il freddo patrimonio UNESCO, raccolta di immagini coinvolgenti e mozzafiato dell'ambiente glaciale dolomitico… e non solo. Realizzato da Dolomiti UNESCO e Trentino Marketing 2. Ricerca: La memoria del Ghiaccio di Giovanni Motter (2017), cortometraggio RAI che racconta la spedizione dei ricercatori trentini sul Ghiacciaio dell'Adamello, un progetto condotto da Fondazione Edmund Mach con Muse e Università di Milano-Bicocca 3. Avventura: cortometraggio selezionato dall'archivio del Trento Film Festival 4. Storia e Mito: docufilm di Corrado Bungaro che racconta il progetto N-ICE Cello, una serie di concerti con protagonista un violoncello di ghiaccio, in cui l'arte viene usata per sensibilizzare sulla fragilità delle risorse d'acqua del pianeta

Sconfinamenti: Julia Bornefeld  e Michael Fliri
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Sabato, 23 Feb 2019 10:00
L'evento si terrà oggi, domani e ogni giorno fino a Lun 03 Giu 2019

Con Julia Bornefeld e Michael Fliri, il Forte di Fortezza prosegue sul filo rosso dell’arte contemporanea. Bornefeld e Fliri elaborano in prospettiva artistica i temi portanti della nuova mostra permanente, tentando di forzare i confini di questa fortezza ricca di storia. Con ciò si avventurano in sconfinamenti del tutto personali, che si rispecchiano nelle loro opere: dipinti, fotografie, installazioni video e sculture.

Tutto.
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Exhibitions
Sabato, 23 Feb 2019 10:00-18:00 |
L'evento si terrà oggi, domani e ogni settimana fino a Dom 24 Mar 2019 nei giorni di: Martedi Mercoledi Giovedi Venerdi Sabato Domenica

Prospettive sull’arte italiana Ecclettica, complessa, molteplice: è l’arte italiana presentata in Tutto. La mostra offre un percorso attraverso oltre cento opere – in prevalenza pittura e fotografia – di oltre 30 artisti e artiste italiane dalla collezione della Sammlung Goetz e di Museion.

REVUE
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Exhibitions
Sabato, 23 Feb 2019 10:00-12:00 |
L'evento si terrà oggi e ogni settimana fino a Dom 19 Mag 2019 nei giorni di: Lunedi Martedi Mercoledi Giovedi Venerdi Sabato

REVUE: il Museo delle Macchine da Scrivere “Peter Mitterhofer” di Parcines presenta, dal 6 settembre prossimo, oltre 50 opere dalla collezione Museion/Archivio di Nuova Scrittura. L’esposizione, a cura di Andreas Hapkemeyer (Museion), vede collaborare un museo storico, che quest’anno celebra i 25 anni, con Museion, museo d’arte moderna e contemporanea di Bolzano, sul filo del legame tra parola e immagine. La mostra è parte dell’iniziativa “Out & About”, con cui Museion porta l’arte contemporanea fuori dalla sede istituzionale, coinvolgendo anche luoghi inaspettati. È un’arte che ingloba la scrittura e una scrittura che si fa arte quella al centro delle opere in mostra a Parcines: lettere e parole scritte a macchina, dipinte, ritagliate, fotografate, oscillano in un continuo sconfinamento tra ciò che la mente legge e ciò che gli occhi vedono. La parola, medium esclusivo della letteratura, comincia infatti a comparire nelle opere d’arte nel ventesimo secolo. In questo senso, il percorso prende le mosse dai collage di Erika Giovanna Klien e Fortunato Depero, risalenti agli anni venti del novecento – per presentare un’ampia selezione di opere fino agli anni ’70 e ’80, con alcune posizioni più recenti: collage, stampati, ma anche pittura appartenenti ai movimenti artistici della “Poesia Concreta” e “Poesia Visiva”. Talvolta bastano singole parole, dattiloscritte o stampate, a formare delle opere, come nell’artista Augusto de Campos; altre volte è una singola lettera, frantumata o segmentata, a farsi arte, come nell’artista tedesco Franz Mon. In altri, i testi scritti sono combinati alle immagini, spesso tratte dai giornali, come nei collage di Nanni Balestrini, che in un’altra serie utilizza anche sacchetti di plastica. In Gerhard Rühm, ritagli di articoli formano un’unica, nuova composizione, in cui parole e senso sono frammentati. In posizioni più recenti, come quella dell’austriaco Thomas Feuerstein, fotografia e alfabeto si congiungono. Come omaggio al museo ospitante, la mostra include anche una sezione di lavori dedicati alla macchina da scrivere. Parallelamente alla presentazione nella mostra REVUE a Parcines, anche Museion ospiterà, nell’ambito della mostra “Tutto”, in collaborazione con Sammlung Goetz, una sezione dedicata ad opere sul rapporto tra testo e immagine, quindi alla poesia visiva, provenienti dalla Collezione Museion /Archivio di Nuova Scrittura (dal 13/10/2018 al 24/03/2019). Si conferma così l’attenzione di Museion per un tema della storia dell’arte che fa parte della sua identità fin dalle fasi iniziali della sua storia e che troverà un riflesso anche nella programmazione espositiva del 2019. Artisti e artiste in mostra: Nanni Balestrini, Carlo Belloli, Irma Blank, Ugo Carrega, John Cage/Calvin Sumsion, Eleonora de Barros, Augusto de Campos, Haroldo de Campos, Corrado D’Ottavi, Thomas Feuerstein, Ken Friedman, Heinz Gappmayr, Hiršal/Grögerova, Ji?i Kola?, Brenda Miller, Franz Mon, Stelio Maria Martini, Maurizio Nannucci, Seiichi Niikuni, Decio Pignatari, Gerhard Rühm, Adriano Spatola, Ji?i Valoch.

cosa bolle in pentola?
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Sabato, 23 Feb 2019 10:00-17:00 |
L'evento si terrà oggi e ogni settimana fino a Sab 30 Nov 2019 nei giorni di: Lunedi Martedi Mercoledi Giovedi Venerdi Sabato

Oggigiorno, la donna occidentale trascorre molto meno tempo ai fornelli rispetto al passato. Cucinare non è più compito inderogabile della donna. Il lavoro femminile e la condivisione dei compiti domestici tra i sessi hanno cambiato le abitudini e lo stile di vita delle famiglie. Tra salutismo, immagni corporee, coscienza ecologica, scelta tra consumo di carne e animalismo nonché problematiche dell’agricoltura regionale e globale, la responsabilità morale siede con noi a tavola e ci accompagna fin dal momento della spesa. Sul piano della produzione, le multinazionali del settore alimentare adottano strategie decisamente spregiudicate: il furto di terre, la brevettazione delle sementi, l’impiego massiccio di sostanze chimiche ecc. Nel rivolgersiai consumatori, l’industria alimentare blandisce, pilota e approccia in primoluogo le donne. Sul piano privato, preparare i pasti è tuttora considerato un modo di prendersi cura della famiglia e di creare comunità,e dunquecompito della donna. Ponendo al centroil lavoro quotidiano delle donne, la mostra “Cosa bolle in pentola?” illustra quanto sia cambiatala cucina intesa come sfera d’azione individuale e sociale.

Keren Cytter - Mature content
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Sabato, 23 Feb 2019 10:00-18:00 |
L'evento si terrà oggi, domani e ogni settimana fino a Dom 28 Apr 2019 nei giorni di: Martedi Mercoledi Giovedi Venerdi Sabato Domenica

In video, film e installazioni Keren Cytter (Tel Aviv, *1977, vive e lavora a New York) racconta come i cliché dei media, in particolare dei social media, permeano il nostro quotidiano. Attraverso una logica ciclica e non lineare, il suo approccio mina convenzioni linguistiche e meccanismi interpretativi tradizionali. Con un esplicito rimando ai video amatoriali, i suoi montaggi di impressioni, ricordi e fantasie danno vita a composizioni poetiche e autoreferenziali, con una predilezione per scene intense e dalla natura artificiale. A Museion Keren Cytter presenta un progetto sul tempo e sulle diverse fasi della vita. Opere esistenti saranno esposte insieme a nuovi lavori, come diversi disegni – alcuni sulle superfici in vetro delle facciate del museo – e un nuovo film d’animazione che mette in luce la sua attività di autrice di libri per bambini. Prima personale in un museo italiano A cura di Letizia Ragaglia In collaborazione con Center for Contemporary Art (CCA), Tel Aviv

In alto! Sentieri e rifugi nelle Alpi
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Sabato, 23 Feb 2019 10:00-18:00 |
L'evento si terrà oggi, domani e ogni settimana fino a Dom 21 Apr 2019 nei giorni di: Martedi Mercoledi Giovedi Venerdi Sabato Domenica

A raccontare del soggiorno in rifugio, delle sue pietanze, dei gestori, dei dormitori con i materassi, del freddo, del tempo e della difficoltà nel raggiungere il rifugio, son bravi tutti. Questa mostra invece chiede che cos’hanno di speciale i rifugi e i sentieri alpini. Parla delle origini delle infrastrutture turistiche in alta montagna, dai primi semplici rifugi negli anni 1870 fino alle innovazioni tecnologiche e l’architettura contemporanea in montagna. La mostra è stata concepita in una collaborazione fra l’Alpenverein Südtirol e gli Alpenvereine di Austria e Germania.

EVA SCHÖFFEL - ITALY
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Exhibitions
Sabato, 23 Feb 2019 10:00-12:00 | 16:00 - 18:00
L'evento si terrà oggi e ogni settimana fino a Sab 23 Feb 2019 nei giorni di: Martedi Mercoledi Giovedi Venerdi Sabato

Nelle sue opere Eva Schöffel transita dalla superficie allo spazio. Le sue incisioni su linoleum e i suoi cutout focalizzano l’attenzione sulle strutture architettoniche, creando così un collegamento diretto con il contesto urbano. Come viene percepito lo spazio e quali sono le possibilità a nostra disposizione per rappresentarlo? Nelle sue opere paesaggi urbani e volumi edilizi prendono gradualmente forma, mentre nei cutout la rimozione tramite ritaglio di determinate forme crea ulteriore spazio. Attraverso la composizione rigorosa e il sapiente lavoro di taglio l’artista aggiunge, rimuovendo materiale, sempre qualcosa alle sue opere. Un elemento immateriale ed apparentemente invisibile, ma intimamente legato al ricordo di ciò che abbiamo visto. Le sue incisioni su linoleum di piccolo formato, risalenti al 2016/17, sono contraddistinte dall’utilizzo parsimonioso del colore e delle forme. Queste ultime si presentano sotto forma di singole parole ordinate: then, west, here ecc. Sembra quasi che tutto ciò che Eva Schöffel non fa, tutto ciò che decide di omettere, sia comunque presente nell’opera, conferendole un nucleo enigmatico ed inesplicabile. La fotografia rappresenta un ulteriore campo di indagine del suo agire creativo. Nella serie “Briefe” (“lettere” n.d.t.) Eva Schöffel lavora con immagini realizzate partendo da scritte. Singole parole, trascritte a mano su carta, o brani estrapolati da un testo, appaiono come frammenti di lettere in ansiosa attesa di una conclusione. Le frasi assomigliano a schegge di pensieri, domande rivolte a se stessi o messaggi diretti a persone immaginarie. Anche in questa serie il tema centrale ruota attorno alla percezione e all’essenza dell’oggetto stesso. Ciò che, nel suo agire artistico, appare inizialmente semplice e chiaro, in un secondo momento è in grado di risvegliare in noi la meraviglia della sorpresa o la malinconia del ricordo. Si tratta di opere che, una volta catturata la nostra attenzione, non ci lasciano più andare. Sin dalla fase di ideazione delle sue mostre Eva Schöffel tenta di ridefinire temporaneamente, attraverso una consapevole correlazione tra le opere installate, lo spazio assegnatole. L’idea architettonica si amplia fino a raggiungere ed inglobare quella relativa al suo commento artistico, dando così vita ad una nuova immagine spaziale. Nata nel 1964 a Monaco / dal 1986 al 1993 studi presso l‘Accademia di belle arti di Monaco con il Prof. Norbert Prangenberg / 1991 studi presso l‘Ecole des Beaux Arts, Parigi / 1994 borsa di studio della Fondazione Erwin e Gisela von Steiner, Monaco / 1995 esordiente presso la BBK (Associazione professionale degli artisti di Monaco e della Baviera settentrionale / 1997 borsa di studio della Cité des Arts, Parigi / 2001 borsa di studio Kavalierhaus Langenarge.

La casa principesca
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Sabato, 23 Feb 2019 10:00-18:00 |
L'evento si terrà oggi, domani e ogni settimana fino a Dom 16 Giu 2019 nei giorni di: Martedi Mercoledi Giovedi Venerdi Sabato Domenica

A 500 anni dalla sua morte, il Museo di scienze naturali dell’Alto Adige rende omaggio al principe e poi imperatore Massimiliano I che ordinò la costruzione del palazzo, sede del museo dal 1998. Una piccola mostra temporanea per illustrare l’attività della casa che amministrava il commercio e il traffico di merci dell’epoca. Tasse e tributi, così come multe e canoni di affitto e utilizzo di edifici, campi e vigneti venivano versati nelle casse della casa principesca, che conservava le entrate in un’apposita cassaforte. Sui registri venivano annotate le fiorenti attività di una città le cui fiere erano conosciute in mezza Europa. Pedaggi e diritti di mercato contribuivano a colmare le casse di quello che fu definito “il piccolo gioiello del Tirolo”. Tutto ciò, e molto altro, rivive in questa mostra che ci proietterà nella Bolzano della fine del ‘400.

Buchhandlung Kalter König
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Sabato, 23 Feb 2019 10:00-13:00 | 15:00 - 19:00
L'evento si terrà oggi, domani e ogni giorno fino a Sab 13 Apr 2019

La mostra dell’artista sudtirolese Sven Sachsalber (*1987, vive e lavora a New York) si sviluppa intorno a un corpo di lavori composto da tre libri su cui l’artista ha lavorato negli ultimi anni. La mostra si presenta come una sorta di personale libreria abitato da figure e personaggi che hanno in-formato il suo immaginario, dall’infanzia fino ad oggi, dal kalt König fino a Martin Kippenberger. L’opera che da il titolo alla mostra, parte proprio dal libro di Kippenberger, "No Drawing No Cry", un’edizione che raccoglie le carte intestate, con i loghi degli hotels, dove Kippenberger soggiornò e che diedero vita alle sue famose serie di disegni “Hotel” e “Hotel-Hotel”. Sachsalber, dopo aver ricevuto in regalo questa rara edizione, ha usato le sue pagine bianche come diario personale per un anno, disegnandoci il suo personale immaginario, dalla sua storia biografica e dai paesi alpini in cui è cresciuto, fino a citazioni di altri artisti e opere d’arte. I 222 disegni di questo diario saranno esposti in una installazione a fianco degli altri due libri "A B BC” e “der Berg” (con Siggi Hofer).

Irene Fenara. Distant eyes
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Sabato, 23 Feb 2019 11:00
L'evento si terrà oggi, domani e ogni giorno fino a Dom 24 Feb 2019

Dal 14 gennaio al 15 marzo Kunst Meran Merano Arte resterà chiuso per il rinnovamento del sistema di allarme e di videosorveglianza. Proprio durante questo periodo in cui il museo sarà “incustodito” e non dovrebbe essere accessibile al pubblico, sarà possibile, per alcuni giorni, accedere ai suoi spazi e andare alla ricerca, tra le sale vuote, dei progetti di Irene Fenara (1990, vive a Bologna). Questa giovane artista propone nella sua ricerca una riflessione sullo statuto dell’immagine che investe strumenti solitamente estranei all’arte, come appunto i sistemi di videosorveglianza. In collaborazione con ArtVerona/ Level 0 e UNA Galleria.

Irene Fenara. Distant eyes
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Sabato, 23 Feb 2019 11:00
L'evento si terrà oggi, domani e ogni giorno fino a Dom 24 Feb 2019

Dal 14 gennaio al 15 marzo Kunst Meran Merano Arte resterà chiuso per il rinnovamento del sistema di allarme e di videosorveglianza. Proprio durante questo periodo in cui il museo sarà “incustodito” e non dovrebbe essere accessibile al pubblico, sarà possibile, per alcuni giorni, accedere ai suoi spazi e andare alla ricerca, tra le sale vuote, dei progetti di Irene Fenara (1990, vive a Bologna). Questa giovane artista propone nella sua ricerca una riflessione sullo statuto dell’immagine che investe strumenti solitamente estranei all’arte, come appunto i sistemi di videosorveglianza. In collaborazione con ArtVerona/ Level 0 e UNA Galleria.

La scuola nelle valli ladine
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Sabato, 23 Feb 2019 15:00-19:00 |
L'evento si terrà oggi e ogni settimana fino a Dom 31 Mar 2019 nei giorni di: Giovedi Venerdi Sabato

Una mostra sulla scuola nelle valli ladine con la sua didattica plurilingue, che si è affermata nonostante tensioni etniche e ha raggiunto ottimi risultati. Come è nato il modello scolastico plurilingue e paritetico in Val Gardena e Val Badia? Cosa è diventato nel corso degli anni? E quali sono le sue peculiarità? In occasione dei 70 anni dalla nascita del sistema scolastico ladino in provincia di Bolzano, il Museum Ladin Ciastel de Tor di San Martino in Badia gli dedica una mostra temporanea, dal titolo "Zacan y incö - La scuola nelle valli ladine", organizzata in collaborazione con la Direzione Istruzione, Formazione e Cultura ladina e curata dal direttore del museo Stefan Planker e da Katharina Moling. L'obiettivo è far conoscere al grande pubblico anche fuori dalla Ladinia, e specialmente alle scolaresche, questa significativa realtà ancora poco nota, capace di garantire una formazione plurilingue nel rispetto della cultura ladina. La mostra lo fa raccontando le vicende della scuola ladina dagli albori ad oggi sulla scorta di documenti, immagini, oggetti ed elementi simbolici, nell'ambito di uno stimolante itinerario storico-didattico. Sin dalle sue origini, nella realtà periferica delle valli ladine dolomitiche la scuola fu oggetto di conflitti e contrasti tra gli opposti nazionalismi italiano e tedesco. Le esigenze e i diritti della piccola minoranza locale non erano tenuti in particolare considerazione. Solo a partire dal 1948 venne introdotto l'insegnamento curriculare del ladino, anche se per poche ore settimanali. L'adozione del modello paritetico, finalizzato a preservare l'equilibrio tra le lingue d'insegnamento italiana e tedesca, offriva per la prima volta un'opportunità di sviluppo anche alla lingua e alla cultura ladina. Una scelta che si rivelò vincente: nel corso degli ultimi settant'anni, infatti, si è affermata una didattica plurilingue unica nel suo genere, che ha permesso di ottenere ottimi risultati nelle diverse competenze scolastiche. Ciò nonostante l'avvio della scuola ladina non fu facile e dovette scontare le tensioni etniche che segnarono gli anni dell'immediato dopoguerra. Una sezione della mostra è dedicata agli sviluppi didattici ed educativi che hanno caratterizzato la scuola ladina di ogni ordine e grado a partire dalla sua istituzione ad oggi. Essa richiama l'attenzione in particolare sulle buone pratiche dell'educazione plurilingue integrata, che fanno della scuola ladina un modello di riferimento per altre minoranze linguistiche.

JÖRG HOFER
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Sabato, 23 Feb 2019 15:00-18:00 |
L'evento si terrà oggi, domani e ogni settimana fino a Dom 10 Mar 2019 nei giorni di: Martedi Mercoledi Giovedi Venerdi Sabato Domenica

Il Museo Civico di Brunico presenta una mostra personale dell’artista venostano Jörg Hofer che è annoverato fra gli artisti altoatesini contemporanei maggiormente riconosciuti a livello internazionale. Egli ha esposto in numerose mostre personali e collettive e nel 2014 in Austria gli è stato conferito il titolo onorifico di professore. L’artista, nato a Lasa nel 1953, realizza opere pittoriche astratte e quasi plastiche per lo più di grande formato. Come supporto pittorico egli impiega polvere di marmo finissimo e usando le mani lo lavora in modo tale che vi rimangano visibili le incrinature, i graffi, le tracce e i sedimenti. La polvere di marmo proviene dalle famose cave di Lasa, mentre i colori vengono mescolati nel suo atelier con pigmenti naturali, tuorli, olio di lino e acqua. Egli applica i colori in infiniti strati sul supporto pittorico. Con questo procedimento artistico Jörg Hofer realizza quadri dalle cromie armonizzanti e con superficie a rilievo i quali non solo vedono integrate la natura ma si avvicinano a questa anche a livello dei sensi.

Jasmine Deporta – 11
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Sabato, 23 Feb 2019 15:00-19:00 |
L'evento si terrà oggi e ogni settimana fino a Sab 09 Mar 2019 nei giorni di: Martedi Mercoledi Giovedi Venerdi Sabato

Jasmine Deporta riflette su ciò che la circonda, sulle relazioni ed è una riflessione personale sulla brama, la paura e soprattutto l’identità. Lavorando principalmente con pellicola analogica, cattura i momenti introspettivi nella sua personale visione della realtà. Le origini di Deporta come fotografa derivano dai primi tentativi di catturare la sua vita di tutti i giorni, quando ricevette la sua prima fotocamera analogica all’età di nove anni. L’ingenuità che caratterizza l’esperienza dell’infanzia è ciò che rimane nella pratica di Jasmine fino ad oggi. Lavorare nel presente, lasciando spazio alla?coincidenza ed essere intuitivi fa parte del suo modus operandi e le dà la possibilità di cogliere realtà singolari nel modo più puro che esista. Deporta ama giocare con i contrasti. Nel suo lavoro sposta l’enfasi da ciò che è ignoto a ciò che è visibile, e viceversa. Questo risuona anche nel suo linguaggio visivo, che è femminile e morbido ma, allo stesso tempo, malinconico e illusorio. Le donne che appaiono nelle sue immagini sono spesso oscurate o, in qualche modo, nascoste alla vista, eppure la loro presenza irradia forza ed equilibrio. L’artista fonde gesti performativi, incontri intimi e simbolismi quotidiani in nuovi scenari e rivela immagini visive che preservano la naturale e cruda?onestà del soggetto. Di conseguenza le sue fotografie non sono solo veicoli di significato ma vere espressioni del desiderio. In ’11’ Jasmine Deporta mostra immagini di serie diverse. Abbinandole tra loro le inserisce in un dialogo di forme, colori, composizione, contenuto e gioca con l’immaginazione e la connotazione dello spettatore. Il titolo della mostra racchiude in sé lo strato personale del lavoro di Deporta in quanto si riferisce al suo giorno di nascita:?l’11.11. Jasmine Deporta (1989, Italia) è un’artista visiva multidisciplinare che lavora principalmente nel mondo della fotografia. Dopo i suoi studi di Design e Arte, e alcuni anni di esperienza artistica e lavorativa tra l’Italia e Berlino, attualmente sta seguendo il Master in Fotografia all’ECAL di Losanna, in Svizzera.

Hannes Egger: Walking in Beuys Woods
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Sabato, 23 Feb 2019 15:30-19:00 |
L'evento si terrà oggi, domani e ogni settimana fino a Dom 24 Mar 2019 nei giorni di: Sabato Domenica

Walking in Beuys Woods è un progetto artistico ideato dall’artista altoatesino Hannes Egger (Bolzano, 1981). Sulla scia delle idee e dei pensieri dell’artista tedesco Joseph Beuys (Krefeld 1921 – Düsseldorf 1986), Hannes Egger rende protagonista il pubblico chiamato a confrontarsi con la propria dimensione naturale attraverso l’esperienza artistica. Il progetto, sviluppato nelle sale del museo attraverso coinvolgenti allestimenti, è stato infatti pensato come un percorso, un viaggio sciamanico in cui l’incontro uomo/animale/natura diviene processo di guarigione e consapevolezza per l’uomo contemporaneo innescando pensieri e riflessioni ancor più necessari a seguito della recente strage di alberi avvenuta sulle Dolomiti. Nella pratica artistica di Hannes Egger tutto lascia spazio all’immaginazione. Non appaiono quadri, immagini, ma solo simboli evocativi e voce, riprendendo e utilizzando celebri riflessioni e performances del maestro-artista Beuys. In questo modo è il pubblico a divenire coautore, immaginando, ascoltando, giocando sempre con la possibilità di “vedere l’invisibile”. In occasione della mostra sarà pubblicato un catalogo bilingue (ita – eng) con i contributi critici di Elio Vanzo e Antonella Palladino. All’interno foto dell’allestimento a cura di Roberta Segata.

Questioni di testa
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Lunedì, 25 Feb 2019 08:00-12:00 |
ogni settimana fino a Ven 17 Mag 2019 nei giorni di: Lunedi Martedi Mercoledi Giovedi Venerdi

Da molto tempo, Sergio Sommavilla si occupa del tema “Teste”: attraverso processi lavorativi relativamente lunghi, dalle idee che fissa nel quadernetto dei suoi schizzi non prendono vita ritratti, bensì teste fantasiose. Una parte del fascino è dato dalla trasformazione di disegni bidimensionali in un’opera plastica, per cui è particolarmente significativa la scelta della materia con le relative caratteristiche. Nel corso della lavorazione artistica – i suoi materiali preferiti sono la pietra, il legno duro e la terracotta – le idee formali diventano sculture. Queste teste che invitano alla meditazione e suscitano una sensazione di quiete, esprimendo nel contempo una vitalità introversa. Sergio Sommavilla, nato a Bressanone nel 1951, ha frequentato prima la scuola d’arte in Val Gardena e poi il Magistero d’Arte a Venezia, specializzandosi in scultura. È stato insegnante di educazione artistica presso numerose scuole dell’Alto Adige e, dal 1983, protagonista di esposizioni in Italia e all’estero. Attualmente vive e lavora a Bressanone.

Sempre sulle corde. Le funivie in rete
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Venerdì, 01 Mar 2019 10:00-16:00 |
ogni giorno fino a Mar 30 Apr 2019

Le imprese pionieristiche nella storia e nella progettazione degli impianti a fune nel Tirolo storico sono il tema di questa mostra temporanea. Un’ampia panoramica sulla storia della progettazione e della costruzione delle funivie di montagna nel Tirolo storico, oltre che l’illustrazione di prospettive tecniche visionarie per il presente e il futuro. Curata e allestita da Wittfrida Mitterer, direttrice del Curatorium per i beni tecnici culturali, questa mostra al Forte di Fortezza è la terza e ultima parte di un ciclo dedicato dal Curatorium alle realizzazioni tecniche pionieristiche nell’area del Tirolo storico. Una regione, quella del Tirolo storico, nella quale lo slancio innovativo che connotò l’economia, la politica e la cultura sul finire della monarchia asburgica diede impulso anche allo sviluppo dei collegamenti – tramite ferrovia e, in montagna, tramite funivie – e conseguentemente del turismo. Il braccio di ferro fra la politica ferroviaria di Vienna, la concorrenza con la Svizzera, la situazione conflittuale fra le varie nazionalità nella zona plurilingue di confine del Tirolo meridionale resero il panorama ferroviario fra Kufstein e il Lago di Garda un terreno scottante, ma spinsero altresì a soluzioni tecniche d’avanguardia. Anche la topografia svantaggiosa del luogo, i dislivelli del terreno e le risorse idriche non ancora ben sfruttate furono contemporaneamente una sfida e un’opportunità in questo senso. La mostra “Sempre sulle corde. Le funivie connettono” offre uno sguardo su tali soluzioni pionieristiche e sulle trasformazioni tecnologiche nella realizzazione delle funivie tirolesi, mettendole a confronto con impianti significativi di altre regioni alpine. Disposti in sette casematte del Forte, i temi presentati nel percorso espositivo vanno dalla produzione di funi e verricelli per i primi impianti di risalita per le slitte, alle prime ovovie al mondo, realizzate in regione, a una panoramica sulle funivie urbane dei nostri giorni. Accanto ai testi illustrativi e a un’ampia documentazione fotografica, sono esposti numerosi prestiti originali, fra cui la prima cabina della funivia del Colle del 1908 con il progetto originale, esposto per la prima volta, la slittovia della famiglia Griesser dell’Hotel Panorama all’Alpe di Siusi, la slitta di marmo di Lasa, l’impianto a fune di Josef Obkircher di Matrei nel Tirolo orientale, i piloni originali e le rulliere del carosello sciistico Alta Badia, modelli dell’Università di Innsbruck per le stazioni a monte di Seegrube e di Hafelekar, una cabina della cabinovia della Muttereralm di Georg Saischeck, e altro. Alla mostra è collegato il concorso a premi per studenti delle superiori "Conosci la tua provincia".

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