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Michael Krebber - Studiofloor and Diamond Paintings
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Exhibitions
Sabato, 19 Giu 2021
L'evento si terrà oggi e ogni settimana fino a Sab 08 Gen 2022 nei giorni di: Venerdi Sabato

Mostra personale di Michael Krebber “Studiofloor and Diamond Paintings”. La prima mostra personale di Michael Krebber in Italia presenta le due serie “Studiofloor” e “Diamond Paintings”, che illustrano la volontà dell'artista di espandere la sua riflessione sul tema della pittura, intesa come performance oltre la tela e oltre lo spazio ad essa tradizionalmente attribuito. La mostra è curata da Vincenzo de Bellis e organizzata in collaborazione con la Greene Naftali Gallery di New York. Da decenni, il lavoro e la ricerca di Michael Krebber sono caratterizzati da un approccio concettuale alla pittura basato sulla convinzione che sia ormai impossibile inventare qualcosa di nuovo nell'arte, poiché tutto è già stato inventato. Più che semplici “reinvenzioni”, gli interventi minimali e apparentemente irrisolti dell'artista offrono al pubblico una “tela aperta” a molteplici possibilità: come una frase incompiuta, le sue opere lasciano gli spettatori liberi di indovinare cosa potrebbe accadere. Secondo Michael Krebber la pittura è da intendere quasi come una performance: il suo approccio creativo è stato definito come un “sistema di esitazioni nel quale forze opposte simultaneamente si incoraggiano e si ostacolano”, espandendo la pittura al di là della nozione convenzionale del dipinto come oggetto. L’estetica incompiuta di Krebber non è tuttavia il risultato di un tentativo di sabotaggio del medium, quanto piuttosto della precisa volontà di estendere il discorso al di fuori della tela e dello spazio tradizionalmente attribuito alla pittura. Intenzione che emerge con particolare chiarezza nelle due serie in mostra a Bolzano. Studiofloor e Diamond Painting La serie intitolata studiofloor MK/P MK19/087/1-8 (2000), è stata presentata con un’immagine enigmatica, sulla copertina di Artforum nel 2005. Per una mostra di qualche anno prima, Krebber aveva chiesto in prestito ad alcuni collezionisti una serie di suoi stessi dipinti, che ha poi disposto su grandi tavoli al centro della stanza. Le pareti, rimaste vuote – sulle quali sarebbero dovuti essere installati i dipinti – sono state invece ricoperte da grandi pannelli di masonite, porzioni di pavimento dello studio dell’artista, tagliate e posizionate sul muro come fossero quadri. La sostituzione delle più tradizionali tecniche pittoriche con l’utilizzo del readymade, ritorna anche nella seconda serie esposta. Nelle quattordici tele di Diamond Painting (2003), Krebber smitizza in maniera sistematica, come suggerisce il titolo della serie, la centralità del soggetto e della tecnica in pittura, creando invece uno spazio aperto alla sospensione e all’incompletezza. Tessuti acquistati in negozio, decorati con pattern prestampati, sostituiscono la tradizionale tela e divengono la superficie su cui Krebber dipinge semplici forme geometriche di rombi bianchi. Come spesso accade nel suo lavoro, il riferimento a influenti artisti tedeschi, in questo caso scelti tra chi ha utilizzato il tessuto nella propria pratica come Rosmarie Trockel e Sigmar Polke, rivela la profonda conoscenza della storia dell’arte e della pittura contemporanea. Michael Krebber è nato a Colonia nel 1954, ha studiato pittura all’Akademie der Bildenden Künste di Karslruhe. Dal 2016 vive e lavora a New York. È stato assistente dei celebri artisti tedeschi Martin Kippenberger e Georg Baselitz. Dal 2002 al 2016 è stato professore alla Städelschule di Francoforte, dove con il suo insegnamento ha influenzato profondamente una generazione di giovani artisti. Le sue mostre personali più recenti si sono tenute, tra le altre, al Museum Brandhorst di Monaco (2019), alla Galerie Buchholz di Berlino (2019), alla Greene Naftali Gallery di New York (2018) e alla Kunsthalle di Bern (2017).

Fondazione Antonio Dalle Nogare Via Rafenstein 19, Bolzano, BZ
Grafica Internazionale - Opere da una collezione
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Sabato, 19 Giu 2021 10:00-12:30 | 15:00 - 19:00
L'evento si terrà oggi e ogni settimana fino a Sab 03 Lug 2021 nei giorni di: Lunedi Martedi Mercoledi Giovedi Venerdi Sabato

La galleria Alessandro Casciaro è lieta di presentare una mostra dedicata all’opera grafica dei principali nomi del Novecento internazionale. Carlo Carrà, Salvador Dalì, Giorgio de Chirico, Piero Dorazio, Max Ernst, Lucio Fontana, Ernst Fuchs, Alberto Giacometti, Renato Guttuso, Hans Hartung, Hundertwasser, Joan Mirò, Henry Moore, Oskar Kokoschka, Man Ray, Mimmo Paladino, Pablo Picasso, Emilio Vedova; questi e molti altri gli artisti in esposizione presso la galleria, con una selezione di opere provenienti dalla collezione privata di Ennio Casciaro e raccolte in sessant’anni di illustre carriera e passione, con uno sguardo sempre consapevolmente rivolto a coloro che meglio hanno saputo interpretare e influenzare l’arte del secolo scorso. La mostra mette a confronto oltre sessanta opere grafiche sotto forma di installazione che occupa tutte le pareti della galleria, un dialogo fra astrazione e figurazione. Se, da un lato, Kandinsky sosteneva che “la vera opera d’arte nasce dall’artista in modo misterioso, enigmatico, mistico. Staccandosi da lui assume una sua personalità, e diviene un oggetto indipendente con un suo respiro spirituale e una sua vita concreta. […] In generale il colore è un mezzo per influenzare direttamente l’anima. Il colore è il tasto. L’occhio è il martelletto. L’anima è un pianoforte con molte corde. L’artista è la mano che, toccando questo o quel tasto, fa vibrare l’anima.” dall’altro c’era chi, come Plattner, trovava maggior espressione nel figurativo, affermando si trattasse solo di una tendenza passeggera, “Facevo il figurativo, e allora era l’epoca giusta dell’astratto […] ugualmente non ho mai cercato di piegarmi alla moda del momento; io ho il mio messaggio e non posso fare diversamente, né voglio fare diversamente.” Un gioco di rimbalzo visivo tra soggetti e colori, quindi, ma non solo; filo conduttore della mostra è il legame lavorativo e spesso anche personale, tra ciascun artista e il collezionista, riportando alla luce un percorso artistico ed espositivo sviluppatosi tra gli anni 60 e gli inizi del nuovo millennio. Uno spazio speciale inoltre è dedicato al Focus Leonardo Cremonini-Karl Plattner, in richiamo alla mostra recentemente inaugurata al MART di Trento e Rovereto. L’amicizia e l’intesa professionale fra i due artisti emergono nell’affinità del taglio compositivo e nella geometria degli spazi, nonostante la figura umana assuma per Karl Plattner un aspetto imprescindibile.

Galleria Alessandro Casciaro Via Cappuccini, 26/A, Bolzano, BZ
Eroi & Noi
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Sabato, 19 Giu 2021 10:00-18:00 |
L'evento si terrà oggi, domani e ogni giorno fino a Dom 31 Ott 2021

La mostra del MuseoPassiria tratta degli eroi dei nostri tempi. Non ogni star è un eroe, non ogni eroe una star. E non tutti gli eroi e le star sono dei modelli. Chi allora sono i nostri esempi, i nostri modelli? Chi possiede un corpo perfetto? Il superuomo che salverà il mondo? Parafrasando un modo di dire: "dimmi chi è il tuo modello e ti dirò chi sei". Eroi & noi tratta anche tematiche come il coraggio civile

St. Leonhard Via Passiria, 72, San Leonardo in Passiria, BZ
Eroi & Hofer
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Sabato, 19 Giu 2021 10:00-18:00 |
L'evento si terrà oggi, domani e ogni giorno fino a Dom 31 Ott 2021

Attraverso un percorso alquanto variegato il visitatore entra in contatto con le alterne vicende delle sollevazioni del 1809, in particolare con la figura di Andreas Hofer e con la sua vita, che da oste e commerciante di bestiame lo vide prima trasformarsi in reggente del Tirolo e poi morire, nella disperazione, fucilato a Mantova. Dopo un breve filmato introduttivo si dedica una particolare attenzione a come gli stranieri giudicavano il Tirolo all’epoca di Hofer. In questo spazio v’è un pezzo di storia anche di austriaci, bavaresi, francesi, sassoni ecc. La mostra analizza altresì la celebrazione eroica di Andreas Hofer senza il consueto afflato patriottico e si pone la domanda del perché ogni epoca ed ogni società abbiano bisogno di eroi. L’esposizione viene presentata in quattro lingue, dà inoltre voce alla condizione femminile attraverso alcune postazioni audio e si rivolge anche ai più piccoli con un percorso museale ad hoc.

Museo Passiria - Andreas Hofer San Leonardo in Passiria, Via Passiria 72, San Leonardo in Passiria, BZ
MARKUS VALLAZZA E DANTE. L'OPERA NELL'OPERA
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Sabato, 19 Giu 2021 10:00-18:30 |
L'evento si terrà oggi, domani e ogni giorno fino a Gio 30 Set 2021

Markus Vallazza (1936–2019) appartiene alle personalità più note e più importanti della realtà artistica altoatesina. Con la sua vasta opera è diventato celebre oltre i confini regionali, esponendo in tutta Europa e ottenendo riconoscimenti importanti. Autore di numerose pubblicazioni e molteplici le pubblicazioni su di lui. In occasione del 700° anniversario della morte di Dante Alighieri, questa mostra pone in una luce nuova il confronto di Markus Vallazza con l’autore e la sua opera. L’esposizione presenta l’evoluzione dell’artista come incisore fino al suo opus magnum, le 100 incisioni sulla Divina Commedia portate a termine nel 2000. L’esposizione presenta l’evoluzione dell’artista come incisore fino al suo opus magnum, le 100 incisioni sulla Divina Commedia portate a termine nel 2000.

Hofburg di Bressanone Piazza Palazzo Vescovile, 2, Bressanone, BZ
spielereien. collagen und gedichte - nadia rungger
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Sabato, 19 Giu 2021 10:00-12:00 | 17:00 - 19:00
L'evento si terrà oggi, domani e ogni giorno fino a Dom 27 Giu 2021

Montagne, odore di cannella e piccoli abeti: Nadia Rungger espone poesie e collage nella sua prima mostra. Le parole e gli oggetti si ritrovano in nuovi contesti, e ciò che pensiamo di conoscere si allontana dal suo ambiente conosciuto. Cosa ci può dire un asciugamano? Perché ci manca la concentrazione? Cosa sa la neve di noi? Nadia Rungger cerca possibili risposte giocando. Nadia Rungger, *1998, è cresciuta in Val Gardena/Alto Adige. Studia lingua e letteratura tedesca a Graz. I suoi racconti e le sue poesie in tedesco e ladino hanno vinto diversi premi letterari e sono stati pubblicati in riviste letterarie. Partecipazione a laboratori di scrittura in Austria e Svizzera. Nel 2020 ha pubblicato Das Blatt mit den Lösungen. Erzählungen und Gedichte (Verlag A. Weger).

Circolo Artistico e Culturale - Ortisei Piazza S. Antonio 102, Ortisei, BZ
SILVER RIGHTS Un progetto di Elena Mazzi?
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Sabato, 19 Giu 2021 10:00-13:00 | 15:00 - 19:00
L'evento si terrà oggi e ogni settimana fino a Sab 31 Lug 2021 nei giorni di: Martedi Mercoledi Giovedi Venerdi Sabato

A cura di Emanuele Guidi “Nel XXI secolo ci siamo posti la sfida di recuperare il territorio per recuperare la conoscenza, la nostra ideologia, filosofia e spiritualità… l’arte dell’argenteria non fa eccezione”. Mauro Millán, capo spirituale e argentiere Mapuche della comunità Pillan Mahuiza ar/ge kunst presenta Silver Rights di Elena Mazzi (1984, Reggio Emilia) realizzato in dialogo con il capo spirituale, argentiere, attivista Mapuche Mauro Millán e l’artista argentino Eduardo Molinari; un progetto reso possibile grazie al sostegno dell’Italian Council (VII Edizione, 2019). La mostra presso ar/ge kunst è la prima fase espositiva che segue l’approfondito processo di ricerca dell’artista in Patagonia da anni al centro delle lotte, rivendicazioni e recuperi del popolo Mapuche. Silver Rights si concentra sul legame ancestrale delle comunità con la terra (mapu) che è stato logorato e negato da forze colonizzatrici, mutate nei secoli per instaurarsi progressivamente negli ultimi decenni attraverso pratiche di chiara matrice neoestrattivista. Un processo di insediamento risultato della congiuntura di politiche di investimenti e accordi commerciali tra governi sud-americani e multinazionali straniere, tra cui l’italiana Benetton. Più specificatamente, le opere in mostra ed il display stesso rispondono alla narrazione proposta dal Museo Leleque: un museo di stampo antropologico aperto nel 2000 proprio sui territori di proprietà Benetton. Un’operazione ambigua che liquida il popolo dei Mapuche come estinto invece che vivo e attivo sul territorio conteso, “musealizzandone” memoria e cultura materiale. Elena Mazzi affronta questa complessità entrando in dialogo, sostenendo ed incrementando quella fitta rete di relazioni che la comunità Mapuche tesse consapevolmente da anni: un modo di comprendere l’arte della diplomazia che da un lato implica la costruzione e il mantenimento di rapporti internazionali tra soggetti politici e culturali diversi, dall’altro si attua nelle loro cosmo-visioni come forma di mediazione radicale tra terra, esseri umani e “più che umani”. Il nucleo centrale della mostra è composto da una serie di gioielli in argento lavorati dallo stesso Mauro Millán e disegnati insieme ad Elena Mazzi in seguito ad una serie di laboratori sulle nuove simbologie e lotte attuali, tenutisi con numerosi membri della comunità. “Il retrafe (l’argentiere) aiuta a unire la dimensione collettiva con quella individuale, con il fine ultimo di nutrire il collettivo” scrive Millán nel suo contributo al libro che accompagna il progetto, e continua: “l’argenteria mapuche è la sintesi di tutti i bisogni collettivi e l’espressione tangibile di una lunga e permanente conversazione tra gli antenati e i vivi del mapu” I gioielli sono anticipati nel percorso espositivo da un’installazione realizzata da Elena Mazzi ed Eduardo Molinari in cui una precisa composizione di disegni e immagini su carta e tessuto sono accompagnati da un percorso audio in cui quattro episodi. Si tratta di una “messa in mostra” – supportata dall’allestimento disegnato da Alessandro Mason (Studio Gisto) – che vuole reagire consapevolmente alla narrazione museologica del Leleque, e situa quindi i gioielli all’interno di una costellazione di riferimenti ed informazioni indispensabili alla loro presentazione pubblica. Un dispositivo che è forma di cura e rispetto verso questi artefatti portatori di saperi e spiritualità ancestrali e che al contempo rivela l’impatto delle compagnie internazionali in Patagonia: una massiccia privatizzazione dei territori ricchi di materie prime e risorse comuni, tra cui l’acqua, la conseguente dislocazione delle comunità indigene e il progressivo logoramento dei loro diritti civili, sociali e politici. Silver Rights è accompagnato da un libro pubblicato Archive Books, Berlin ed edito da Elena Mazzi con Emanuele Guidi e con contributi di associazione YaBasta! Êdî Bese!, Riccardo Bottazzo, Leandro Martínez Depietri, Emanuele Guidi, Elena Mazzi, Mauro Millán, Eduardo Molinari, Ana Ramos, con design di Archive Appendix. La mostra Silver Rights sarà presentata alla Södertälje Konsthall (20.08 – 02.10.2021), all’Istituto Italiano di Cultura di Buenos Aires e alla BIENALSUR (Autunno 2021), ed entrerà in collezione presso il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea di Torino. Progetto realizzato grazie al sostegno dell’Italian Council (VII Edizione, 2019), programma di promozione internazionale dell’arte italiana della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura. Un ringraziamento speciale ai vari partners che hanno reso possibile questo progetto: comunità Mapuche di Pillan Mahuiza, Lago Rosario, Cushamen, YaBasta! Êdî Bese!, Istituto Italiano di Cultura di Buenos Aires e Istituto Italiano di Cultura di Stoccolma, Contemporary Art Archipelago (CAA), Södertälje Konsthall, Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, BIENALSUR, [N.A!] Project, Radio Papesse. Biografia Elena Mazzi (Reggio Emilia, 1984) dopo gli studi presso l’Università di Siena e lo IUAV di Venezia, ha trascorso un periodo di formazione al Royal Institute of Art (Konsthögskolan) di Stoccolma. Partendo dall’esame di territori specifici, nelle sue opere rilegge il patrimonio culturale e naturale dei luoghi intrecciando storie, fatti e fantasie trasmesse dalle comunità locali, nell’intento di suggerire possibili risoluzioni del conflitto uomo-natura-cultura. La sua metodologia di lavoro, vicina all’antropologia, privilegia un approccio olistico volto a ricucire fratture in atto nella società, che parte dall’osservazione e procede combinando saperi diversi. Le sue opere sono state esposte in mostre personali e collettive, tra cui: Whitechapel Gallery di Londra, BOZAR a Bruxelles, Museo del Novecento di Firenze, MAGA di Gallarate, GAMeC a Bergamo, MAMbo a Bologna, AlbumArte a Roma, Sonje Art Center a Seoul, Palazzo Ducale a Urbino, Palazzo Fortuny a Venezia, Fondazione Golinelli a Bologna, Centro Pecci per l’arte contemporanea a Prato, 16° Quadriennale di Roma, GAM di Torino, 14° Biennale di Istanbul, 17° BJCEM Biennale del Mediterraneo, Fittja Pavilion durante la 14° Biennale d’Architettura di Venezia, COP17 a Durban, Istituto Italiano di Cultura a New York, Bruxelles, Stoccolma, Johannesburg e Cape Town, Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia. Ha partecipato a diversi programmi di residenza in Italia e all’estero ed è vincitrice, tra gli altri, di Cantica21 promosso dal Ministero degli Esteri e dal Ministero della Cultura, del XVII Premio Ermanno Casoli, Premio STEP Beyond, Premio OnBoard, VISIO Young Talent Acquisition prize, premio Eneganart, borsa Illy per Unidee, Fondazione Pistoletto, nctm e l’arte, premio Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, premio Lerici Foundation.

ar/ge kunst Via Museo 29, Bolzano, BZ
Jan Langer - Spuren | Tracce
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Exhibitions
Sabato, 19 Giu 2021 10:00-12:00 | 16:00 - 18:00
L'evento si terrà oggi e ogni settimana fino a Sab 26 Giu 2021 nei giorni di: Martedi Mercoledi Giovedi Venerdi Sabato

Kunstforum Unterland vi invita ad un avventuroso viaggio dello sguardo. L'artista utilizza esclusivamente materiali naturali per le sue installazioni, che vengono create in luoghi selezionati e incontaminati in tutto l'Alto Adige. Le sue opere d'arte effimere vengono immortalate con l'aiuto della fotografia e poi abbandonate al ciclo spontaneo della natura. Jan Langer ha sviluppato la propria particolare cifra stilistica nel vasto settore della Land Art. "Nella mostra è evidente quanto il dialogo tra l'opera e l'ambiente sia essenziale, così come anche la precisa attenzione creativa", sottolinea l'operatrice culturale Sonja Steger, autrice del saggio che accompagna la mostra. Tra i punti focali dell’esposizione, che presenta circa 25 fotografie e due installazioni, le serie Spiegelungen (Riflessioni) e Aurabilder (Immagini dell'aura), dove il termine aura rimanda direttamente all’accezione latina di bagliore e scintillio. Una selezione di opere illustra inoltre il linguaggio artistico di Jan Langer: l’artista utilizza tecniche di lavorazione e strutturazione dei materiali profondamente diverse e variabili in base alla stagione. La mostra può essere visitata nei seguenti orari: dal 15 al 26 giugno 2021 - da martedì a sabato dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 16.00 alle 18.00 (Kunstforum Unterland – Galleria della Comunità Comprensoriale Oltradige Bassa Atesina - Portici 26, Egna). Durante tutto il periodo della mostra ovviamente si terrà conto delle vigenti disposizioni Anti - Covid - 19 attualmente in vigore.

Kunstforum Unterland Portici 26, Egna, BZ
THE SENSIBLE PRACTICE
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Exhibitions
Sabato, 19 Giu 2021 12:30
L'evento si terrà oggi, domani e ogni giorno fino a Mer 30 Giu 2021

La mostra The sensible practice, alla Galleria Antonella Cattani, presenta le opere di otto artisti in un percorso dinamico, finalizzato a scoprire il ”backstage” delle singole opere ed avvicinarci al momento della loro creazione. La realizzazione di un’opera spinge infatti l’artista verso un esercizio, una pratica che gli fa percepire quanto sia necessaria l’armonia tra intuizione e creazione mentre, alla tecnica artistica, è affidato il compito di fare da ponte tra i materiali e l’idea stessa. Il risultato della mostra è dunque un viaggio nelle diverse accezioni di una “pratica sensibile” con un itinerario marcato dalle riconosciute personalità di: Mats Bergquist, Julia Bornefeld, Emanuela Fiorelli, Angela Glajcar, Martin Pohl, Sean Shanahan e Antonella Zazzera. Le opere dell’artista Mats Bergquist (Svezia,1960) ci appaiono come icone contemporanee dalla rappresentazione visiva rarefatta alle estreme conseguenze. Delle icone e della loro valenza spirituale rimane il procedimento realizzativo; una pratica sensibile, quella di Bergquist, che prevede supporti in legni pregiati come il pero o il ciliegio, fissati con incastri a coda di rondine senza l’ausilio di chiodi o collanti chimici, secondo i metodi delle tavole medievali, rivestiti poi in tela di lino belga e impregnati di gesso e pigmenti. Le superfici lignee sono infine trattate a mano, sottoposte a un durissimo labor limae per essere domate in forme lievemente concave o convesse, fino alla creazione di una superficie bianca e opaca, a cui il pittore dà vita attraverso l’applicazione di tempera ad encausto. L’azione del “costruire” comune a Antonella Zazzera (Todi,1976) e Angela Glajcar (Mainz - D, 1970), seppur con materiali diversi, è all’origine di una singolare concezione e percezione della scultura. Fondamentale per entrambe è la narratività? dell’opera plastica che non appartiene allo stereotipo dell’immagine simbolica riconoscibile, ma alle forme che nascono da un vissuto e alle relazioni che vengono a crearsi tra i materiali impiegati. I vortici di piume nei quadri di Julia Bornefeld (Kiel - D,1963) ci permettono invece di comprendere come l’armonia e la formalizzazione delle opere siano il risultato della sintesi tra ispirazione iniziale e processo creativo per raccontare, in questo caso, la fragilità e la resilienza dell’umanità di fronte alle avversità. Diverso è l’orientamento della ricerca di Sean Shanahan (Dublino,1960) che punta sul rigore di un linguaggio e procede da elementi basilari per dar vita a costruzioni complesse che interagiscono con lo spazio. I dipinti ad olio su tavola in fibra di legno mostrano margini netti, sagomati di taglio che, oltre a funzionare da ingresso al dipinto stesso, lo allontanano dalla bidimensionalità della parete, proiettandoli in un gioco di rimandi geometrici con lo spazio. Si instaura così un dialogo tra dimensione pittorica e scultorea come pure tra costruzione programmata e naturalezza. Anche l’artista Emanuela Fiorelli (Roma, 1970) esplora lo spazio, impiegando un filo come segno tridimensionale per costruire architetture che mutano allo sguardo ed indicano la flessibile dinamicità di una costruzione geometricamente definita. La concitata stesura grafica di ciascuna delle opere in esposizione è sospesa tra tensioni implosive ed esplosive che sembrano registrare un'ansia esistenziale che si allenta solo quando il segno/filo buca la superficie. L’esposizione prosegue con i dipinti di Martin Pohl (Tarres, Bz 1961), caratterizzati da forme “annunciate” che appaiono in divenire. L’indeterminatezza descrittiva delle sue forme apre ad una visionarietà immaginifica, mediata dal colore. La mostra si conclude con un caleidoscopio di rimandi tra passato e presente, tra implicazioni sociali e indagine del sé, proposto dalle opere dell’artista germanica Dana Widawski (Berlino – D, 1973). In virtù della sua profonda conoscenza dell’estetica e del linguaggio simbolico delle epoche culturali trascorse, l’artista si concede libertà che sono tutt’altro che arbitrarie, prelevando citazioni dalla statuaria classica e dal vasto repertorio delle arti applicate. Ne è esempio la scultura in esposizione Figures de Dècoration che presenta figure decorative in porcellana, in stile rococò, alle quali è stato aggiunto un testo in stile fumetto per partecipare al dibattito # Me-Too mentre, sulla consolle in ceramica lavorata a mano, compare il simbolo dell’hashtag in rocaille.

Galleria Antonella Cattani contemporary art Via Catinaccio 1/a, Bolzano, BZ
Nella rete della Modernità
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Exhibitions
Sabato, 19 Giu 2021 15:00-18:00 |
L'evento si terrà oggi, domani e ogni settimana fino a Dom 27 Giu 2021 nei giorni di: Martedi Mercoledi Giovedi Venerdi Sabato Domenica

Nella rete della Modernità. Esperienze artistiche tra le Alpi e il lago di Garda. Siamo lieti di poterVi nuovamente dare il benvenuto. Pare essere un’ironia della sorte che la mobilità sia ridotta al minimo proprio nell’anno in cui la regione europea Tirolo-Sudtirolo/Alto Adige-Trentino ha scelto i concetti di trasporto – transito – mobilità quali temi centrali per l’anno museale comune del 2021. Una pandemia, causata da un nuovo virus che si è diffuso in tutto il mondo a grande velocità, ha costretto gli artisti e le artiste a passare il loro tempo più nell’atelier o a casa che nei viaggi. Ma la mobilità è sempre stata una parte della pratica artistica. La raccolta e l’elaborazione di nuove impressioni, lo scambio con altri artisti e artiste, con culture di altri Paesi, il continuo variare del proprio punto di vista e del modo di vedere costituiscono un elemento naturale dell’attività artistica, anche se solitamente esso resta nascosto. L'esposizione Nella rete della Modernità. Esperienze artistiche tra le Alpi e il lago di Garda affronta l’aspetto della mobilità, degli incontri e delle relazioni nell’arte del Tirolo, Sudtirolo/Alto Adige e Trentino nel periodo compreso all’incirca fra il 1900 e il 1945. Due figure dominanti in questo senso sono Hans Josef Weber-Tyrol e Artur Nikodem. Entrambi rientrano nella schiera dei grandi artisti e artiste del Tirolo nel XX secolo. Con la loro opera e anche con la loro biografia essi rappresentano un esempio ideale in materia di scambio e creazione di reti artistiche, vale a dire di formazione di uno spazio di mobilità spirituale e artistico, caratterizzato dalla componente geografica, entro il quale si è mossa ed è cresciuta la loro arte. Partendo dalla produzione e dai rapporti dei due artisti, si rivolge l’attenzione soprattutto sui luoghi dove soggiornavano e pure sulle associazioni, sui gruppi e sui raggruppamenti che, nel corso degli anni, hanno dato loro impulso e nutrimento artistico e spirituale. Anche le regioni del Tirolo, Sudtirolo/Alto Adige e Trentino hanno costituito importanti punti di riferimento sia nella vita sia nell’opera di questi importanti artisti, basti ricordare Innsbruck, Schwaz, Merano, Bolzano, Chiusa, Appiano e Trento, senza dimenticare però Monaco. Il progetto espositivo, che va oltre i confini delle singole regioni e presenta opere di volta in volta differenti, è il risultato di una cooperazione fra il Museo e Galleria Rabalderhaus di Schwaz, l’archivio NIMU-Nikodem Archiv Mutters, la Lanserhaus di Appiano sulla Strada del Vino e anche il MAG Museo Alto Garda di Riva del Garda in collaborazione con il Mart di Rovereto. Alla Lanserhaus di Appiano sulla Strada del Vino si dà un’importanza maggiore al periodo che i due artisti hanno trascorso in Sudtirolo/Alto Adige e pure alla mostra itinerante Tiroler Kunst del 1925/26, ospitata in diverse città della Germania, cui entrambi hanno dato un contributo decisivo nell’organizzazione dei contenuti. Accanto a opere di artisti come Albin Egger-Lienz, Ignaz Stolz, Emanuel Fohn oppure Josef Kienlechner, si presentano dei lavori di Orazio Gaigher e Alexander Koester, membri di un’associazione artistica meranese ovvero il Meraner Künstlerbund, con i quali Nikodem ha già esposto nel periodo trascorso a Merano. I curatori e le curatrici dell’esposizione sono Günther Dankl, Elio Krivdi?, Alessandra Tiddia e Martin Hanni. Durata: 15 maggio – 27 giugno 2021 Il curatore sarà a disposizione per rispondere alle Vostre domande in questo orario. L’ingresso sarà scaglionato. Verranno rispettate tutte le direttive anti-Covid.

Lanserhaus Via Johann Georg Plazer, 22-24, Appiano s.s.d.v, BZ
Santa o sgualdrina - Essere donna in Italia
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Exhibitions
Sabato, 19 Giu 2021 15:00-19:00 |
L'evento si terrà oggi e ogni settimana fino a Sab 26 Giu 2021 nei giorni di: Martedi Mercoledi Giovedi Venerdi Sabato

Fotografia: Franziska Gilli Testi: Barbara Bachmann Concetto e allestimento della mostra: Lupo Burtscher Mostra: 25.5. - 26.6.2021 25.5.2021 aperta dalle ore 15 alle ore 21, le autrici sono presenti. Misure di sicurezza covid: ingresso con il "CoronaPass" e copertura delle vie respiratorie. Sabato con prenotazione. L’immagine della donna diffusa nella società italiana è rigida e stereotipata come in pochi altri paesi d’Europa. Ormai da decenni i programmi di prima serata sono popolati da immagini di ragazze che ballano ammiccanti, in abiti succinti e pesantemente truccate. Ben poche di loro scelgono di non ricorrere a interventi di chirurgia estetica. La madre è un’icona indiscussa, ma nel paese dei cavalieri e dei galantuomini viene uccisa in media una donna ogni tre giorni, nella maggior parte dei casi dal proprio compagno. L’Italia è il paese nel quale una testata online può titolare: “Carola Rackete senza reggiseno in Procura: sfrontatezza senza limiti, il dettaglio sfuggito a molti”. E nel quale l’ex ministro degli interni Matteo Salvini può twittare, testualmente: “A proposito mi vergogno di quel cantante che paragona Donne come troie, violentate, sequestrate, stuprate e usate come oggetti. Lo fai a casa tua, non in diretta sulla Rai e a nome della musica italiana.” I politici della nuova destra di cui è esponente esternano sempre più apertamente la propria misoginia. Non stupisce, insomma, che in Italia il movimento #MeToo non abbia mai preso veramente piede. Il paese non sembrava pronto per un dibattito di questo tipo. Le strutture patriarcali, al contrario, sembrano essersi ulteriormente rafforzate. Si impongono due narrazioni che si riproducono uguali da secoli, simboleggiate da due figure opposte e nel contempo correlate: la santa e la sgualdrina, la Vergine Maria e Maria Maddalena. Da qui hanno preso le mosse la fotografa Franziska Gilli e la giornalista Barbara Bachmann per una ricerca che le ha portate a indagare cosa significhi oggi essere donna nel paese nel quale loro stesse sono cresciute, per quanto all’interno di una minoranza di lingua tedesca. I risultati delle loro ricerche, durate tre anni, sono raccolti nel volume “Santa o sgualdrina — Essere donna in Italia”, pubblicato da Edition Raetia, che rappresenta anche la base della presente esposizione. Obiettivo è contrapporre agli stereotipi della “santa” e della “sgualdrina” immagini tratte dalla realtà, esaminando al tempo stesso cause e ripercussioni dell’immagine femminile tuttora diffusa, dall’egemonia della Chiesa cattolica all’epoca fascista e all’influsso dell’intrattenimento televisivo proposto dai canali pubblici e privati, come le reti in mano alla famiglia Berlusconi. Ma esiste anche un’altra Italia. Un’Italia che da decenni denuncia le contraddizioni esistenti e nella quale sempre più donne decidono di infrangere il tabù della violenza ostetrica. L’Italia nella quale è nato uno dei movimenti femministi più vivaci e combattivi d’Europa: Non una di meno.

Foto Forum Via Weggenstein 3F, Bolzano, BZ
The sensible practice
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Exhibitions
Lunedì, 21 Giu 2021 10:00-12:30 | 15:30 - 19:30
ogni settimana fino a Mer 30 Giu 2021 nei giorni di: Lunedi Martedi Mercoledi Giovedi Venerdi

La mostra The sensible practice, alla Galleria Antonella Cattani, presenta le opere di otto artisti in un percorso dinamico, finalizzato a scoprire il ”backstage” delle singole opere ed avvicinarci al momento della loro creazione. La realizzazione di un’opera spinge infatti l’artista verso un esercizio, una pratica che gli fa percepire quanto sia necessaria l’armonia tra intuizione e creazione mentre, alla tecnica artistica, è affidato il compito di fare da ponte tra i materiali e l’idea stessa. Il risultato della mostra è dunque un viaggio nelle diverse accezioni di una “pratica sensibile” con un itinerario marcato dalle riconosciute personalità di: Mats Bergquist, Julia Bornefeld, Emanuela Fiorelli, Angela Glajcar, Martin Pohl, Sean Shanahan e Antonella Zazzera. Le opere dell’artista Mats Bergquist (Svezia,1960) ci appaiono come icone contemporanee dalla rappresentazione visiva rarefatta alle estreme conseguenze. Delle icone e della loro valenza spirituale rimane il procedimento realizzativo; una pratica sensibile, quella di Bergquist, che prevede supporti in legni pregiati come il pero o il ciliegio, fissati con incastri a coda di rondine senza l’ausilio di chiodi o collanti chimici, secondo i metodi delle tavole medievali, rivestiti poi in tela di lino belga e impregnati di gesso e pigmenti. Le superfici lignee sono infine trattate a mano, sottoposte a un durissimo labor limae per essere domate in forme lievemente concave o convesse, fino alla creazione di una superficie bianca e opaca, a cui il pittore dà vita attraverso l’applicazione di tempera ad encausto. L’azione del “costruire” comune a Antonella Zazzera (Todi,1976) e Angela Glajcar (Mainz - D, 1970), seppur con materiali diversi, è all’origine di una singolare concezione e percezione della scultura. Fondamentale per entrambe e? la narratività? dell’opera plastica che non appartiene allo stereotipo dell’immagine simbolica riconoscibile, ma alle forme che nascono da un vissuto e alle relazioni che vengono a crearsi tra i materiali impiegati. I vortici di piume nei quadri di Julia Bornefeld (Kiel - D,1963) ci permettono invece di comprendere come l’armonia e la formalizzazione delle opere siano il risultato della sintesi tra ispirazione iniziale e processo creativo per raccontare, in questo caso, la fragilità e la resilienza dell’umanità di fronte alle avversità. Diverso è l’orientamento della ricerca di Sean Shanahan (Dublino,1960) che punta sul rigore di un linguaggio e procede da elementi basilari per dar vita a costruzioni complesse che interagiscono con lo spazio. I dipinti ad olio su tavola in fibra di legno mostrano margini netti, sagomati di taglio che, oltre a funzionare da ingresso al dipinto stesso, lo allontanano dalla bidimensionalità della parete, proiettandoli in un gioco di rimandi geometrici con lo spazio. Si instaura così un dialogo tra dimensione pittorica e scultorea come pure tra costruzione programmata e naturalezza. Anche l’artista Emanuela Fiorelli (Roma, 1970) esplora lo spazio, impiegando un filo come segno tridimensionale per costruire architetture che mutano allo sguardo ed indicano la flessibile dinamicità di una costruzione geometricamente definita. La concitata stesura grafica di ciascuna delle opere in esposizione è sospesa tra tensioni implosive ed esplosive che sembrano registrare un'ansia esistenziale che si allenta solo quando il segno/filo buca la superficie. L’esposizione prosegue con i dipinti di Martin Pohl (Tarres, Bz 1961), caratterizzati da forme “annunciate” che appaiono in divenire. L’indeterminatezza descrittiva delle sue forme apre ad una visionarietà immaginifica, mediata dal colore. La mostra si conclude con un caleidoscopio di rimandi tra passato e presente, tra implicazioni sociali e indagine del sé, proposto dalle opere dell’artista germanica Dana Widawski (Berlino – D, 1973). In virtù della sua profonda conoscenza dell’estetica e del linguaggio simbolico delle epoche culturali trascorse, l’artista si concede libertà che sono tutt’altro che arbitrarie, prelevando citazioni dalla statuaria classica e dal vasto repertorio delle arti applicate. Ne è esempio la scultura in esposizione Figures de Dècoration che presenta figure decorative in porcellana, in stile rococò, alle quali è stato aggiunto un testo in stile fumetto per partecipare al dibattito # Me-Too mentre, sulla consolle in ceramica lavorata a mano, compare il simbolo dell’hashtag in rocaille.

Antonella Cattani contemporary art Via Catinaccio 1/a, Bolzano, BZ
Il Castel Giovo
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Exhibitions
Lunedì, 21 Giu 2021 10:00-13:00 |
ogni settimana fino a Dom 31 Ott 2021 nei giorni di: Lunedi

Castel Giovo si può raggiungere a piedi in ca. 20 minuti partendo dal ponte del centro di San Leonardo e percorrendo la Via del Giudizio o la “passeggiata del sole”. È raggiungibile in macchina percorrendo la Via Castello

Castel Giovo - San Leonardo Passeirer Straße 72, St. Leonhard i.P., San Leonardo in Passiria, BZ
Incredible Bugs!
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Exhibitions
Martedì, 22 Giu 2021 10:00-18:00 |
ogni settimana fino a Dom 07 Nov 2021 nei giorni di: Martedi Mercoledi Giovedi Venerdi Sabato Domenica

Resistono alle radiazioni, hanno una forza incredibile, armi chimiche e strategie di guerra: queste sono solo alcune capacità da supereroi che possiedono gli insetti! Spesso invisibili ai nostri occhi, gli insetti hanno delle caratteristiche strabilianti: armi chimiche, strategie di guerra, una forza eccezionale e molto altro. Sono dei supereroi che dominano il nostro pianeta! Nella mostra, più di 15 modelli di insetti, grandi fino a 3 metri, realizzati dallo scultore scientifico Lorenzo Possenti, ci faranno rimpicciolire ed entrare in un mondo sconosciuto, cogliendo dettagli altrimenti visibili solo sotto una lente di ingrandimento. Parti anatomiche e apparati boccali tridimensionali, diorami e terrari evidenziano i modi straordinari con cui gli insetti hanno colonizzato ogni angolo della Terra. Il rapporto tra insetti e uomo emerge dalla mostra: dai vettori di malattie a quelli utili come fonte di alimentazione per l’uomo, dalle specie invasive a quelle minacciate. Scoprirete i metodi con cui i ricercatori del museo valutano lo stato di conservazione di una specie e cosa ciascuno di noi può fare in questo campo.

Museo di Scienze Naturali dell'Alto Adige via Bottai, 1, Bolzano, BZ
CULTURA IN MOVIMENTO. Merano 1965-1990
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Exhibitions
Martedì, 22 Giu 2021 10:00-18:00 |
ogni settimana fino a Dom 27 Giu 2021 nei giorni di: Martedi Mercoledi Giovedi Venerdi Sabato Domenica

Artist*: Barbara Bertagnolli, Christoph Blum, Henri Chopin, Arnold M. Dall’O, Jakob de Chirico, Walter Erckert, Ulrich Egger, Peter Fellin, Anton Frühauf, Eduard Habicher , Toni Hanny, Siegfried Höllrigl, Elisabeth Hölzl , Hansgeorg Hölzl, Georg Jappe, Marcello Jori, Margit Klammer, Milan Knizak, Linda Ladurner, Konrad Laimer, Peter Lloyd, Ivo Mahlknecht, Antonio Manfredi, Manfred Alois Mayr, Vito Mazzotta, Carmen Müller, Hermann Nitsch, Oswald Oberhuber, Franz Pichler , Rafael Montanez Ortíz, Elisabeth Oberrauch, Alessandra Pucci, Rina Riva, Mili Schmalzl, Matthias Schönweger, Luis Stefan Stecher, Rudolf Stingel, Paul Thuile, Regina Klaber Thusek, Hans Tischler, Peppi Tischler, Karl Vonmetz, Willy Wiemann Se si guarda alla sua storia, Merano tra il 1965 e il 1990 è stata un centro culturale situato in mezzo all’Europa di fondamentale importanza. Questa affermazione, tutt’altro che presuntuosa, è suffragata dai numerosissimi aspetti emersi da anni di ricerca su 25 anni di vita politica, culturale e sociale nella piccola città bilingue sul Passirio. Nella pubblicazione, che comprendere 36 contributi e oltre 700 immagini, in buona parte di lavori ancora inediti, i contributi di diversi autori – e in particolar modo del professor Markus Neuwirth – mettono in luce come qua convergano i fili di diversi avvenimenti culturali internazionali. L’omonima mostra offre una panoramica dell’arte di quegli anni, rappresentata da 100 opere particolarmente significative. Mentre il volume ha un ampio approccio storico-culturale, la mostra si concentra sulla produzione artistica permettendo alle diverse opere di entrare in un nuovo dialogo, talvolta anche inaspettato.

Merano Arte Portici, 163, Merano, BZ
ATLAS - Elisabeth Oberrauch
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Exhibitions
Martedì, 22 Giu 2021 10:00-17:00 |
ogni settimana fino a Dom 29 Ago 2021 nei giorni di: Martedi Mercoledi Giovedi Venerdi Sabato Domenica

La mostra Atlas di Elisabeth Oberrauch si svolge nell’ambito di due altri progetti espositivi tra loro correlati. Da una parte è collegata alla mostra Simbolo, potere, mobilità. Il Tirolo nelle mappe storiche ospitata a partire dal 3 luglio a Castel Tirolo, dall’altra alla presentazione Maps. Landkarten della collezione Museion aperta a Museion Passage di Bolzano da metà giugno. Il nucleo di opere di Elisabeth Oberrauch dal titolo Rimpf Atlas esposto in Atlante fa parte della collezione permanente di Museion. La mostra di Oberrauch nel mastio di Castel Tirolo è complementare all’esposizione di mappe storiche, in quanto quasi tutte le opere dell’artista nascono integrando frammenti di carte topografiche storiche. Se si prescinde dal lavoro su tela Profondità marine, una combinazione di pittura di paesaggio e topografia, le opere esposte sono su carta. La carta non è impiegata come supporto neutro, bensì è prodotta a mano dall’artista stessa con svariate tecniche elaborate. Nell’opera di Oberrauch la carta è un elemento costitutivo autonomo, in particolare nel passaggio alla tridimensionalità. Nella serie “Riscoperte 1-4” il titolo si riferisce esemplarmente al processo di lavoro: frammenti di carte geografiche, avviluppati in una massa di carta umida (polpa) che inizialmente li ricopre, vengono ris-coperti nuovamente nella fase di lavorazione successiva. In genere le carte vengono rielaborate dall’artista che interviene con il disegno e la pittura. Nei titoli delle opere, ad esempio Foresta pluviale, Radura, Ombra o Nevischio, Oberrauch crea un collegamento con la pittura di paesaggio. Le opere esposte si collocano all’intersezione tra segno linguistico e visivo, tra bi- e tridimensionalità, tra objet trouvé concettuale e intervento grafico-pittorico tradizionale.

Art and Textiles - A selection by Lottozero
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Exhibitions
Venerdì, 25 Giu 2021 16:00-19:00 |
ogni 30 giorni fino a Mer 04 Ago 2021

Art and Textiles. A selection by Lottozero è una mostra collettiva che raccoglie un nucleo di artisti che in questi anni sono stati sostenuti e rappresentati da Lottozero textile laboratories, centro di ricerca per l’arte, il design e la cultura tessile, fondato a Prato nel 2016 dalle bolzanine Arianna e Tessa Moroder. La mostra presenta un ampio ventaglio di possibilità di operare con la materia tessile, attraverso i linguaggi della scultura, la fotografia, la ceramica, l’installazione e la pittura, portando avanti la ricognizione operata da Lottozero sulle molteplici relazioni tra tessile e arte contemporanea. Tra questi spicca la ricerca del duo Khurtova & Bourlanges (composto da Marie Ilse Bourlanges e Elena Khurtova, rispettivamente di origini russe e francesi ma entrambe residenti in Olanda), che espone una collezione di “tessuti a maglia” fatti interamente di porcellana e terracotta; realizzate manualmente attraverso la lavorazione di un filo di pasta di ceramica con dei grossi “ferri” in legno (simili ai ferri da uncinetto), le opere sono caratterizzate dalla presenza di intrecci allentati e difettati, espressione della vulnerabilità del corpo umano. Le anti-bandiere e le sculture cucite e imbottite di Farkhondeh Shahroudi (artista iraniana residente a Berlino dagli anni ’90) sono invece i tramiti di una narrazione poetica che si nutre del vissuto storico dell’artista, in una dimensione sociale e personale, intima e politica. Il linguaggio della fotografia è presente in mostra attraverso diversi approcci e interpretazioni: Anna M. Rose (artista americana trapiantata a Firenze) se ne serve per immortalare una serie di atti performativi privati agiti all’interno di spazi dismessi e disabitati, indossando un involucro antropomorfico fatto di capelli sintetici, corpo-chioma con una vulnerabilità primordiale e quasi mostruosa. Under Cover della svizzera Virginie Rebetez è una serie che documenta un rituale funebre praticato in Sud Africa: oltre l'apparente oggettività delle inquadrature, le pieghe delle stoffe e coperte ritratte nello scatto suggeriscono un altrove, di memoria surrealista. Un confronto serrato con la pittura è rappresentato in primis dalle opere di Roland Barth, artista originario di Berlino, che dal 2016 ha intrapreso una ricerca che lo ha portato a definire, con il termine screen-painting, un personale linguaggio pittorico che si avvale degli strumenti propri della stampa serigrafica, come la racla e il telaio serigrafico, usati anche per la stampa su tessuto. Robin-Darius Dolatyari-Dolatdoust (artista, performer e designer francese residente a Bruxelles) fonde nei suoi quadri tessili espressione pittorica e matericità tessile, con un segno grafico inconfondibile che unisce al gioco decostruttivo delle forme di matrice picassiana la sinuosità e l’eleganza della linea di Matisse. È ancora la propensione alla pittura a tenere insieme il corpus di lavori multiforme di Stefanie Ka?gi, artista svizzera residente a Berlino. L’artista intreccia materiali e lavorazioni tessili con processi di elaborazione digitale dell’immagine; tecniche analogiche e digitali si compenetrano, trovando nell’errore e nell’imperfezione nuove soluzioni formali che estendono i confini dell’indagine pittorica. Si aggiungono alla schiera degli artisti internazionali anche due nomi italiani: Claudia Losi, una delle artiste italiane ad aver maggiormente incorporato il medium tessile all’interno del proprio lavoro, a partire dagli anni ’90, e Luca Vanello, di cui è presente in mostra un’opera in edizione limitata, parte del progetto Tired Eyes Dislike the Young, che l’artista ha sviluppato e prodotto a Lottozero tra il 2017 e il 2019. Lottozero è infatti luogo di ricerca e produzione per gli artisti: la sua posizione strategica all’interno del distretto tessile di Prato, unitamente al fatto di avere un proprio laboratorio interno attrezzato con macchinari tessili, uno spazio espositivo e la possibilità di ospitare designer e artisti in residenza, ne fanno una realtà unica nel suo genere in Italia, luogo ideale per tutti quegli artisti che vogliono indagare materiali, tecniche, significati e implicazioni concettuali del tessile all’interno del proprio lavoro. Dal 2016 Lottozero ha sviluppato numerosi progetti espositivi in collaborazione con musei e istituzioni culturali, tra cui il Museo del Tessuto di Prato, Il Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato, Villa Romana di Firenze e il Museion di Bolzano. La mostra Art and Textiles. A selection by Lottozero è il primo evento realizzato in collaborazione con Vijion Art Gallery di Ortisei. Artisti Roland Barth (Berlino 1983. Vive e lavora a Berlino) Marie Ilse Bourlanges (Parigi 1983. Vive e lavora ad Amsterdam) Robin-Darius Dolatyari-Dolatdoust (Chambery en Savoie / Francia 1994. Vive e lavora a Bruxelles) Stefanie Ka?gi (Winterthur / Svizzera 1987. Vive e lavora a Berlino) Elena Khurtova (Samara / Russia 1982. Vive e lavora ad Amsterdam) Claudia Losi (Piacenza 1971. Vive e lavora a Piacenza) Anna M. Rose (Massachusetts / USA. Vive e lavora a Firenze) Farkhondeh Shahroudi (Teheran 1962. Vive e lavora a Berlino) Luca Vanello (Trieste 1986. Vive e lavora a Bruxelles) Virginie Rebetez (Svizzera 1979. Vive e lavora a Losanna)

Vijion Art Gallery Pontives 26 39046 Ortisei/Val Gardena, Ortisei, BZ
Sonya Hofer - Il dipinto tridimensionale
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Sabato, 26 Giu 2021 09:30-12:00 | 15:30 - 18:00
ogni settimana fino a Sab 21 Ago 2021 nei giorni di: Martedi Mercoledi Giovedi Venerdi Sabato

Entrata con CoronaPass, l'ingresso sarà scaglionato L’artista Sonya Hofer – una virtuosa nel trattare i colori intensi – imbocca una via nuova con questa gamma di colori tenui e ha scoperto, attraverso la voglia di sperimentare, una nuova tecnica per se stessa. Lei modella conchiglie, ciotole, montagne e paesaggi di argilla. Nell'attuale mostra al Museo Civico, l'artista presenta i suoi lavori più recenti: rilievi con paesaggi montani.

Museo Civico di Chiusa Fraghes 1, Chiusa, BZ
Simbolo, potere, mobilità. Il Tirolo nelle mappe storiche
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Sabato, 03 Lug 2021 10:00-17:00 |
ogni settimana fino a Dom 21 Nov 2021 nei giorni di: Martedi Mercoledi Giovedi Venerdi Sabato Domenica

Mostra speciale al museo storico-culturale Castel Tirolo sulla cartografia tirolese Negli ultimi decenni le antiche carte geografiche sono diventate una base indispensabile per la ricerca. Esse infatti non riportano informazioni neutrali, ma documentano le condizioni politiche ed economiche di un determinato periodo storico. Non va quindi sottovalutata la loro importanza come strumento di propaganda: con esse venivano condotte e pianificate le battaglie, visualizzati i confini e i territori, risolte le dispute di confine e amministrati gli Stati. Molte carte mostrano tra l’altro anche zone minerarie, terreni agricoli e forestali, aree industrializzate, la rete stradale e ferroviaria, così come percorsi escursionistici e piste da sci. Questa mostra, in oltre cinquanta tra carte geografiche e parti di esse provenienti principalmente da archivi e biblioteche tirolesi, porta alla luce nel contesto dello sviluppo generale della cartografia dall’Antichità al XX secolo l’esempio del Tirolo quale collegamento tra cartografia, politica ed economia. Tematiche principali: Gli albori della cartografia (XVI/XVII secolo); Il Tirolo rappresentato dai cartografi tedeschi, olandesi e francesi; Le catastrofi naturali – la regolazione dei fiumi; L’inizio dei rilievi; Peter Anich e il suo tempo; La ricognizione topografica; I trasporti; Il turismo; L’industria mineraria e l’agricoltura; La guerra e la propaganda. Curatrice: Petra Svatek, Akademie der Wissenschaften, Vienna

Simbolo, potere, mobilità. Il Tirolo nelle mappe storiche
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Exhibitions
Sabato, 03 Lug 2021 10:00-17:00 |
ogni settimana fino a Dom 21 Nov 2021 nei giorni di: Martedi Mercoledi Giovedi Venerdi Sabato Domenica

La mostra Simbolo, potere, mobilità. Il Tirolo nelle mappe storiche in oltre ottanta tra carte geografiche e parti di esse, porta alla luce nel contesto dello sviluppo generale della cartografia dall’Antichità al XX secolo l’esempio del Tirolo quale collegamento tra cartografia, politica ed economia. Negli ultimi decenni le antiche carte geografiche sono diventate una base indispensabile per la ricerca, documentando le condizioni politiche ed economiche di un determinato periodo storico.

Arte nella Certosa: implant(at)karthaus
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Exhibitions
Domenica, 11 Lug 2021
Domenica 11 Lug 2021

L’arte come trapianto e integrazione. Nel corso di sette momenti sperimentali, alcuni artisti altoatesini esploreranno a Certosa in Val Senales elementi artificiali per trapiantarli in un ambiente naturale. Il “giardino” di sculture contemporanee, installato nella corte interna dell’ex Certosa, sarà aperto al pubblico con entrata libera dall’11 luglio

Certosa Monte degli Angeli Senales Certosa, Senales, BZ
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