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Eventi

Peter Wächtler
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Exhibitions
Martedì, 21 Gen 2020
L'evento si terrà oggi, domani e ogni giorno fino a Sab 09 Mag 2020

La mostra personale di Peter Wächtler è la seconda commissione che la Fondazione Antonio Dalle Nogare affida ad un artista emergente e che occupa tutto il piano terra degli spazi di via Rafenstein. Invitato a pensare ad un progetto site-specific per gli spazi e per il contesto sia della città sia della regione, Wächtler è tornato in visita più volte durante l’anno e ha analizzato luoghi fisici e di produzione che lo hanno ispirato nella realizzazione di un progetto composto di opere scultoree, fotografiche, pittoriche e video. Il risultato è una mostra complessa nella quale l’artista mette in evidenza alcuni aspetti caratteristici della sua pratica: l’interesse per tecniche artistiche tradizionali e artigianali; la necessità di costruzione narrativa simile a quella di un racconto (Wächtler è anche uno scrittore) e la capacità di muoversi liberamente tra diversi mezzi espressivi. Tutti questi mezzi diventano tappe di un racconto nel quale il personale si mescola all’impersonale, il soggettivo all’oggettivo, il reale al surreale o all’irreale.

Fondazione Antonio Dalle Nogare Via Rafenstein 19, Bolzano, BZ
khodahafes | Andreas Trenker
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Exhibitions
Martedì, 21 Gen 2020 07:00-20:00 |
L'evento si terrà oggi, domani e ogni giorno fino a Ven 31 Gen 2020

La mostra fotogra?ca khodahafes (persiano: Arrivederci) del designer e fotografo documentarista Andreas Trenker vuole ripercorrere il proprio viaggio attraverso la Repubblica Islamica dell’Iran. In questo contesto, Trenker si confronta col paese mettendo in discussione lo sguardo eurocentrico verso una cultura straniera. Quali sono le immagini che la mente costruisce in funzione di un’aspettativa occidentale verso un paese musulmano? Quali, invece ne s?dano gli stereotipi e preconcetti? La risposta a queste domande sta anche e soprattutto negli occhi dello spettatore. Per questo motivo il fotografo ha deciso di dare spazio allo sguardo e alla narrazione locale, facendo commentare la sua serie dagli iraniani stessi. Le loro analisi sono accessibili come guida audio all’interno della mostra, invitando lo spettatore a decostruire alcuni aspetti dello sguardo europeo verso una realtà lontana dalla propria. In questo modo Trenker vuole responsabilizzare e mettere in discussione il ruolo del fotografo creando un dialogo tra il soggetto e la sua rappresentazione. La mostra è stata sostenuta dalla Facoltà di Design e Arti della Libera Università di Bolzano.

Kunstraum Café Mitterhofer Via Peter Paul Rainer 4 39038 San Candido, San Candido, BZ
khodahafes | Andreas Trenker
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Exhibitions
Martedì, 21 Gen 2020 07:00-20:00 |
L'evento si terrà oggi, domani e ogni giorno fino a Ven 28 Feb 2020

La mostra fotogra?ca khodahafes (persiano: Arrivederci) del designer e fotografo documentarista Andreas Trenker vuole ripercorrere il proprio viaggio attraverso la Repubblica Islamica dell’Iran. In questo contesto, Trenker si confronta col paese mettendo in discussione lo sguardo eurocentrico verso una cultura straniera. Quali sono le immagini che la mente costruisce in funzione di un’aspettativa occidentale verso un paese musulmano? Quali, invece ne s?dano gli stereotipi e preconcetti? La risposta a queste domande sta anche e soprattutto negli occhi dello spettatore. Per questo motivo il fotografo ha deciso di dare spazio allo sguardo e alla narrazione locale, facendo commentare la sua serie dagli iraniani stessi. Le loro analisi sono accessibili come guida audio all’interno della mostra, invitando lo spettatore a decostruire alcuni aspetti dello sguardo europeo verso una realtà lontana dalla propria. In questo modo Trenker vuole responsabilizzare e mettere in discussione il ruolo del fotografo creando un dialogo tra il soggetto e la sua rappresentazione. La mostra è stata sostenuta dalla Facoltà di Design e Arti della Libera Università di Bolzano.

Kunstraum Café Mitterhofer Via Peter Paul Rainer 4, San Candido, BZ
Siamo tutti testimoni - L’umanità alle prese con cambiamenti
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Martedì, 21 Gen 2020 08:30
L'evento si terrà oggi, domani e ogni giorno fino a Ven 31 Gen 2020

Il Comune di Bolzano ospita la mostra "Siamo tutti testimoni - L'umanità alle prese con i cambiamenti climatici". La mostra è promossa da Alleanza per il Clima Italia ed ha lo scopo di sensibilizzare i cittadini sugli effetti del cambiamento climatico ed è composta da 32 pannelli (sia in lingua italiana che tedesca) che aiutano a collegare i problemi globali con le realtà locali e a comprendere i cambiamenti climatici e le loro conseguenze attraverso testimonianze raccontate da persone provenienti da diverse parti del mondo. I pannelli sono esposti presso il corridoio del primo piano della sede principale della Libera Università di Bolzano, in Piazza Università 1, dal 10 al 31 gennaio 2020.

Libera Università di Bolzano Piazza Università 1, Bolzano, BZ
30 ANNI ASSOCIAZIONE PRO MUSEO DI BRUNICO
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Exhibitions
Martedì, 21 Gen 2020 08:30-12:30 |
L'evento si terrà oggi, domani e ogni giorno fino a Ven 28 Feb 2020

Quest'anno si festeggia il trentesimo anniversario dalla rifondazione dell'Associazione Pro Museo di Brunico. Al municipio di Brunico è stata realizzata un mostra che presenta un spaccato delle varie collezioni del Museo. Vi si potranno amirare opere di artisti moderni e contemporanei, come Christoph Hinterhuber, Hans Ebensperger, Julia Bornefeld, Karl Theo Stammer, Man Ray...

Max Radicioni - herbstwinter
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Exhibitions
Martedì, 21 Gen 2020 09:00-19:00 |
L'evento si terrà oggi, domani e ogni giorno fino a Ven 31 Gen 2020

Una location d’eccezione ospiterà a partire dal prossimo venerdì 22 novembre alle ore 18 la nuova mostra - dal titolo ”herbstwinter” - del noto artista bolzanino Max Radicioni, pittore, scultore, grafico e incisore. Parliamo della Marienklinik o Clinica Santa Maria, a Bolzano in via Claudia dè Medici nr.2. Una struttura nata e operante come complesso sanitario, che peraltro si presta, per la centralità della sua posizione, all’interno della città e per gli ampi spazi di cui dispone, anche ad ospitare come in questo caso mostre di pittura, installazioni e vari altri eventi grafici e non. Max Radicioni vanta una storia artistica lunga ben sessant’anni, in cui ha girato il mondo e perfezionato, attraverso le molteplici esperienze vissute e il confronto con grandi nomi della pittura e della cultura in genere, il suo stile, che è stato definito tra l’altro neofigurativo e postsurrealista. La mostra resterà aperta ogni giorno con orario 09-19 presso la Marienklinik. Saranno esposte nell’atrio e più in generale nella parte pubblica della struttura opere “storiche” di Radicioni, ma anche e soprattutto dipinti del suo ultimo periodo pittorico, più contenuti quanto a dimensioni rispetto ai quadri più datati, caratterizzati peraltro da tecniche antiche e modernissime al tempo stesso, in una prospettiva alchemica in grado di regalare alle tele luci, colori e umori “magici”. Una delle tematiche portanti della nuova produzione sarà l’anelito verso una dimensione di rinnovata libertà, di contatto con la natura e di apertura verso nuovi, verdi e poliedrici orizzonti.

Clinica Santa Maria Via Claudia de' Medici 2, Bolzano, BZ
Georg Krautgasser - Mandlan
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Martedì, 21 Gen 2020 09:30
L'evento si terrà oggi, domani e ogni giorno fino a Sab 25 Gen 2020

Lo scultore si avvale di un linguaggio formale semplice ma espressivo e cerca un modo di lavorare rapido e non mediato. I "Mandlan" di Krautgasser sono figure di legno grezzo e dipinto, i loro corpi e i loro volti sono dotati di incisioni aguzze. Nella sua tecnica, lo scultore cerca di utilizzare appieno il materiale. Nel processo di lavoro la scultura assume una vita propria e offre allo spettatore ulteriori possibilità di interpretazione. Curatore: Birgit Hofer, Martina Baumgartner

Raum3000 Ragen di Sopra 12, Brunico, BZ
Pazzi per la Luna
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Martedì, 21 Gen 2020 10:00-18:00 |
L'evento si terrà oggi, domani e ogni settimana fino a Mar 02 Giu 2020 nei giorni di: Martedi Mercoledi Giovedi Venerdi Sabato Domenica

Il 21 luglio 1969 segna una tappa fondamentale nella storia dell’umanità. Per la prima volta un abitante della Terra, un essere umano, ha potuto camminare su un altro corpo celeste. “Pazzi per la Luna” racconta come un sogno si è trasformato in realtà. Partite con noi in un viaggio spazio-temporale, immergendovi nel contesto storico, nelle conquiste tecniche e in quell’euforia scientifica necessarie alla missione e scoprite il paesaggio lunare: un ambiente estraneo, invivibile, meraviglioso, che da 50 anni rappresenta una grandiosa sfida in un’esplorazione che non è ancora terminata.

Museo di Scienze Naturali dell'Alto Adige Via Bottai 1, Bolzano, BZ
Marguerite Humeau, Oscillations
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Exhibitions
Martedì, 21 Gen 2020 10:00-18:00 |
L'evento si terrà oggi, domani e ogni settimana fino a Dom 26 Gen 2020 nei giorni di: Martedi Mercoledi Giovedi Venerdi Sabato Domenica

Museion presenta Oscillations, la prima personale in un museo italiano di Marguerite Humeau (1986, Cholet, Francia). Nei suoi lavori Humeau indaga la nostra epoca digitale immergendosi nei grandi enigmi sedimentati nei secoli, nei paradossi e nelle contraddizioni della storia dell’umanità e nei suoi millenari tentativi di stabilire una connessione con l’universo. Con un approccio interdisciplinare e speculativo, nelle sue ricerche l’artista coinvolge esperti ed esperte di diverse discipline – dalla paleontologia alla musica, dalla zoologia alla linguistica, dall’ingegneria alla biologia. Dalla sua opera sfaccettata – composta principalmente da disegni, installazioni sonore e scultoree– emergono ipotesi aperte, che stimolano la capacità immaginativa del pubblico. Oscillations presenta un gruppo di sculture in bronzo, alabastro, marmo e pietra in una grande installazione immersiva che si propone come spazio immaginario di transizione e oscillazione tra il mondo umano e quello degli spiriti. Il progetto prende le mosse dalla fascinazione e il mistero intorno alle statuette preistoriche delle Veneri, risalenti all’età paleolitica (circa 35.000-11.000 anni fa). In particolare l’artista esplora le relazioni che potrebbero avere le sostanze psicoattive provenienti da cervelli animali sulle forme scultoree delle figure preistoriche delle Veneri stesse. La mostra a Bolzano è la terza e ultima tappa di un più ampio progetto di ricerca e di collaborazione, che ha toccato il New Museum di New York (Birth Canal, 2018) e quindi il Kunstverein di Amburgo (Ecstasies, 2019). A cura di Letizia Ragaglia e Frida Carazzato In collaborazione con New Museum, New York; Kunstverein in Hamburg Con il supporto della Fondazione Nuovi Mecenati – Fondazione franco-italiana di sostegno alla creazione contemporanea

Museion Piazza Piero Siena 1, Bolzano, BZ
‘HOSTILE ENVIRONMENT‘ (S)
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Exhibitions
Martedì, 21 Gen 2020 10:00-13:00 | 15:00 - 19:00
L'evento si terrà oggi, domani e ogni giorno fino a Sab 08 Feb 2020

21.11.2019 – 08.02.2020 Un progetto di Lorenzo Pezzani, con il contributo di Dimitra Andritsou, Riccardo Badano, Geoffrey Alan Boyce, Samuel N. Chambers e Sarah Launius, Forensic Oceanography, Lodovica Guarnieri, Tom James, Tom Joyes, Faiza Ahmad Khan, Stefanos Levidis, il Multiple Mobilities Research Cluster, i partecipanti al workshop “Tempi Morti”, Tara Plath, Robert Preusse, Hanna Rullmann, Martina Tazzioli e Avi Varma. Commissionato da ar/ge kunst Coprodotto con Z33 House for Contemporary Art, Design and Architecture, Hasselt La mostra “Hostile Environment”(s) è frutto dell’indagine condotta in Alto Adige dal ricercatore e architetto Lorenzo Pezzani, nell’ambito della quarta edizione del One Year-Long Research Project, commissionato da ar/ge kunst e curato da Emanuele Guidi. La nozione di “ambiente ostile” è stata introdotta per la prima volta nell’ambito del dibattito sulle migrazioni in Gran Bretagna nel 2012, ad indicare una serie di leggi che negano ai migranti accesso al lavoro, alla casa, ai servizi e all’educazione. Da quel momento, l’erosione di ogni forma di protezione sociale ha reso le città del Nord Globale, e non solo, spazi intollerabili di ostilità per chi viene classificato come outsider. Allo stesso tempo, ambienti “naturali” come oceani, deserti e catene montuose – incluse le Alpi – hanno subito un processo di crescente militarizzazione, che spingono i migranti ad attraversare zone sempre più pericolose, spesso con conseguenze fatali. L’idea di ambiente ostile viene qui rivista come chiave analitica per cogliere tali processi, lontani ma interconnessi, attraverso i quali spazi “naturali” ed urbani vengono trasformati in armi attraverso tecnologie di sorveglianza, il ricorso strategico a geografie legali, protocolli burocratici e pratiche di estrazione e sviluppo di matrice coloniale. Spaziando dalle tecniche di investigazione forense alla ricerca e insegnamento accademico, fino alle pratiche di attivismo, la mostra mira a indagare e decifrare l’ecologia politica delle migrazioni e della violenza dei confini, ricostruendo con accuratezza una geografia comparativa di vari ambienti-confine, in un movimento continuo tra ecosistemi locali e distanti, e viceversa. L’Atlas of Critical Habitats raccoglie una collezione in continua espansione di documenti legali, mappe, un modello 3D e un archivio mediale che esplora pratiche di controllo della frontiera che non si concentrano su soggetti specifici, ma piuttosto mirano a intervenire sugli ambienti che tali soggetti attraversano o abitano. Organizzati secondo un sistema di classificazione climatico, l’Atlas offre un quadro entro cui vengono presentati i progetti di vari architetti e artisti, fra cui anche ricercatori del Centre for Research Architecture. Tempi Morti mira a cogliere i modi in cui gli ambienti ostili si sono infiltrati nella vita quotidiana in forme inedite, influenzandone profondamente i ritmi: i tempi della velocità e dell’attesa, della fretta e dell’immobilità, dell’indolenza irrequieta, della convivialità precaria e della violenza razzializzata. Tre diagrammi temporali-esito di un workshop organizzato in collaborazione con Antenne Migranti e la Fondazione Langer che ha visto la partecipazione di richiedenti asilo e attivisti che vivono a Bolzano-tentano di tracciare le strutture affettive che emergono all’intersezione di temporalità standardizzate e soggettive. Simposio Un simposio che si terrà nel marzo 2020 in collaborazione con la Facoltà di Design e Arte della Libera Università di Bolzano, Z33 House for Contemporary Art, Design and Architecture in Hasselt e il Centre for Research Architecture (Goldsmiths, University of London) creerà una piattaforma discorsiva, performativa e di proiezione per approfondire i temi trattati dalla mostra. Riunendo studiosi, artisti, scienziati, attivisti e designer da contesti locali e internazionali, il simposio s’interrogherà su quali spazi di riparo e rifugio possano ancora esistere in questa atmosfera generale di ostilità. L’installazione verrà presentata nel settembre 2020 alla Z33 House for Contemporary Art, Design and Architecture di Hasselt, nell’ambito di una mostra curata da Silvia Franceschini. Ringraziamenti: Antenne Migranti, Fondazione Langer, Centre for Research Architecture (Goldsmiths, University of London), Filippo Prosser (Museo Civico di Rovereto), Thomas Wilhalm (Museo di Scienze Naturali dell’Alto Adige), Katharina Hersel e Melitta Franceschini (Museo Archeologico di Bolzano), Barbara Lupelli (Archivio Teche RAI Bolzano), Marco Samadelli (EURAC) e Kamil Dalkir. Biografia Lorenzo Pezzani (Trento, 1982. Vive e lavora a Londra) è un architetto e ricercatore. È attualmente Lecturer in Forensic Architecture a Goldsmiths, University of London. Dal 2011 porta avanti Forensic Oceanography, un progetto collaborativo che indaga criticamente sul regime di confini militarizzati nel Mediterraneo, ed è cofondatore della piattaforma WatchTheMed. Insieme a molte ONG, ricercatori, giornalisti e gruppi di attivisti ha prodotto mappe, video, installazioni e rapporti sui diritti umani che mirano a documentare e contrastare le attuali morti di migranti in mare. I suoi lavori sono stati utilizzati come prove in vari tribunali, pubblicati sulla stampa e in riviste accademiche, oltre che esposti e proiettati in varie sedi internazionali. Con il gentile supporto di: Provincia Autonoma di Bolzano, Ripartizione Cultura Regione Autonoma Trentino-Alto Adige British Academy, Small Research Grant Goldsmiths’ Public Engagement Fund Fondazione Cassa di Risparmio, Sudtirolo Comune di Bolzano, Ripartizione Cultura Pasticceria Hofer, Bolzano

ar/ge kunst Via Museo 29, Bolzano, BZ
Intermedia. Archivio di Nuova Scrittura
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Exhibitions
Martedì, 21 Gen 2020 10:00-18:00 |
L'evento si terrà oggi, domani e ogni settimana fino a Dom 07 Giu 2020 nei giorni di: Martedi Mercoledi Giovedi Venerdi Sabato Domenica

Museion Bolzano e Mart Rovereto presentano una doppia mostra sull’Archivio di Nuova Scrittura (ANS), la collezione di Paolo Della Grazia dedicata alle ricerche tra parola e immagine, con particolare attenzione ai movimenti della Poesia visiva e visuale, Poesia concreta e Fluxus. Nel 1998 il collezionista decise di collocare la sua raccolta, tra le più importanti del settore a livello mondiale, a Rovereto e Bolzano, per favorirne lo studio e la valorizzazione. Nasce da qui la doppia esposizione – Intermedia. Archivio di Nuova Scrittura, che si sviluppa contemporaneamente nei due musei. La mostra a Museion Intermedia presenta quasi duecento lavori di settanta artiste e artisti, in un percorso che, prendendo le mosse dalla storia e dall’attività dell’Archivio di Nuova Scrittura, ne lega i diversi nuclei di opere – dalla Poesia concreta al Fluxus alla Poesia visiva e visuale – alla luce del concetto di intermedialità. Utilizzato nel 1965 dall’artista Dick Higgins, il termine intermedia definisce forme artistiche fluide, che superano la tradizionale separazione tra i generi. In questo senso, Intermedia assume la connotazione di una terra inesplorata, che si trova tra collage, musica, teatro, arti visive. Al contempo, la mostra intende contestualizzare la produzione artistica delle esperienze verbo-visuali sottolineandone il respiro internazionale e la connessione con altre ricerche artistiche contemporanee. “Negli anni dal 1960 al 1980 il Paese è stato percorso dal boom economico, dalla contestazione del ’68 e poi dal periodo drammatico del terrorismo. Pensavo che i lavori e gli scritti degli artisti verbovisuali italiani e stranieri riflettessero quei momenti e li rappresentassero secondo una prospettiva inedita e profonda, diversa da quella della società borghese e imprenditoriale nella quale ero cresciuto, vivevo e lavoravo.” Così Paolo Della Grazia a proposito della sua raccolta. “Con le loro fratture, dissonanze, contaminazioni e contro-narrazioni i linguaggi della poesia visiva rappresentavano e rappresentano degli spazi di libertà dal conformismo. In un momento storico di facili slogan, credo che il compito di un’istituzione culturale risieda proprio nella capacità di attirare l’attenzione su questo tipo di interstizi e rendere apprezzabili le zone di grigio: quell’idea di un “in-between” professata dal filosofo creolo Eduard Glissant, a cui Museion si è ripetutamente votata. In questo senso, la mostra non è solo un omaggio alla figura di Paolo Della Grazia e alla sua visionarietà come collezionista, ma ribadisce come la rivoluzione linguistica italiana e internazionale degli anni Sessanta e Settanta sia più attuale che mai” – così Letizia Ragaglia, direttrice di Museion. A cura di Letizia Ragaglia, in collaborazione con Andreas Hapkemeyer, Elena Bini, Frida Carazzato, Giorgio Zanchetti

Museion Piazza Piero Siena 1, Bolzano, BZ
Claude Viallat. L'art vivant
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Exhibitions
Martedì, 21 Gen 2020 10:00
L'evento si terrà oggi, domani e ogni giorno fino a Gio 30 Gen 2020

Il segno distintivo di Claude Viallat, la sua forma-impronta che si conferma ineffabile da oltre cinquant’anni, corrisponde alla decisa ed originale identità visiva dell’artista francese (1936 Nîmes). Ad aprire la via ad una ricerca, che nel tempo si rivelerà appassionata ed infinita, è però il colore e l’impiego di un supporto non convenzionale: il tessuto. Il suo percorso inizia negli anni '60 in un clima culturale particolarmente fervido dell' avanguardia artistica in Francia che lo vede tra i fondatori del movimento Supports/Surfaces; movimento questo, riconosciuto ed ufficializzato poi con la mostra nel 1970 al Musée d’Art Moderne di Parigi. Gli anni a seguire vedono uno sviluppo del suo vocabolario formale all’insegna di una espressione libera da regole estetiche. Al suo il rifiuto della pratica e dell’organizzazione industriale della pittura, segue l’abbandono della tela montata su telaio. Ancora oggi Viallat interviene, su un piano di colore o, spesso, di più colori, composto da tessuti diversi; la varietà di quest’ultimi, dai più poveri ai più pregiati, dai già usati ai nuovi, su cui l’artista è solito dipingere, interagisce con la forma ripetuta in un dialogo che non intende annullare la trama originaria. Negli anni '80, già riconosciuto tra i protagonisti dell'arte contemporanea, Viallat espone da Leo Castelli a New York, al Centre George Pompidou di Parigi e nell' 88 è invitato a rappresentare la Francia alla XLIII Biennale di Venezia. Le mostre personali e le partecipazioni ad eventi internazionali presso istituzioni, tra le quali l’antologica al Muséee Fabre di Montpellier (F) 2014, l’esposizione Unlimited ad Art Basel (CH) 2018 e la più recente presso la Venet Foundation, Le Muy (F) 2019, si susseguono a sottolineare l'importanza di un lavoro che oltre a fare storia è in continuo divenire. La sua forma-base, spesso paragonata ad una cellula, continua a combinarsi, declinandosi nelle molteplici possibilità espressive, come intende suggerire il titolo stesso della mostra - L’art vivant -. L’esposizione è rivolta simultaneamente tanto al riscontro “storico” dell’esperienza dell’artista, quanto a voler cogliere gli elementi distintivi propri delle opere realizzate a partire dal 2004.

Galleria Antonella Cattani contemporary art Via Catinaccio 1/a, Bolzano, BZ
GIOSTRA DELLA VITA. KARL PLATTNER - Immagini esistenziali
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Exhibitions
Martedì, 21 Gen 2020 15:00-18:00 | 10:00 - 12:00
L'evento si terrà oggi, domani e ogni giorno fino a Dom 26 Gen 2020

In occasione die 100 anni dalla nascita di Karl Plattner il museo Civico di Brunico dedica una personale a questo grande artista. La mostra approfondisce diversi aspetti della sua visione del mondo, basandosi su una selezione di opere centrali, tra cui la monumentale Caduta (1968/69) che costituisce un’opera chiave per i diversi traumi dell’arstista. La mostra presenta anche un interesssante confronto tra le opere di Karl Plattner e wuelle di artisti contemporanei quali Jörg Hofer, Gotthard Bonell e Lois Anvidalfarei.

Museo Civico di Brunico Via Bruder Willram 1, Brunico, BZ
Mandlan - Georg Krautgasser
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Exhibitions
Martedì, 21 Gen 2020 20:00-22:00 |
L'evento si terrà oggi, domani e ogni giorno fino a Sab 25 Gen 2020

Raum3000 / Variatio zeigt in der Einzelausstellung „Mandlan“ neue Skulpturen des Künstlers Georg Krautgasser. Der Bildhauer bedient sich einer einfachen, aber ausdrucksstarken Formensprache und sucht eine schnelle und unvermittelte Arbeitsweise. Krautgassers „Mandlan“ sind grob zugeschnittene, bemalte Holzfiguren, ihre Körper und Gesichter mit herben Einschnittskerben versehen. Der Bildhauer versucht in seiner Technik das Material gänzlich auszunutzen. Im Arbeitsprozess verselbstständigt sich die Skulptur und gibt dem Betrachter weiteren Interpretationsspielraum.

Variatio OHG / Raum3000 Variatio, Oberragen 12, 39031 Bruenck Oberstadt, Brunico, BZ
Wohin geht die Reise? Alles ist Wechselwirkung
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Exhibitions
Martedì, 28 Gen 2020 10:00-13:00 | 14:00 - 18:00
ogni settimana fino a Ven 21 Feb 2020 nei giorni di: Martedi Mercoledi Giovedi Venerdi

Una cooperazione con il Künstlerforum di Bonn Leonhard Angerer (IT) | Darja Eßer (DT) | Sibylle Feucht (DT) | Christine Gallmetzer (IT) | Thomas Grandi (IT) | Annegret Heinl (DT) | Hubert Kostner (IT) | Susanne Krell (DT) | Martine Metzing-Peyre (DT) | Sissa Micheli (IT) | Jindeok Choi (DT) | Elisabeth Oberrauch (IT) | Anuschka Prossliner (IT) | Karin Schmuck (IT) | Karl Theo Stammer (DT /IT) | Sukyung Kim (DT) | Lukas Thein (DT) Nell’ambito di due appuntamenti espositivi (il primo organizzato nel 2019 a Bonn), questa cooperazione artistica tocca le tematiche del viaggio e della natura in linea con l’approccio di Alexander von Humboldt. “Tutto è interazione e reciprocità”, scriveva il genio eclettico, esploratore, naturalista e cosmopolita. La mostra si riallaccia sotto molti versi al grande studioso e al suo pensiero che, anche ad oltre due secoli di distanza, non cessa di essere di attualità. L’iniziatore dello scambio internazionale è Karl-Theo Stammer di cui l’Alto Adige è divenuta seconda patria. Analogamente al Sudtirolo, anche la sua Renania è sempre stata zona di transito e, soprattutto in virtù dell’attrattiva turistica, gode oggi di un alto grado di notorietà. Il Südtiroler Künstlerbund, impegnato da ormai tre generazioni a promuovere progetti culturali e giovani talenti, incoraggia al pari del Künstlerforum di Bonn anche la cooperazione internazionale. Su questo sfondo il tema del viaggio è quanto mai ovvio e parimenti complesso, coniuga aspetti positivi come l’ampliamento dell’orizzonte culturale e ripercussioni negative derivanti dall’odierna mobilità. Contributi grafici di Karl Theo Stammer e Anuschka Prossliner rimandano alla natura esplorativa di Humboldt, solito disegnare e tenere diari di viaggio. Elisabeth Oberrauch rilega libri, spennellandovi acquerelli durante i suoi viaggi. Ma anche riferimenti più remoti al grande studioso generano, nella mostra, una varietà di associazioni che ne riportano il pensiero nell’attualità del XXI secolo: la ricercatrice figurativa Christine Gallmetzer indaga con la sua pittura le condizioni del raffigurare. Sulla stessa linea, anche Thomas Grandi che, come la collega, assume in prima persona il ruolo di esploratore. Un altro complesso di temi toccato dalla mostra è quello del viaggiare inteso come incontro, scoperta ed esperienza, come nelle creazioni di Hubert Kostner e Karin Schmuck. Ricorrendo a strumenti e media diversi e muovendo da punti di partenza differenti, artiste ed artisti trattano la tematica sulla scorta del proprio personale vissuto assumendo la posizione di osservatore, come ben emerge nelle fotografie di confine di Leo Angerer o nelle proiezioni di Sissa Micheli. Gli incontri di Bolzano e Bonn, richiamandosi sotto molteplici aspetti alla storia, promuovono dibattiti e confronti attuali offrendo, sul futuro, spunti di riflessione che si riallacciano al passato.

Galleria Prisma Via Weggenstein 12, Bolzano, BZ
Ursula e Dietmar Tiefengraber: Wer glaubt zu wissen Part II
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Martedì, 04 Feb 2020 10:00-12:00 | 16:00 - 18:00
ogni settimana fino a Sab 15 Feb 2020 nei giorni di: Martedi Mercoledi Giovedi Venerdi Sabato

WER GLAUBT ZU WISSEN PART II (Chi crede di sapere – parte II) Il 1 febbraio 2020 Ursula e Dietmar Tiefengraber presentano presso la galleria del Kunstforum Unterland le loro nuove opere sul tema “Chi crede di sapere – parte II”. Nelle loro opere la persona è sempre in primo piano, come anche la domanda: “Perché l’uomo non è stato, e non è, in grado di condurre una vita in armonia con se stesso, con la natura e con i suoi simili?”. Guerre, abuso di potere, un comportamento vergognoso nei confronti della natura e dei propri simili sono eventi e condotte purtroppo all’ordine del giorno. L’ottimizzazione del profitto, la manipolazione e lo sfruttamento di persone, animali e risorse alterano subdolamente i valori morali ed etici. L'influenza delle religioni, della tradizione e del patriottismo modella le persone e trasforma il luogo di nascita in un luogo di destino. Che la fuga rappresenti l'unica via d'uscita, se si cresce in un contesto xenofobo o se si è plasmati dal fanatismo religioso. Le persone diventano semplice materiale, da usare, abusare e smaltire a piacimento. Le famiglie vengono divise e, da un giorno all'altro, ci si ritrova estranei in casa propria. Ursula Tiefengraber, nata nel 1970 a Vienna. Dietmar Tiefengraber, nato nel 1963 a Jenbach. Dal 1993 vivono e lavorano a Wildermieming in Tirolo, dove gestiscono un atelier in comune come artisti indipendenti. Hanno all’attivo numerose mostre in Austria e all’estero. www.atelier-tiefengraber.at

Kunstforum Unterland Via Portici 26, Egna, BZ
Roberta Segata
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Exhibitions
Mercoledì, 29 Gen 2020 15:00-19:00 |
ogni settimana fino a Sab 22 Feb 2020 nei giorni di: Martedi Mercoledi Giovedi Venerdi Sabato

Il progetto fotografico di Roberta Segata è dedicato alla tempesta del 29 ottobre 2018 denominata Vaia, e alle sue conseguenze sulla Magnifica Comunità di Fiemme e su gran parte delle Alpi Orientali. Quel giorno i boschi sono mutati, atterrati da un vento che viaggiava quasi a 200 km orari. Tutto è stato stravolto: il paesaggio e la vita degli abitanti. We are here è un non-racconto di ciò che è successo. È una riflessione sospesa su cosa sia naturale e cosa no, su come l’essere umano dialoghi con la natura prima e dopo l’irreparabile, su cosa significhi imporsi un tempo per capire e sedimentare quando tutto intorno chiede una soluzione veloce e aggressiva. È l’attesa che abbiamo vissuto e che stiamo ancora vivendo. Ad un anno dalla tempesta, molti alberi rimangono a terra nonostante l’impegno continuo delle comunità per salvaguardare l’economia di valle basata sul legno: le dimensioni dell’evento superano le possibilità di rimuoverli in tempo prima che la natura li decomponga. Ma la vita nella penombra del bosco si sta riorganizzando, trasforma l’umana impossibilità di ripulire il disastro in opportunità. E così è anche per le comunità: il bosco caduto è diventato la drammatica opportunità per ripensare al rapporto uomo-natura, all’economia di montagna, al futuro e al passato. Ci sta costringendo a confrontarci coi nostri vicini di casa, ci ricorda che i confini territoriali sono spesso tutt’altro che naturali ma politici, che sono l’eredità di chi ha fatto scelte determinate ben prima di noi, e ci consegna nelle mani la responsabilità per chi verrà dopo il nostro operato, le scelte, le decisioni che prenderemo. Il concept e la progettazione di We are here sono il risultato del lavoro congiunto di Roberta Segata, con Virginia Sommadossi e Elisa Di Liberato, ideatrici di Trentino Brand New, progetto di Centrale Fies art work space dedicato alle “narrazioni minori” e alla coltivazione di nuovi immaginari territoriali. La prima edizione della mostra è stata prodotta dal Museo Arte Contemporanea Cavalese e dal Comune di Cavalese – Assessorato alla Cultura, e curata da Elio Vanzo (Direttore Museo Arte Contemporanea Cavalese). Roberta Segata ha una duplice formazione: si è laureata in Pittura all’Accademia di Belle Arti G.B.Cignaroli di Verona e si è formata come danzatrice nel campo del teatrodanza all’Accademia di Carolyn Carlson ad Arzo in Svizzera e nel suo l’Atelier a Parigi. Il suo lavoro artistico è nato basandosi sulla fusione di questi aspetti usando il corpo come strumento narrativo e la fotografia, insieme al video, come privilegiati mezzi d’espressione. In ogni sua opera la natura è sempre stata una forte protagonista ricercando con essa un dialogo, un modo per ritrovare le proprie radici, paesaggio inconscio che porta a ragionare sull’uomo. Oggi la sua pratica artistica ha trasformato il suo focus concentrandosi sempre di più sul Territorio, il luogo d’appartenenza, sviluppando progetti che coinvolgono le Comunità montane, raccontate attraverso la natura e le persone, la loro relazione, la loro storia, tradizione e i loro mutamenti. Negli ultimi anni ha collaborato con diverse gallerie, festival ed istituzioni italiane ed internazionali. Ha esposto in numerose mostre tra cui alla Galleri Rostrum, Malmö, Svezia; Athens Video/Art Festival, Atene, Grecia; Chapelle des Carmélites, Traverse Vidéo, Toulouse, Francia; FotografiaEuropea, Reggio Emilia; RBcontemporary gallery Milano Italia; Galleria Civica Trento, MART; MANIFESTA7, Italia; Kerry Film Festival, Irlanda; Women in Photography, New York. Ha vinto importanti premi in Italia e all’estero tra cui, il primo premio REW[f] Romaeuropa Webfactory – Jpeggy, la menzione speciale della giuria al Women In Photography International, New York, il primo premio internazionale Art Prize La Colomba, Venezia.

foto-forum via Weggenstein 3f, Bolzano, BZ
Hubert Kostner -  disuguale
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Exhibitions
Venerdì, 07 Feb 2020 10:00-12:30 | 15:00 - 19:00
ogni giorno fino a Mar 10 Mar 2020

La galleria Alessandro Casciaro è lieta di presentare la quinta mostra personale di Hubert Kostner, ? (disuguale). Dopo gli studi di scultura all’Accademia delle Belle Arti di Monaco di Baviera, Hubert Kostner, che vive e lavora a Castelrotto, a partire dalle sue prime apparizioni nel mondo dell‘arte verso la fine degli anni 1990 si dedica alla trasformazione e transcodificazione di oggetti e percezioni di tutti i giorni tramite lo spostamento del contesto. In tal modo, nel quadro di riferimento dell’arte egli rende possibile un cambiamento della prospettiva e quindi un più ampio quadro di interpretazioni. A questo scopo preleva spesso materiali e oggetti di consumo quotidiano estranei all’arte dal suo ambiente culturale, come per esempio un rivestimento di sci, una corda d’arrampicata oppure un bastone trovato per strada. Nell’attuale mostra Hubert Kostner si dedica alla distinzione e al potenziale di conflitto tra "naturale" e "artificiale", tra ciò che esiste senza l’intervento dell’uomo e ciò che l’uomo ha creato. Non è la stessa cosa. "?", disuguale, è intitolata la sua ormai ventunesima mostra personale. Nelle due sale principali, Hubert Kostner contrappone materiali di tutti i giorni, allestiti in modo installativo: alla cera d’api "naturale" la plastica "artificiale" di bottiglie per bevande. Nel contesto dell’arte essi diventano "quadri di cera" e "sculture di plastica". Mentre la cera d’api rappresenta la natura pura, la plastica è ormai diventata uno dei peggiori nemici dell’ambiente, anche perché come imballaggio frena il naturale processo di decomposizione dei materiali organici e da parte sua non è biodegradabile. Entrambi i materiali, la cera come la plastica, sono facilmente plasmabili sotto l’effetto del calore. A questo punto lo scultore diventa creatore di plastiche, capace di ricavare da entrambe le cose, dall’"artificiale" come dal "naturale", qualità estetiche, lasciando agire il materiale stesso. Anche se il processo di modellazione viene gestito dall’artista, non è tuttavia del tutto controllabile. La cera sfiorisce quando indurisce, i colori che variano dal verde-arancio al bianco-azzurro delle bottiglie da 1,5 litri d’uso commerciale perdono la loro intensità. I lavori esposti sono stati realizzati tutti tra il 2017 e il 2020 e portano coerentemente avanti il concetto di Hubert Kostner di un confronto critico, mai però moraleggiante, con la nostra realtà di vita, seguendo la strategia scultorea della "deformazione".

Galleria Alessandro Casciaro Via Cappuccini 26/a, Bolzano, BZ
Erhalt der Kulturpflanzenvielfalt: Tagung und Ausstellung
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Exhibitions
Venerdì, 07 Feb 2020 14:00-18:00 |
Venerdì 07 Feb 2020

Vom Bohnenglück und alten Kultursorten: Die Südtiroler Bäuerinnenorganisation, in Zusammenarbeit mit der Arbeitsgruppe, lädt zum Saatgutfest nach Vahrn: eine Tagung zum Erhalt der Kulturpflanzen – ein tolles Gemeinschaftsprojekt! Warum lohnt es sich alte Kultursorten zu erhalten? Diese Frage wird Lydia Bongartz von Arche Noah bei der Tagung am 7. Februar in der Fachschule Salern beantworten. Leider sterben täglich Nutzpflanzen für immer aus. Verloren, verschwunden. Für immer! Deshalb ist der Erhalt der Kultursorten für die Südtiroler Bäuerinnenorganisation weiterhin ein großes Anliegen. 2021 startet dazu ein Lehrgang. Dieser Lehrgang wird bei der Tagung vorgestellt. Zudem gibt es weitere Impulsvorträge: Bohnenglück mit Elisabeth Pircher (Bäuerinnen-Dienstleisterin), Getreide-Landsorten aus Südtirol mit Manuel Pramsohler, Versuchszentrum Laimburg. Termin: Freitag, 7. Februar, Beginn 14 Uhr, Fachschule für Land- und Hauswirtschaft Salern, Vahrn Rahmenprogramm: • Sortengarten Südtirol - verschieden Mitglieder stellen aus • Fachschule für Land- und Hauswirtschaft Salern - Stand zur Verkostung • „Südtrioler Bäuerinnen. Aus unserer Hand“ - Hof- und Gartenführerinnen • Kulturpflanzen der Alpen - Wanderausstellung • Lektürenstand Buchhandel Weger Ein Gemeinschaftsprojekt: Bioland Südtirol, Fachschule für Land- und Hauswirtschaft Salern, Sortengarten Südtirol, Südtiroler Bäuerinnenorganisation, SBB-Weiterbildungsgenossenschaft, Versuchszentrum Laimburg

Carlo Mussner - Formazioni cromatiche
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Exhibitions
Venerdì, 14 Feb 2020 08:00-12:00 |
ogni settimana fino a Ven 15 Mag 2020 nei giorni di: Lunedi Martedi Mercoledi Giovedi Venerdi

La mostra espone una serie di quadri che, a prima vista, ricordano paesaggi rurali. Ma, nelle opere di Carlo Mussner, i gruppi di edifici e di case sono solo punti di partenza per le sue formazioni cromatiche. Con processi creativi ben ponderati, attraverso la semplificazione e la modulazione delle superfici, l’artista sviluppa paesaggi cromatici che, come un mosaico rasentano in parte l’astrazione. È il colore a dominare le opere, realizzate prevalentemente a olio. Indifferente alle tendenze moderne, Mussner costruisce la realtà in modo nuovo, evocando nell’osservatore impressioni raffinatamente ottiche ed emotive, unite talvolta a una nota lievemente critico-nostalgica sulla sua terra. Pittore e doratore di sculture in legno, nato a Ortisei nel 1938, Carlo Mussner frequenta la Scuola professionale in Val Gardena, scoprendo, grazie a Milli Schmalzl, la sua passione per la pittura. Dal 1954 è membro del Circolo Artistico Culturale di Ortisei, di cui è presidente dal 1965 al 1969. Le sue opere di vario genere sono state esposte in varie mostre in Italia e all’estero.

Municipio Via Walther-von-der-Vogelweide 30/A, Laion, BZ
Fondazione Provincia

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