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Alps Move 2026
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Theatre
Giovedì, 22 Ott 2026 20:00

TO TREAD THE SALTY DEEP Beneath the water the tempest is nothing but a song Beneath this skin we are nothing But a storm Janina Diller To Tread the Salty Deep è un assolo in cui il piano fisico, sonoro e narrativo si attivano e si alimentano a vicenda, dando vita a una performance sospesa tra il mitologico e il punk, tra danza, arte sonora e poesia. La voce e il corpo femminili sono l’origine e la forza motrice di questo universo scenico. L’opera attinge dalla ricerca sulla figura della sirena come lente per esaminare il processo di alterizzazione del corpo femminile – la sua demonizzazione, erotizzazione e controllo. Questo archetipo, stratificato nel mito, diventa lo strumento con cui il pezzo esplora possibili narrazioni, reinterpretate e reimmaginate attraverso la composizione di tensioni, accumuli, attriti e melodie cullanti. Concetto, coreografia, interprete: Margherita Dello Sbarba Musica originale: George Dhauw & Margherita Dello Sbarba Sound Design: George Dhauw Drammaturgia: Antia Diaz Otero Regia luci: Margherita Dello Sbarba Assistenza coreografica: Alexandros Anastasiadis Produzione: Uncanny Paradise AGAIN BUT DIFFERENT Again but Different esplora l’impatto della pressione costante esercitata dalla società contemporanea sul corpo e sulla mente. In un contesto che richiede di essere sempre efficienti, produttivi e performanti, il corpo diventa uno spazio di controllo, disciplina e resistenza. L’assolo invita a riflettere sul rapporto tra forza e vulnerabilità e sulla capacità di accogliere la caduta come parte del percorso. Un viaggio alla ricerca dell’armonizzazione di corpo, mente e spirito, in cui dare valore alla presenza, consapevolezza e libertà. Movimenti e sequenze si ripetono con sempre meno tensione ed in maniera sempre più fluida ed organica. Attraverso la performance la danzatrice richiede un ritorno all’ascolto ed alla calma; lasciando andare aspettative esterne e controllo e ricercando il proprio equilibrio energetico. Concetto, coreografia, interprete, produzione: Giorgia Calliari Drammaturgia: Eva Robayo Foto: Ian Cardoz Regia luci: Eva Robayo THE SOUND OF RAIN The Sound of Rain prende corpo da una domanda: il restare immobili può essere una forma di forza? Non un tentativo di opporre resistenza alla vita ma un calarsi nella sua profondità. Ispirandosi al suono della pioggia il pezzo invita tanto i performer quanto il pubblico a rallentare, ascoltarsi e riscoprire una presenza nel mezzo del turbamento. Due corpi entrano nello spazio come entità distinte, ognuno vibrando alla sua frequenza, per poi entrare in risonanza. Secondo il principio della “e-motion, energy in motion”, qui l’emozione non viene rappresentata ma attivata. Gli stati d’animo sono approcciati come forze cinetiche che attraversano il corpo, cambiando costantemente forma, densità e direzione. Il movimento diventa un modo per pensare e sentire contemporaneamente, rivelando la vitalità e fluidità dell’emozione. Concetto, coreografia: Ladina Whitehead, Vanessa Morandell Interpreti: Ladina Whitehead, Fazil On Yu Foto: Marco Wolff Regia luci: Vanessa Morandell EVERYTHING STARTS FROM POINT ONE Un corpo. Due anime di un unico impulso interiore. Un gioco di avvicinamento e allontanamento, adattamento e ricerca di sé. Qualcosa cresce. Si avviluppa. Allo stesso tempo sostiene e consuma. Quanto resta di me stessa, alla ricerca di una connessione con gli altri? La danza si muove nelle intercapedini, cerca un equilibrio tra l’Io ed il Noi. È come una trama che si annoda su sé stessa. Un conflitto tra il desiderio di restare fedeli a sé stessi e il bisogno di essere parte di un tutto. Everything starts from point one prende spunto dal “fico strangolatore”, un affascinante fenomeno di adattamento e strategia di sopravvivenza nel mondo vegetale in cui il seme del fico, crescendo in simbiosi con la pianta ospite, finisce per consumarla. Concetto, coreografia, interpreti, produzione: Mirjam Plank, Lea Markgraf Musiche e suoni: Samuel Merold Foto: Stefan Grau

Teatro Comunale di Gries Galleria Telser 13, Bolzano, BZ
Alps Move 2026
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Theatre
Sabato, 24 Ott 2026 19:00

PAYSAGE MÈRE Nelle prime settimane dopo la nascita si apre un tempo sospeso tra stupore e sfinimento, in cui nulla è definito e tutto è in trasformazione. Il corpo cerca un nuovo equilibrio, mentre madre e figlio vivono il mondo come un’unica entità. Paysage mère esprime questa condizione attraverso un’installazione percorribile, raccontando la fragile e silenziosa forza che permea questo momento. Canti e nenie attraversano lo spazio come una foschia: a volte quasi impalpabili, altre fisicamente percepibili. Calmano, sostengono, liberano. Con la nascita di un figlio, una donna intraprende una trasformazione verso l’ignoto. La performance indugia in questo scenario, ne rivendica la visibilità e invita il pubblico ad attraversare i paesaggi della maternità come testimoni. Concetto, regia, produzione: Sabrina Fraternali, Marika Rainer, Sylvie Riant Coreografia: Sabrina Fraternali Interpreti: Sabrina Fraternali, Marika Rainer e altri interpreti Foto, video, costumi, installazione: Sylvie Riant Musica e suoni: Marika Rainer CROLLI SILENZIOSI – STILLE EINSTÜRZE Crolli Silenziosi – Stille Einstürze esplora una domanda essenziale: come si muove un corpo quando ascolta? Frutto di una lunga ricerca artistica nei paesaggi naturali, il lavoro prende forma come un’installazione coreografica in cui danza, suono, materia e mito si intrecciano. Due danzatrici entrano in contatto con le pietre, testimoni del tempo e custodi della memoria. Ispirandosi alla leggenda dolomitica di Tanna, la performance indaga la fragilità, la trasformazione e il delicato equilibrio tra crollo e ascesa. Un poetico spazio esperienziale in cui silenzio, attenzione e senso di appartenenza diventano esperibili attraverso il corpo. Concetto: Claudia Tomasi in collaborazione con Francesca Pedullà & Thomas Beck Coreografia, interpreti: Claudia Tomasi, Francesca Pedullà Testi, voce: Thomas Beck Musica originale e suoni: Benjamin Tomasi Foto: barbaracali(C)torinocity Produzione: Claudia Tomasi IN BALANCE (AUF MESSERS SCHNEIDE) La fiducia è uno degli elementi fondamentali delle relazioni umane: un filo invisibile che unisce le persone. Fidarsi significa aprirsi all’altro, rinunciare a una parte del controllo e, al tempo stesso, esporsi alla vulnerabilità. Un equilibrio delicato tra restare saldi e cedere, tra vicinanza e lontananza. La corda diventa il simbolo di questo fragile equilibrio. Tra gli strumenti più antichi dell’umanità, può salvare, sostenere, unire e offrire sicurezza, ma anche costringere, limitare e minacciare. Nella pratica dello Shibari la corda non è soltanto uno strumento di legatura, ma l’espressione di una fiducia profonda. Chi si lascia legare si consegna nelle mani dell’altro. Un equilibrio che non è mai definitivo, ma che va continuamente ritrovato. Concetto, regia, costumi, produzione: Rixa Rottonara Coreografia, interpreti: Iris Gonzales, Rixa Rottonara CLOWDS Le nuvole rappresentano l’elemento aria, che può essere associato alla libertà, alla leggerezza e alla capacità di trasformarsi. Simboleggiano indipendenza e flessibilità: le cose vecchie si dissolvono e ne nascono di nuove. Clowds (1998) fa parte di una videoinstallazione dedicata ai quattro elementi. In questo spazio l’opera acquista una risonanza particolare: la porzione di paesaggio che circonda il monastero, ritagliata dalla finestra posta di fronte allo schermo, amplia lo spazio visivo del video, fondendo l’opera, l’architettura e la natura in un’unica esperienza percettiva. Come le nuvole che scorrono nel video, anche la finestra presenta allo sguardo il mondo esterno in continua trasformazione, mentre gli ambienti interni trasmettono un senso di permanenza. Concetto, coreografia, interpreti, costumi: Remo Rostagno, Doris Plankl Video, regia: Andreas Pichler Musica originale e suoni: Susanna Schönberg Produzione: IDEA_tanztheaterperformance ADD_SOFTNESS Il lavoro di 3k si dedica alla ricerca di un equilibrio tra morbidezza e fermezza. In un presente segnato da prestazioni e aspettative, la performance si interroga su come la delicatezza possa non solo essere preservata, ma anche coltivata. Quand’è che la resilienza si trasforma in durezza? E può essere proprio la morbidezza a diventare una forma di protezione? In un dialogo performativo le interpreti sperimentano con la voce, il suono e il movimento, accostando i gesti automatizzati del truccarsi alla toeletta all’atto di indossare un equipaggiamento da hockey. A partire da queste pratiche di preparazione, il lavoro esplora le sottili sfumature che separano morbidezza e durezza, interrogandosi sulle diverse forme di protezione, resistenza e vulnerabilità che esse rendono visibili. Concetto: Michèle Schladebach, Greta Schuster, Marika Rainer, Sabrina Fraternali Coreografia: Greta Schuster, Sabrina Fraternali Interpreti: Greta Schuster, Marika Rainer Musica originale: Michèle Schladebach Foto: Martina Cavinato HABIT Un bagliore Passi del passato spogliano la veste del presente. Un vortice scaglia ciò che è antico, ciò che pesa, nello spazio dell’infinito e si apre il sentiero di ciò che verrà. In dialogo con la scultura di carta di Elisabeth Oberrauch, Simone Oberrauch e Massimo Bertinelli attraversano, abitano e illuminano gli spazi della biblioteca dell’abbazia. Scultura, suono e movimento entrano in rapporto con l’architettura e la storia della biblioteca, dando vita a un teatro del corpo poetico e performativo. Creata appositamente per questo luogo, l’installazione intreccia passato e presente in uno “spazio dell’infinito”. In un’epoca dominata da un approccio superficiale e veloce alla conoscenza, Habit invita a rallentare e soffermarsi nel raccoglimento. Concetto: Simone Oberrauch, Massimo Bertinelli, Elisabeth Oberrauch Coreografia, interpreti, regia, foto, costumi: Simone Oberrauch, Massimo Bertinelli Musiche originali e suoni: Massimo Bertinelli Produzione: Cie. ATZAR

Abbazia di Novacella Via Abbazia 1, Varna, BZ
Alps Move 2026 | DOLOMITE FLOW
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Formation
Domenica, 25 Ott 2026

Open CI Jam: martedì 27 ottobre 2026 dalle ore 19:30 A conclusione della rassegna Alps Move invita il pubblico a partecipare al mini-festival di Contact Improvisation Dolomite Flow. Birgit Krejci, responsabile dell’organizzazione dei workshop, è riuscita ad ottenere per questa edizione la danzatrice, performer e coreografa finlandese di fama internazionale Katja Mustonen. Con una splendida vista sulle Dolomiti, vi aspettano un CI Intensive, un CI Workshop con Ronja Eick, CI Jams con Alex Zampini, Authentic Relating sessions, Bodywork, escursioni e molto altro. Alcuni posti per il 2026 sono già riservati. Chi ha già partecipato lo sa: vale la pena prenotarsi per tempo. Info e prenotazioni a b.krejci@gmx.at

Haus der Familie Via Stella 1-7, Renon, BZ
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