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Informazioni evento
Mostra fotografica e informativa del WWF. Dal 2005 c’è un processo di ritorno graduale dell’orso bruno in Alto Adige, che permette a chi abita le montagne locali di riadattarsi alla sua presenza
Il linguaggio artistico di Esther Stocker si fonda sul bianco e nero, con sfumature di grigio. I suoi strumenti espressivi sono le griglie, che l’artista concepisce come un sistema aperto e modulare, dotato di innumerevoli possibilità compositive. Deviazioni all’interno della struttura reticolare – per lo più minimi slittamenti – generano una sottile permutazione visiva e un disordine che mette l’immagine in movimento, senza mai abbandonare la geometria. La griglia non viene infranta, ma destabilizzata dall’interno attraverso spostamenti e sovrapposizioni, creando una tensione visiva percepibile: uno spazio di transizione e di interstizio.
Nella mostra allestita nel mastio Esther Stocker presenta, accanto ad altri lavori, un’installazione a grandezza naturale concepita appositamente per lo spazio: Atlas. Atlante, il titano della mitologia greca che osò contendere il potere agli dei dell’Olimpo e fu punito da Zeus con la condanna a sostenere per l’eternità la volta celeste sulle proprie spalle. Anche l’Atlas del mastio è rivestito da una griglia che agisce come un corsetto e richiama coordinate geografiche. L’effetto camouflage offusca la percezione di superficie e corpo.
La mostra è accompagnata da un catalogo.
(Heinrich Schwazer)
Le metropoli di Vienna e, in particolare, di Monaco di Baviera hanno lasciato la loro impronta nell’architettura dell’Alto Adige. A ciò ha dato un contributo fondamentale il turismo. Infatti, i vacanzieri e i loro architetti portavano con sé le nuove tendenze nel campo dell’edilizia, che si concretizzavano in ville, palazzi residenziali e alberghi.
Sfaccettata eredità del turismo della Belle Époque, molte di queste costruzioni sono oggi tutelate dal vincolo delle Belle Arti. Nel 1906 l’industriale Friedrich Wannieck diede incarico agli architetti di Monaco Alois e Gustav Ludwig di progettare Villa Sangart, a Merano. Di lì a poco, i due fratelli aprirono a Bolzano una filiale del loro studio di architettura.
Oltre alla villa e a svariati grand hotel , i Ludwig progettarono edifici commerciali e palazzi culturali. Nel 2022 alcune planimetrie dei fratelli Ludwig furono riscoperte a Merano e donate al Touriseum. Attualmente, il Museo provinciale del turismo sta conducendo, assieme all’Università di Innsbruck, un progetto di ricerca su vita e opere dei due architetti. Per la prima volta, in questa mostra, parte del materiale di ricerca è esposto al pubblico.
La mostra offre uno sguardo sorprendente su numerose collezioni private altoatesine e presenta, attraverso una selezione di esempi significativi, opere di artiste e artisti locali e internazionali, che spaziano dalla prima Età moderna fino all’epoca contemporanea.
Al centro dell’esposizione vi sono le collezioniste e i collezionisti stessi: la loro motivazione, il loro impegno nel sostegno alla cultura, il loro mecenatismo e il rapporto privilegiato, talvolta profondamente personale, con determinati artisti e artiste.
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